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UDIENZA
GENERALE (17 FEBBRAIO 2010) |
Radio
Vaticana, 17 febbraio 2010
Tempo
di Quaresima. Benedetto XVI all’udienza generale:
conversione è andare controcorrente e lasciarsi
trasformare dall’amore di Cristo
◊ Il
periodo quaresimale sia occasione propizia per convertirci
e andare controcorrente: è l’esortazione di Benedetto
XVI ai fedeli riuniti in Aula Paolo VI per l’udienza
generale del Mercoledì delle Ceneri. Il Papa ha
sottolineato che, in questo periodo forte dell’anno, il
cristiano è chiamato a vivere giorni di intensa preghiera
e di sincera penitenza, lasciandosi trasformare dal
mistero pasquale di Gesù. Il servizio di Alessandro
Gisotti:
“Convertitevi e credete al Vangelo”. All’inizio
del cammino quaresimale, Benedetto XVI invita i fedeli a
cogliere “la sorprendente novità” che sprigiona dal
richiamo alla conversione. Un appello, sottolinea, che
“mette a nudo e denuncia la facile superficialità che
caratterizza molto spesso il nostro vivere”. Il Papa
avverte che convertirsi significa “cambiare direzione
nel cammino della vita”. Non “con un piccolo
aggiustamento”, ma “con una vera e propria inversione
di marcia”:
“Conversione è andare controcorrente, dove la
'corrente' è lo stile di vita superficiale, incoerente ed
illusorio, che spesso ci trascina, ci domina e ci rende
schiavi del male o comunque prigionieri della mediocrità
morale. Con la conversione, invece, si punta alla misura
alta della vita cristiana, ci si affida al Vangelo vivente
e personale, che è Cristo Gesù”.
Cristo è dunque la “meta finale e il senso profondo
della conversione”. E’ Lui la “via sulla quale tutti
sono chiamati a camminare nella vita, lasciandosi
illuminare dalla sua luce”. In tal modo, constata, “la
conversione manifesta il suo volto più splendido e
affascinante”:
“Non è una semplice decisione morale, che
rettifica la nostra condotta di vita, ma è una scelta di
fede, che ci coinvolge interamente nella comunione intima
con la persona viva e concreta di Gesù. Convertirsi e
credere al Vangelo non sono due cose diverse o in qualche
modo soltanto accostate tra loro, ma esprimono la medesima
realtà”.
La conversione, soggiunge, è il “sì totale di chi
consegna la propria esistenza al Vangelo, rispondendo
liberamente a Cristo che per primo si offre all’uomo
come via, verità e vita”, “come colui che solo lo
libera e salva”. Del resto, sottolinea il Papa, il
richiamo alla conversione, al credere al Vangelo “non
sta solo all’inizio della vita cristiana”, ma ne
accompagna tutti i passi. “Ogni giorno – afferma –
è momento favorevole e di grazia, perché ogni giorno ci
sollecita a consegnarci a Gesù, ad avere fiducia in Lui,
a rimanere in Lui, a condividerne lo stile di vita” e a
imparare da Lui l’amore vero:
“Ogni giorno, anche quando non mancano le
difficoltà e le fatiche, le stanchezze e le cadute, anche
quando siamo tentati di abbandonare la strada della
sequela di Cristo e di chiuderci in noi stessi, nel nostro
egoismo, senza renderci conto della necessità che abbiamo
di aprirci all’amore di Dio in Cristo, per vivere la
stessa logica di giustizia e di amore”.
Grazie all’amore di Cristo, è la riflessione del
Pontefice, “noi possiamo entrare nella giustizia più
grande che è quella dell’amore”. Rivolge dunque il
pensiero alla formula che nell’imposizione delle ceneri
ci ricorda che siamo polvere e polvere ritorneremo. Qui,
ribadisce il Papa, la Parola di Dio “ci richiama alla
nostra fragilità, anzi alla nostra morte che ne è la
forma estrema”:
“Di fronte all’innata paura della fine, e ancor
più nel contesto di una cultura che in tanti modi tende a
censurare la realtà e l’esperienza umana del morire, la
liturgia quaresimale, da un lato, ci ricorda la morte
invitandoci al realismo e alla saggezza, ma, dall’altro
lato, ci spinge soprattutto a cogliere e a vivere la novità
inattesa che la fede cristiana sprigiona nella realtà
della stessa morte”.
“L’uomo è polvere – rammenta il Papa – e in
polvere ritornerà, ma è polvere preziosa agli occhi di
Dio, perché Dio ha creato l’uomo destinandolo
all’immortalità”. Anche Gesù, avverte, ha
“liberamente voluto condividere con ogni uomo la sorte
della fragilità, in particolare attraverso la sua morte
in croce”:
“Ma proprio questa morte, colma del suo amore per
il Padre e per l’umanità, è stata la via per la
gloriosa risurrezione, attraverso la quale Cristo è
diventato sorgente di una grazia donata a quanti credono
in Lui e vengono resi partecipi della stessa vita
divina”.
Ecco allora che “il piccolo gesto dell’imposizione
delle ceneri ci svela la singolare ricchezza del suo
significato”:
“E’ un invito a percorrere il tempo quaresimale
come un’immersione più consapevole e più intensa nel
mistero pasquale di Gesù, nella sua morte e risurrezione,
mediante la partecipazione all’Eucaristia e alla vita di
carità, che dall’Eucaristia nasce e nella quale trova
il suo compimento”.
"Con l’imposizione delle ceneri - è
l’esortazione del Papa – noi rinnoviamo il nostro
impegno di seguire Gesù, di lasciarci trasformare dal suo
mistero pasquale, per vincere il male e fare il bene, per
far morire il nostro ‘uomo vecchio’ legato al peccato
e far nascere l’‘uomo nuovo’ trasformato dalla
grazia di Dio”. Al momento dei saluti, ha invitato i
malati ad offrire le loro sofferenze “insieme con Cristo
per la conversione di quanti ancora si trovano lontano da
Dio” ed ha augurato agli sposi novelli “di costruire
con coraggio e generosità” la propria famiglia “sulla
salda roccia dell’amore divino”.
UDIENZA
GENERALE
Aula Paolo VI
Mercoledì, 17 febbraio 2010
Mercoledì
delle Ceneri
Cari
fratelli e sorelle!
iniziamo
oggi, Mercoledì delle Ceneri, il cammino quaresimale: un
cammino che si snoda per quaranta giorni e che ci porta
alla gioia della Pasqua del Signore. In questo itinerario
spirituale non siamo soli, perché la Chiesa ci accompagna
e ci sostiene sin dall’inizio con la Parola di Dio, che
racchiude un programma di vita spirituale e di impegno
penitenziale, e con la grazia dei Sacramenti.
Sono le
parole dell’apostolo Paolo ad offrirci una precisa
consegna: “Vi esortiamo a non accogliere invano la
grazia di Dio…Ecco ora il momento favorevole, ecco ora
il giorno della salvezza!” (2Cor 6,1-2). In verità,
nella visione cristiana della vita ogni momento deve dirsi
favorevole e ogni giorno deve dirsi giorno di salvezza, ma
la liturgia della Chiesa riferisce queste parole in un
modo del tutto particolare al tempo della Quaresima. E che
i quaranta giorni in preparazione della Pasqua siano tempo
favorevole e di grazia lo possiamo capire proprio
nell’appello che l’austero rito dell’imposizione
delle ceneri ci rivolge e che si esprime, nella liturgia,
con due formule: “Convertitevi e credete al
vangelo!”, “Ricordati che sei polvere e in
polvere ritornerai”.
Il primo
richiamo è alla conversione, parola da prendersi nella
sua straordinaria serietà, cogliendo la sorprendente
novità che essa sprigiona. L’appello alla conversione,
infatti, mette a nudo e denuncia la facile superficialità
che caratterizza molto spesso il nostro vivere.
Convertirsi significa cambiare direzione nel cammino della
vita: non, però, con un piccolo aggiustamento, ma con una
vera e propria inversione di marcia. Conversione è andare
controcorrente, dove la “corrente” è lo stile di vita
superficiale, incoerente ed illusorio, che spesso ci
trascina, ci domina e ci rende schiavi del male o comunque
prigionieri della mediocrità morale. Con la conversione,
invece, si punta alla misura alta della vita cristiana, ci
si affida al Vangelo vivente e personale, che è Cristo
Gesù. E’ la sua persona la meta finale e il senso
profondo della conversione, è lui la via sulla quale
tutti sono chiamati a camminare nella vita, lasciandosi
illuminare dalla sua luce e sostenere dalla sua forza che
muove i nostri passi. In tal modo la conversione manifesta
il suo volto più splendido e affascinante: non è una
semplice decisione morale, che rettifica la nostra
condotta di vita, ma è una scelta di fede, che ci
coinvolge interamente nella comunione intima con la
persona viva e concreta di Gesù. Convertirsi e credere al
Vangelo non sono due cose diverse o in qualche modo
soltanto accostate tra loro, ma esprimono la medesima
realtà. La conversione è il “sì” totale di chi
consegna la propria esistenza al Vangelo, rispondendo
liberamente a Cristo che per primo si offre all’uomo
come via, verità e vita, come colui che solo lo libera e
lo salva. Proprio questo è il senso delle prime parole
con cui, secondo l’evangelista Marco, Gesù apre la
predicazione del “Vangelo di Dio”: “Il tempo è
compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e
credete nel Vangelo” (Mc 1,15).
Il “convertitevi
e credete al vangelo” non sta solo all’inizio
della vita cristiana, ma ne accompagna tutti i passi,
permane rinnovandosi e si diffonde ramificandosi in tutte
le sue espressioni. Ogni giorno è momento favorevole e di
grazia, perché ogni giorno ci sollecita a consegnarci a
Gesù, ad avere fiducia in Lui, a rimanere in Lui, a
condividerne lo stile di vita, a imparare da Lui l’amore
vero, a seguirlo nel compimento quotidiano della volontà
del Padre, l’unica grande legge di vita. Ogni giorno,
anche quando non mancano le difficoltà e le fatiche, le
stanchezze e le cadute, anche quando siamo tentati di
abbandonare la strada della sequela di Cristo e di
chiuderci in noi stessi, nel nostro egoismo, senza
renderci conto della necessità che abbiamo di aprirci
all’amore di Dio in Cristo, per vivere la stessa logica
di giustizia e di amore. Nel recente Messaggio
per la Quaresima ho voluto ricordare che
“Occorre umiltà per accettare di aver bisogno che un
Altro mi liberi del “mio”, per darmi gratuitamente il
“suo”. Ciò avviene particolarmente nei sacramenti
della Penitenza e dell’Eucaristia. Grazie all’amore di
Cristo, noi possiamo entrare nella giustizia “più
grande”, che è quella dell’amore (cfr Rm
13,8-10), la giustizia di chi si sente in ogni caso sempre
più debitore che creditore, perché ha ricevuto più di
quanto si possa aspettare” (L'Oss. Rom. 5
febbraio 2010, p. 8).
Il
momento favorevole e di grazia della Quaresima ci mostra
il proprio significato spirituale anche attraverso
l’antica formula: Ricordati che sei polvere e in
polvere ritornerai, che il sacerdote pronuncia quando
impone sul nostro capo un po’ di cenere. Veniamo così
rimandati agli inizi della storia umana, quando il Signore
disse ad Adamo dopo la colpa delle origini: “Con il
sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non
ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto:
polvere tu sei e in polvere ritornerai!” (Gen
3,19). Qui, la parola di Dio ci richiama alla nostra
fragilità, anzi alla nostra morte, che ne è la forma
estrema. Di fronte all’innata paura della fine, e ancor
più nel contesto di una cultura che in tanti modi tende a
censurare la realtà e l’esperienza umana del morire, la
liturgia quaresimale, da un lato, ci ricorda la morte
invitandoci al realismo e alla saggezza, ma, dall’altro
lato, ci spinge soprattutto a cogliere e a vivere la novità
inattesa che la fede cristiana sprigiona nella realtà
della stessa morte.
L’uomo
è polvere e in polvere ritornerà, ma è polvere preziosa
agli occhi di Dio, perché Dio ha creato l’uomo
destinandolo all’immortalità. Così la formula
liturgica “Ricordati che sei polvere e in polvere
ritornerai” trova la pienezza del suo significato in
riferimento al nuovo Adamo, Cristo. Anche il Signore Gesù
ha liberamente voluto condividere con ogni uomo la sorte
della fragilità, in particolare attraverso la sua morte
in croce; ma proprio questa morte, colma del suo amore per
il Padre e per l’umanità, è stata la via per la
gloriosa risurrezione, attraverso la quale Cristo è
diventato sorgente di una grazia donata a quanti credono
in Lui e vengono resi partecipi della stessa vita divina.
Questa vita che non avrà fine è già in atto nella fase
terrena della nostra esistenza, ma sarà portata a
compimento dopo “la risurrezione della carne”. Il
piccolo gesto dell’imposizione delle ceneri ci svela la
singolare ricchezza del suo significato: è un invito a
percorrere il tempo quaresimale come un’immersione più
consapevole e più intensa nel mistero pasquale di Cristo,
nella sua morte e risurrezione, mediante la partecipazione
all’Eucaristia e alla vita di carità, che
dall’Eucaristia nasce e nella quale trova il suo
compimento. Con l’imposizione delle ceneri noi
rinnoviamo il nostro impegno di seguire Gesù, di
lasciarci trasformare dal suo mistero pasquale, per
vincere il male e fare il bene, per far morire il nostro
“uomo vecchio” legato al peccato e far nascere
l’”uomo nuovo” trasformato dalla grazia di Dio.
Cari
amici! Mentre ci apprestiamo ad intraprendere l’austero
cammino quaresimale, vogliamo invocare con particolare
fiducia la protezione e l’aiuto della Vergine Maria. Sia
Lei, la prima credente in Cristo, ad accompagnarci in
questi quaranta giorni di intensa preghiera e di sincera
penitenza, per arrivare a celebrare, purificati e
completamente rinnovati nella mente e nello spirito, il
grande mistero della Pasqua del suo Figlio.
Buona
Quaresima a tutti !

Saluti:
Je suis
heureux de saluer les pèlerins francophones, en
particulier tous les collégiens. Confions à la Vierge
Marie notre Carême et prions-la de nous accompagner pour
que nous puissions être vraiment renouvelés lorsque nous
célébrerons la Pâque de son Fils. Bon Carême à tous!
I welcome
all the English-speaking visitors present at today’s
Audience, especially those from England, Ireland and the
United States. My special greeting goes to the members of
the Movement Pro Sanctitate from Lithuania, led by
Bishop Antons Justs. I also greet the many school and
university students, including those from Bishop
Hendrickson High School in Rhode Island, and I thank the
choirs for their praise of God in song. Upon all of you I
invoke God’s blessings of joy and peace!
Liebe
Pilger und Besucher aus den Ländern deutscher Sprache,
liebe Diakone aus dem Bistum Würzburg, aus dem Blick auf
Christus erhält dieser zweite Aufruf des Aschenkreuzritus
seine volle Bedeutung: »Bedenke, Mensch, daß du Staub
bist und wieder zum Staub zurückkehren wirst« (vgl. Gen
3,19). Ja, wir sind Staub, zerbrechlich, unser irdisches
Leben wird vergehen, aber die Auferstehung Christi schenkt
uns Hoffnung auf ein neues, wirklicheres Leben. Mit diesem
Vertrauen gehen wir auf Ostern zu. Euch allen wünsche ich
in diesem Sinn: Gesegnete Fastenzeit!
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española, en
particular a los miembros de la Universidad Francisco de
Vitoria, de Pozuelo de Alarcón, a los profesores y
alumnos de distintos Institutos de España, así como a
los demás grupos venidos de México y otros países
latinoamericanos. Durante la Cuaresma, tiempo de oración
y penitencia, invoquemos con confianza la protección y el
auxilio de la Virgen María, la primera creyente en
Jesucristo. Muchas gracias.
Saúdo
com particular afecto o grupo de fiéis do Patriarcado de
Lisboa, peregrinos com o seu bem-amado Pastor, Cardeal Dom
José Policarpo, em romagem de fé e gratidão pelas
sendas do Venerável Servo de Deus Papa João Paulo II,
que vos conquistou para Cristo, no Parque Eduardo VII da
vossa cidade, há vinte e oito anos. Ver-vos hoje aqui,
traz à mente aquele seu último pensamento para os jovens:
«Andei à vossa procura. Agora viestes ter comigo. Eu vos
agradeço». Queria-vos a todos com Cristo. Que este nosso
encontro suscite em vós e em todos peregrinos presentes
de língua portuguesa, com suas famílias e comunidades
cristãs, uma renovada vitalidade espiritual na fiel e
generosa adesão a Cristo e à Igreja. Olhai o futuro com
esperança e não vos canseis de trabalhar na vinha do
Senhor. Uma santa Quaresma para todos!
Saluto
in lingua polacca:
Drodzy
bracia i siostry! „Nawracajcie się i wierzcie
Ewangelii” (Mk 1, 15). To liturgiczne wezwanie słyszymy
podczas posypania głów popiołem. Będzie
nam ono towarzyszyć przez cały okres Wielkiego
Postu. Otwórzmy serca na działanie Ducha Świętego,
aby ten czas prawdziwie był czasem nawrócenia i
duchowej odnowy, w zawierzeniu Bożemu miłosierdziu.
Niech Bóg wam błogosławi!
Traduzione
italiana:
Cari
fratelli e sorelle! “Convertitevi e credete al
vangelo”. Sentiamo questa liturgica invocazione, mentre
il nostro capo viene cosparso di cenere. Tale invocazione
ci accompagnerà per tutto il periodo della Quaresima.
Apriamo i cuori all’azione dello Spirito Santo, affinché
questo tempo sia davvero tempo di conversione, di
rinnovamento spirituale e di fiducia nella divina
misericordia. Dio vi benedica.
Saluto
in lingua croata:
Od srca
pozdravljam sve mlade hodočasnike iz Srbije, predvođene
Predsjednikom Međunarodne Biskupske Konferencije
Svetih Ćirila i Metoda, nadbiskupom Stanislavom Hočevarom.
Dragi prijatelji, došli ste na grobove apostola očitovati
svoju vjernost Apostolskoj Stolici. Upravo danas započinjemo
još jedno hodočašće, to jest, korizmeni hod
priprave za Uskrsnuće Gospodinovo. Neka vam blagoslov,
koji rado podjeljujem, pomogne da ustrajete. Hvaljen Isus
i Marija!
Traduzione
italiana:
Di cuore
saluto i giovani pellegrini provenienti dalla Serbia,
guidati dal Presidente della Conferenza Episcopale
Internazionale dei SS. Cirillo e Metodio, l’Arcivescovo
Stanislav Hočevar.Cari amici, siete venuti alle tombe
degli Apostoli a manifestare la vostra fedeltà alla Sede
Apostolica. Proprio oggi cominciamo un altro
pellegrinaggio, cioè, il cammino quaresimale di
preparazione alla Pasqua del Signore. La Benedizione, che
volentieri vi imparto, vi aiuti a perseverare. Siano
lodati Gesù e Maria!
Saluto
in lingua slovacca:
Srdečne
vítam pútnikov zo Slovenska, osobitne zástupcov kresťanských
laických hnutí a združení.
Bratia a sestry, apoštol Pavol vyzýva: „V mene Krista
vás prosíme: zmierte sa s Bohom“. Na začiatku
Pôstu počujme toto pozvanie, ktoré je adresované
každému z nás a ochotne ho nasledujme.
S láskou vás žehnám. Pochválený buď Ježiš
Kristus!
Traduzione
italiana:
Do un
cordiale benvenuto ai pellegrini provenienti dalla
Slovacchia, particolarmente ai delegati dei movimenti e
delle associazioni di fedeli laici. Fratelli e sorelle,
l’apostolo Paolo invita: “Vi supplichiamo in nome di
Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.” Sentiamo
all’inizio della Quaresima questo richiamo rivolto
personalmente a ciascuno di noi e mettiamolo in
pratica con generosità. Con affetto vi benedico.
Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto
in lingua ceca:
Srdečně
zdravím poutníky z Jirsíkova gymnázia v Českých
Budějovicích.
Přijetím posvátného popelce dnes zahajujeme postní
dobu, drahocenný čas modlitby a pokání, který nás
vede k obrácení. Využijte tohoto období milosti!
Rád vám všem žehnám. Chvála Kristu!
Traduzione
italiana:
Un
cordiale saluto ai pellegrini del Liceo Jirsíkovo,
di České Budějovice.
Oggi, con l'imposizione delle sacre ceneri, stiamo
entrando nella Quaresima, tempo prezioso di preghiera e di
penitenza, che ci porta alla conversione. Cogliamo con
profitto questo tempo di grazia!
Volentieri vi benedico tutti. Sia lodato Gesù Cristo!
* * *
Rivolgo
un cordiale benevenuto ai pellegrini di lingua italiana.
In particolare, saluto i fedeli di Monterotondo,
esortandoli e testimoniare generosamente il Vangelo,
sull’esempio del loro patrono sant’Antonio abate.
Saluto i rappresentanti dell’Unione Cattolica Insegnanti
Medi, di Leporano e quelli della Federazione Italiana
Hockey. A ciascuno assicuro il mio ricordo nella
preghiera, all'inizio di questo tempo quaresimale.
Saluto
con affetto, in modo speciale, i giovani, i malati e gli
sposi novelli. Cari giovani, vi esorto a vivere la
Quaresima con un autentico spirito penitenziale, come un
ritorno al Padre, che tutti attende a braccia aperte. Cari
malati, vi incoraggio ad offrire le vostre sofferenze
insieme con Cristo per la conversione di quanti ancora si
trovano lontano da Dio; ed auguro a voi, cari sposi
novelli, di costruire con coraggio e generosità la vostra
famiglia sulla salda roccia dell'amore divino.
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