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UDIENZA GENERALE
(1 MARZO 2006) |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte: Radio Vaticana,
1 marzo 2006
L’INVITO
DI BENEDETTO XVI ALL’UDIENZA GENERALE, NEL MERCOLEDI’
DELLE CENERI TESTIMONIARE LA VERITA’ DEL VANGELO E LA
SOLIDARIETA’ VERSO I POVERI. IL CORDIALE SALUTO DEL PAPA
AD UN GRUPPO DI LEADER EBREI E MUSULMANI
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Vivere
la Quaresima come momento di conversione all’amore verso
gli altri e alla verità del Vangelo, contro la menzogna
che “avvelena l’umanità”. All’udienza generale di
questa mattina in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha
invitato i cristiani alla conversione del cuore, ma anche
dell’agire personale, che la Quaresima porta
“necessariamente” con sé.
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Tra le 12 mila persone
presenti nel colonnato del Bernini, da sottolineare, tra
gli altri, i saluti cordiali che il Papa ha scambiato alla
fine con un gruppo di leader ebrei e musulmani, presenti
all’udienza. Il servizio di Alessandro De Carolis.
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Con
la Quaresima i cristiani scendono con Gesù nel deserto. E
con lui pregano, riflettono, digiunano, ma soprattutto
riscoprono l’amore verso gli altri, specie se poveri.
Perché la Quaresima è il periodo privilegiato
dell’amore che si fa carità, che permette al cuore di
convertirsi. La coincidenza del Mercoledì delle Ceneri
con il giorno di udienza generale ha permesso a Benedetto
XVI di introdurre con una catechesi dai contenuti profondi
il tempo liturgico che culminerà con i misteri del Triduo
pasquale:
“Quest’oggi
intraprendiamo un cammino di riflessione e di preghiera
con tutti i cristiani del mondo per dirigerci
spiritualmente verso il Calvario, meditando i misteri
centrali della fede. Ci prepareremo così a sperimentare,
dopo il mistero della Croce, la gioia della Pasqua di
risurrezione”.
Il
simbolo della cenere posta sul capo, ha spiegato il Papa,
ha il senso di una sollecitazione spirituale: quella di
spingerci – nella certezza di ogni caducità umana –
“a riporre ogni speranza soltanto in Dio”. Tornando,
di persona e comunitariamente, ad aderire al Vangelo: la
“Parola di verità” di cui ogni cristiano, ha detto il
Pontefice, deve farsi testimone:
“La
vita del cristiano è vita di fede, fondata sulla Parola
di Dio e da essa nutrita. Nelle prove della vita e in ogni
tentazione il segreto della vittoria sta nel dare ascolto
alla Parola di verità e nel rifiutare con decisione la
menzogna e il male. Questo è il vero e centrale programma
del tempo di Quaresima: ascoltare la Parola di Verità;
vivere e parlare e fare la verità e rifiutare la menzogna
che avvelena l’umanità e la porta a tutti i mali.
La
Quaresima, ha proseguito Benedetto XVI, “ci stimola”
verso “un percorso ascetico e liturgico” che, da una
parte, ci fa “aprire il cuore all’amore misericordioso
di Cristo”, dall’altra “ci permette di guardare con
occhi nuovi ai fratelli ed alle loro necessità”:
“Chi
incomincia a vedere Dio (…) vede con altri occhi anche
il fratello. Scopre il fratello, le sue necessità. Per
questo la Quaresima, come ascolto della Verità, è nello
stesso momento un tempo favorevole per convertirsi
all’amore (...) Convertiamoci necessariamente
all’amore!”.
Queste
parole, pronunciate a braccio, hanno portato il Papa a
ricordare le tre dimensioni che caratterizzano questo
periodo penitenziale, ricordate anche nel suo Messaggio
quaresimale: il digiuno, la penitenza e, in particolare,
l’elemosina, ovvero la solidarietà:
“Siano
giorni di riflessione e di intensa preghiera, in cui ci
lasciamo guidare dalla Parola di Dio, che abbondantemente
la liturgia ci propone. La Quaresima sia, inoltre, un
tempo di digiuno, di penitenza e di vigilanza su noi
stessi, persuasi che la lotta al peccato non termina mai,
poiché la tentazione è realtà d’ogni giorno e la
fragilità e l’illusione sono esperienze di tutti. La
Quaresima sia, infine, attraverso l’elemosina, occasione
di sincera condivisione dei doni ricevuti con i fratelli e
di attenzione ai bisogni dei più poveri e abbandonati”.
Il
saluto ad un gruppo di musulmani e di ebrei - con i quali
Benedetto XVI si è soffermato dopo l’udienza, lungo il
tragitto a piedi verso la giardinetta - era stato
preceduto da parole di benvenuto particolari, rivolte dal
Papa al Pontificio Comitato di Scienze Storiche, al
Collegio Sant’Isaia - nel centenario di questa
istituzione dell’ordine Antoniano Maronita – e ai
futuri sacerdoti del Seminario interdiocesano di Taranto.
“Cari seminaristi – ha detto loro il Papa - vi invito
a fondare la vostra esistenza sulla salda roccia della
parola di Dio, per essere coraggiosi annunciatori del
Vangelo di Cristo in questo nostro tempo”.
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LE PAROLE DEL PAPA
- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Cari
Fratelli e Sorelle,
inizia
oggi, con la Liturgia del Mercoledì delle Ceneri,
l’itinerario quaresimale di quaranta giorni che ci
condurrà al Triduo pasquale, memoria della passione,
morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero della
nostra salvezza. Questo è un tempo favorevole in cui la
Chiesa invita i cristiani a prendere più viva
consapevolezza dell’opera redentrice di Cristo e a
vivere con più profondità il proprio Battesimo. In
effetti, in questo periodo liturgico il Popolo di Dio fin
dai primi tempi si nutre con abbondanza della Parola di
Dio per rafforzarsi nella fede, ripercorrendo l’intera
storia della creazione e della redenzione.
Nella sua
durata di quaranta giorni, la Quaresima possiede
un’indubbia forza evocativa. Essa intende infatti
richiamare alcuni tra gli eventi che hanno scandito la
vita e la storia dell’Antico Israele, riproponendone
anche a noi il valore paradigmatico: pensiamo, ad esempio,
ai quaranta giorni del diluvio universale, che sfociarono
nel patto di alleanza sancito da Dio con Noè e così con
l’umanità, e ai quaranta giorni di permanenza di Mosè
sul Monte Sinai, cui fece seguito il dono delle tavole
della Legge. Il periodo quaresimale vuole invitarci
soprattutto a rivivere con Gesù i quaranta giorni da Lui
trascorsi nel deserto, pregando e digiunando, prima di
intraprendere la sua missione pubblica. Anche noi quest’oggi
intraprendiamo un cammino di riflessione e di preghiera
con tutti i cristiani del mondo per dirigerci
spiritualmente verso il Calvario, meditando i misteri
centrali della fede. Ci prepareremo così a sperimentare,
dopo il mistero della Croce, la gioia della Pasqua di
risurrezione.
Si compie
oggi, in tutte le comunità parrocchiali, un gesto austero
e simbolico: l’imposizione delle ceneri, e questo
rito viene accompagnato da due pregnanti formule, che
costituiscono un pressante appello a riconoscersi
peccatori e a ritornare a Dio. La prima formula dice:
"Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai"
(cfr Gn 3,19). Queste parole, tratte dal libro
della Genesi, evocano la condizione umana posta sotto il
segno della caducità e del limite, e intendono spingerci
a riporre ogni speranza soltanto in Dio. La seconda
formula si rifà alle parole pronunciate da Gesù
all’inizio del suo ministero itinerante: "Convertitevi
e credete al Vangelo" (Mc 1,15). E’ un
invito a porre come fondamento del rinnovamento personale
e comunitario l’adesione ferma e fiduciosa al Vangelo.
La vita del cristiano è vita di fede, fondata sulla
Parola di Dio e da essa nutrita. Nelle prove della vita e
in ogni tentazione il segreto della vittoria sta nel dare
ascolto alla Parola di verità e nel rifiutare con
decisione la menzogna e il male. Questo è il vero e
centrale programma del tempo della Quaresima: ascoltare la
parola di verità, vivere, parlare e fare la verità,
rifiutare la menzogna che avvelena l’umanità ed è la
porta di tutti i mali. Urge pertanto riascoltare, in
questi quaranta giorni, il Vangelo, la parola del Signore,
parola di verità, perché in ogni cristiano, in ognuno di
noi, si rafforzi la coscienza della verità a lui donata,
a noi donata, perché la viva e se ne faccia testimone. La
Quaresima a questo ci stimola, a lasciar penetrare la
nostra vita dalla parola di Dio e a conoscere così la
verità fondamentale: chi siamo, da dove veniamo, dove
dobbiamo andare, qual è la strada da prendere nella vita.
E così il periodo della Quaresima ci offre un percorso
ascetico e liturgico che, mentre ci aiuta ad aprire gli
occhi sulla nostra debolezza, ci fa aprire il cuore
all’amore misericordioso di Cristo.
Il
cammino quaresimale, avvicinandoci a Dio, ci permette di
guardare con occhi nuovi ai fratelli ed alle loro necessità.
Chi comincia a vedere Dio, a guardare il volto di Cristo,
vede con gli altri occhi anche il fratello, scopre il
fratello, il suo bene, il suo male, le sue necessità. Per
questo la Quaresima, come ascolto della verità, è
momento favorevole per convertirsi all’amore, perché la
verità profonda, la verità di Dio è nello stesso tempo
amore. Convertendosi alla verità di Dio, ci dobbiamo
necessariamente convertire all’amore. Un amore che
sappia fare proprio l’atteggiamento di compassione e di
misericordia del Signore, come ho voluto ricordare nel Messaggio
per la Quaresima, che ha per tema le parole
evangeliche: "Gesù, vedendo le folle, ne provò
compassione" (Mt 9,36). Consapevole della
propria missione nel mondo, la Chiesa non cessa di
proclamare l’amore misericordioso di Cristo, che
continua a volgere lo sguardo commosso sugli uomini e sui
popoli d’ogni tempo. "Dinanzi alle terribili
sfide della povertà di tanta parte dell’umanità -
ho scritto nel citato Messaggio quaresimale -, l’indifferenza
e la chiusura nel proprio egoismo si pongono in un
contrasto intollerabile con lo ‘sguardo di Cristo’. Il
digiuno e l’elemosina, che, insieme con la preghiera, la
Chiesa propone in modo speciale nel periodo della
Quaresima, sono occasione propizia per conformarci a
quello "sguardo" (L'Oss. Rom. 1
febbraio 2006, p. 5), allo sguardo di Cristo, e vedere noi
stessi, l’umanità, gli altri con questo suo sguardo.
Con questo spirito entriamo nel clima austero ed orante
della Quaresima, che è proprio un clima di amore per il
fratello.
Siano
giorni di riflessione e di intensa preghiera, in cui ci
lasciamo guidare dalla Parola di Dio, che abbondantemente
la liturgia ci propone. La Quaresima sia, inoltre, un
tempo di digiuno, di penitenza e di vigilanza su noi
stessi, persuasi che la lotta al peccato non termina mai,
poiché la tentazione è realtà d’ogni giorno e la
fragilità e l’illusione sono esperienze di tutti. La
Quaresima sia, infine, attraverso l’elemosina, il fare
del bene agli altri, occasione di sincera condivisione dei
doni ricevuti con i fratelli e di attenzione ai bisogni
dei più poveri e abbandonati. In questo itinerario
penitenziale ci accompagni Maria, la Madre del Redentore,
che è maestra di ascolto e di fedele adesione a Dio. La
Vergine Santissima ci aiuti ad arrivare, purificati e
rinnovati nella mente e nello spirito, a celebrare il
grande mistero della Pasqua di Cristo. Con questi
sentimenti, auguro a tutti una buona e fruttuosa
Quaresima.
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