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INCONTRO
A TORINO CON I GIOVANI (2 MAGGIO 2010) |
Radio
Vaticana, 3 maggio 2010
Il
Papa ai giovani di Torino: lasciatevi toccare dall’amore
di Cristo e la vostra vita sarà trasformata
◊
Affidatevi a Cristo e potrete fare della vostra vita
qualcosa di grande: è il messaggio che Benedetto XVI ha
consegnato ai giovani torinesi incontrati ieri pomeriggio
a Piazza San Carlo. Un evento contraddistinto
dall’entusiasmo dei ragazzi, che hanno fatto di questo
incontro una piccola Gmg, quasi un anticipo del Raduno
Mondiale di Madrid del prossimo anno. Il Papa ha esortato
i giovani cattolici a seguire l’esempio del Beato
Frassati, testimone di una “fede semplice ed
efficace”. Il servizio di Alessandro Gisotti
(Voci dei giovani: "Benedetto! Benedetto!")
Andate incontro a Gesù, l’amico che ci ama per
quello che siamo e ci trasforma toccandoci con il suo
amore. E’ questa la meta che Benedetto XVI indica alle
migliaia di giovani venuti ad incontrarlo a Piazza San
Carlo, cuore del capoluogo piemontese. Un evento festoso,
ma anche un’assunzione di impegno, come afferma uno dei
ragazzi rivolgendosi al Santo Padre:
“Santo Padre, crediamo che una delle maggiori sfide
per noi giovani oggi sia proprio l’impegno a costruire
delle vite coerenti bene ancorate in questo mondo ma
altrettanto desiderose di tenere lo sguardo verso
l’altro. La salutiamo con affetto e le diciamo che è
bello averla qui e che Torino e i suoi giovani sono con
lei”.
(Applausi)
E il Papa è con i giovani. Benedetto XVI ripercorre il
dialogo del giovane ricco con Gesù. “Cosa devo fare per
avere la vita eterna?”. Domanda difficile oggi,
riconosce il Pontefice, “perché la mentalità del
nostro tempo ci dice che non esiste nulla di
definitivo”. Cambiare, prosegue, è diventata “la
parola d’ordine”. “Ma è proprio vero – chiede il
Papa ai ragazzi – che per essere felici dobbiamo
accontentarci di piccole e fugaci gioie momentanee”.
Gioie che quando finiscono “lasciano l’amarezza nel
cuore”?:
“Dio ci ha creato in vista del 'per sempre', ha
posto nel cuore di ciascuno di noi il seme per una vita
che realizzi qualcosa di bello e di grande. Abbiate il
coraggio delle scelte definitive e vivetele con fedeltà!
Il Signore potrà chiamarvi al matrimonio, al sacerdozio,
alla vita consacrata, a un dono particolare di voi stessi:
rispondetegli con generosità!”
“Amare Dio e amare gli altri con tutto se stessi”:
questa, rammenta il Papa, è la ricchezza più grande
della vita che Gesù indica al giovane. E aggiunge: “Non
c’è nulla di più grande per l’uomo, un essere
mortale e limitato, che partecipare alla vita di amore di
Dio”:
“Oggi viviamo in un contesto
culturale che non favorisce rapporti umani profondi e
disinteressati, ma, al contrario, induce spesso a
chiudersi in se stessi, all’individualismo, a lasciar
prevalere l’egoismo che c’è nell’uomo. Ma il cuore
di un giovane è per natura sensibile all’amore vero.
Perciò mi rivolgo con grande fiducia a ciascuno di voi e
vi dico: non è facile fare della vostra vita qualcosa di
bello e di grande, è impegnativo, ma con Cristo tutto è
possibile!”
Ecco allora che il Papa invita i giovani ad essere
amici di Gesù, a vivere questa amicizia nella Chiesa, nei
Sacramenti, nella lettura della Bibbia. E soprattutto
nell’amore per il prossimo:
“Sappiate incontrare l’amore di Cristo nella
testimonianza di carità della Chiesa. Torino vi offre,
nella sua storia, splendidi esempi: seguiteli, vivendo
concretamente la gratuità del servizio. Tutto nella
comunità ecclesiale deve essere finalizzato a far toccare
con mano agli uomini l’infinita carità di Dio”.
L’amore di Cristo, ribadisce il Papa, “non è un
amore confinato nel passato, non è un’illusione, non è
riservato a pochi”. E’ un amore, aggiunge, che ci
esorta ad uscire “da una tendenza individualista anche
nel vivere la fede” e ci chiama a far parte “del
grande mosaico della Chiesa di Cristo”. I giovani di
Torino, sottolinea il Pontefice chiudendo il suo discorso,
hanno un modello nel Beato Piergiorgio Frassati, la cui
esistenza fu “avvolta interamente dalla grazia e
dall’amore di Dio e fu consumata, con serenità e gioia,
nel servizio appassionato a Cristo e ai fratelli”:
“Cari giovani, abbiate il coraggio di scegliere ciò
che è essenziale nella vita! 'Vivere e non vivacchiare'
ripeteva il beato Piergiorgio Frassati. Come lui, scoprite
che vale la pena di impegnarsi per Dio e con Dio, di
rispondere alla sua chiamata nelle scelte fondamentali e
in quelle quotidiane, anche quando costa!”
INCONTRO CON I
GIOVANI
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Piazza San
Carlo
Domenica, 2 maggio 2010
Cari
giovani di Torino!
Cari giovani che venite dal Piemonte e dalle Regioni
vicine!
Sono
veramente lieto di essere con voi, in questa mia visita
a Torino per venerare la sacra Sindone. Vi saluto
tutti con grande affetto e vi ringrazio per
l’accoglienza e per l’entusiasmo della vostra fede.
Attraverso di voi saluto l’intera gioventù di Torino e
delle Diocesi del Piemonte, con una preghiera speciale per
i giovani che vivono situazioni di sofferenza, di
difficoltà e di smarrimento. Un particolare pensiero e un
forte incoraggiamento rivolgo a quanti fra voi stanno
percorrendo il cammino verso il sacerdozio, la vita
consacrata, come pure verso scelte generose di servizio
agli ultimi. Ringrazio il vostro Pastore, il Cardinale
Severino Poletto, per le cordiali espressioni che mi ha
rivolto e ringrazio i vostri rappresentanti che mi hanno
manifestato i propositi, le problematiche e le attese
della gioventù di questa città e di questa regione.
Venticinque
anni fa, in occasione dell’Anno Internazionale della
Gioventù, il venerabile e amato Giovanni
Paolo II indirizzò una Lettera apostolica ai giovani
e alle giovani del mondo, incentrata sull’incontro di
Gesù col giovane ricco di cui ci parla il Vangelo (Lettera
ai Giovani, 31 marzo 1985). Proprio partendo da
questa pagina (cfr Mc 10,17-22; Mt
19,16-22), che è stata oggetto di riflessione anche nel
mio Messaggio
di quest’anno per la Giornata Mondiale della Gioventù,
vorrei offrirvi alcuni pensieri che spero possano aiutarvi
nella vostra crescita spirituale e nella vostra missione
all’interno della Chiesa e nel mondo.
Il
giovane del Vangelo - lo sappiamo - chiede a Gesù: “Che
cosa devo fare per avere la vita eterna?”. Oggi non è
facile parlare di vita eterna e di realtà eterne, perché
la mentalità del nostro tempo ci dice che non esiste
nulla di definitivo: tutto muta, e anche molto
velocemente. “Cambiare” è diventata, in molti casi,
la parola d’ordine, l’esercizio più esaltante della
libertà, e in questo modo anche voi giovani siete portati
spesso a pensare che sia impossibile compiere scelte
definitive, che impegnino per tutta la vita. Ma è questo
il modo giusto di usare la libertà? E’ proprio vero che
per essere felici dobbiamo accontentarci di piccole e
fugaci gioie momentanee, le quali, una volta terminate,
lasciano l’amarezza nel cuore? Cari giovani, non è
questa la vera libertà, la felicità non si raggiunge
così. Ognuno di noi è creato non per compiere scelte
provvisorie e revocabili, ma scelte definitive e
irrevocabili, che danno senso pieno all’esistenza. Lo
vediamo nella nostra vita: ogni esperienza bella, che ci
colma di felicità, vorremmo che non avesse mai termine.
Dio ci ha creato in vista del “per sempre”, ha posto
nel cuore di ciascuno di noi il seme per una vita che
realizzi qualcosa di bello e di grande. Abbiate il
coraggio delle scelte definitive e vivetele con fedeltà!
Il Signore potrà chiamarvi al matrimonio, al sacerdozio,
alla vita consacrata, a un dono particolare di voi stessi:
rispondetegli con generosità!
Nel
dialogo con il giovane, che possedeva molte ricchezze,
Gesù indica qual è la ricchezza più importante e più
grande della vita: l’amore. Amare Dio e amare gli altri
con tutto se stessi. La parola amore - lo sappiamo - si
presta a varie interpretazioni ed ha diversi significati:
noi abbiamo bisogno di un Maestro, Cristo, che ce ne
indichi il senso più autentico e più profondo, che ci
guidi alla fonte dell’amore e della vita. Amore è il
nome proprio di Dio. L'Apostolo Giovanni ce lo ricorda:
“Dio è amore”, e aggiunge che “non siamo stati noi
ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il
suo Figlio”. E “se Dio ci ha amati così, anche noi
dobbiamo amarci gli uni gli altri” (1Gv
4,8.10.11). Nell’incontro con Cristo e nell’amore
vicendevole sperimentiamo in noi la vita stessa di Dio,
che rimane in noi con il suo amore perfetto, totale,
eterno (cfr 1Gv 4,12). Non c'è nulla, quindi, di
più grande per l'uomo, un essere mortale e limitato, che
partecipare alla vita di amore di Dio. Oggi viviamo in un
contesto culturale che non favorisce rapporti umani
profondi e disinteressati, ma, al contrario, induce spesso
a chiudersi in se stessi, all’individualismo, a lasciar
prevalere l’egoismo che c’è nell’uomo. Ma il cuore
di un giovane è per natura sensibile all’amore vero.
Perciò mi rivolgo con grande fiducia a ciascuno di voi e
vi dico: non è facile fare della vostra vita qualcosa di
bello e di grande, è impegnativo, ma con Cristo tutto è
possibile!
Nello
sguardo di Gesù che fissa - come dice il Vangelo - con
amore il giovane, cogliamo tutto il desiderio di Dio di
stare con noi, di esserci vicino; c’è un desiderio di
Dio del nostro sì, del nostro amore. Sì, cari giovani,
Gesù vuole essere vostro amico, vostro fratello nella
vita, il maestro che vi indica la via da percorrere per
giungere alla felicità. Egli vi ama per quello che siete,
nella vostra fragilità e debolezza, perché, toccati dal
suo amore, possiate essere trasformati. Vivete questo
incontro con l'amore di Cristo in un forte rapporto
personale con Lui; vivetelo nella Chiesa, anzitutto nei
Sacramenti. Vivetelo nell’Eucaristia, in cui si rende
presente il suo Sacrificio: Egli realmente dona il suo
Corpo e il suo Sangue per noi, per redimere i peccati
dell’umanità, perché diventiamo una cosa sola con Lui,
perché impariamo anche noi la logica del donarsi.
Vivetelo nella Confessione, dove, offrendoci il suo
perdono, Gesù ci accoglie con tutti i nostri limiti per
darci un cuore nuovo, capace di amare come Lui. Imparate
ad avere familiarità con la parola di Dio, a meditarla,
specialmente nella lectio divina, la lettura
spirituale della Bibbia. Infine, sappiate incontrare
l’amore di Cristo nella testimonianza di carità della
Chiesa. Torino vi offre, nella sua storia, splendidi
esempi: seguiteli, vivendo concretamente la gratuità del
servizio. Tutto nella comunità ecclesiale deve essere
finalizzato a far toccare con mano agli uomini
l’infinita carità di Dio.
Cari
amici, l’amore di Cristo per il giovane del Vangelo è
il medesimo che egli ha per ciascuno di voi. Non è un
amore confinato nel passato, non è un’illusione, non è
riservato a pochi. Voi incontrerete questo amore e ne
sperimenterete tutta la fecondità se con sincerità
cercherete il Signore e se vivrete con impegno la vostra
partecipazione alla vita della comunità cristiana.
Ciascuno si senta “parte viva” della Chiesa, coinvolto
nell’opera di evangelizzazione, senza paura, in uno
spirito di sincera armonia con i fratelli nella fede e in
comunione con i Pastori, uscendo da una tendenza
individualista anche nel vivere la fede, per respirare a
pieni polmoni la bellezza di far parte del grande mosaico
della Chiesa di Cristo.
Questa
sera non posso non additarvi come modello un giovane della
vostra Città: il beato Piergiorgio Frassati, di cui
quest’anno ricorre il ventesimo anniversario della
beatificazione. La sua esistenza fu avvolta interamente
dalla grazia e dall’amore di Dio e fu consumata, con
serenità e gioia, nel servizio appassionato a Cristo e ai
fratelli. Giovane come voi visse con grande impegno la sua
formazione cristiana e diede la sua testimonianza di fede,
semplice ed efficace. Un ragazzo affascinato dalla
bellezza del Vangelo delle Beatitudini, che sperimentò
tutta la gioia di essere amico di Cristo, di seguirlo, di
sentirsi in modo vivo parte della Chiesa. Cari giovani,
abbiate il coraggio di scegliere ciò che è essenziale
nella vita! “Vivere e non vivacchiare” ripeteva il
beato Piergiorgio Frassati. Come lui, scoprite che vale la
pena di impegnarsi per Dio e con Dio, di rispondere alla
sua chiamata nelle scelte fondamentali e in quelle
quotidiane, anche quando costa!
Il
percorso spirituale del beato Piergiorgio Frassati ricorda
che il cammino dei discepoli di Cristo richiede il
coraggio di uscire da se stessi, per seguire la strada del
Vangelo. Questo esigente cammino dello spirito voi lo
vivete nelle parrocchie e nelle altre realtà ecclesiali;
lo vivete anche nel pellegrinaggio delle Giornate
Mondiali della Gioventù, appuntamento sempre atteso.
So che vi state preparando al prossimo grande raduno, in
programma a Madrid nell’agosto 2011. Auspico di cuore
che tale straordinario evento, al quale spero possiate
partecipare in tanti, contribuisca a far crescere in
ciascuno l’entusiasmo e la fedeltà nel seguire Cristo e
nell’accogliere con gioia il suo messaggio, fonte di
vita nuova.
Giovani
di Torino e del Piemonte, siate testimoni di Cristo in
questo nostro tempo! La sacra Sindone sia in modo del
tutto particolare per voi un invito ad imprimere nel
vostro spirito il volto dell’amore di Dio, per essere
voi stessi, nei vostri ambienti, con i vostri coetanei,
un’espressione credibile del volto di Cristo. Maria, che
venerate nei vostri Santuari mariani, e san Giovanni
Bosco, Patrono della gioventù, vi aiutino a seguire
Cristo senza mai stancarvi. E vi accompagnino sempre la
mia preghiera e la mia Benedizione, che vi dono con grande
affetto. Grazie per la vostra
attenzione!
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