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UDIENZA
GENERALE (12 AGOSTO 2009) |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio
Vaticana, 12 agosto 2009
Il
Papa all'udienza generale: i sacerdoti amino Maria con
devozione filiale. Appello alla solidarietà per le
popolazioni asiatiche colpite dal tifone
“Maria,
Madre dei sacerdoti” è stato il tema al centro della
catechesi odierna del Papa all’udienza generale a Castel
Gandolfo. Benedetto XVI ha poi lanciato un appello alla
solidarietà per le popolazioni asiatiche colpite dal
tifone. Il servizio di Sergio Centofanti.
Il Papa, in prossimità della solennità
dell’Assunzione e nel contesto dell’Anno Sacerdotale,
parla del nesso tra Maria e il sacerdozio, “un nesso
profondamente radicato nel mistero dell’Incarnazione”.
Per farsi uomo – spiega - Dio “aveva bisogno del 'sì'
libero di una sua creatura”:
“Dio non agisce contro la nostra libertà. E
succede una cosa veramente straordinaria: Dio si fa
dipendente dalla libertà, dal 'sì' di una sua creatura;
aspetta questo 'sì'. San Bernardo di Chiaravalle, in una
delle sue omelie, ha spiegato in modo drammatico questo
momento decisivo della storia universale, dove il cielo e
terra e Dio stesso aspettano che cosa dirà la sua
creatura”.
“Il 'sì' di Maria è quindi la porta attraverso la
quale Dio è potuto entrare nel mondo, farsi uomo. – ha
proseguito il Papa – Così Maria è realmente e
profondamente coinvolta nel mistero dell’Incarnazione,
della nostra salvezza” attuata da Cristo attraverso il
dono di sé sulla Croce. Qui Gesù affida Maria al
discepolo prediletto:
“Il Vangelo ci dice che da questo momento San
Giovanni, il figlio prediletto, prese la Madre Maria
'nella propria casa'. Così è nella traduzione italiana;
ma il testo greco è molto più profondo, molto più
ricco. Potremmo tradurlo: ‘prese Maria nell’intimo
della sua vita, del suo essere, 'eis tà ìdia', nella
profondità del suo essere’. Prendere con sé Maria,
significa introdurla nel dinamismo dell'intera propria
esistenza - non è una cosa esteriore - e in tutto ciò
che costituisce l’orizzonte del proprio apostolato”.
C’è dunque un “peculiare rapporto di maternità”
alla base della predilezione di Maria per i presbiteri. E
la Madre di Dio predilige i sacerdoti per due ragioni:
“Perché sono più simili a Gesù, amore supremo
del suo cuore, e perché anch’essi, come Lei, sono
impegnati nella missione di proclamare, testimoniare e
dare Cristo al mondo. Per la propria identificazione e
conformazione sacramentale a Gesù, Figlio di Dio e di
Maria, ogni sacerdote può e deve sentirsi veramente
figlio prediletto di questa altissima ed umilissima
Madre”.
Il Concilio Vaticano II – sottolinea il Papa –
invita i sacerdoti a venerare ed amare Maria, guardando a
Lei “come al modello perfetto della propria
esistenza”. Quindi eleva una preghiera:
“Preghiamo perché Maria renda tutti i sacerdoti,
in tutti i problemi del mondo d'oggi, conformi
all’immagine del suo Figlio Gesù, dispensatori del
tesoro inestimabile del suo amore di pastore buono. Maria,
Madre dei sacerdoti, prega per noi!”.
Infine, dopo i saluti nelle varie lingue, il pensiero
del Papa è andato “alle numerose popolazioni che nei
giorni scorsi sono state colpite dalla violenza del tifone
nelle Filippine, a Taiwan, in alcune provincie
sud-orientali della Repubblica Popolare Cinese e in
Giappone, Paese, quest’ultimo, provato anche da un forte
terremoto”: il maltempo ha causato decine di vittime e
grandi devastazioni:
“Desidero manifestare la mia vicinanza spirituale
a quanti si sono venuti a trovare in condizioni di grave
disagio e invito tutti a pregare per loro e per quanti
hanno perso la vita. Mi auguro che non manchino il
sollievo della solidarietà e l’aiuto dei soccorsi
materiali”.
UDIENZA
GENERALE
Palazzo
Apostolico di Castel Gandolfo
Mercoledì, 12 agosto 2009
Cari
fratelli e sorelle,
è
imminente la celebrazione della solennità dell'Assunzione
della Beata Vergine, sabato prossimo, e siamo nel contesto
dell'Anno
Sacerdotale; così vorrei parlare del nesso tra la
Madonna e il sacerdozio. È un nesso profondamente
radicato nel mistero dell'Incarnazione. Quando Dio decise
di farsi uomo nel suo Figlio, aveva bisogno del «sì»
libero di una sua creatura. Dio non agisce contro la
nostra libertà. E succede una cosa veramente
straordinaria: Dio si fa dipendente dalla libertà, dal «sì»
di una sua creatura; aspetta questo «sì». San Bernardo
di Chiaravalle, in una delle sue omelie, ha spiegato in
modo drammatico questo momento decisivo della storia
universale, dove il cielo, la terra e Dio stesso aspettano
cosa dirà questa creatura.
Il «sì»
di Maria è quindi la porta attraverso la quale Dio è
potuto entrare nel mondo, farsi uomo. Così Maria è
realmente e profondamente coinvolta nel mistero
dell'Incarnazione, della nostra salvezza. E
l'Incarnazione, il farsi uomo del Figlio, era dall'inizio
finalizzata al dono di sé; al donarsi con molto amore
nella Croce, per farsi pane per la vita del mondo. Così
sacrificio, sacerdozio e Incarnazione vanno insieme e
Maria sta nel centro di questo mistero.
Andiamo
adesso alla Croce. Gesù, prima di morire, vede sotto la
Croce la Madre; e vede il figlio diletto e questo figlio
diletto certamente è una persona, un individuo molto
importante, ma è di più: è un esempio, una
prefigurazione di tutti i discepoli amati, di tutte le
persone chiamate dal Signore per essere «discepolo amato»
e, di conseguenza, in modo particolare anche dei
sacerdoti. Gesù dice a Maria: «Madre ecco tuo figlio» (Gv
19, 26). È una specie di testamento: affida sua Madre
alla cura del figlio, del discepolo. Ma dice anche al
discepolo: «Ecco tua madre» (Gv
19, 27). Il Vangelo ci dice che da questo momento san
Giovanni, il figlio prediletto, prese la madre Maria «nella
propria casa». Così è nella traduzione italiana; ma il
testo greco è molto più profondo, molto più ricco.
Potremmo tradurlo: prese Maria nell'intimo della sua vita,
del suo essere, «eis tà ìdia», nella profondità del
suo essere. Prendere con sé Maria, significa introdurla
nel dinamismo dell’intera propria esistenza – non è
una cosa esteriore - e in tutto ciò che costituisce
l’orizzonte del proprio apostolato. Mi sembra si
comprenda pertanto come il peculiare rapporto di maternità
esistente tra Maria e i presbiteri costituisca la fonte
primaria, il motivo fondamentale della predilezione che
nutre per ciascuno di loro. Maria li predilige infatti per
due ragioni: perché sono più simili a Gesù, amore
supremo del suo cuore, e perché anch’essi, come Lei,
sono impegnati nella missione di proclamare, testimoniare
e dare Cristo al mondo. Per la propria identificazione e
conformazione sacramentale a Gesù, Figlio di Dio e Figlio
di Maria, ogni sacerdote può e deve sentirsi veramente
figlio prediletto di questa altissima ed umilissima Madre.
Il Concilio
Vaticano II invita i sacerdoti a guardare a Maria come
al modello perfetto della propria esistenza, invocandola
“Madre del sommo ed eterno Sacerdote, Regina degli
Apostoli, Ausilio dei presbiteri nel loro ministero”. E
i presbiteri – prosegue il Concilio – “devono quindi
venerarla ed amarla con devozione e culto filiale” (cfr.
Presbyterorum
ordinis, 18). Il Santo Curato d'Ars, al quale
pensiamo particolarmente in quest’anno, amava ripetere:
«Gesù Cristo, dopo averci dato tutto quello che ci
poteva dare, vuole ancora farci eredi di quanto egli ha di
più prezioso, vale a dire la sua Santa Madre» (B. Nodet,
Il pensiero e l’anima del Curato d’Ars, Torino
1967, p. 305). Questo vale per ogni cristiano, per tutti
noi, ma in modo speciale per i sacerdoti. Cari fratelli e
sorelle, preghiamo perché Maria renda tutti i sacerdoti,
in tutti i problemi del mondo d’oggi, conformi
all’immagine del suo Figlio Gesù, dispensatori del
tesoro inestimabile del suo amore di Pastore buono. Maria,
Madre dei sacerdoti, prega per noi!

Saluti:
Je suis
heureux d’accueillir ce matin les pèlerins francophones.
À l’approche de la Solennité de l’Assomption de la
Vierge Marie, et en cette année sacerdotale, il nous est
bon de regarder Marie comme la Mère de tous les prêtres.
Sur la croix, Jésus a proclamé sa maternité spirituelle
et universelle. En faisant ainsi le don de sa mère à
tous, Jésus a voulu particulièrement la confier à ses
disciples, aux prêtres qui plus que tout autre sont appelés
à la prendre dans leur maison, c’est-à-dire à l’introduire
dans le dynamisme de leur existence et dans l’horizon de
leur apostolat. Prions pour que Marie aide les prêtres à
se conformer à l’image de son Fils Jésus, dispensateur
des trésors inestimables de son amour de Bon Pasteur.
Marie, Mère des prêtres, priez pour nous!
I offer a
warm welcome to the English-speaking visitors present at
today’s Audience, including the Sisters of Saint Anne,
the altar servers from Malta, and the pilgrims from
Australia and the United States of America. As the Feast
of the Assumption of the Blessed Virgin draws near in this
Year of the Priest, my catechesis today is centered on
Mary the Mother of priests. She looks upon them with
special affection as her sons. Indeed, their mission is
similar to hers; priests are called to bring forth
Christ’s saving love into the world. On the cross, Jesus
invites all believers, especially his closest disciples,
to love and venerate Mary as their mother. Let us pray
that all priests will make a special place for the Blessed
Virgin in their lives, and seek her assistance daily as
they bear witness to the Gospel of Jesus. Upon you and
your families I invoke God’s blessings of joy and peace!
Mit
Freude begrüße ich die Pilger und Besucher aus den Ländern
deutscher Sprache und unter ihnen besonders die vielen
Jugendlichen aus dem Ferienlager in Ostia. Bei seiner
Menschwerdung erwählte sich Jesus Christus eine leibliche
Mutter, deren Ja zum Willen Gottes ihm überhaupt erst das
Menschwerden ermöglichte, Fleisch und Blut eines Menschen
gab. Vom Kreuz herab hat der Erlöser uns allen Maria als
geistliche Mutter geschenkt, und ihre Fürsorge gilt
insbesondere den Priestern, die durch ihre Berufung und
Weihe ihrem Sohn in besonderer Weise ähnlich geworden
sind und mit ihrem ganzen Leben den Menschen die Liebe
Christi erfahren lassen sollen. Das Hochfest der Aufnahme
Mariens in den Himmel am kommenden Samstag erinnert uns
daran, daß die Gemeinschaft unter uns Christen mit dem
Tod nicht endet, sondern sich intensiviert, weil die
Heiligen im Himmel noch fester mit Gott verbunden und
daher uns noch näher sind und für uns Fürsprache
leisten. So begleite uns Maria, unsere himmlische Mutter,
mit ihrem Segen. Euch allen wünsche ich erholsame Ferien.
Queridos
peregrinos de lengua española. Agradezco vuestra visita y
os saludo muy cordialmente, en particular a los jóvenes
de la Comunidad Misionera de Villaregia, venidos de Perú
y México. Pido al Señor que la estancia en la sede de
Pedro sea una ocasión para alentar el compromiso de ser
verdaderos testigos del Evangelio en el mundo de hoy, como
lo fueron los primeros Apóstoles que nos transmitieron
con su palabra y su ejemplo de vida el mensaje salvador de
Jesucristo.
Saluto
in lingua polacca:
Witam
obecnych tu w Castel Gandolfo Polaków, a szczególnie młodzież
z Ruchu Światło-Życie, przebywającą
na rzymskich rekolekcjach. Zainicjował je trzydzieści
lat temu Sługa Boży Jan Paweł II. Niech one
umocnią was w waszym charyzmacie. Proszę
wszystkich: za wstawiennictwem Matki Kapłanów,
wypraszajcie w Roku Kapłańskim potrzebne łaski
dla waszych pasterzy. Niech będzie pochwalony Jezus
Chrystus.
Traduzione
italiana:
Do il mio
benvenuto ai Polacchi presenti qui a Castel Gandolfo, e in
modo particolare alla gioventù del movimento Luce e Vita
che segue a Roma il corso di esercizi spirituali. Essi
nacquero sotto l’invito del Servo di Dio Giovanni
Paolo II. Il tema di quest’anno vi consolidi nel
vostro carisma. Chiedo a tutti voi presenti: implorate le
grazie di cui i vostri pastori hanno bisogno per
l’intercessione della Madre dei Sacerdoti nell’Anno
Sacerdotale. Sia lodato Gesù Cristo.
* * *
Un
cordiale saluto rivolgo ai pellegrini di lingua italiana,
in particolare alle Figlie della Madonna del Divino
Amore e ai partecipanti alla Fiaccola della
Speranza. Nel ringraziarvi per la vostra presenza,
sono lieto di invocare su di voi l’abbondanza dei doni
dello Spirito per un rinnovato fervore spirituale e
apostolico.
Mi
rivolgo ora ai giovani, ai malati e agli sposi
novelli. Abbiamo celebrato ieri la memoria di Santa
Chiara d'Assisi, che ha saputo vivere con coraggio e
generosità la sua adesione a Cristo. Imitate il suo
esempio particolarmente voi, cari giovani, perché
possiate come lei rispondere fedelmente alla chiamata del
Signore. Incoraggio voi, cari malati, ad unirvi a
Gesù sofferente nel portare con fede la vostra croce. E
voi, cari sposi novelli, siate nella vostra
famiglia apostoli del Vangelo dell'amore.
Il mio
pensiero va, infine, alle numerose popolazioni che nei
giorni scorsi sono state colpite dalla violenza del tifone
nelle Filippine, a Taiwan, in alcune province
sud-orientali della Repubblica Popolare Cinese e in
Giappone, Paese, quest’ultimo, provato anche da un forte
terremoto. Desidero manifestare la mia vicinanza
spirituale a quanti si sono venuti a trovare in condizioni
di grave disagio e invito tutti a pregare per loro e per
quanti hanno perso la vita. Mi auguro che non manchino il
sollievo della solidarietà e l’aiuto dei soccorsi
materiali.
©
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