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UDIENZA
GENERALE (26 AGOSTO 2009) |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio
Vaticana, 26 agosto 2009
All'udienza
generale di Castel Gandolfo, il Papa esorta i leader
mondiali: proteggete l’ambiente con spirito di
solidarietà verso i poveri
L’uomo
non è il “padrone assoluto” del Creato. Benedetto XVI
chiede ai leader internazionali di proteggere
l’ambiente, solidali con i più poveri, nel rispetto
delle leggi. L’appello è stato lanciato stamani da
Castel Gandolfo, durante l’udienza generale, cui hanno
partecipato circa 5 mila e 500 di fedeli, tra cui oltre 2
mila pellegrini tedeschi, che si sono raccolti in un
secondo momento nel cortile del Palazzo apostolico, troppo
piccolo per accoglierli tutti insieme. Il Papa ritiratosi
dopo la prima parte dell’udienza nella Sala degli
Svizzeri, per salutare personalmente alcune persone, si è
poi riaffacciato al balcone rivolgendo breve discorso in
tedesco. ll servizio di Roberta Gisotti:
Si concludono per molti a fine agosto le vacanze
estive: “come non ringraziare Iddio del dono prezioso
del Creato di cui è possibile godere, e non solo durate
il periodo di ferie!”, ha esclamato il Papa:
“I differenti fenomeni di degrado ambientale e le
calamità naturali, che purtroppo non raramente la cronaca
registra, ci richiamano l’urgenza del rispetto dovuto
alla natura, recuperando e valorizzando, nella vita di
ogni giorno, un corretto rapporto con l’ambiente”.
La Chiesa impegnata nella difesa della terra,
dell’acqua e dell’aria si adopera per proteggere
l’uomo contro la distruzione di se stesso:
“Se viene meno il rapporto della creatura umana
con il Creatore, la materia è ridotta a possesso
egoistico, l’uomo ne diventa “l’ultima istanza” e
lo scopo dell’esistenza si riduce ad essere
un’affannata corsa a possedere il più possibile”.
“Quanto è importante allora - ha sottolineato il
Santo Padre - che la comunità internazionale e i singoli
governi sappiano dare i giusti segnali ai propri
cittadini, per contrastare in modo efficace le modalità
d’utilizzo dell’ambiente”, che risultino dannose:
“I costi economici e sociali, derivanti dall’uso
delle risorse ambientali comuni, riconosciuti in maniera
trasparente, vanno supportati da coloro che ne
usufruiscono, e non da altre popolazioni o dalle
generazioni future. La protezione dell’ambiente, la
tutela delle risorse e del clima richiedono che i
responsabili internazionali agiscano congiuntamente nel
rispetto della legge e della solidarietà, soprattutto nei
confronti delle regioni più deboli della terra”.
Per questo “è indispensabile convertire l’attuale
modello di sviluppo globale”, ha insistito Benedetto XVI,
richiamando infine “lo scandalo della fame e della
miseria.” Concludendo poi la sua catechesi con le parole
di San Francesco nel Cantico delle Creature:
“‘Altissimo, onnipotente, bon Signore, tue so’
le laude, la gloria e l’honore et omne benedictione…
Laudato si’, mi’ Signore, cum tucte le tue creature’”.
Nei
saluti finale il Papa ha fatto memoria nella solennità
odierna della Beata Vergine Maria di Czestochowskiej e dei
Santi Monica e Agostino, che saranno festeggiati dalla
Chiesa tra pochi giorni, uniti in terra da vincoli
familiari ed in cielo dallo stesso destino di gloria.
UDIENZA
GENERALE
Mercoledì, 26 agosto 2009
Cari
fratelli e sorelle!
Ci
avviciniamo ormai alla fine del mese di agosto, che per
molti significa la conclusione delle vacanze estive.
Mentre si torna alle attività quotidiane, come non
ringraziare Iddio per il dono prezioso del creato, di cui
è possibile godere, e non solo durante il periodo delle
ferie! I differenti fenomeni di degrado ambientale e le
calamità naturali, che purtroppo non raramente la cronaca
registra, ci richiamano l’urgenza del rispetto dovuto
alla natura, recuperando e valorizzando, nella vita di
ogni giorno, un corretto rapporto con l’ambiente. Verso
questi temi, che suscitano la giusta preoccupazione delle
Autorità e della pubblica opinione, si va sviluppando una
nuova sensibilità, che si esprime nel moltiplicarsi di
incontri anche a livello internazionale.
La terra
è dono prezioso del Creatore, il quale ne ha disegnato
gli ordinamenti intrinseci, dandoci così i segnali
orientativi a cui attenerci come amministratori della sua
creazione. E’ proprio a partire da questa
consapevolezza, che la Chiesa considera le questioni
legate all’ambiente e alla sua salvaguardia intimamente
connesse con il tema dello sviluppo umano integrale. A
tali questioni ho fatto più volte riferimento nella mia
ultima Enciclica Caritas in veritate, richiamando
"l’urgente necessità morale di una rinnovata
solidarietà" (n. 49) non solo nei rapporti tra i
Paesi, ma anche tra i singoli uomini, poiché l’ambiente
naturale è dato da Dio per tutti, e il suo uso comporta
una nostra personale responsabilità verso l’intera
umanità, in particolare verso i poveri e le generazioni
future (cfr ivi, 48). Avvertendo la comune
responsabilità per il creato (cfr ivi, 51), la
Chiesa non solo è impegnata a promuovere la difesa della
terra, dell’acqua e dell’aria, donate dal Creatore a
tutti, ma soprattutto si adopera per proteggere l’uomo
contro la distruzione di se stesso. Infatti, "quando
l’«ecologia umana» è rispettata dentro la società,
anche l’ecologia ambientale ne trae beneficio" (ibid.).
Non è forse vero che l’uso sconsiderato della creazione
inizia laddove Dio è emarginato o addirittura se ne nega
l’esistenza? Se viene meno il rapporto della creatura
umana con il Creatore, la materia è ridotta a possesso
egoistico, l’uomo ne diventa "l’ultima
istanza" e lo scopo dell’esistenza si riduce ad
essere un’affannata corsa a possedere il più possibile.
Il
creato, materia strutturata in modo intelligente da Dio,
è affidato dunque alla responsabilità dell’uomo, il
quale è in grado di interpretarlo e di rimodellarlo
attivamente, senza considerarsene padrone assoluto.
L’uomo è chiamato piuttosto ad esercitare un governo
responsabile per custodirlo, metterlo a profitto e
coltivarlo, trovando le risorse necessarie per una
esistenza dignitosa di tutti. Con l’aiuto della stessa
natura e con l’impegno del proprio lavoro e della
propria inventiva, l’umanità è veramente in grado di
assolvere al grave dovere di consegnare alle nuove
generazioni una terra che anch’esse, a loro volta,
potranno abitare degnamente e coltivare ulteriormente (cfr
Caritas in veritate, 50). Perché ciò si realizzi,
è indispensabile lo sviluppo di "quell’alleanza
tra essere umano e ambiente, che deve essere specchio
dell’amore creatore di Dio" (Messaggio per la
Giornata Mondiale della Pace 2008, 7), riconoscendo
che noi tutti proveniamo da Dio e verso Lui siamo tutti in
cammino. Quanto è importante allora che la comunità
internazionale e i singoli governi sappiano dare i giusti
segnali ai propri cittadini per contrastare in modo
efficace le modalità d’utilizzo dell’ambiente che
risultino ad esso dannose! I costi economici e sociali,
derivanti dall’uso delle risorse ambientali comuni,
riconosciuti in maniera trasparente, vanno supportati da
coloro che ne usufruiscono, e non da altre popolazioni o
dalle generazioni future. La protezione dell’ambiente,
la tutela delle risorse e del clima richiedono che i
responsabili internazionali agiscano congiuntamente nel
rispetto della legge e della solidarietà, soprattutto nei
confronti delle regioni più deboli della terra (cfr Caritas
in veritate, 50). Insieme possiamo costruire uno
sviluppo umano integrale a beneficio dei popoli, presenti
e futuri, uno sviluppo ispirato ai valori della carità
nella verità. Perché ciò avvenga è indispensabile
convertire l’attuale modello di sviluppo globale verso
una più grande e condivisa assunzione di responsabilità
nei confronti del creato: lo richiedono non solo le
emergenze ambientali, ma anche lo scandalo della fame e
della miseria.
Cari
fratelli e sorelle, ringraziamo il Signore e facciamo
nostre le parole di san Francesco nel Cantico delle
creature: "Altissimo, onnipotente, bon Signore, tue
so’ le laude, la gloria e l’honore et omne
benedictione … Laudato si’, mi’ Signore, cum tucte
le tue creature".
Così san
Francesco. Anche noi vogliamo pregare e vivere nello
spirito di queste parole.
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