|
UDIENZA
GENERALE (7 APRILE 2010) |
Radio
Vaticana, 7 aprile 2010
Il
Papa all’udienza generale: abbiamo bisogno di
“testimoni entusiasti e coraggiosi” del Cristo Risorto
“La
buona notizia della Pasqua” “richiede testimoni
entusiasti e coraggiosi”. Benedetto XVI - giunto in
elicottero stamane in Vaticano dalle Ville Pontificie di
Castel Gandolfo per l’udienza generale in Piazza San
Pietro - ha invitato i fedeli a professare con più
convinzione la propria fede nel Cristo Risorto, in un
mondo dove non manca sofferenza, violenza e
incomprensioni. Il servizio di Roberta Gisotti:
“Una notizia bella, lieta e portatrice di gioia”:
l’annuncio della Risurrezione, che, ha detto Benedetto
XVI, segna “il trionfo di Cristo sul male e sulla
morte”.
“Questa in tutta la storia del mondo è la
‘buona notizia’ per eccellenza, è il ‘Vangelo’
annunciato e tramandato nei secoli, di generazione in
generazione.”
“La Pasqua di Cristo è l’atto supremo e
insuperabile della potenza di Dio. E’ un evento
assolutamente straordinario, il frutto più bello e maturo
del ‘mistero di Dio’” – ha spiegato Benedetto XVI
- ma è anche “un fatto ‘storico’, reale,
testimoniato e documentato”. “Tutta la nostra fede –
ha aggiunto - si fonda sulla trasmissione costante e
fedele di questa ‘buona notizia’”, che “richiede
l’opera di testimoni entusiasti e coraggiosi”, nella
certezza – ha sottolineato il Papa - “che il Signore,
oggi come ieri, opera insieme ai suoi testimoni”.
"È questo un fatto che possiamo riconoscere
ogni qualvolta vediamo spuntare i germi di una pace vera e
duratura, là dove l’impegno e l’esempio di cristiani
e di uomini di buona volontà è animato da rispetto per
la giustizia, da dialogo paziente, da convinta stima verso
gli altri, da disinteresse, da sacrificio personale e
comunitario. Vediamo purtroppo nel mondo anche tanta
sofferenza, tanta violenza, tante incomprensioni".
Da qui l’auspicio che la Pasqua sia “occasione
propizia per riscoprire e professare con più
convinzione” la fiducia nel Signore Risorto:
“Lasciamoci, perciò, conquistare dal fascino
della Resurrezione di Cristo”.
Ha così concluso la sua catechesi il Santo Padre, dopo
aver ringraziato “le innumerevoli schiere di credenti in
Cristo”, che “mai sono venute meno al loro
fondamentale mandato di annunciare il Vangelo”.
Nei saluti finali nelle varie lingue, Benedetto XVI ha
rivolto un caloroso benvenuto ad un gruppo di diaconi del
Pontificio collegio irlandese, appena ordinati, chiedendo
loro di conformarsi “sempre più pienamente al Signore
in umile obbedienza e fedele servizio alla costruzione
della Chiesa nella loro terra”. Un “cordiale saluto e
beneaugurante pensiero” il Papa ha rivolto anche -
tramite l’agenzia di stampa Itar Tass - a tutti i russi,
in patria e nel mondo, auspicando che la Pasqua celebrata
con gioia insieme quest’anno, “sia occasione di
rinnovata fraternità e di una sempre più intensa
collaborazione nella verità e nella carità”.
UDIENZA
GENERALE
|
Cari
fratelli e sorelle!
La
consueta Udienza Generale del mercoledì è oggi
inondata dalla gioia luminosa della Pasqua. In
questi giorni, infatti, la Chiesa celebra il mistero
della Risurrezione e sperimenta la grande gioia che
le deriva dalla buona notizia del trionfo di Cristo
sul male e sulla morte. Una gioia che si prolunga
non soltanto nell’Ottava di Pasqua, ma si estende
per cinquanta giorni fino alla Pentecoste. Dopo il
pianto e lo sgomento del Venerdì Santo, e dopo il
silenzio carico di attesa del Sabato Santo, ecco
l’annuncio stupendo: "Davvero il Signore è
risorto ed è apparso a Simone!" (Lc
24,34). Questa, in tutta la storia del mondo, è la
"buona notizia" per eccellenza, è il
"Vangelo" annunciato e tramandato nei
secoli, di generazione in generazione.
La
Pasqua di Cristo è l’atto supremo e insuperabile
della potenza di Dio. È un evento assolutamente
straordinario, il frutto più bello e maturo del
"mistero di Dio". È così straordinario,
da risultare inenarrabile in quelle sue dimensioni
che sfuggono alla nostra umana capacità di
conoscenza e di indagine. E, tuttavia, esso è anche
un fatto "storico", reale, testimoniato e
documentato. È l’avvenimento che fonda tutta la
nostra fede. È il contenuto centrale nel quale
crediamo e il motivo principale per cui crediamo.
Il
Nuovo Testamento non descrive la Risurrezione di Gesù
nel suo attuarsi. Riferisce soltanto le
testimonianze di coloro che Gesù in persona ha
incontrato dopo essere risuscitato. I tre Vangeli
sinottici ci raccontano che quell’annuncio –
"È risorto!" – viene proclamato
inizialmente da alcuni angeli. È, pertanto, un
annuncio che ha origine in Dio; ma Dio lo affida
subito ai suoi "messaggeri", perché lo
trasmettano a tutti. E così sono questi stessi
angeli che invitano le donne, recatesi di buon
mattino al sepolcro, ad andare con prontezza a dire
ai discepoli: "È risorto dai morti, ed ecco,
vi precede in Galilea; là lo vedrete" (Mt
28,7). In questo modo, mediante le donne del
Vangelo, quel mandato divino raggiunge tutti e
ciascuno perché, a loro volta, trasmettano ad
altri, con fedeltà e con coraggio, questa stessa
notizia: una notizia bella, lieta e portatrice di
gioia.
Sì,
cari amici, tutta la nostra fede si fonda sulla
trasmissione costante e fedele di questa "buona
notizia". E noi, oggi, vogliamo dire a Dio la
nostra profonda gratitudine per le innumerevoli
schiere di credenti in Cristo che ci hanno preceduto
nei secoli, perché non sono mai venute meno al loro
fondamentale mandato di annunciare il Vangelo che
avevano ricevuto. La buona notizia della Pasqua,
dunque, richiede l’opera di testimoni entusiasti e
coraggiosi. Ogni discepolo di Cristo, anche ciascuno
di noi, è chiamato ad essere testimone. È questo
il preciso, impegnativo ed esaltante mandato del
Signore risorto. La "notizia" della vita
nuova in Cristo deve risplendere nella vita del
cristiano, deve essere viva e operante -in chi la
reca, realmente capace di cambiare il cuore,
l’intera esistenza. Essa è viva innanzitutto
perché Cristo stesso ne è l’anima vivente e
vivificante. Ce lo ricorda san Marco alla fine del
suo Vangelo, dove scrive che gli Apostoli
"partirono e predicarono dappertutto, mentre il
Signore agiva insieme con loro e confermava la
Parola con i segni che la accompagnavano" (Mc
16,20).
La
vicenda degli Apostoli è anche la nostra e quella
di ogni credente, di ogni discepolo che si fa
"annunciatore". Anche noi, infatti, siamo
certi che il Signore, oggi come ieri, opera insieme
ai suoi testimoni. È questo un fatto che possiamo
riconoscere ogni qualvolta vediamo spuntare i germi
di una pace vera e duratura, là dove l’impegno e
l’esempio di cristiani e di uomini di buona volontà
è animato da rispetto per la giustizia, da dialogo
paziente, da convinta stima verso gli altri, da
disinteresse, da sacrificio personale e comunitario.
Vediamo purtroppo nel mondo anche tanta sofferenza,
tanta violenza, tante incomprensioni. La
celebrazione del Mistero pasquale, la contemplazione
gioiosa della Risurrezione di Cristo, che vince il
peccato e la morte con la forza dell’Amore di Dio
è occasione propizia per riscoprire e professare
con più convinzione la nostra fiducia nel Signore
risorto, il quale accompagna i testimoni della sua
parola operando prodigi insieme con loro. Saremo
davvero e fino in fondo testimoni di Gesù risorto
quando lasceremo trasparire in noi il prodigio del
suo amore; quando nelle nostre parole e, più
ancora, nei nostri gesti, in piena coerenza con il
Vangelo, si potrà riconoscere la voce e la mano di
Gesù stesso.
Dappertutto,
dunque, il Signore ci manda come suoi testimoni. Ma
possiamo essere tali solo a partire e in riferimento
continuo all’esperienza pasquale, quella che Maria
di Magdala esprime annunciando agli altri discepoli:
"Ho visto il Signore" (Gv 20,18).
In questo incontro personale con il Risorto stanno
il fondamento incrollabile e il contenuto centrale
della nostra fede, la sorgente fresca e inesauribile
della nostra speranza, il dinamismo ardente della
nostra carità. Così la nostra stessa vita
cristiana coinciderà appieno con l’annuncio:
"Cristo Signore è veramente risorto".
Lasciamoci, perciò, conquistare dal fascino della
Risurrezione di Cristo. La Vergine Maria ci sostenga
con la sua protezione e ci aiuti a gustare
pienamente la gioia pasquale, perché sappiamo
portarla a nostra volta a tutti i nostri fratelli.
|
|
©
Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
|
|