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UDIENZA
GENERALE (1 settembre 2010) |
Radio
Vaticana, 1 settembre 2010
Il Papa
all'udienza generale: amare la Chiesa anche se ferita dai
peccati dei preti e dei laici. Ai giovani: impegnatevi per
la pace nel mondo
◊ Una
Santa del Medioevo che amň Cristo e servě la Chiesa in
un tempo in cui, come oggi, essa č ferita dai peccati
“dei suoi preti e dei suoi laici”. Con queste parole
Benedetto XVI ha concluso questa mattina una prima
catechesi del mercoledě dedicata a Ildegarda di Bingen,
monaca claustrale tedesca vissuta nel primo secolo
dell’anno Mille. Il Papa ha presieduto l’udienza
generale all’esterno del Palazzo apostolico di Castel
Gandolfo davanti a oltre 5 mila persone e l’ha conclusa
con un invito ai giovani a impegnarsi per la pace e la
giustizia nel mondo. Il servizio di Alessandro De
Carolis:
Le ultime parole dell’udienza escono di getto dal
cuore del Papa e danno il “tono” a una catechesi
tornata a scandagliare le ricchezze spirituali della
Chiesa dell’anno mille, antica eppure straordinariamente
attuale. Attraverso le parole di Benedetto XVI č
rivissuta sulla piazzetta di Castel Gandolfo Ildegarda di
Bingen, monaca claustrale del Medioevo, modello ante
litteram di quel “genio femminile” che Giovanni
Paolo II celebrň compiutamente nella Mulieris
dignitatem: donne cioč che edificarono la Chiesa
talvolta, sopperendo alle mancanze, anche gravi, della sua
gerarchia, come fece Ildegarda...
“... con la sua coraggiosa capacitŕ di discernere
i segni dei tempi, con il suo amore per il Creato (…) il
suo amore per Cristo e per la sua Chiesa, sofferente anche
in quel tempo, ferita anche in quel tempo dai peccati dei
preti e dei laici, e tanto piů amata come Corpo di
Cristo”.
Con una logistica inconsueta per l’udienza generale a
Castel Gandolfo – con la gente non piů stipata
all’interno del cortile del Palazzo apostolico, ma
raccolta all’esterno sulla piazza e nel corso
retrostante e il Papa di fronte alla folla, seduto nella
penombra del portone centrale del palazzo – Benedetto
XVI ha fornito un primo ritratto della religiosa vissuta
nella Germania del XII secolo, tra il 1098 e il 1179.
Pienamente aderente alla fisionomia di quelle donne, come
scrisse nel 1988 Papa Wojtyla, che hanno svolto e svolgono
un “ruolo prezioso” nella vita della Chiesa, Ildegarda
di Bingen si distinse almeno per due aspetti: come
superiora del monastero di San Disibodo – dove fu
avviata fin da giovanissima e dove succedette a quella che
per tanti anni fu la sua maestra, suor Giuditta – e come
mistica, capace di vivere con umiltŕ e senso di
sottomissione lo straordinario dono delle visioni
interiori.
Nel suo ruolo di superiora del monastero claustrale, ha
notato Benedetto XVI, mise a frutto...
“…le sue doti di donna colta, spiritualmente
elevata e capace di affrontare con competenza gli aspetti
organizzativi della vita claustrale (…) Lo stile con cui
esercitava il ministero dell’autoritŕ č esemplare per
ogni comunitŕ religiosa: esso suscitava una santa
emulazione nella pratica del bene, tanto che, come risulta
da testimonianze del tempo, la madre e le figlie
gareggiavano nello stimarsi e nel servirsi a vicenda”.
Durante i suoi anni a capo del monastero, Ildegarda
ebbe delle visioni mistiche che confidň al suo
consigliere spirituale e a una consorella e le
guadagnarono nel tempo l’appellativo di “profetessa
teutonica”. “Come sempre accade nella vita dei veri
mistici – ha affermato il Papa – anche Ildegarda volle
sottomettersi all’autoritŕ di persone sapienti per
discernere l’origine delle sue visioni, temendo che esse
fossero frutto di illusioni e che non venissero da Dio”.
Lo fece rivolgendosi a una delle massime personalitŕ
della Chiesa del suo tempo, San Bernardo di Chiaravalle,
che la incoraggiň, e ricevendo in seguito un’altra
approvazione da Papa Eugenio III, il quale – ha spiegato
il Pontefice – lesse durante un sinodo a Treviri un
testo dettato da Ildegarda per poi autorizzare la mistica
a scrivere le sue visioni e a parlare in pubblico:
“Č questo, cari amici, il sigillo di
un’esperienza autentica dello Spirito Santo, sorgente di
ogni carisma: la persona depositaria di doni
soprannaturali non se ne vanta mai, non li ostenta e,
soprattutto, mostra totale obbedienza all’autoritŕ
ecclesiastica. Ogni dono distribuito dallo Spirito Santo,
infatti, č destinato all’edificazione della Chiesa, e
la Chiesa, attraverso i suoi Pastori, ne riconosce
l’autenticitŕ”.
Tra i saluti in varie lingue, Benedetto XVI si č
rivolto a distanza ai ragazzi che prossimamente saranno
impegnati nel terzo Congresso latinoamericano in
Venezuela. “Cari giovani – ha detto loro il Papa –
in questi giorni di convivenza, la preghiera e lo studio
vi servano per incontrarvi personalmente con il Signore e
ascoltare la sua Parola”:
“No quedaréis defraudados, pues Él tiene para
todos...
Non sarete delusi, perché Egli ha per tutti un
disegno di amore e di salvezza. Il Papa č al vostro
fianco e vi rinnova la sua fiducia, mentre chiede a Dio di
assistervi perché siate autentici discepoli di Gesů
Cristo, viviate i valori del Vangelo, li trasmettiate con
coraggio a quelli che sono attorno a voi e vi ispiriate ad
essi per costruire un mondo piů giusto e riconciliato.
Vale la pena impegnarsi in questa bella missione”.
E, poco dopo, facendo gli auguri in particolare a un
gruppo di docenti e di studenti di un liceo ungherese per
la ripresa dell'anno scolastico, il Papa ha voluto
sottolineare nella loro lingua “l'importanza della
scuola cattolica”.
UDIENZA
GENERALE
Palazzo
Apostolico di Castel Gandolfo
Mercoledě, 1° settembre 2010
Santa
Ildegarda di Bingen
Cari
fratelli e sorelle,
nel 1988,
in occasione dell’Anno Mariano, il Venerabile Giovanni
Paolo II ha scritto una Lettera Apostolica intitolata Mulieris
dignitatem, trattando del ruolo prezioso che le
donne hanno svolto e svolgono nella vita della Chiesa.
“La Chiesa - vi si legge - ringrazia per tutte le
manifestazioni del genio femminile apparse nel
corso della storia, in mezzo a tutti i popoli e a tutte le
nazioni; ringrazia per tutti i carismi che lo Spirito
Santo elargisce alle donne nella storia del popolo di Dio,
per tutte le vittorie che essa deve alla loro fede,
speranza e caritŕ; ringrazia per tutti i frutti di santitŕ
femminile” (n. 31).
Anche in
quei secoli della storia che noi abitualmente chiamiamo
Medioevo, diverse figure femminili spiccano per la santitŕ
della vita e la ricchezza dell’insegnamento. Oggi vorrei
iniziare a presentarvi una di esse: santa Ildegarda di
Bingen, vissuta in Germania nel XII secolo. Nacque nel
1098 in Renania, a Bermersheim, nei pressi di Alzey, e morě
nel 1179, all’etŕ di 81 anni, nonostante la permanente
fragilitŕ della sua salute. Ildegarda apparteneva a una
famiglia nobile e numerosa e, fin dalla nascita, venne
votata dai suoi genitori al servizio di Dio. A otto anni,
per ricevere un’adeguata formazione umana e cristiana,
fu affidata alle cure della maestra Giuditta di Spanheim,
che si era ritirata in clausura presso il monastero
benedettino di san Disibodo. Si andň formando un piccolo
monastero femminile di clausura, che seguiva la Regola di
san Benedetto. Ildegarda ricevette il velo dal Vescovo
Ottone di Bamberga e, nel 1136, alla morte di madre
Giuditta, divenuta Superiora della comunitŕ, le
consorelle la chiamarono a succederle. Svolse questo
compito mettendo a frutto le sue doti di donna colta,
spiritualmente elevata e capace di affrontare con
competenza gli aspetti organizzativi della vita
claustrale. Qualche anno dopo, anche a motivo del numero
crescente di giovani donne che bussavano alle porte del
monastero, Ildegarda fondň un’altra comunitŕ a Bingen,
intitolata a san Ruperto, dove trascorse il resto della
vita. Lo stile con cui esercitava il ministero
dell’autoritŕ č esemplare per ogni comunitŕ
religiosa: esso suscitava una santa emulazione nella
pratica del bene, tanto che, come risulta da testimonianze
del tempo, la madre e le figlie gareggiavano nello
stimarsi e nel servirsi a vicenda.
Giŕ
negli anni in cui era superiora del monastero di san
Disibodo, Ildegarda aveva iniziato a dettare le visioni
mistiche, che riceveva da tempo, al suo consigliere
spirituale, il monaco Volmar, e alla sua segretaria, una
consorella a cui era molto affezionata, Richardis di
Strade. Come sempre accade nella vita dei veri mistici,
anche Ildegarda volle sottomettersi all’autoritŕ di
persone sapienti per discernere l’origine delle sue
visioni, temendo che esse fossero frutto di illusioni e
che non venissero da Dio. Si rivolse perciň alla persona
che ai suoi tempi godeva della massima stima nella Chiesa:
san Bernardo di Chiaravalle, del quale ho giŕ parlato in
alcune Catechesi. Questi tranquillizzň e incoraggiň
Ildegarda. Ma nel 1147 ella ricevette un’altra
approvazione importantissima. Il Papa Eugenio III, che
presiedeva un sinodo a Treviri, lesse un testo dettato da
Ildegarda, presentatogli dall’Arcivescovo Enrico di
Magonza. Il Papa autorizzň la mistica a scrivere le sue
visioni e a parlare in pubblico. Da quel momento il
prestigio spirituale di Ildegarda crebbe sempre di piů,
tanto che i contemporanei le attribuirono il titolo di
“profetessa teutonica”. Č questo, cari amici, il
sigillo di un’esperienza autentica dello Spirito Santo,
sorgente di ogni carisma: la persona depositaria di doni
soprannaturali non se ne vanta mai, non li ostenta e,
soprattutto, mostra totale obbedienza all’autoritŕ
ecclesiale. Ogni dono distribuito dallo Spirito Santo,
infatti, č destinato all’edificazione della Chiesa, e
la Chiesa, attraverso i suoi Pastori, ne riconosce
l’autenticitŕ.
Parlerň
ancora una volta il prossimo mercoledě su questa grande
donna “profetessa”, che parla con grande attualitŕ
anche oggi a noi, con la sua coraggiosa capacitŕ di
discernere i segni dei tempi, con il suo amore per il
creato, la sua medicina, la sua poesia, la sua musica, che
oggi viene ricostruita, il suo amore per Cristo e per la
Sua Chiesa, sofferente anche in quel tempo, ferita anche
in quel tempo dai peccati dei preti e dei laici, e tanto
piů amata come corpo di Cristo. Cosě santa Ildegarda
parla a noi; ne parleremo ancora il prossimo mercoledě.
Grazie per la vostra attenzione.
Saluti:
Je salue
avec joie les pčlerins francophones, en particulier l’aumônerie
des jeunes travailleurs du Golfe de Saint Tropez. Ŕ la
suite de Sainte Hildegarde dont je parlerai plus amplement
prochainement, puissiez-vous, chers frčres et sśurs,
vous laisser instruire par l’Esprit Saint. Vous découvrirez
alors les dons que le Seigneur vous fait pour le service
de l’Église et du monde entier. Bon pčlerinage ŕ tous
et bonne rentrée ŕ ceux qui vont reprendre leur travail
ou le chemin des études. Je pense particuličrement aux
enfants et aux jeunes.
I greet
the English-speaking pilgrims, especially those from
Scotland, Ireland, Denmark, Japan and Sri Lanka. Our
catechesis today deals with Saint Hildegard of Bingen, the
great nun and mystic of the twelfth century. One of the
outstanding women of the Middle Ages, Hildegard used her
spiritual gifts for the renewal of the Church and the
spread of authentic Christian living. Hildegard reminds us
of the contribution which women are called to make to the
life of the Church in our own time. Trusting in her
intercession, I cordially invoke upon all of you God’s
abundant blessings!
Mit
Freude grüße ich die Pilger und Besucher deutscher
Sprache hier in Castel Gandolfo. In der heutigen Katechese
habe ich eben über eine der großen deutschen Frauen, die
heilige Hildegard von Bingen, gesprochen, die nicht nur
eine große Mystikerin war, sondern auch Ratgeberin von
Bischöfen und Fürsten, weil sie die Zeichen der Zeit zu
deuten vermochte. Sie scheute sich nicht, die Bischöfe
und die Fürsten zu einem ernsthaften Leben in der
Nachfolge Christi zu ermahnen. Auch wir wollen uns immer
neu prüfen, ob unser Leben vor Gottes Angesicht Bestand
hat. Der Herr segne euch alle und schenke euch eine gute
Zeit in Rom.
Saludo a
los peregrinos de lengua espańola, en particular al grupo
de la Diócesis de Bilbao, acompańado por el Obispo
electo, Monseńor Mario Iceta, así como a los demás
fieles provenientes de Espańa, Chile, Argentina, México
y otros países latinoamericanos.
Saludo,
igualmente, a los participantes en el Tercer Congreso
Latinoamericano de Jóvenes, que se celebrará próximamente
en la ciudad de Los Teques, Venezuela. El encuentro,
organizado por la Sección de Juventud del Consejo
Episcopal Latinoamericano, se desarrollará bajo el lema:
“Caminemos con Jesús para dar Vida a nuestros pueblos”.
A todos
los presentes en esa significativa iniciativa, los invito
a poner sus ojos en Jesucristo, el Hijo de Dios vivo. Con
su gracia, hallaréis la fuerza que impulsa a
comprometerse con las causas que dignifican al hombre y
hacen grandes a los pueblos.
Queridos
jóvenes, que estos días de convivencia, oración y
estudio os sirvan para encontraros personalmente con el Seńor
y escuchar su Palabra. No quedaréis defraudados, pues Él
tiene para todos designios de amor y salvación. El Papa
está a vuestro lado y os reitera su confianza, a la vez
que pide a Dios que os asista para que, siendo auténticos
discípulos de Jesucristo, viváis los valores del
Evangelio, los transmitáis con valentía a los que os
rodean y os inspiréis en ellos para construir un mundo más
justo y reconciliado. Vale la pena entregarse a esta
hermosa misión.
Que la
Virgen María os acompańe en vuestro caminar y os
recuerde siempre que no hay mayor felicidad que ser amigo
de Cristo. Que os sea también de ayuda la Bendición
Apostólica que os imparto con afecto. Muchas gracias.
Saúdo
com grande afeto e alegria a todos os peregrinos de língua
portuguesa, de modo especial ao grupo de irmăs salesianas
e aos fiéis da paróquia de Évora. Seguindo o exemplo de
Santa Hildegarda de Bingen, possais sempre colocar os dons
de Deus a serviço da edificaçăo das vossas comunidades.
Desça a minha bęnçăo sobre vós e vossas famílias.
Saluto
in lingua polacca:
Witam
pielgrzymów z Polski. Wspominając dziś św.
Hildegardę z Bingen, zakonnicę i mistyczkę,
która z oddaniem troszczyła się o odnowę
życia religijnego w zakonach, pośród duchowieństwa
i wiernych, prosimy Boga, aby i w naszych czasach budził
w wielu kobietach pragnienie włączenia swego
geniuszu w apostolską działalność Kościoła.
Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus!
Traduzione
italiana:
Saluto i
pellegrini polacchi. Ricordando oggi Santa Ildegarda di
Bingen, religiosa e mistica, che con dedizione si č
impegnata nel rinnovamento della vita religiosa nelle
congregazioni, tra i sacerdoti e i fedeli, chiediamo a
Dio, affinché anche nei nostri tempi susciti in tante
donne il desiderio di impegnare il loro genio nell’opera
apostolica della Chiesa. Sia lodato Gesů Cristo!
Saluto
in lingua ungherese:
Szeretettel
köszöntöm a magyar zarándokokat, különösen a Pécsi
Ciszterci Gimnázium tanárait és tanulóit. A ma kezdődő
iskolaév legyen alkalom arra, hogy hangsúlyozzuk a
katolikus iskolák fontosságát. Apostoli áldásommal.
Dicsértessék a Jézus Krisztus!
Traduzione
italiana:
Con
grande affetto saluto i pellegrini ungheresi, specialmente
i Professori e gli Studenti del Liceo dei Cisterciensi a Pécs.
In occasione dell'inizio del vostro anno scolastico,
vorrei sottolineare l'importanza della scuola cattolica.
Con la mia benedizione. Sia lodato Gesů Cristo!
Saluto
in lingua ceca:
Srdečně
vítám a zdravím poutníky z České republiky,
zejména skupinu mládeže z Červeného Kostelce. Rád
vám všem žehnám! Chvála Kristu!
Traduzione
italiana:
Un
cordiale saluto di benvenuto ai pellegrini della
Repubblica Ceca, in particolare al gruppo dei Giovani di
Červený Kostelec. Volentieri vi benedico tutti. Sia
lodato Gesů Cristo!
Saluto
in lingua slovacca:
S láskou
vítam slovenských pútnikov, osobitne zo Spišskej katolíckej
charity. Bratia a sestry, prajem vám, aby vaša púť
k hrobom svätých Apoštolov vás naplnila novou
silou vo vašej veľkodušnej službe starým, chorým
a postihnutým. Všetkých vás zo srdca žehnám. Pochválený
buď Ježiš Kristus!
Traduzione
italiana:
Con
affetto do il benvenuto ai pellegrini slovacchi,
particolarmente a quelli della Caritas Diocesana di Spiš.
Fratelli e sorelle, vi auguro che il vostro pellegrinaggio
alle tombe dei Santi Apostoli vi riempia di una nuova
forza nel vostro generoso servizio agli anziani, ai malati
e agli handicappati. Di cuore tutti vi benedico. Sia
lodato Gesů Cristo!
Saluto
in lingua croata:
Srdačno
pozdravljam hrvatske hodočasnike. Dragi prijatelji,
molimo Duha Svetoga da Crkvi podari svete i hrabre žene,
poput svete Ildegarde iz Bingena, da pridonesu duhovnome
rastu naših zajednica. Hvaljen Isus i Marija!
Traduzione
italiana:
Saluto
cordialmente i pellegrini croati. Cari amici invochiamo lo
Spirito Santo affinché susciti nella Chiesa donne sante e
coraggiose, come santa Ildegarda di Bingen, che
contribuiscano alla crescita spirituale delle nostre
comunitŕ. Siano lodati Gesů e Maria!
* * *
Rivolgo
un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana. In
particolare, alle Piccole Suore Missionarie della Caritŕ
e alle Suore di Gesů Buon Pastore, che ricordano
quest’anno significative ricorrenze giubilari. Care
Sorelle, vi accolgo volentieri ed auspico di cuore che il
vostro pellegrinaggio apporti frutti di bene a voi ed alle
vostre comunitŕ.
Saluto
infine i giovani, i malati e gli sposi
novelli. Cari giovani, riprendendo dopo le
vacanze le consuete attivitŕ quotidiane, diffondete con
la vostra testimonianza la luce di Dio in ogni ambiente.
Voi, cari malati, trovate sostegno in Gesů, che
continua la sua opera di redenzione nella vita di ogni
uomo. E voi, cari sposi novelli, attingete
all’amore di Cristo, perché anche il vostro sia sempre
piů saldo e duraturo.
©
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