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BENEDIZIONE
DELLE PRIME PIETRE DI DUE CHIESE (10 MAGGIO 2009) |
Radio
Vaticana, 11 maggio 2009
La
visita al Sito del Battesimo. Il Papa: promuovete il
dialogo anche quando rivendicate diritti legittimi
Anche
l’ultima tappa del Papa in Giordania, la visita al Sito
del Battesimo e la benedizione delle prime pietre di due
nuove chiese che sorgeranno in quell’area sulla riva del
Giordano, è stata segnata da una grande festa e dalla
presenza, non prevista, del Re Abdullah e della Regina
Rania. Un gesto di rispetto e di cordialità che ha
suggellato tre giorni di grande importanza per tutta la
comunità araba cristiana di Giordania e della Terra
Santa. Il servizio di Pietro Cocco:
L’immagine è di quelle che rimangono a futura
memoria. In modo del tutto inaspettato, ad attendere il
Papa al Sito del Battesimo c’erano il Re Abdullah, la
regina Rania e il Principe Ghazi che presiede la
Commissione incaricata della preservazione e restauro del
Sito. A bordo di una delle macchine elettriche preparate
per l’occasione, i Reali di Giordania hanno accompagnato
Benedetto XVI lungo tutto il percorso archeologico, sulla
riva del Giordano, che segna il confine tra la Giordania e
Israele, e dove l’evangelista Giovanni pose l’incontro
tra il Battista e Gesù. Tutto è avvenuto in un clima di
grande familiarità e cordialità; con il Re che è
rimasto accanto al Papa anche nel momento in cui ha
scoperto le due lapidi commemorative della sua visita in
questo luogo e che verranno poste nelle chiese latina e
greco-melkita di prossima costruzione.
Ed una grande gioia e festa ha poi segnato il momento
della benedizione delle prime pietre delle due nuove
chiese, accompagnato da una folla numerosa, che ha
scandito a lungo il nome di ‘Benedetto in Betania’,
insieme ai Patriarchi di Antiochia e di Gerusalemme,
Gregorio III Laham e Fouad Twal, i loro ausiliari e gli
Ordinari di Terra Santa.
E gioia e coraggio sono stati i due sentimenti a cui si
è riferito il Papa nel suo discorso rivolto ai presenti,
in cui ha invitato i cristiani della Terra Santa ad essere
pietre vive della Chiesa e costruttori di ponti tra le
persone di diverse fedi e culture. La prima pietra di una
chiesa, ha detto, è simbolo di Cristo. Egli è l’unico
fondamento di ogni comunità cristiana, la pietra viva,
che fa della Chiesa una comunità di vita nuova, una
dinamica realtà di grazia, luogo di dimora per Dio:
“We enter the Church through baptism.…
Entriamo nella Chiesa mediante il Battesimo. La
memoria del battesimo stesso di Cristo è vivamente
presente davanti a noi in questo luogo. E il Sacramento
del Battesimo sarà particolarmente tenuto in
considerazione dalle comunità cristiane che si
raccoglieranno nelle nuove chiese”.
Partecipare di questa realtà, può donare la gioia e
il coraggio per crescere in quei nobili atteggiamenti, ha
detto Papa Benedetto, che vanno sotto il nome di àgape,
amore cristiano:
“Promote dialogue and understanding in civil
society,…
Promuovete il dialogo e la comprensione nella società
civile, specialmente quando rivendicate i vostri legittimi
diritti. In Medio Oriente, segnato da tragica sofferenza,
da anni di violenza e di questioni irrisolte, i Cristiani
sono chiamati a offrire il loro contributo di
riconciliazione e pace con il perdono e la generosità”.
BENEDIZIONE
DELLE PRIME PIETRE
DELLE CHIESE DEI LATINI
E DEI GRECO-MELKITI
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Betania oltre
il Giordano
Domenica, 10 maggio 2009
Altezza
Reale,
Cari Fratelli Vescovi,
Cari Amici,
è con
grande gioia spirituale che vengo a benedire le prime
pietre delle due Chiese Cattoliche che saranno costruite
al di là del fiume Giordano, un posto segnato da molti
avvenimenti memorabili nella storia biblica. Il profeta
Elia, il Tisbita, proveniva da questa area non lontano dal
nord di Galaad. Qui vicino, di fronte a Gerico, le acque
del Giordano si aprirono davanti ad Elia che fu portato
via dal Signore in un carro di fuoco (cfr 2 Re
2,9-12). Qui lo Spirito del Signore chiamò Giovanni,
figlio di Zaccaria, a predicare la conversione dei cuori.
Giovanni l’Evangelista pose in questa area anche
l’incontro tra il Battista e Gesù, che in occasione del
battesimo venne “unto” dallo Spirito di Dio disceso
come colomba, e fu proclamato amato Figlio del Padre (cfr Gv
1,28; Mc 1,9-11).
Ho avuto
l’onore di essere ricevuto in questo importante luogo
dalle Loro Maestà il Re Abdullah II e la Regina Rania.
Desidero nuovamente esprimere la mia sincera gratitudine
per la calda ospitalità che essi mi hanno riservato
durante la mia visita al Regno Ascemita. Saluto con
gioia Sua Beatitudine Gregorio III Laham, Patriarca di
Antiochia per la Chiesa Greco-Melchita. Saluto con affetto
anche Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca Latino di
Gerusalemme. Estendo con calore i miei migliori saluti a
Sua Beatitudine Michel Sabbah, ai Vescovi Ausiliari
presenti, particolarmente all’Arcivescovo Yasser Ayyach
e al Molto Reverendo Salim Sayegh, che ringrazio per le
sue gentili parole di benvenuto. Sono lieto di salutare
tutti i Vescovi, sacerdoti, religiosi e fedeli laici che
ci accompagnano oggi. Rallegriamoci nel riconoscere che i
due edifici, uno Latino, l’altro Greco-Melchita,
serviranno ad edificare, ognuno secondo le tradizioni
della propria comunità, l’unica famiglia di Dio.
La prima
pietra di una chiesa è simbolo di Cristo. La Chiesa
poggia su Cristo, è sostenuta da Lui e non può essere da
Lui separata. Egli è l’unico fondamento di ogni comunità
cristiana, la pietra viva, rigettata dai costruttori ma
preziosa agli occhi di Dio e da Lui scelta come
pietra angolare (cfr 1 Pt 2,4-5.7). Con Lui anche
noi siamo pietre vive costruite come edificio spirituale,
luogo di dimora per Dio (cfr Ef 2,20-22; 1 Pt
2,5). Sant’Agostino amava riferirsi al mistero della
Chiesa come al Christus totus, il Cristo intero, il
pieno e completo Corpo di Cristo, Capo e membra. Questa è
la realtà della Chiesa; essa è Cristo e noi, Cristo con
noi. Egli è con noi come la vite è con i suoi tralci (cfr
Gv 15,1-8). La Chiesa è in Cristo una comunità di
vita nuova, una dinamica realtà di grazia che promana da
Lui. Attraverso la Chiesa Cristo purifica i nostri cuori,
illumina le nostre menti, ci unisce con il Padre e,
nell’unico Spirito, ci conduce ad un quotidiano
esercizio di amore cristiano. Confessiamo questa gioiosa
realtà come l’Una, Santa, Cattolica e Apostolica
Chiesa.
Entriamo
nella Chiesa mediante il Battesimo. La memoria del
battesimo stesso di Cristo è vivamente presente davanti a
noi in questo luogo. Gesù si mise in fila con i peccatori
ed accettò il battesimo di penitenza di Giovanni come un
segno profetico della sua stessa passione, morte e
resurrezione per il perdono dei peccati. Nel corso dei
secoli, molti pellegrini sono venuti al Giordano per
cercare la purificazione, rinnovare la loro fede e stare
più vicini al Signore. Così fece la pellegrina Egeria
che ha lasciato uno scritto sulla sua visita alla fine del
quarto secolo. Il Sacramento del Battesimo, che trae il
suo potere dalla morte e resurrezione di Cristo, sarà
particolarmente tenuto in considerazione dalle comunità
cristiane che si raccoglieranno nelle nuove chiese. Possa
il Giordano ricordarvi sempre che siete stati lavati nelle
acque del Battesimo e siete divenuti membri della famiglia
di Gesù. Le vostre vite, in obbedienza alla sua parola,
sono trasformate nella sua immagine e somiglianza.
Sforzandovi di essere fedeli al vostro impegno battesimale
di conversione, testimonianza e missione, sappiate che
siete fortificati dal dono dello Spirito Santo.
Cari
Fratelli e Sorelle, possa la contemplazione di questi
misteri arricchirvi di gioia spirituale e coraggio morale.
Con l’Apostolo Paolo, vi esorto a crescere nella intera
serie di nobili atteggiamenti che vanno sotto il nome
benedetto di agape, amore Cristiano (cfr 1 Cor
13,1-13). Promuovete il dialogo e la comprensione nella
società civile, specialmente quando rivendicate i vostri
legittimi diritti. In Medio Oriente, segnato da tragica
sofferenza, da anni di violenza e di questioni irrisolte,
i Cristiani sono chiamati a offrire il loro contributo,
ispirato dall’esempio di Gesù, di riconciliazione e
pace con il perdono e la generosità. Continuate ad essere
grati a coloro che vi guidano e vi servono fedelmente come
ministri di Cristo. Fate bene ad accettare la loro guida
nella fede sapendo che nel ricevere l’insegnamento
apostolico che essi trasmettono, accogliete Cristo e
accogliete l’Unico che l’ha inviato (cfr Mt 10,40).
Miei cari
Fratelli e Sorelle, procediamo ora a benedire queste due
pietre, l’inizio di due nuovi edifici sacri. Voglia il
Signore sostenere, rafforzare ed incrementare le comunità
che in essi eserciteranno il loro culto. E benedica tutti
voi con il suo dono di pace. Amen!
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