Articoli di Amedeo Lomonaco per la Radio Vaticana >>

 
 
Web www.ratzingerbenedettoxvi.com PageRankTop.com


CERIMONIA DI BENVENUTO AD AMMAN (8 MAGGIO 2009)

Radio Vaticana, 8 maggio 2009

Il Papa ad Amman: vengo come pellegrino per venerare i Luoghi Santi. Si promuova la pace in Medio Oriente, la libertà religiosa e l'alleanza tra occidente e mondo musulmano

“Vengo in Giordania come pellegrino, per venerare i luoghi santi”: con queste parole, pronunciate durante la cerimonia di benvenuto all’aeroporto di Amman, Benedetto XVI ha iniziato il suo pellegrinaggio in Terra Santa, che dall’11 al 15 maggio lo vedrà in Israele e Territori palestinesi. L’aereo papale è atterrato nell’aeroporto della capitale giordana alle 13.24 ora italiana. Ad accogliere Benedetto XVI, il Re Abdallah II, accompagnato dalla Regina Rania, e i Patriarchi e vescovi della Giordania e della Terra Santa. Il Papa ha parlato della libertà religiosa come diritto umano fondamentale, della promozione di una pace durevole e di una vera giustizia in Medio Oriente, dell’alleanza di civiltà tra mondo occidentale e quello musulmano a smentire i profeti della inevitabilità del conflitto tra le culture. Ma diamo la linea al nostro inviato ad Amman, Pietro Cocco:

E’ un benvenuto, quello tra il Re e il Papa, che ha guardato subito alle questioni cruciali di questa visita alla Terra Santa, a partire dalla Giordania. Benedetto XVI sente di venire in una terra ricca di storia, patria di antiche civiltà,profondamente intrisa di significato religioso per Ebrei, Cristiani e Musulmani:
 
“I come to Jordan as a pilgrim, to venerate holy places …
Vengo in Giordania come pellegrino, per venerare i luoghi santi che hanno giocato una così importante parte in alcuni degli eventi chiave della storia biblica” come il Monte Nebo, con il Memoriale di Mosè, e Betania, al di là del Giordano, dove Giovanni Battista “predicò e rese testimonianza a Gesù”.
 
Al tempo stesso, il Papa ha elogiato il regno haschemita per il suo impegno per la pace in Medio Oriente:
 
“Indeed the Kingdom of Jordan has long been at the forefront of initiative …
In effetti, il Regno di Giordania è da tempo in prima linea nelle iniziative volte a promuovere la pace nel Medio Oriente e nel mondo, incoraggiando il dialogo inter-religioso, sostenendo gli sforzi per trovare una giusta soluzione al conflitto israeliano-palestinese, accogliendo i rifugiati dal vicino Iraq, e cercando di tenere a freno l’estremismo”.
 
Possano questi sforzi, ha aggiunto il Papa, portare “frutto nello sforzo di promuovere una pace durevole e una vera giustizia per tutti coloro che vivono nel Medio Oriente.”

Altrettanto caloroso e attento alle dimensioni religiose e politiche, il discorso di saluto del Re di Giordania, Abdullah II. Il Re ha voluto salutare in Benedetto XVI prima di tutto un pellegrino di pace, definendo la sua presenza in Giordania come un momento storico. “Si senta a casa, le porte sono aperte”. “La coesistenza e l’armonia fra musulmani e cristiani – ha detto – sono un tema urgente nel mondo. Oggi insieme siamo impegnati nel mutuo rispetto. Qui ed ora è il momento di un dialogo globale”. “L’armonia tra noi – ha ancora proseguito il Re giordano – il dialogo, hanno la loro base nella nostra fede in un unico Dio”. Il Re ha poi espresso l’impegno suo e del suo Paese perché sia riconosciuto il diritto dei palestinesi ad uno Stato e quello di Israele alla sicurezza, così come il rispetto del carattere religioso dei Luoghi Santi di Gerusalemme.

Da parte sua, Benedetto XVI ha voluto sottolineare l’importanza del ruolo svolto dal Re giordano “nel promuovere una migliore comprensione delle virtù proclamate dall’Islam. Impegno che si è concretizzato in iniziative che hanno favorito “un’alleanza di civiltà tra il mondo occidentale e quello musulmano, smentendo le predizioni di coloro che considerano inevitabili la violenza e il conflitto”.
 
A riprova di questo, il Papa ha poi espresso la gioia di poter benedire nei prossimi giorni le prime pietre delle chiese che saranno costruite sul luogo tradizionale del Battesimo del Signore. La possibilità che la comunità cattolica di Giordania possa edificare pubblici luoghi di culto è un segno del rispetto di questo Paese per la religione:
 
“On their behalf I want to say how much this openness is appreciated…
A nome dei Cattolici desidero esprimere quanto sia apprezzata questa apertura. La libertà religiosa è certamente un diritto umano fondamentale ed è mia fervida speranza e preghiera che il rispetto per i diritti inalienabili e la dignità di ogni uomo e di ogni donna giunga ad essere sempre più affermato e difeso, non solo nel Medio Oriente, ma in ogni parte del mondo”.
 
Per questi motivi, Benedetto XVI ha voluto ribadire come da parte sua vi sia un profondo rispetto per la comunità musulmana: “Spero vivamente, ha concluso, che questa visita e, in realtà, tutte le iniziative programmate per promuovere buone relazioni tra cristiani e musulmani, possano aiutarci a crescere nell’amore verso Dio Onnipotente e Misericordioso, come anche nel fraterno amore vicendevole".
 
Come da tradizione, Benedetto XVI ha inviato durante il viaggio aereo una serie di telegrammi indirizzati ai Paesi sorvolati, ovvero Italia, Grecia, Cipro, Libano e Siria. Col presidente della Repubblica italiana, in particolare, il Papa definisce nel telegramma “provvidenziale” la sua opportunità di “ricalcare le orme del Divino Maestro” in Terra Santa, dove ribadisce di andare per “pregare per la giustizia e per la pace” e per “incoraggiare il dialogo ecumenico e interreligioso”. “Sono certo - scrive in risposta il capo di Stato italiano - che il suo messaggio di pace e di speranza troverà terreno fertile in tutti gli uomini di buona volontà che si impegnano affinché quei luoghi diventino il simbolo di una ritrovata e pacifica convivenza fra tutti i ‘popoli del libro’”.

CERIMONIA DI BENVENUTO

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Aeroporto internazionale Queen Alia di Amman
Venerdì, 8 maggio 2009
 

Maestà,
Eccellenze,
Cari Fratelli Vescovi,
Cari Amici,

è con gioia che saluto tutti voi qui presenti, mentre inizio la mia prima visita in Medio Oriente dalla mia elezione alla Sede Apostolica, e sono lieto di posare i  piedi sul suolo del Regno Ascemita di Giordania, una terra tanto ricca di storia, patria di così numerose antiche civiltà, e profondamente intrisa di significato religioso per Ebrei, Cristiani e Musulmani. Ringrazio Sua Maestà il re Abdullah II per le sue cortesi parole di benvenuto e Gli porgo le mie particolari congratulazioni in questo anno che segna il decimo anniversario della sua ascesa al trono. Nel salutare Sua Maestà, estendo di cuore i migliori auguri a tutti i membri della Famiglia Reale e del Governo, e a tutto il popolo del Regno. Saluto Sua Beatitudine Fouad Twal e Sua Beatitudine Theophilo III ed anche gli altri Patriarchi e Vescovi qui presenti, specialmente quelli con responsabilità pastorali in Giordania. Mi dispongo con gioia a celebrare la liturgia nella Cattedrale di San Giorgio domani sera e nello Stadio Internazionale domenica insieme con Voi, cari Vescovi, e con così numerosi fedeli affidati alla vostra cura pastorale.

Sono venuto in Giordania come pellegrino, per venerare i luoghi santi che hanno giocato una così importante parte in alcuni degli eventi chiave della storia Biblica. Sul Monte Nebo, Mosè condusse la sua gente per gettare lo sguardo entro la terra che sarebbe diventata la loro casa, e qui morì e fu sepolto. A Betania al di là del Giordano, Giovanni Battista predicò e rese testimonianza a Gesù, che egli stesso battezzò nelle acque del fiume che dà a questa terra il nome. Nei prossimi giorni visiterò entrambi questi luoghi santi e avrò la gioia di benedire le prime pietre delle chiese che saranno costruite sul luogo tradizionale del Battesimo del Signore. La possibilità che la comunità cattolica di Giordania possa edificare pubblici luoghi di culto è un segno del rispetto di questo Paese per la religione e a nome dei Cattolici desidero esprimere quanto sia apprezzata questa apertura. La libertà religiosa è certamente un diritto umano fondamentale ed è mia fervida speranza e preghiera che il rispetto per tutti i diritti inalienabili e la dignità di ogni uomo e di ogni donna giunga ad essere sempre più affermato e difeso, non solo nel Medio Oriente, ma in ogni parte del mondo.

La mia visita in Giordania mi offre la gradita opportunità di esprimere il mio profondo rispetto per la comunità Musulmana e di rendere omaggio al ruolo di guida svolto da Sua Maestà il Re nel promuovere una migliore comprensione delle virtù proclamate dall’Islam. Ora che sono passati alcuni anni dalla pubblicazione del Messaggio di Amman e del Messaggio Interreligioso di Amman, possiamo dire che queste nobili iniziative hanno ottenuto buoni risultati nel favorire un’alleanza di civiltà tra il mondo Occidentale e quello Musulmano, smentendo le predizioni di coloro che considerano inevitabili la violenza e il conflitto. In effetti, il Regno di Giordania è da tempo in prima linea nelle iniziative volte a promuovere la pace nel Medio Oriente e nel mondo, incoraggiando il dialogo inter-religioso, sostenendo gli sforzi per trovare una giusta soluzione al conflitto Israeliano-Palestinese, accogliendo i rifugiati dal vicino Iraq, e cercando di tenere a freno l’estremismo. Non posso lasciare passare questa opportunità senza richiamare alla mente gli sforzi d’avanguardia a favore della pace nella regione fatti dal precedente re Hussein. Come appare opportuno che il mio incontro di domani con i leader religiosi musulmani, il corpo diplomatico e i rettori dell’Università abbia luogo nella moschea che porta il suo nome. Possa il suo impegno per la soluzione dei conflitti della regione continuare a portar frutto nello sforzo di promuovere una pace durevole e una vera giustizia per tutti coloro che vivono nel Medio Oriente.

Cari Amici, nel Seminario tenutosi a Roma lo scorso autunno presso il Foro Cattolico-Musulmano, i partecipanti hanno esaminato il ruolo centrale svolto, nelle nostre rispettive tradizioni religiose, dal comandamento dell’amore. Spero vivamente che questa visita e in realtà tutte le iniziative programmate per promuovere buone relazioni tra Cristiani e Musulmani, possano aiutarci a crescere nell’amore verso Dio Onnipotente e Misericordioso, come anche nel fraterno amore vicendevole. Grazie per la vostra accoglienza, Grazie per la vostra cortesia. Che Dio conceda alle loro Maestà felicità e lunga vita! Che Egli benedica la Giordania con la prosperità e la pace!

© Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana

 

 

Webmaster: Amedeo Lomonaco - Sottofondo: Resurrexi