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Triduo
pasquale
Cari
Fratelli e Sorelle,
stiamo
vivendo i giorni santi che ci invitano a meditare
gli eventi centrali della nostra Redenzione, il
nucleo essenziale della nostra fede. Domani inizia
il Triduo pasquale, fulcro dell'intero anno
liturgico, nel quale siamo chiamati al silenzio e
alla preghiera per contemplare il mistero della
Passione, Morte e Risurrezione del Signore.
Nelle
omelie i Padri fanno spesso riferimento a questi
giorni che, come osserva Sant’Atanasio in una
delle sue Lettere Pasquali, ci introducono «in
quel tempo che ci fa conoscere un nuovo inizio, il
giorno della Santa Pasqua, nella quale il Signore si
è immolato» (Lett. 5,1-2: PG 26,
1379).
Vi
esorto pertanto a vivere intensamente questi giorni
affinché orientino decisamente la vita di ciascuno
all'adesione generosa e convinta a Cristo, morto e
risorto per noi.
La
Santa Messa Crismale, preludio mattutino del Giovedì
Santo, vedrà domani mattina riuniti i presbiteri
con il proprio Vescovo. Nel corso di una
significativa celebrazione eucaristica, che ha luogo
solitamente nelle Cattedrali diocesane, verranno
benedetti l’olio degli infermi, dei catecumeni e
il Crisma. Inoltre, il Vescovo e i Presbiteri,
rinnoveranno le promesse sacerdotali pronunciate il
giorno dell’Ordinazione. Tale gesto assume
quest’anno, un rilievo tutto speciale, perché
collocato nell’ambito dell’Anno
Sacerdotale, che ho indetto per commemorare il
150° anniversario della morte del Santo Curato
d’Ars. A tutti i Sacerdoti vorrei ripetere
l’auspicio che formulavo a conclusione della Lettera
di indizione: «Sull’esempio del Santo Curato
d’Ars, lasciatevi conquistare da Cristo e sarete
anche voi, nel mondo di oggi, messaggeri di
speranza, di riconciliazione, di pace!».
Domani
pomeriggio celebreremo il momento istitutivo
dell’Eucaristia. L’apostolo Paolo, scrivendo ai
Corinti, confermava i primi cristiani nella verità
del mistero eucaristico, comunicando loro quanto
egli stesso aveva appreso: «Il Signore Gesù, nella
notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo
aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è
il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria
di me”. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese
anche il calice, dicendo: “Questo calice è la
nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni
volta che ne bevete, in memoria di me» (1Cor
11,23-25). Queste parole manifestano con chiarezza
l’intenzione di Cristo: sotto le specie del pane e
del vino, Egli si rende presente in modo reale col
suo corpo donato e col suo sangue versato quale
sacrificio della Nuova Alleanza. Al tempo stesso,
Egli costituisce gli Apostoli e i loro successori
ministri di questo sacramento, che consegna alla sua
Chiesa come prova suprema del suo amore.
Con
suggestivo rito, ricorderemo, inoltre, il gesto di
Gesù che lava i piedi agli Apostoli (cfr Gv
13,1-25). Tale atto diviene per l’evangelista la
rappresentazione di tutta la vita di Gesù e rivela
il suo amore sino alla fine, un amore infinito,
capace di abilitare l’uomo alla comunione con Dio
e di renderlo libero. Al termine della liturgia del
Giovedì santo, la Chiesa ripone il Santissimo
Sacramento in un luogo appositamente preparato, che
sta a rappresentare la solitudine del Getsemani e
l’angoscia mortale di Gesù. Davanti
all’Eucarestia, i fedeli contemplano Gesù
nell’ora della sua solitudine e pregano affinché
cessino tutte le solitudini del mondo. Questo
cammino liturgico è, altresì, invito a cercare
l’incontro intimo col Signore nella preghiera, a
riconoscere Gesù fra coloro che sono soli, a
vegliare con lui e a saperlo proclamare luce della
propria vita.
Il
Venerdì Santo faremo memoria della passione e della
morte del Signore. Gesù ha voluto offrire la sua
vita in sacrificio per la remissione dei peccati
dell’umanità, scegliendo a tal fine la morte più
crudele ed umiliante: la crocifissione. Esiste una
inscindibile connessione fra l’Ultima Cena e la
morte di Gesù. Nella prima Gesù dona il suo Corpo
e il suo Sangue, ossia la sua esistenza terrena, se
stesso, anticipando la sua morte e trasformandola in
un atto di amore. Così la morte che, per sua
natura, è la fine, la distruzione di ogni
relazione, viene da lui resa atto di comunicazione
di sé, strumento di salvezza e proclamazione della
vittoria dell’amore. In tal modo, Gesù diventa la
chiave per comprendere l’Ultima Cena che è
anticipazione della trasformazione della morte
violenta in sacrificio volontario, in atto di amore
che redime e salva il mondo.
Il
Sabato Santo è caratterizzato da un grande
silenzio. Le Chiese sono spoglie e non sono previste
particolari liturgie. In questo tempo di attesa e di
speranza, i credenti sono invitati alla preghiera,
alla riflessione, alla conversione, anche attraverso
il sacramento della riconciliazione, per poter
partecipare, intimamente rinnovati, alla
celebrazione della Pasqua.
Nella
notte del Sabato Santo, durante la solenne Veglia
Pasquale, "madre di tutte le veglie", tale
silenzio sarà rotto dal canto dell’Alleluia, che
annuncia la resurrezione di Cristo e proclama la
vittoria della luce sulle tenebre, della vita sulla
morte. La Chiesa gioirà nell’incontro con il suo
Signore, entrando nel giorno della Pasqua che il
Signore inaugura risorgendo dai morti.
Cari
Fratelli e Sorelle, disponiamoci a vivere
intensamente questo Triduo Santo ormai imminente,
per essere sempre più profondamente inseriti nel
Mistero di Cristo, morto e risorto per noi. Ci
accompagni in questo itinerario spirituale la
Vergine Santissima. Lei che seguì Gesù nella sua
passione e fu presente sotto la Croce, ci introduca
nel mistero pasquale, perché possiamo sperimentare
la letizia e la pace del Risorto.
Con
questi sentimenti, ricambio fin d’ora i più
cordiali auguri di santa Pasqua a tutti voi,
estendendoli alle vostre Comunità e a tutti i
vostri cari.

Saluti:
Chers
pèlerins francophones je suis heureux de vous
accueillir ce matin. En ces jours saints, je vous
souhaite de demeurer profondément ancrés dans le
mystère du Christ mort et ressuscité. Et déjà,
je vous adresse mes vœux cordiaux de sainte fête
de Pâques, ainsi qu’à vos familles et à vos
communautés. Que Dieu vous bénisse !
I
am pleased to welcome all the English-speaking
visitors present at today’s Audience, especially
those from England, Japan, Canada and the United
States. I also greet the various student
groups present, including those taking part in the
annual “Univ Congress”. Upon all of you I
invoke God’s blessings of joy and peace!
In
der Vorfreude auf das schon nahe Osterfest grüße
ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache. Das
betende Mitfeiern dieser österlichen Tage und der
Empfang des Bußsakraments helfen uns, immer mehr
und tiefer in die Geheimnisse des Leidens, Sterbens
und Auferstehens des Herrn einzutreten und von innen
her neu zu werden, zu wirklich erlösten Menschen
und zu Freunden Gottes. Allen wünsche ich gesegnete
Kar- und Ostertage!
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española, de
modo particular a los numerosos jóvenes que
participan en el encuentro universitario
internacional UNIV dos mil diez, al grupo de
consagrados de la Obra de la Iglesia, así como a
los fieles venidos de España, México, Argentina y
otros países latinoamericanos. Os invito a todos a
que tengáis muy presentes en vuestras oraciones a
los sacerdotes que mañana, en la Misa Crismal,
renovarán sus promesas sacerdotales junto a sus
Obispos. Pidamos para que creciendo cada día más
en fidelidad y amor a Cristo, sean en medio de sus
hermanos mensajeros de esperanza, reconciliación y
paz. A todos os deseo una santa y feliz Pascua de
Resurrección. Muchas gracias por vuestra visita.
Amados
peregrinos de língua portuguesa e de modo especial
vós jovens universitários vindos para o UNIV: a
todos dou as boas vindas, desejando uma participação
frutuosa nas referidas celebrações que possa
conduzir-vos a uma comunhão cada vez mais intensa
com o Mistério de Cristo. Que Deus vos abençoe!
Ide em paz!
Saluto
in lingua polacca:
Drodzy
Polacy, siostry i bracia! Serdecznie pozdrawiam was
tu obecnych, waszych bliskich i wszystkich, którzy
w tych Wielkich Dniach czuwają przy Chrystusie,
rozważając misteria Wieczernika, Kalwarii,
pustego Grobu. Niech zbawcze tajemnice będą
dla was źródłem wiary i chrześcijańskiej
nadziei. Życzę błogosławionych
owoców duchowych Wielkiego Tygodnia i radości
poranka Niedzieli Zmartwychwstania. Niech będzie
pochwalony Jezus Chrystus.
Traduzione
italiana:
Cari
polacchi, sorelle e fratelli. Saluto cordialmente
voi qui presenti, i vostri cari e tutti coloro che
durante questi grandi giorni vegliano accanto a
Cristo, meditando i misteri del Cenacolo, del
Calvario, del Sepolcro vuoto. I salvifici misteri
siano per voi fonte di fede viva e di speranza
cristiana. Auguro che la Settimana Santa rechi
abbondanti frutti spirituali, per giungere alla
gioia della Domenica di Risurrezione. Sia lodato Gesù
Cristo.
Saluto
in lingua croata:
Srdačno
pozdravljam sve hrvatske hodočasnike, a na
poseban način učenike II. Gimnazije iz
Splita! Dragi prijatelji, Isus nas je ljubio do
kraja i ostavio nam primjer. Slijedite ga predanim
srcem od dvorane posljednje večere, kroz patnju
Getsemanija sve do žrtve na križu prema slavi
uskrsnuća te mu budite svjedoci. Hvaljen Isus i
Marija!
Traduzione
italiana:
CordialmentesalutotuttiipellegriniCroati,
einmodoparticolare gli studenti del II° liceo di
Split. Cari amici, Gesù ci ha amato fino alla fine
e ci ha lasciato l’esempio. SeguiteLo con cuore
fiducioso dal Cenacolo, attraverso la passione del
Getsèmani fino al sacrificio sulla croce verso la
gloriosa Risurrezione per essere suoi testimoni.
Siano lodati Gesù e Maria!
Saluto
in lingua lituana:
Nuoširdžiai
sveikinu maldininkus atvykusius iš Lietuvos. Garbė
Jėzui Kristui! Brangieji broliai ir seserys,
meldžiu gausių dangaus malonių jums, jūsų
šeimoms ir visai jūsų Tėvynei.
Visiems suteikiu Apaštališkąjį
palaiminimą. Linksmų šventų Velykų!
Traduzione
italiana:
Rivolgo
un cordiale benvenuto ai pellegrini provenienti
dalla Lituania. Sia lodato Gesù Cristo! Cari
Fratelli e Sorelle, invoco su di voi, sulle vostre
famiglie e sull’intera vostra Patria
l’abbondanza dei doni celesti. A tutti imparto la
Benedizione Apostolica. Buona Santa Pasqua!
Saluto
in lingua bielorussa:
Сардэчна
вітаю
маладзёвы
хор з
Мінска,
Беларусь.
Паважаныя
маладыя
людзі,
жадаю
вам
годна
ўшанаваць
мукі,
смерць і
ўваскрасенне
Нашага
Пана.
Слава
Езусу
Хрысту.
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto il coro giovanile proveniente da Minsk,
in Bielorussia. Cari giovani vi auguro di celebrare
degnamente la passione, morte e risurrezione del
Nostro Signore. Sia lodato Gesù Cristo!
* *
*
Nel
rivolgere un cordiale benvenuto ai pellegrini di
lingua italiana, saluto gli universitari,
provenienti da diversi Paesi, che partecipano al
Congresso internazionale promosso dalla Prelatura
dell’Opus Dei. Cari amici, siete venuti a Roma in
occasione della Settimana Santa per una esperienza
di fede, di amicizia e di arricchimento spirituale.
Vi invito a riflettere sull’importanza degli studi
universitari per formare quella “mentalità
cattolica universale” che san Josemaria descriveva
così: “ampiezza di orizzonti e vigoroso
approfondimento di ciò che è perennemente vivo
nell’ortodossia cattolica”. Si accresca in
ciascuno il desiderio di incontrare personalmente
Gesù Cristo, per testimoniarlo con gioia in ogni
ambiente. Saluto, inoltre, i partecipanti al
torneo di calcio “Città di Rieti”, come pure i
rappresentanti della Scuola “Monsignor Manfredini”,
di Varese. Tutti ringrazio per la loro visita,
augurando a ciascuno che questi giorni della
Settimana Santa siano occasione propizia per
rafforzare la fede e l'adesione al Vangelo.
Rivolgo
infine il mio cordiale pensiero ai giovani, agli
ammalati ed agli sposi novelli. La contemplazione
della passione, morte e risurrezione di Gesù, cari
giovani, vi renda sempre più saldi nella
testimonianza cristiana. E voi, cari ammalati,
traete dalla Croce di Cristo il sostegno quotidiano
per superare i momenti di prova e di sconforto. A
voi, cari sposi novelli, venga dal mistero pasquale,
che in questi giorni contempliamo, un
incoraggiamento a fare della vostra famiglia un
luogo di amore fedele e fecondo.
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