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UDIENZA GENERALE (21 DICEMBRE 2005)

Fonte: Radio Vaticana, 21 dicembre 2005

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

DIFENDERE I VALORI E LE TRADIZIONI DEL NATALE DAL CONSUMISMO: L’ESORTAZIONE DI BENEDETTO XVI ALL’UDIENZA GENERALE IN PIAZZA SAN PIETRO  

Le tradizioni cristiane del Natale devono essere difese dalla mentalità consumistica che vorrebbe cancellarle e trasmesse ai giovani. Nell’ultima udienza generale prima del 25 dicembre, Benedetto XVI ha voluto dedicare alla “luce del Natale” la catechesi tenuta questa mattina in Piazza San Pietro, davanti a migliaia di pellegrini. Il servizio di Alessandro De Carolis: 

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Un “impegno di tutti”.  Gli auguri di Natale che Benedetto XVI ha rivolto questa mattina ai fedeli in Piazza San Pietro e a tutta la Chiesa sono stati accompagnati da un impegno: il senso cristiano della Natività, con i suoi valori tramandati da duemila anni, è un patrimonio sacro che va conservato e tramandato, in modo più forte rispetto agli pseudo-valori che utilizzano il Natale come una merce: 

“Preparandoci a celebrare con gioia la nascita del Salvatore nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità ecclesiali, mentre una certa cultura moderna e consumistica tende a far sparire i simboli cristiani dalla celebrazione del Natale, sia impegno di tutti cogliere il valore delle tradizioni natalizie, che fanno parte del patrimonio della nostra fede e della nostra cultura, per trasmetterle alle nuove generazioni”.  

Un tema che poco prima Benedetto XVI aveva introdotto parlando della luce che è uno dei “simboli” del “mistero del Natale”. Un simbolo, ha detto, evocatore di “una realtà che tocca l’intimo dell’uomo”: la luce “del bene che vince il male, dell’amore che supera l’odio, della vita che sconfigge la morte”.  

(canto) 

Anche per le strade delle città e nelle piazze, ha osservato il Papa, la luce degli addobbi e delle luminarie domina in questi giorni di festa. Ma quella luce, ha avvertito, deve richiamare i credenti “ad un’altra luce, invisibile agli occhi, ma non al cuore”:  

“Mentre le ammiriamo, mentre accendiamo le candele nelle Chiese o l’illuminazione del presepe e dell’albero di Natale nelle case, si apra il nostro animo alla vera luce spirituale recata a tutti gli uomini di buona volontà”.

 Benedetto XVI – che all’ingresso di stamani in Piazza San Pietro indossava per proteggersi un “camauro”, antico copricapo di velluto rosso dei Pontefici - ha terminato l’udienza con un’invocazione della liturgia di oggi, che canta la venuta di Cristo come un “Astro” di “luce eterna”:

 

“Questo Astro di luce che non tramonta, ci comunichi la forza per seguire sempre il cammino della verità, della giustizia e dell’amore! Viviamo intensamente questi ultimi giorni, che precedono il Natale, insieme a Maria, la Vergine del silenzio e dell’ascolto (...) Con questi sentimenti, esortandovi a mantenere vivo lo stupore interiore nella fervida attesa per la celebrazione ormai prossima della nascita del Salvatore, sono lieto di formulare fin d’ora i più cordiali auguri di un santo e lieto Natale a tutti voi qui presenti, ai vostri familiari, alle vostre comunità e a quanti vi sono cari. Buon Natale a tutti!”        

(applausi) 

Dopo le catechesi nelle altre lingue, il Papa ha salutato, tra gli altri, una rappresentanza del Movimento adulti scout cattolici e i membri dell’Associazione artisti del Terzo Millennio.

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Nonostante il freddo pungente in tanti, piccoli e grandi, non hanno voluto mancare all’appuntamento con il Papa, nell’ultima udienza generale prima della celebrazione del Santo Natale. Alessandro Gisotti è andato, per noi, in Piazza San Pietro a raccogliere alcune testimonianze: 

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R. - Siamo un gruppo MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) e veniamo per portare la fiamma della pace al Papa, la luce di Betlemme. Siamo qui, insieme all’AGESCI. Noi siamo scout, viviamo già nell’essenzialità perché seguiamo proprio la “legge scout” evitando il troppo. Cerchiamo di vivere nella sobrietà proprio come ci chiede il Papa. 

R. - Siamo qui, all’udienza generale con Papa Benedetto XVI, per portare una testimonianza, per portargli il simbolo della luce, della pace di Betlemme. 

D. – Che cosa vuol dire essere qui, per te così piccola, ad ascoltare il Papa a pochi giorni dal Natale? 

R. -  Pace e bontà in tutto il mondo!  

D. – Sei contenta di essere qui? 

R. – Sì. 

D. – Il Papa ha parlato, in questi giorni di sobrietà... 

R. – Sono pienamente d’accordo. Vanno riscoperte quelle che sono le vere motivazioni del Natale. Sì, è bello il luccichio, le luci, i regali, i doni, ma cerchiamo di insegnare ai bambini che non sono soltanto queste le cose che contano!  

D. – E questi bambini come rispondono? Oggi sono in tanti qui in piazza San Pietro…

R. – Noi ci auguriamo che i bambini siano sensibili! 

R. - Abbiamo richiamato il messaggio del Papa della scorsa domenica. Cercare di riscoprire la gioia nei nostri cuori. Anche le attività che stiamo facendo in questo periodo, come il percorso sulla solidarietà verso i diversi, soprattutto verso gli extra comunitari che nella nostra città sono molti. Abbiamo invitato anche noi i bambini a riscoprire il significato più semplice del Natale, cioè quello dello stare insieme, dell’amare gli altri. Speriamo che l’abbiano recepito!

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LE PAROLE DEL PAPA

- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -

L’odierna Udienza generale si svolge nel clima di lieta e trepida attesa per le festività natalizie ormai imminenti. Vieni Signore Gesù! Così, in questi giorni, ripetiamo nella preghiera, predisponendo il cuore a gustare la gioia della nascita del Redentore. In particolare, in questa ultima settimana di Avvento, la liturgia accompagna e sostiene il nostro cammino interiore con ripetuti inviti ad accogliere il Salvatore, riconoscendolo nell’umile Bambino che giace in una mangiatoia.

E’ questo il mistero del Natale, che tanti simboli ci aiutano a meglio comprendere. Fra questi simboli c’è quello della luce, che è uno dei più ricchi di significato spirituale, e sul quale vorrei soffermarmi brevemente. La festa del Natale coincide, nel nostro emisfero, con i giorni dell’anno nei quali il sole termina la sua parabola discendente e si avvia ad allungare gradualmente il tempo di luce diurna, secondo il ricorrente susseguirsi delle stagioni. Questo ci aiuta a meglio comprendere il tema della luce che sopravanza le tenebre. E’ simbolo evocatore di una realtà che tocca l’intimo dell’uomo: mi riferisco alla luce del bene che vince il male, dell’amore che supera l’odio, della vita che sconfigge la morte. A questa luce interiore, alla luce divina fa pensare il Natale, che torna a riproporci l’annuncio della definitiva vittoria dell’amore di Dio sul peccato e la morte. Per questo motivo, nella Novena del Santo Natale che stiamo facendo, sono numerosi e significativi i richiami alla luce. Ce lo ricorda anche l’antifona cantata all’inizio di questo nostro incontro. Il Salvatore atteso dalle genti è salutato come "Astro sorgente", la stella che indica la via e guida gli uomini, viandanti tra le oscurità e i pericoli del mondo, verso la salvezza promessa da Dio e realizzata in Gesù Cristo.

Preparandoci a celebrare con gioia la nascita del Salvatore nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità ecclesiali, mentre una certa cultura moderna e consumistica tende a far sparire i simboli cristiani dalla celebrazione del Natale, sia impegno di tutti cogliere il valore delle tradizioni natalizie, che fanno parte del patrimonio della nostra fede e della nostra cultura, per trasmetterle alle nuove generazioni. In particolare, nel vedere strade e piazze delle città addobbate da luminarie sfolgoranti, ricordiamo che queste luci ci richiamano ad un’altra luce, invisibile agli occhi, ma non al cuore. Mentre le ammiriamo, mentre accendiamo le candele nelle Chiese o l’illuminazione del presepe e dell’albero di Natale nelle case, si apra il nostro animo alla vera luce spirituale recata a tutti gli uomini di buona volontà. Il Dio con noi, nato a Betlemme dalla Vergine Maria, è la Stella della nostra vita!

"O Astro che sorgi, splendore della luce eterna, Sole di giustizia: vieni, illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte". Facendo nostra questa invocazione dell’odierna liturgia, chiediamo al Signore di affrettare il suo avvento glorioso in mezzo a noi, in mezzo a tutti quelli che soffrono, perché solo in Lui possono trovare appagamento le autentiche attese del cuore umano. Questo Astro di luce che non tramonta, ci comunichi la forza per seguire sempre il cammino della verità, della giustizia e dell’amore! Viviamo intensamente questi ultimi giorni, che precedono il Natale, insieme a Maria, la Vergine del silenzio e dell’ascolto. Lei, che fu totalmente avvolta dalla luce dello Spirito Santo, ci aiuti a comprendere e a vivere appieno il mistero del Natale di Cristo. Con questi sentimenti, esortandovi a mantenere vivo lo stupore interiore nella fervida attesa per la celebrazione ormai prossima della nascita del Salvatore, sono lieto di formulare fin d’ora i più cordiali auguri di un santo e lieto Natale a tutti voi qui presenti, ai vostri familiari, alle vostre comunità e a quanti vi sono cari.

Buon Natale a tutti!

 

 

 

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