TRIGESIMO DELLA MORTE DI PAPA GIOVANNI PAOLO II (2 MAGGIO 2005) |
AD UN MESE DALLA SCOMPARSA DI GIOVANNI PAOLO II, BENEDETTO XVI HA CELEBRATO STAMANI LA SANTA MESSA NELLA SUA CAPPELLA PRIVATA.
- Servizio di Alessandro Gisotti -
Benedetto XVI ha celebrato, stamani, nella sua Cappella privata la Santa Messa nel Trigesimo della morte di Giovanni Paolo II. Stasera, poi, alle 19 il Papa si recherà alle Grotte Vaticane per pregare sulla tomba del suo amato predecessore. Un mese fa, dunque, la morte di Giovanni Paolo II: un evento che ha commosso il mondo intero ed in particolare i fedeli che, per quasi 27 anni, hanno avuto in Karol Wojtyla l’amato Pastore universale della Chiesa. Nei primi passi del Pontificato, il suo successore
alla Cattedra di Pietro, Benedetto XVI, ha ricordato con emozione Giovanni Paolo II, la sua figura coraggiosa, il suo straordinario ministero al servizio di Dio e del suo popolo. Il servizio di Alessandro Gisotti:
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“Carissimi fratelli e sorelle, alle 21.37 il nostro amatissimo Santo Padre Giovanni Paolo II è tornato alla Casa del Padre”.
E’ trascorso un mese. Lunghissimo. Per i fedeli di tutto il mondo, sono stati giorni di intense emozioni, di alterni sentimenti. Tristezza e smarrimento per la perdita del Padre tanto amato. Gioia e serenità, nella cristiana speranza di saperlo passato da una vita alla Vita. Il popolo di Dio si è messo in cammino per dare l’ultimo commosso abbraccio al suo Pastore. Ore ed ore di attesa per una manciata di secondi dinnanzi alle sue spoglie. Il tempo di un grazie, pronunciato con il cuore più che con le labbra. Nei disegni della Provvidenza, non esistono coincidenze, amava ripetere Karol Wojtyla. E così,
mirabile evento, i suoi funerali vengono celebrati da colui che gli succederà alla Cattedra di Pietro. E’ l’8 aprile, il vento accarezza le pagine del Vangelo:
“Possiamo essere sicuri che il nostro amato Papa sta adesso alla finestra della Casa del Padre, ci vede e ci benedice. Sì, ci benedica, Santo Padre. Noi affidiamo la tua cara anima alla Madre di Dio, tua Madre”.
Mentre Benedetto XVI pronuncia queste parole, sembra di poter vedere Giovanni Paolo II, quasi di poterlo sentire. Davanti a quell’umile bara sul sagrato della Basilica di San Pietro, la famiglia umana si ritrova unita. Leader di nazioni in guerra da decenni si stringono la mano. Il Pastore che ha offerto la sua vita a Cristo, il Papa del perdono lascia nel suo testamento spirituale un messaggio di amore assoluto. Vergato a più riprese a partire dal 1979, il documento – come ogni passo della sua vita – inizia con l’affidamento a Maria:
“Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà”: queste parole mi ricordano l’ultima chiamata, che avverrà nel momento in cui il Signore vorrà. Desidero seguirLo e desidero che tutto ciò che fa parte della mia vita terrena mi prepari a questo momento. Non so quando esso verrà, ma come tutto, anche questo momento depongo nelle mani della Madre del mio Maestro: Totus Tuus.
Il 19 aprile, i fedeli, che hanno amato con affetto filiale Giovanni Paolo II, accolgono con emozione e gratitudine l’annuncio dell’elezione a Pontefice del cardinale Joseph Ratzinger. Come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il nuovo Vescovo di Roma è stato per oltre vent’anni tra i collaboratori più stretti di Papa Wojtyla. Ma il rapporto tra i due servitori della Chiesa è molto più profondo. “Rendo grazie a Dio – scrive Giovanni Paolo II nel suo libro Alzatevi, Andiamo – per la presenza e l’aiuto del cardinale Ratzinger, un amico fidato”. Così, nessuno si
stupisce quando le prime parole di Benedetto XVI, dalla Loggia della Basilica di San Pietro, sono per il suo venerato predecessore:
“Cari fratelli e care sorelle, dopo il grande Papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore”.
Quando poi, raccolto il testimone di Pastore della Chiesa, Benedetto XVI inizierà il suo ministero petrino, nella Messa solenne di inizio Pontificato del 24 aprile, il pensiero andrà ancora una volta a Giovanni Paolo II:
“In questo momento il mio ricordo ritorna al 22 ottobre 1978, quando Papa Giovanni Paolo II iniziò il suo ministero qui sulla Piazza di San Pietro. Ancora, e continuamente, mi risuonano nelle orecchie le sue parole di allora: ‘Non abbiate paura, aprite anzi spalancate le porte a Cristo!’”
(Voce di Giovanni Paolo II)
“Non abbiate paura, anzi spalancate le porte a Cristo!”
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Radio Vaticana, Alessandro Gisotti, 2 maggio 2005
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