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UDIENZA
GENERALE (19 maggio 2010) |
Radio
Vaticana, 19 maggio 2010
Benedetto
XVI all'udienza generale: da Fatima un messaggio di
consolazione, non di paura, che insegna a sperare in Dio
◊ Il messaggio che
viene da Fatima va oltre le minacce e gli orrori della
storia, ma parla di speranza e di fiducia in Dio.
Benedetto XVI ha voluto ripetere questa convinzione
all’udienza generale di questa mattina in Piazza San
Pietro, durante la quale ha rievocato di fronte a 30 mila
persone le tappe del suo recente viaggio apostolico in
Portogallo. Ai saluti, il Papa ha invitato la Chiesa a
pregare in vista della festa di Pentecoste. Il servizio di
Alessandro De Carolis: 
Da Fatima arriva un messaggio “consolante”, non di
paura. Benedetto XVI invita un mondo troppo spesso
“sfiduciato” a non travisare ciň che un giorno di 93
anni fa la Madonna disse a tre bambini portoghesi,
mostrandosi loro in quello “spazio privilegiato” che
il cielo aveva aperto sulla terra. Uno spazio che da
allora, afferma il Papa, insegna a sperare nella
“misericordia divina che guarisce e salva”:
“E’ un messaggio incentrato sulla preghiera,
sulla penitenza e sulla conversione, che si proietta oltre
le minacce, i pericoli e gli orrori della storia, per
invitare l’uomo ad avere fiducia nell’azione di Dio, a
coltivare la grande Speranza, a fare esperienza della
grazia del Signore per innamorarsi di Lui, fonte
dell’amore e della pace”.
Sotto il cielo grigio di una primavera mai del tutto
sbocciata, Benedetto XVI ritorna in Piazza San Pietro ai
giorni trascorsi in Portogallo. “Un’esperienza
toccante e ricca di doni spirituali”, la definisce, fin
dalla prima ora e dalla prima percezione, quella di
sentirsi compagno di viaggio di un uomo che vide
straordinariamente congiunti, sotto il segno della Vergine
di Fatima, i destini della propria vita e della propria
missione:
“Lungo tutto il viaggio (…) mi sono sentito
spiritualmente sostenuto dal mio amato predecessore, il
venerabile Giovanni Paolo II, che si č recato per tre
volte a Fatima, ringraziando quella ‘mano invisibile’
che lo ha liberato dalla morte nell’attentato del
tredici maggio, qui in questa Piazza San Pietro”.
Dalla “festa di fede e di speranza” della Messa
presieduta a Lisbona al Terreiro do Paço, nel bellissimo
scorcio tra la cittŕ e il fiume Tago, fino all’incontro
con i rappresentanti del mondo della cultura al Centro
culturale di Belém, tutto si č condensato – rammenta
il Pontefice – in un imperativo: riscoprire il Vangelo,
annunciarlo con vigore, convincersi che i suoi valori sono
un patrimonio che non puň essere taciuto né dimenticato:
“In questa nobile Terra, come in ogni altro Paese
segnato profondamente dal cristianesimo, č possibile
costruire un futuro di fraterna intesa e di collaborazione
con le altre istanze culturali, aprendosi reciprocamente
ad un dialogo sincero e rispettoso”.
Da Lisbona alla Cova d’Iria, per immergersi, dice
Benedetto XVI, in un’“un’atmosfera di reale
misticismo, nella quale si avverte in maniera quasi
palpabile la presenza della Madonna”. Il Papa si
fa“pellegrino con i pellegrini” e affida alla Vergine
– confida a chi lo ascolta – gioie, attese e
sofferenze del mondo, come pure la vita dei sacerdoti,
consacrati al cuore Immacolato di Maria. E il fiume di
fuoco della fiaccolata notturna, sottolinea il Pontefice,
dŕ corpo e immagine alla forza della fede, a Fatima
espressa soprattutto dalle folle che recitano il Rosario:
“Questa preghiera tanto cara al popolo cristiano
ha trovato in Fatima un centro propulsore per tutta la
Chiesa ed il mondo. La ‘Bianca Signora’,
nell’apparizione del 13 giugno, disse ai tre Pastorelli:
‘Voglio che recitiate il Rosario tutti i giorni’.
Potremmo dire che Fatima e il Rosario siano quasi un
sinonimo”.
Terminando le catechesi nelle altre lingue, Benedetto
XVI ha ricordato ai fedeli l’attuale periodo liturgico
della Chiesa, caratterizzato dalla Novena della
Pentecoste. Per i giovani, l’invito č stato “ad
essere docili all'azione dello Spirito Santo”, per i
malati ad accoglierlo come Consolatore che li “aiuti a
trasformare la sofferenza in offerta gradita a Dio per il
bene dei fratelli”, mentre per i nuovi sposi,
l’augurio del Papa č stato perché la vita di ogni
famiglia “sia sempre alimentata dal fuoco dello Spirito,
che č l'Amore stesso di Dio”.
UDIENZA
GENERALE
Piazza San
Pietro
Mercoledě, 19 maggio 2010
Cari
Fratelli e Sorelle,
oggi
desidero ripercorrere insieme a voi le varie tappe del Viaggio
apostolico che ho compiuto nei giorni scorsi in Portogallo,
mosso specialmente da un sentimento di riconoscenza verso
la Vergine Maria, che a Fatima ha trasmesso ai suoi
veggenti e ai pellegrini un intenso amore per il
Successore di Pietro. Ringrazio Dio che mi ha dato la
possibilitŕ di rendere omaggio a quel Popolo, alla sua
lunga e gloriosa storia di fede e di testimonianza
cristiana. Pertanto, come vi avevo chiesto di accompagnare
questa mia visita pastorale con la preghiera, ora vi
domando di unirvi a me nel rendere grazie al Signore per
il suo felice svolgimento e la sua conclusione. Affido a
Lui i frutti che ha portato e porterŕ alla comunitŕ
ecclesiale portoghese e all’intera popolazione. Rinnovo
l'espressione della mia viva riconoscenza al Presidente
della Repubblica, Signor Anibal Cavaco Silva e alle altre
Autoritŕ dello Stato, che mi hanno accolto con tanta
cortesia e hanno predisposto ogni cosa perché tutto
potesse svolgersi nel migliore dei modi. Con intenso
affetto, ripenso ai Confratelli Vescovi delle diocesi
portoghesi, che ho avuto la gioia di abbracciare nella
loro Terra e li ringrazio fraternamente per quanto hanno
fatto per la preparazione spirituale e organizzativa della
mia visita, e per il notevole impegno profuso nella sua
realizzazione. Un particolare pensiero dirigo al Patriarca
di Lisbona, Cardinale José da Cruz Policarpo, ai Vescovi
di Leiria-Fatima Mons. Antonio Augusto dos Santos Marto e
di Porto Mons. Manuel Macario do Nascimento Clemente e ai
rispettivi collaboratori, come pure ai vari organismi
della Conferenza Episcopale guidata dal Vescovo Mons.
Jorge Ortiga.
Lungo
tutto il viaggio,
avvenuto in occasione del decimo anniversario della
beatificazione dei pastorelli Giacinta e Francesco, mi
sono sentito spiritualmente sostenuto dal mio amato
predecessore, il venerabile Giovanni
Paolo II, che
si č recato per tre volte a Fatima, ringraziando
quella «mano invisibile» che lo ha liberato dalla morte
nell’attentato del tredici maggio, qui in questa Piazza
San Pietro. La sera del mio arrivo ho celebrato la Santa
Messa a Lisbona nell’incantevole scenario del Terreiro
do Paço, che si affaccia sul fiume Tago. E’
stata un’assemblea liturgica di festa e di speranza,
animata dalla partecipazione gioiosa di numerosissimi
fedeli. Nella Capitale, da dove sono partiti nel corso dei
secoli tanti missionari per portare il Vangelo in molti
Continenti, ho incoraggiato le varie componenti della
Chiesa locale ad una vigorosa azione evangelizzatrice nei
diversi ambiti della societŕ, per essere seminatori di
speranza in un mondo spesso segnato dalla sfiducia. In
particolare, ho esortato i credenti a farsi annunciatori
della morte e risurrezione di Cristo, cuore del
cristianesimo, fulcro e sostegno della nostra fede e
motivo della nostra gioia. Ho potuto manifestare questi
sentimenti anche nel corso dell'incontro
con i rappresentanti del mondo della cultura, tenutosi nel
Centro Culturale di Belém. In tale circostanza ho
posto in evidenza il patrimonio di valori con cui il
cristianesimo ha arricchito la cultura, l’arte e la
tradizione del Popolo portoghese. In questa nobile Terra,
come in ogni altro Paese segnato profondamente dal
cristianesimo, č possibile costruire un futuro di
fraterna intesa e di collaborazione con le altre istanze
culturali, aprendosi reciprocamente ad un dialogo sincero
e rispettoso.
Mi sono
recato poi a Fatima, cittadina caratterizzata da
un’atmosfera di reale misticismo, nella quale si avverte
in maniera quasi palpabile la presenza della Madonna. Mi
sono fatto pellegrino con i pellegrini in quel mirabile
Santuario, cuore spirituale del Portogallo e meta di una
moltitudine di persone provenienti dai luoghi piů diversi
della terra. Dopo aver sostato
in orante e commosso raccoglimento nella Cappellina delle
Apparizioni nella Cova da Iria, presentando al
Cuore della Vergine Santa le gioie e le attese nonché i
problemi e le sofferenze del mondo intero, nella chiesa
della Santissima Trinitŕ ho avuto la gioia di presiedere
la celebrazione
dei Vespri della Beata Vergine Maria. All’interno di
questo grande e moderno tempio, ho manifestato il mio vivo
apprezzamento ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose,
ai diaconi e ai seminaristi venuti da ogni parte del
Portogallo, ringraziandoli per la loro testimonianza
spesso silenziosa e non sempre facile e per la loro fedeltŕ
al Vangelo e alla Chiesa. In quest’Anno
Sacerdotale, che volge al termine, ho incoraggiato i
sacerdoti a dare prioritŕ al religioso ascolto della
Parola di Dio, all’intima conoscenza di Cristo,
all’intensa celebrazione dell’Eucaristia, guardando al
luminoso esempio del Santo Curato d’Ars. Non ho mancato
di affidare
e consacrare al Cuore Immacolato di Maria, vero modello di
discepola del Signore, i sacerdoti di tutto il mondo.
Alla
sera, con migliaia di persone che si sono date
appuntamento nella grande spianata davanti al Santuario,
ho partecipato alla suggestiva fiaccolata.
E’ stata una stupenda manifestazione di fede in Dio e di
devozione alla sua e nostra Madre, espresse con la recita
del Santo Rosario. Questa preghiera tanto cara al popolo
cristiano ha trovato in Fatima un centro propulsore per
tutta la Chiesa ed il mondo. La "Bianca
Signora", nell’apparizione del 13 giugno, disse ai
tre Pastorelli: «Voglio che recitiate il Rosario
tutti i giorni». Potremmo dire che Fatima e il
Rosario siano quasi un sinonimo.
La mia
visita in quel luogo cosě speciale ha avuto il suo
culmine nella Celebrazione
eucaristica del 13 maggio, anniversario della prima
apparizione della Madonna a Francesco, Giacinta e Lucia.
Riecheggiando le parole del profeta Isaia, ho invitato
quell’immensa assemblea raccolta, con grande amore e
devozione, ai piedi della Vergine a gioire pienamente nel
Signore (cfr Is 61, 10), poiché il suo amore
misericordioso, che accompagna il nostro pellegrinaggio su
questa terra, č la sorgente della nostra grande speranza.
E proprio di speranza č carico il messaggio impegnativo e
al tempo stesso consolante che la Madonna ha lasciato a
Fatima. E’ un messaggio incentrato sulla preghiera,
sulla penitenza e sulla conversione, che si proietta oltre
le minacce, i pericoli e gli orrori della storia, per
invitare l’uomo ad avere fiducia nell’azione di Dio, a
coltivare la grande Speranza, a fare esperienza della
grazia del Signore per innamorarsi di Lui, fonte
dell’amore e della pace.
In questa
prospettiva, č stato significativo il coinvolgente appuntamento
con le organizzazioni della pastorale sociale, alle
quali ho indicato lo stile del buon samaritano per andare
incontro alle necessitŕ dei fratelli piů bisognosi e per
servire Cristo, promuovendo il bene comune. Molti giovani
apprendono l’importanza della gratuitŕ proprio a
Fatima, che č una scuola di fede e di speranza, perché
č anche scuola di caritŕ e di servizio ai fratelli. In
tale contesto di fede e di preghiera, si č tenuto
l’importante e fraterno incontro
con l’Episcopato portoghese, a conclusione della mia
visita a Fatima: č stato un momento di intensa comunione
spirituale, in cui abbiamo insieme ringraziato il Signore
per la fedeltŕ della Chiesa che č in Portogallo e
affidato alla Vergine le comuni attese e preoccupazioni
pastorali. Di tali speranze e prospettive pastorali ho
fatto cenno pure nel corso della Santa
Messa celebrata nella storica e simbolica cittŕ di Porto,
la “Cittŕ della Vergine”, ultima tappa del mio
pellegrinaggio in terra lusitana. Alla grande folla
di fedeli radunata nell’Avenida dos Aliados
ho ricordato l’impegno di testimoniare il Vangelo in
ogni ambiente, offrendo al mondo Cristo risorto affinché
ogni situazione di difficoltŕ, di sofferenza, di paura
sia trasformata, mediante lo Spirito Santo, in occasione
di crescita e di vita.
Cari
fratelli e sorelle, il pellegrinaggio
in Portogallo č stato per me un'esperienza toccante e
ricca di tanti doni spirituali. Mentre mi restano fisse
nella mente e nel cuore le immagini di questo
indimenticabile viaggio, l’accoglienza calorosa e
spontanea, l’entusiasmo della gente, rendo lode al
Signore perché Maria, apparendo ai tre Pastorelli, ha
aperto nel mondo uno spazio privilegiato per incontrare la
misericordia divina che guarisce e salva. A Fatima, la
Vergine Santa invita tutti a considerare la terra come
luogo del nostro pellegrinaggio verso la patria
definitiva, che č il Cielo. In realtŕ tutti siamo
pellegrini, abbiamo bisogno della Madre che ci guida.
“Con te camminiamo nella speranza. Sapienza e
Missione” č il motto del mio Viaggio apostolico in
Portogallo, e a Fatima la beata Vergine Maria ci invita a
camminare con grande speranza, lasciandoci guidare dalla
“sapienza dall’alto”, che si č manifestata in Gesů,
la sapienza dell’amore, per portare nel mondo la luce e
la gioia di Cristo. Vi invito, quindi, ad unirvi alla mia
preghiera, chiedendo al Signore di benedire gli sforzi di
quanti, in quella amata Nazione, si dedicano al servizio
del Vangelo e alla ricerca del vero bene dell'uomo, di
ogni uomo. Preghiamo inoltre perché, per intercessione di
Maria Santissima, lo Spirito Santo renda fecondo questo
Viaggio apostolico, e animi nel mondo intero la missione
della Chiesa, istituita da Cristo per annunciare a tutti i
popoli il Vangelo della veritŕ, della pace e
dell’amore.
Saluti:
Je suis
heureux de vous accueillir chers pčlerins de langue française!
En cette année sacerdotale, je vous invite ŕ recommander
ŕ Marie, Mčre de l’Espérance, les prętres et les séminaristes.
Bon pčlerinage ŕ tous!
I am
pleased to welcome the English-speaking visitors and
pilgrims present at today’s Audience, including the
groups from England, Malaysia and the United States of
America. I extend a special greeting to the students who
are here and to the American
Patrons of the Vatican Museums. Commending all of you
to the intercession of Our Lady of Fatima, I ask Almighty
God to pour out his blessings upon you.
Einen
frohen Gruß richte ich an alle Pilger und Besucher aus
dem deutschen Sprachraum und aus den Niederlanden. Maria
ist Gottes Mutter und auch unsere Mutter. Mit Maria haben
wir Hoffnung; mit ihr gehen wir unsere irdische
Pilgerschaft, und sie führt uns sicher den Weg zu ihrem
Sohn Jesus Christus. Im Vertrauen auf ihre Fürsprache
bitten wir den Herrn um die Kraft des Heiligen Geistes, um
den Menschen das Licht und die Freude Christi zu bringen.
Von Herzen segne ich euch alle.
Saludo
cordialmente a los peregrinos de lengua espańola, en
particular al grupo de militares espańoles, peregrinos
del Camino de Santiago, acompańados por el Arzobispo
Castrense, Monseńor Juan del Río, así como a los demás
grupos venidos de Espańa, Chile, México y otros países
latinoamericanos. Queridos todos, acojamos la invitación
de Nuestra Seńora a dejarnos guiar por la sabiduría
divina, manifestada en Jesús. Muchas gracias.
Amados
peregrinos vindos do Brasil e demais países de língua
Portuguesa, que a intercessăo de Nossa Senhora de Fátima,
que em vossos países é venerada com tanta confiança e
firme amor, possa ajudar-vos a viver com mais empenho a
vossa vocaçăo de testemunhas do Evangelho da verdade, da
paz e do amor. Sirva-vos de conforto a minha Bęnçăo.
Saluto
in lingua croata:
Radosno
pozdravljam sve hrvatske hodočasnike. Dragi
prijatelji, bez prestanka molite Gospodina da pošalje
svoga Duha Branitelja na vaše obitelji i župne zajednice,
na Crkvu i čitav svijet te tako obnovi lice zemlje.
Hvaljen Isus i Marija!
Traduzione
italiana:
Con gioia
saluto tutti i pellegrini Croati. Cari amici, pregate
senza fine il Signore, affinché mandi il suo Spirito
Paraclito sulle vostre famiglie e sulle comunitŕ
parrocchiale, sulla Chiesa e sul tutto il Mondo, e cosě
rinnovi il volto della Terra. Siano lodati Gesů e Maria!
Saluto
in lingua polacca:
Serdecznie
witam pielgrzymów z Polski. Wam tu obecnym i waszym
rodakom serdecznie dziękuję za modlitewne
wsparcie w dniach mojej pielgrzymki do Fatimy. Towarzyszyło
mi wspomnienie szczególnego czciciela Matki Bożej
Fatimskiej, Sługi Bożego Jana Pawła II, którego
rocznicę urodzin wspominaliśmy wczoraj. Polecając
Maryi losy Kościoła i życie każdego z
was, z serca wszystkim błogosławię.
Traduzione
italiana:
Do un
cordiale benvenuto ai pellegrini provenienti dalla
Polonia. Ringrazio di cuore voi qui presenti e i vostri
connazionali per il sostegno delle vostre preghiere
durante il mio pellegrinaggio
a Fatima. Mi accompagnava il ricordo di colui che fu
particolarmente devoto della Madonna di Fatima, il Servo
di Dio Giovanni
Paolo II, il cui genetliaco abbiamo ricordato ieri. Vi
benedico di cuore raccomandando a Maria le vicende della
vita della Chiesa e la vita di ognuno di voi.
Saluto
in lingua slovacca:
S láskou
pozdravujem slovenských pútnikov zo Svrbíc, Šalgoviec,
Piešťan, Nitry ako aj z Cirkevnej školy svätého
Jozefa z Hlohovca. Osobitne vítam Púť Katolíckej
univerzity z Ružomberka, ktorá slávi desiate výročie
založenia, vedenú Veľkým kancelárom arcibiskupom
Alojzom Tkáčom. Pozdravujem aj pánov biskupov
Františka Tondru, Tomáša Galisa, vedenie, študentov,
zamestnancov a zbor Jubilus.
Bratia a
sestry, budúcu nedeľu budeme sláviť sviatok
Zoslania Ducha Svätého. Prosme Boha o zoslanie darov
jeho Ducha, aby sme odvážne svedčili o Kristovi. Zo
srdca vás žehnám.
Pochválený
buď Ježiš Kristus!
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto i pellegrini slovacchi provenienti da Svrbice,
Šalgovce, Piešťany, Nitra come pure dalla Scuola
Cattolica di S. Giuseppe. In particolare do’ il
benvenuto al Pellegrinaggio dell’Universitŕ Cattolica
di Ružomberok, che celebra il 10° anniversario della
fondazione, guidato dal suo Gran Cancelliere Arcivescovo
mons. Alojz Tkáč. Saluto anche i vescovi mons.
František Tondra e Tomáš Galis, i Docenti, gli
studenti, il personale e il coro Jubilus.
Fratelli
e sorelle, domenica prossima celebreremo la Solennitŕ
della Pentecoste. Preghiamo Dio che mandi i doni del suo
Spirito perché possiamo divenire testimoni coraggiosi di
Cristo. Di cuore vi benedico.
Sia
lodato Gesů Cristo!
Saluto
in lingua ungherese:
Isten
hozott Benneteket, kedves magyar zarándokok. Első
helyen köszöntöm a Szombathelyi Egyházmegye híveit és
a szabadkai csoportot.
Vasárnap
lesz Pünkösd ünnepe. Kérjük a Szentlélek ajándékait,
hogy hitünket bátran tudjuk megvallani.
Szívesen
adom rátok és szeretteitekre apostoli áldásomat.
Dicsértessék
a Jézus Krisztus!
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto i pellegrini ungheresi, specialmente i fedeli
della Diocesi di Szombathely ed il gruppo di Subotica.
Domenica prossima celebreremo la Solennitŕ della
Pentecoste. Preghiamo Dio per i doni del suo Spirito perché
possiamo divenire testimoni coraggiosi della nostra fede.
Volentieri benedico voi ed i vostri cari in Patria.
Sia
lodato Gesů Cristo!
* * *
Rivolgo
un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In
particolare saluto i sacerdoti del Collegio Internazionale
San Paolo di Roma, che hanno terminato gli studi nelle
diverse Universitŕ Pontificie e stanno per ritornare nei
rispettivi Paesi, e li esorto a vivere sempre con fedeltŕ
il ministero pastorale, facendo tesoro della formazione
spirituale e teologica ricevuta in questi anni a Roma.
Saluto il gruppo di fedeli provenienti da Galatone, che
partecipano all’Universitŕ delle Terza Etŕ: a loro e
ai familiari estendo la mia Benedizione. Saluto i fedeli
provenienti da Roccamonfina e da Casalbordino: volentieri
benedirň le corone auree che saranno poste sulle effigi
della Madonna che si trovano nei rispettivi Santuari.
Saluto i rappresentanti dell’associazione Memorial
Bardelli, accompagnati dal Vescovo di Pistoia Mons.
Mansueto Bianchi, gli esponenti dell’associazione
Famiglia Legnanese, e i militari della Scuola Nunziatella
di Napoli.
Mi
rivolgo, infine, ai giovani, ai malati ed
agli sposi novelli.
Siamo
nella Novena della Pentecoste ed invito voi, cari giovani,
ad essere docili all'azione dello Spirito Santo, donato ai
credenti nei sacramenti del Battesimo e della
Confermazione. Esorto voi, cari malati, ad
accogliere lo Spirito Consolatore, affinché vi assista
nelle difficoltŕ e vi aiuti a trasformare la sofferenza
in offerta gradita a Dio per il bene dei fratelli. Auguro
a voi, cari sposi novelli, che la vita della vostra
famiglia sia sempre alimentata dal fuoco dello Spirito,
che č l'Amore stesso di Dio.
©
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