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PREGHIERA
DEL PAPA CON IL CENACOLO (12 MAGGIO 2009) |
La
preghiera del Papa nel Cenacolo: sostenere le comunità
cattoliche in Terra Santa
La
presenza dei cristiani nei luoghi in cui visse Gesù è
“vitale” e va sostenuta e consolidata perché sia
promotrice di pace. L’appello di Benedetto XVI è
risuonato questa mattina fra le mura del Cenacolo, nel
quale il Papa ha recitato il Regina Coeli assieme
agli ordinari di Terra Santa. Poco dopo, nella
Concattedrale latina di Gerusalemme, la nuova preghiera di
Benedetto XVI per la fine del conflitto e delle sofferenze
che patisce il Medio Oriente. Il servizio di Alessandro
De Carolis:
(Canto Veni Creator)
“Fare tutto quello che è in vostro potere”. E’
la frase-chiave di un discorso che considera la realtà
dei cristiani di Terra Santa di oggi dal luogo in cui
quelli di venti secoli fa, sparuti e impauriti, prendevano
coscienza della loro missione. Tra le mura in stile gotico
e sotto le arcate e le volte a crociera che danno volto
alla Sala superiore del Cenacolo, Benedetto XVI ha
affrontato come pastore supremo della Chiesa la questione
delle comunità cattoliche della Terra Santa. Comunità,
ha detto con riconoscenza, che “nella loro fede e
devozione, sono come delle candele accese che illuminano i
luoghi santi cristiani”. Tuttavia, al Papa sono ben noti
i bisogni concreti e le difficoltà ambientali che
costellano la quotidianità della Chiesa locale. E dunque,
ha affermato il Pontefice:
“Dear brother bishops, count on my support…
Cari fratelli vescovi, contate sul mio appoggio ed
incoraggiamento nel fare tutto quello che è in vostro
potere per aiutare i nostri fratelli e sorelle Cristiani a
rimanere e ad affermarsi qui nella terra dei loro antenati
ed essere messaggeri e promotori di pace (...) Da parte
mia, rinnovo il mio appello ai nostri fratelli e sorelle
di tutto il mondo a sostenere e ricordare nelle loro
preghiere le comunità cristiane della Terra Santa e del
Medio Oriente.”
Assistenza spirituale, valori e principi, ma anche
istruzione, preparazione professionale, iniziative sociali
ed economiche. Tutto questo la Chiesa di Terra Santa mette
in campo per migliorare la condizione dei cristiani del
posto. Ma Benedetto XVI guarda più in alto. “Nella
misura in cui il dono dell’amore è accettato e cresce
nella Chiesa - ha detto - la presenza cristiana nella
Terra Santa e nelle regioni vicine sarà viva. Questa
presenza è di importanza vitale per il bene della società
nel suo insieme”:
“The different christian Churches found here…
Le diverse Chiese cristiane che qui si trovano
rappresentano un patrimonio spirituale ricco e vario e
sono un segno delle molteplici forme di interazione tra il
Vangelo e le diverse culture. Esse ci ricordano anche che
la missione della Chiesa è di predicare l'amore
universale di Dio e di riunire da lontano e da vicino
tutti quelli che sono chiamati da Lui, in modo che, con le
loro tradizioni ed i loro talenti, formino l’unica
famiglia di Dio".
“Un nuovo impulso spirituale verso la comunione nella
diversità nella Chiesa Cattolica ed una nuova
consapevolezza ecumenica hanno segnato il nostro tempo -
ha riconosciuto il Papa - specialmente a partire dal
Concilio Vaticano II”. Un impulso proprio del luogo che
vide irradiare gli Apostoli della forza e della luce dello
Spirito Santo. E “questo amore trasformante, che è
grazia e verità”, ha ribadito il Papa:
“Prompt us, as individuals and communities…
Ci sollecita, come individui e come comunità, a
superare la tentazione di ripiegarci su noi stessi
nell'egoismo o nell’indolenza, nell’isolamento, nel
pregiudizio o nella paura, e a donarci generosamente al
Signore ed agli altri. Ci porta come comunità cristiane
ad essere fedeli alla nostra missione con franchezza e
coraggio”.
(Canto Regina Coeli)
Dal Cenacolo alla Concattedrale latina di Gerusalemme,
edificata nel 1847 e dedicata al Santissimo Nome di Gesù.
Affetto e calore hanno accolto Benedetto XVI, al quale ha
rivolto un indirizzo di saluto il Patriarca, mons. Fouad
Twal, sottolineando, fra l’altro che:
“I sacerdoti, seminaristi, religiosi, religiose e
laici che Lei vede davanti a sé hanno passato lunghi
anni- talvolta tutta la loro vita- a pregare e a servire
in Terra Santa. Essi rappresentato un tesoro inestimabile,
dediti e implicati come sono nella vita della nostra
famiglia cristiana di Terra Santa”.
Il Papa ha nuovamente ringraziato tutti i presenti per
la loro testimonianza di fede e in particolare le
religiose contemplative - alcune delle quali presenti
nella Concattedrale - per le preghiere a sostegno del suo
ministero. Ed ha concluso:
“In the words of the Psalmist, I ask you also…
Con le parole del Salmista chiedo anch’io a voi di
‘pregare per la pace di Gerusalemme’, di pregare
continuamente per la fine del conflitto che ha arrecato
così grandi sofferenze ai popoli di questa regione. Ed
ora vi imparto la mia Benedizione."
(Canto)
PREGHIERA DEL
REGINA CÆLI
CON GLI ORDINARI DI TERRA SANTA
PAROLE
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Cenacolo di
Gerusalemme
Martedì, 12 maggio 2009
Cari
Fratelli Vescovi,
Caro Padre Custode,
é con
grande gioia che io vi saluto, Ordinari della Terra Santa,
in questo Cenacolo dove, secondo la tradizione, Dio aprì
il suo cuore ai discepoli da Lui scelti e celebrò il
Mistero Pasquale, e dove lo Spirito Santo nel giorno di
Pentecoste ispirò i primi discepoli ad uscire e a
predicare la Buona Novella. Ringrazio Padre Pizzaballa per
le calorose parole di benvenuto che mi ha rivolto a vostro
nome. Voi rappresentate le comunità cattoliche della
Terra Santa che, nella loro fede e devozione, sono come
delle candele accese che illuminano i luoghi santi
cristiani, onorati un tempo dalla presenza di Gesù, il
nostro Dio vivente. Questo particolare privilegio dà a
voi e al vostro popolo un posto speciale nell’affetto
del mio cuore come Successore di Pietro.
"Quando
Gesù seppe che la sua ora era venuta di passare da questo
mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo,
li amò sino alla fine" (Gv 13,1). Il Cenacolo
ricorda l'Ultima Cena di nostro Signore con Pietro e gli
altri Apostoli ed invita la Chiesa ad orante
contemplazione. Con questo stato d’animo ci ritroviamo
insieme, il Successore di Pietro con i Successori degli
Apostoli, in questo stesso luogo dove Gesù rivelò
nell'offerta del suo corpo e del suo sangue le nuove
profondità dell'alleanza di amore stabilita tra Dio e il
suo popolo. Nel Cenacolo il mistero di grazia e di
salvezza, del quale siamo destinatari ed anche araldi e
ministri, può essere espresso solamente in termini
di amore. Poiché Egli ci ha amati per primo e continua ad
amarci, noi possiamo rispondere con l’amore (cfr Deus
caritas est, 2). La nostra vita come cristiani non
è semplicemente uno sforzo umano di vivere le esigenze
del Vangelo imposte a noi come doveri. Nell'Eucaristia noi
siamo tirati dentro il mistero dell’amore divino. Le
nostre vite diventano un'accettazione grata, docile ed
attiva del potere di un amore che ci viene donato. Questo
amore trasformante, che è grazia e verità (cfr Gv
1,17), ci sollecita, come individui e come comunità, a
superare la tentazione di ripiegarci su noi stessi
nell'egoismo o nell’indolenza, nell’isolamento, nel
pregiudizio o nella paura, e a donarci generosamente al
Signore ed agli altri. Ci porta come comunità cristiane
ad essere fedeli alla nostra missione con franchezza e
coraggio (cfr At 4,13). Nel Buon Pastore che dona
la sua vita per il suo gregge, nel Maestro che lava i
piedi ai suoi discepoli, voi, miei cari Fratelli, trovate
il modello del vostro stesso ministero nel servizio del
nostro Dio che promuove amore e comunione.
L’invito
alla comunione di mente e di cuore, così strettamente
collegato col comandamento dell’amore e col centrale
ruolo unificante dell'Eucaristia nelle nostre vite, è di
speciale rilevanza nella Terra Santa. Le diverse Chiese
cristiane che qui si trovano rappresentano un patrimonio
spirituale ricco e vario e sono un segno delle molteplici
forme di interazione tra il Vangelo e le diverse culture.
Esse ci ricordano anche che la missione della Chiesa è di
predicare l'amore universale di Dio e di riunire da
lontano e da vicino tutti quelli che sono chiamati da Lui,
in modo che, con le loro tradizioni ed i loro talenti,
formino l’unica famiglia di Dio. Un nuovo impulso
spirituale verso la comunione nella diversità nella
Chiesa Cattolica ed una nuova consapevolezza ecumenica
hanno segnato il nostro tempo, specialmente a partire dal Concilio
Vaticano Secondo. Lo Spirito conduce dolcemente i
nostri cuori verso l'umiltà e la pace, verso
l'accettazione reciproca, la comprensione e la
cooperazione. Questa disposizione interiore all’unità
sotto l’impulso dello Spirito Santo è decisiva perché
i Cristiani possano realizzare la loro missione nel mondo
(cfr Gv 17, 21).
Nella
misura in cui il dono dell’amore è accettato e cresce
nella Chiesa, la presenza cristiana nella Terra Santa e
nelle regioni vicine sarà viva. Questa presenza è di
importanza vitale per il bene della società nel suo
insieme. Le parole chiare di Gesù sull'intimo legame tra
l’amore di Dio e l’amore del prossimo, sulla
misericordia e sulla compassione, sulla mitezza, la pace e
il perdono sono un lievito capace di trasformare i cuori e
plasmare le azioni. I Cristiani nel Medio Oriente, insieme
alle altre persone di buona volontà, stanno contribuendo,
come cittadini leali e responsabili, nonostante le
difficoltà e le restrizioni, alla promozione ed al
consolidamento di un clima di pace nella diversità. Mi
piace ripetere ad essi quello che affermai nel Messaggio
di Natale del 2006 ai cattolici nel Medio Oriente:
“Esprimo con affetto la mia personale vicinanza in
questa situazione di insicurezza umana, di sofferenza
quotidiana, di paura e di speranza che state vivendo.
Ripeto alle vostre comunità le parole del Redentore:
“Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è
piaciuto dare a voi il Regno' (Lc 12,32). " (Messaggio
di Natale di Sua Santità Papa Benedetto XVI ai cattolici
che vivono nella Regione del Medio Oriente, 21
dicembre 2006).
Cari
Fratelli Vescovi, contate sul mio appoggio ed
incoraggiamento nel fare tutto quello che è in vostro
potere per aiutare i nostri fratelli e sorelle Cristiani a
rimanere e ad affermarsi qui nella terra dei loro antenati
ed essere messaggeri e promotori di pace. Apprezzo i
vostri sforzi di offrir loro, come a cittadini maturi e
responsabili, assistenza spirituale, valori e principi che
li aiutino nello svolgere il loro ruolo nella società.
Mediante l’istruzione, la preparazione professionale ed
altre iniziative sociali ed economiche la loro condizione
potrà essere sostenuta e migliorata. Da parte mia,
rinnovo il mio appello ai nostri fratelli e sorelle di
tutto il mondo a sostenere e ricordare nelle loro
preghiere le comunità cristiane della Terra Santa e del
Medio Oriente. In questo contesto desidero esprimere il
mio apprezzamento per il servizio offerto ai molti
pellegrini e visitatori che vengono in Terra Santa in
cerca di ispirazione e rinnovamento sulle orme di Gesù.
La storia del Vangelo, contemplata nel suo ambiente
storico e geografico, diviene viva e ricca di colore, e si
ottiene una comprensione più chiara del significato delle
parole e dei gesti del Signore. Molte memorabili
esperienze di pellegrini della Terra Santa sono state
possibili grazie anche all’ospitalità e alla guida
fraterna offerte da voi, specialmente dai Frati
francescani della Custodia. Per questa servizio, vorrei
assicurarvi l'apprezzamento e la gratitudine della Chiesa
Universale e esprimo il desiderio che, nel futuro,
pellegrini in numero ancora maggiore vengano qui in
visita.
Cari
Fratelli, nell’indirizzare insieme la nostra gioiosa
preghiera a Maria, Regina del Cielo, mettiamo con fiducia
nelle sue mani il benessere e il rinnovamento spirituale
di tutti i Cristiani in Terra Santa, così che, sotto la
guida dei loro Pastori, possano crescere nella fede, nella
speranza e nella carità, e perseverare nella loro
missione di promotori di comunione e di pace.
©
Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana
BREVE VISITA
ALLA CONCATTEDRALE DEI LATINI
SALUTO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Gerusalemme
Martedì, 12 maggio 2009
Beatitudine,
La ringrazio per le Sue parole di benvenuto. Ringrazio
anche il Patriarca Emerito ed assicuro entrambi dei miei
fraterni auguri e delle mie preghiere.
Cari
Fratelli e Sorelle in Cristo, sono lieto di essere qui con
voi oggi in questa Concattedrale, dove la comunità
cristiana di Gerusalemme continua a riunirsi come ha fatto
da secoli, fin dai primi giorni della Chiesa. Qui, in
questa città, Pietro per primo predicò la Buona Novella
di Gesù Cristo il giorno di Pentecoste, quando circa
tremila anime si unirono al numero dei discepoli. Ancora
qui i primi cristiani “erano perseveranti
nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione,
nello spezzare il pane e nelle preghiere” ( At
2,42). Da Gerusalemme il Vangelo si è diffuso “per
tutta la terra...fino ai confini del mondo” (Salmo
19, 4), ed in ogni tempo lo sforzo dei missionari del
Vangelo è stato sostenuto dalle preghiere dei fedeli,
raccolti attorno all’altare del Signore, per invocare la
forza dello Spirito Santo sull’opera della predicazione.
Soprattutto
sono state le preghiere di coloro la cui vocazione,
secondo le parole di Santa
Teresa di Lisieux, è di essere “l’amore profondo
nel cuore della Chiesa” (Lettera alla sorella Maria
del Sacro Cuore), che sostiene l’opera
dell’evangelizzazione. Desidero esprimere una
particolare parola di apprezzamento per l’apostolato
nascosto delle persone di vita contemplativa che sono qui
presenti, e ringraziarvi per la vostra generosa dedizione
ad una vita di preghiera e di abnegazione. Sono
particolarmente grato per le preghiere che offrite per il
mio ministero universale e vi chiedo di continuare a
raccomandare al Signore il mio servizio al popolo di Dio
in tutto il mondo. Con le parole del Salmista chiedo
anch’io a voi di “pregare per la pace di
Gerusalemme” (Sal 122,6), di pregare
continuamente per la fine del conflitto che ha arrecato
così grandi sofferenze ai popoli di questa regione. Ed
ora vi imparto la mia Benedizione.
©
Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana
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