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UDIENZA
GENERALE (22 settembre 2010) |
Radio
Vaticana, 22 settembre 2010
Il Papa
all’udienza generale: la visita nel Regno Unito conferma
che l’Europa ha un’anima cristiana. Il commento
dell'arcivescovo di Liverpool
◊ Un
viaggio storico per ribadire che l’Europa ha un’anima
cristiana: è quanto sottolineato dal Papa nell’udienza
generale di stamani in Piazza San Pietro, tutta dedicata
al recente viaggio apostolico nel Regno Unito. Benedetto
XVI ha ripercorso i momenti forti della visita, culminata
nella Beatificazione del cardinale John Henry Newman,
domenica scorsa a Birmingham. Dal Papa anche un appello in
favore del dialogo tra cattolici ed ortodossi, in
occasione di un importante incontro a Vienna. Il servizio
di Alessandro Gisotti:
Un viaggio storico, intenso e bellissimo, in cui ho
potuto “constatare quanto l’eredità cristiana si
ancora forte e tuttora attiva in ogni strato della vita
sociale”: Benedetto XVI ha sintetizzato così
l’importanza del viaggio apostolico nel Regno Unito. Il
Papa ha, inoltre, affermato che la visita “ha segnato
una nuova importante fase nella lunga e complessa vicenda
delle relazioni” tra popolo britannico e Santa Sede.
“Il cuore dei britannici e la loro esistenza – ha
osservato – sono aperti alla realtà di Dio e vi sono
numerose espressioni di religiosità che questa mia visita
ha posto ancora più in evidenza”:
“Questo viaggio apostolico ha confermato in me una
profonda convinzione: le antiche nazioni dell'Europa hanno
un'anima cristiana, che costituisce un tutt’uno col
'genio' e la storia dei rispettivi popoli, e la Chiesa non
cessa di lavorare per mantenere continuamente desta questa
tradizione spirituale e culturale”.
Il Papa ha ribadito che in questo viaggio ha voluto
innanzitutto incoraggiare la comunità cattolica del
Paese, parlando anche “al cuore di tutti gli abitanti
del Regno Unito, nessuno escluso, della realtà vera
dell’uomo, dei suoi bisogni più profondi, del suo
destino ultimo”. Il Papa ha quindi ripercorso le tappe
fondamentali del suo viaggio, a partire dal primo giorno
in Scozia con l’incontro con la Regina Elisabetta ad
Edimburgo e la Messa al Bellahouston Park di Glasgow:
“A quell’assemblea liturgica riunita in attenta
e partecipe preghiera, resa ancor più solenne da melodie
tradizionali e canti coinvolgenti, ho ricordato
l’importanza dell’evangelizzazione della cultura,
specialmente nella nostra epoca in cui un pervasivo
relativismo minaccia di oscurare l’immutabile verità
sulla natura dell’uomo”.
Ha così rivolto il suo pensiero alle due giornate
londinesi, iniziate con il discorso al mondo
dell’educazione cattolica, nel quale ha esortato i
giovani a “non perseguire obiettivi limitati”, ma a
puntare a qualcosa di più grande, “la vera felicità
che si trova in Dio”. Il Papa ha anche incontrato i
leader della altre religioni. Davvero memorabile poi il
discorso a Westminster Hall, rivolto alla società civile
e britannica:
“In quel luogo così prestigioso ho sottolineato
che la religione, per i legislatori, non deve
rappresentare un problema da risolvere, ma un fattore che
contribuisce in modo vitale al cammino storico e al
dibattito pubblico della nazione, in particolare nel
richiamare l’importanza essenziale del fondamento etico
per le scelte nei vari settori della vita sociale”.
Né il Papa ha mancato di rammentare la celebrazione
ecumenica nell’Abbazia di Westminster, un momento
“importante nei rapporti tra la Comunità cattolica e la
Comunione anglicana”. Quindi, ha rivolto un pensiero
speciale ai giovani incontrati al termine della Messa a
Westminster Cathedral. “Con la loro presenza carica di
entusiasmo ed insieme attenta e tiepida – ha detto –
essi hanno dimostrato di voler essere i protagonisti di
una nuova stagione di coraggiosa testimonianza, di fattiva
solidarietà, di generoso impegno a servizio del
Vangelo”. Il Papa ha inoltre ricordato “il momento
intenso di commozione e di preghiera” vissuto
nell’incontro con alcune vittime di abusi da parte di
membri del clero:
“Poco dopo, ho incontrato anche un gruppo di
professionisti e volontari responsabili della protezione
dei ragazzi e dei giovani negli ambienti ecclesiali, un
aspetto particolarmente importante e presente
nell’impegno pastorale della Chiesa. Li ho ringraziati e
incoraggiati a continuare il loro lavoro, che si inserisce
nella lunga tradizione della Chiesa di cura per il
rispetto, l’educazione e la formazione delle nuove
generazioni”.
Benedetto XVI ha infine rammentato il culmine della sua
visita nel Regno Unito, la Beatificazione del Cardinale
Newman a Birmingham, preceduta dalla Veglia di preghiera
ad Hyde Park, “in un’atmosfera di profondo
raccoglimento”:
“Alla moltitudine di fedeli, specialmente giovani,
ho voluto riproporre la luminosa figura del Cardinale
Newman, intellettuale e credente, il cui messaggio
spirituale si può sintetizzare nella testimonianza che la
via della coscienza non è chiusura nel proprio “io”,
ma è apertura, conversione e obbedienza a Colui che è
Via, Verità e Vita”.
Il Papa ha quindi auspicato che questo “insigne
scrittore e poeta”, “sapiente uomo di Dio” sia
conosciuto da tutti attraverso i suoi scritti che
“conservano ancora una straordinaria attualità”. Dopo
la catechesi, nei saluti in italiano, Benedetto XVI ha
ricordato che questa settimana si svolge a Vienna la
riunione plenaria della Commissione Mista Internazionale
per il Dialogo Teologico tra la Chiesa cattolica e la
Chiesa ortodossa nel suo insieme. Riunione incentrata sul
tema del ruolo del Vescovo di Roma nella comunione della
Chiesa universale per la quale il Papa ha levato un
vibrante appello:
“L’obbedienza
alla volontà del Signore Gesù, e la considerazione delle
grandi sfide che oggi si presentano al cristianesimo, ci
obbligano ad impegnarci seriamente nella causa del
ristabilimento della piena comunione tra le Chiese. Esorto
tutti a pregare intensamente per i lavori della
Commissione e per un continuo sviluppo e consolidamento
della pace e concordia tra i battezzati, affinché
possiamo dare al mondo una testimonianza evangelica sempre
più autentica”.
UDIENZA
GENERALE
Piazza San Pietro
Mercoledì, 22 settembre 2010
Viaggio
Apostolico nel Regno Unito
Cari
fratelli e sorelle!
Oggi
vorrei soffermarmi a parlare del viaggio
apostolico nel Regno Unito, che Dio mi ha concesso di
compiere nei giorni scorsi. E’ stata una visita
ufficiale e, in pari tempo, un pellegrinaggio nel cuore
della storia e dell’oggi di un popolo ricco di cultura e
di fede, qual è quello britannico. Si è trattato di un
evento storico, che ha segnato una nuova importante fase
nella lunga e complessa vicenda delle relazioni tra quelle
popolazioni e la Santa Sede. Scopo principale della visita
era quello di proclamare beato il Cardinale John Henry
Newman, uno dei più grandi inglesi dei tempi recenti,
insigne teologo e uomo di Chiesa. In effetti, la cerimonia
di beatificazione ha rappresentato il momento
preminente del viaggio
apostolico, il cui tema era ispirato al motto dello
stemma cardinalizio del beato Newman: “Il cuore parla al
cuore”. E nelle quattro intense e bellissime giornate
trascorse in quella nobile terra ho avuto la grande gioia
di parlare al cuore degli abitanti del Regno Unito, ed
essi hanno parlato al mio, specialmente con la loro
presenza e con la testimonianza della loro fede. Ho potuto
infatti constatare quanto l’eredità cristiana sia
ancora forte e tuttora attiva in ogni strato della vita
sociale. Il cuore dei britannici e la loro esistenza sono
aperti alla realtà di Dio e vi sono numerose espressioni
di religiosità che questa mia visita ha posto ancora più
in evidenza.
Sin dal
primo giorno della mia permanenza nel Regno Unito, e
durante tutto il periodo del mio soggiorno, ovunque ho
ricevuto una calorosa accoglienza da parte delle Autorità,
degli esponenti delle varie realtà sociali, dei
rappresentanti delle diverse Confessioni religiose e
specialmente della gente comune. Penso in modo particolare
ai fedeli della Comunità cattolica e ai suoi Pastori,
che, pur essendo minoranza nel Paese, sono largamente
apprezzati e considerati, impegnati nell’annuncio
gioioso di Gesù Cristo, facendo splendere il Signore e
facendosi sua voce specialmente tra gli ultimi. A tutti
rinnovo l’espressione della mia profonda gratitudine,
per l’entusiasmo dimostrato e per l’encomiabile
solerzia con cui si sono adoperati per la riuscita di
questa mia visita, il cui ricordo conserverò per sempre
nel mio cuore.
Il
primo appuntamento è stato a Edimburgo con Sua Maestà la
Regina Elisabetta II, che, unitamente al suo Consorte,
il Duca di Edimburgo, mi ha accolto con grande cortesia a
nome di tutto il popolo britannico. Si è trattato di un
incontro molto cordiale, caratterizzato dalla condivisione
di alcune profonde preoccupazioni per il benessere dei
popoli del mondo e per il ruolo dei valori cristiani nella
società. Nella storica capitale della Scozia ho potuto
ammirare le bellezze artistiche, testimonianza di una
ricca tradizione e di profonde radici cristiane. A questo
ho fatto riferimento nel discorso
a Sua Maestà e alle Autorità presenti, ricordando
che il messaggio cristiano è diventato parte integrante
della lingua, del pensiero e della cultura dei popoli di
quelle Isole. Ho parlato anche del ruolo che la Gran
Bretagna ha svolto e svolge nel panorama internazionale,
menzionando l’importanza dei passi compiuti per una
pacificazione giusta e duratura nell’Irlanda del Nord.
L’atmosfera
di festa e gioia creata dai ragazzi e dai bambini ha
allietato la tappa di Edimburgo. Trasferitomi poi a
Glasgow, città impreziosita da incantevoli parchi, ho
presieduto la prima
Santa Messa del viaggio proprio nel Bellahouston Park.
E’ stato un momento di intensa spiritualità, molto
importante per i cattolici del Paese, anche in
considerazione del fatto che in quel giorno ricorreva la
festa liturgica di san Ninian, primo evangelizzatore della
Scozia. A quell’assemblea liturgica riunita in attenta e
partecipe preghiera, resa ancor più solenne da melodie
tradizionali e canti coinvolgenti, ho ricordato
l’importanza dell’evangelizzazione della cultura,
specialmente nella nostra epoca in cui un pervasivo
relativismo minaccia di oscurare l’immutabile verità
sulla natura dell’uomo.
Nella
seconda giornata ho iniziato la visita a Londra. Qui, ho
incontrato dapprima il mondo dell’educazione cattolica,
che riveste un ruolo rilevante nel sistema di istruzione
di quel Paese. In un autentico clima di famiglia ho
parlato agli educatori, ricordando l’importanza della
fede nella formazione di cittadini maturi e responsabili.
Ai numerosi adolescenti e giovani, che mi hanno accolto
con simpatia ed entusiasmo, ho proposto di non perseguire
obiettivi limitati, accontentandosi di scelte comode, ma
di puntare a qualcosa di più grande, vale a dire la
ricerca della vera felicità, che si trova soltanto in
Dio. Nel successivo
appuntamento con i responsabili delle altre religioni
maggiormente rappresentate nel Regno Unito, ho
richiamato l’ineludibile necessità di un dialogo
sincero, che ha bisogno del rispetto del principio di
reciprocità perché sia pienamente fruttuoso. Al tempo
stesso, ho evidenziato la ricerca del sacro come terreno
comune a tutte le religioni sul quale rinsaldare amicizia,
fiducia e collaborazione.
La visita
fraterna all’Arcivescovo di Canterbury è stata
l’occasione per ribadire il comune impegno di
testimoniare il messaggio cristiano che lega Cattolici e
Anglicani. E’ seguito uno dei momenti più significativi
del viaggio
apostolico: l’incontro
nel grande salone del Parlamento britannico con personalità
istituzionali, politiche, diplomatiche, accademiche,
religiose, esponenti del mondo culturale e imprenditoriale.
In quel luogo così prestigioso ho sottolineato che la
religione, per i legislatori, non deve rappresentare un
problema da risolvere, ma un fattore che contribuisce in
modo vitale al cammino storico e al dibattito pubblico
della nazione, in particolare nel richiamare
l’importanza essenziale del fondamento etico per le
scelte nei vari settori della vita sociale.
In quel
medesimo clima solenne, mi sono poi recato nell’Abbazia
di Westminster: per la prima volta un Successore di Pietro
è entrato nel luogo di culto simbolo delle antichissime
radici cristiane del Paese. La recita
della preghiera dei Vespri, insieme alle diverse
comunità cristiane del Regno Unito, ha rappresentato un
momento importante nei rapporti tra la Comunità cattolica
e la Comunione anglicana. Quando insieme abbiamo venerato
la tomba di sant’Edoardo il confessore, mentre il coro
cantava: “Congregavit nos in unum Christi amor”,
abbiamo tutti lodato Dio, che ci conduce sulla via della
piena unità.
Nella
mattinata di sabato, l’appuntamento con il Primo
Ministro ha aperto la serie di incontri con i maggiori
esponenti del mondo politico britannico. E’ seguita la celebrazione
eucaristica nella Cattedrale di Westminster, dedicata
al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore. E’ stato uno
straordinario momento di fede e di preghiera – che ha
anche evidenziato la ricca e preziosa tradizione di musica
liturgica “romana” e “inglese” - a cui hanno preso
parte le diverse componenti ecclesiali, spiritualmente
unite alle schiere di credenti della lunga storia
cristiana di quella terra. Grande è la mia gioia per
aver incontrato
un gran numero di giovani che partecipavano alla Santa
Messa dall’esterno della Cattedrale. Con la loro
presenza carica di entusiasmo ed insieme attenta e
trepida, essi hanno dimostrato di voler essere i
protagonisti di una nuova stagione di coraggiosa
testimonianza, di fattiva solidarietà, di generoso
impegno a servizio del Vangelo.
Nella
Nunziatura Apostolica ho incontrato alcune vittime di
abusi da parte di esponenti del Clero e dei religiosi.
E’ stato un momento intenso di commozione e di
preghiera. Poco dopo, ho incontrato anche un gruppo di
professionisti e volontari responsabili della protezione
dei ragazzi e dei giovani negli ambienti ecclesiali, un
aspetto particolarmente importante e presente
nell’impegno pastorale della Chiesa. Li ho ringraziati e
incoraggiati a continuare il loro lavoro, che si inserisce
nella lunga tradizione della Chiesa di cura per il
rispetto, l’educazione e la formazione delle nuove
generazioni. Sempre a Londra ho visitato poi la casa di
riposo per anziani gestita dalle Piccole Sorelle dei
Poveri con il prezioso apporto di numerose infermiere e
volontari. Questa struttura di accoglienza è segno della
grande considerazione che la Chiesa ha sempre avuto per
l’anziano, come pure espressione dell’impegno dei
cattolici britannici nel rispetto della vita senza tenere
conto dell’età o delle condizioni.
Come
dicevo, il culmine della mia visita
nel Regno Unito è stata la beatificazione
del Cardinale John Henry Newman, illustre figlio
dell’Inghilterra. Essa è stata preceduta e preparata da
una speciale veglia di preghiera svoltasi sabato sera a
Londra, in Hyde Park, in un’atmosfera di profondo
raccoglimento. Alla moltitudine di fedeli, specialmente
giovani, ho voluto riproporre la luminosa figura del
Cardinale Newman, intellettuale e credente, il cui
messaggio spirituale si può sintetizzare nella
testimonianza che la via della coscienza non è chiusura
nel proprio “io”, ma è apertura, conversione e
obbedienza a Colui che è Via, Verità e Vita. Il rito di
beatificazione ha avuto luogo a Birmingham, nel corso
della solenne Celebrazione
eucaristica domenicale, alla presenza di una vasta
folla proveniente dall’intera Gran Bretagna e
dall’Irlanda, con rappresentanze di molti altri Paesi.
Questo toccante evento ha portato ancor più alla ribalta
uno studioso di grande levatura, un insigne scrittore e
poeta, un sapiente uomo di Dio, il cui pensiero ha
illuminato molte coscienze e ancora oggi esercita un
fascino straordinario. A lui, in particolare, si ispirino
i credenti e le comunità ecclesiali del Regno Unito,
perché anche ai nostri giorni quella nobile terra
continui a produrre frutti abbondanti di vita evangelica.
L’incontro
con la Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles e con
quella della Scozia, ha concluso una giornata di
grande festa e di intensa comunione di cuori per la
Comunità cattolica in Gran Bretagna.
Cari
fratelli e sorelle, in questa mia Visita
nel Regno Unito, come sempre ho voluto sostenere in
primo luogo la Comunità cattolica, incoraggiandola a
lavorare strenuamente per difendere le immutabili verità
morali che, riprese, illuminate e confermate dal Vangelo,
stanno alla base di una società veramente umana, giusta e
libera. Ho inteso anche parlare al cuore tutti gli
abitanti del Regno Unito, nessuno escluso, della realtà
vera dell’uomo, dei suoi bisogni più profondi, del suo
destino ultimo. Nel rivolgermi ai cittadini di quel Paese,
crocevia della cultura e dell’economia mondiale, ho
tenuto presente l’intero Occidente, dialogando con le
ragioni di questa civiltà e comunicando
l’intramontabile novità del Vangelo, di cui essa è
impregnata. Questo viaggio apostolico ha confermato in me
una profonda convinzione: le antiche nazioni dell'Europa
hanno un'anima cristiana, che costituisce un
tutt’uno col "genio" e la storia dei
rispettivi popoli, e la Chiesa non cessa di lavorare per
mantenere continuamente desta questa tradizione spirituale
e culturale.
Il beato
John Henry Newman, la cui figura e cui scritti conservano
ancora una formidabile attualità, merita di essere
conosciuto da tutti. Egli sostenga i propositi e gli
sforzi dei cristiani per “diffondere ovunque il profumo
di Cristo, affinché tutta la loro vita sia soltanto
un’irradiazione della sua”, come scriveva
sapientemente nel suo libro Irradiare Cristo.
Saluti:
Je salue
les pèlerins venus d’Alsace, de Langres, Paris et de
Poitiers. En cette fête de la saint Maurice, je salue les
membres présents des groupes de psychothérapie de
Montreux, en Suisse. Puisse l’enseignement et l’exemple
du bienheureux John Henry Newman nous inspirer! Bon pèlerinage
à tous !
Von
Herzen heiße ich alle deutschsprachigen Pilger und
Besucher willkommen, besonders die Wallfahrer aus Vaduz in
Liechtenstein mit ihrem Erzbischof. Lassen wir uns vom
seligen John Henry Newman anregen, mit unserem Leben
Christus auszustrahlen und seine Liebe der Welt
weiterzuschenken. Der Heilige Geist geleite euch auf allen
Wegen.
Saludo a
los peregrinos de lengua española, en particular a los
sacerdotes del Pontificio Colegio Mexicano, en Roma, y a
los fieles provenientes de Medellín. Os invito a
agradecer a Dios los numerosos frutos apostólicos de mi
reciente visita a Reino Unido. Muchas gracias.
Amados
peregrinos de língua portuguesa, cordiais saudações
para todos vós, de modo especial para os fiéis de
Campinas, da paróquia Beato José de Anchieta de Cambuí.
Continuai a defender aquelas verdades morais imutáveis
que, iluminadas e confirmadas pelo Evangelho, estão na
base de uma sociedade verdadeiramente humana, justa e
livre. Sobre vós e vossas famílias desça a minha Bênção.
Saluto
in lingua polacca:
Witam
serdecznie uczestniczących w tej audiencji pielgrzymów
polskich. Wspominając moją podróż do
Wielkiej Brytanii, dziękuję wam i waszym rodakom,
zwłaszcza spotkanym na pielgrzymim szlaku, za obecność
i modlitewne wsparcie. Niech Kardynał John Henry
Newman, nowy błogosławiony, wyprasza nam miłość
Bożego Serca i dar świętego życia.
Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.
Traduzione
italiana:
Rivolgo
il mio cordiale benvenuto ai pellegrini polacchi presenti
a questa udienza. Ricordando il mio pellegrinaggio nel
Regno Unito, sono grato a voi tutti e ai vostri
connazionali, in modo particolare a quelli incontrati sul
percorso del mio pellegrinaggio, per l’orante sostegno.
Il nuovo beato, Cardinale John Henri Newman impetri per
noi l’amore del Divino Cuore e il dono di una vita
santa. Sia lodato Gesù Cristo.
Saluto
in lingua ucraina:
Щиро
вітаю
прочан з
України.
Дорогі
друзі,
приклад
святого
Матея, пам’ять
якого ми
вчора
спогадували,
нехай
помагає
вам бути
сміливими
свідками
Христа та
Його
Євангелія.
Від
щирого
серця вас
благословлю!
Traduzione
italiana :
Rivolgo
un cordiale saluto ai pellegrini provenienti
dall’Ucraina. Cari amici, l’esempio dell’evangelista
san Matteo, di cui ieri abbiamo celebrato la memoria, vi
aiuti ad essere coraggiosi testimoni di Cristo e del suo
Vangelo.
Di cuore vi benedico!
Saluto
in lingua croata:
Od srca
pozdravljam sve hrvatske hodočasnike, a na poseban način
Isusovce hrvatske provincije. Zagovor svetih apostola
Petra i Pavla neka vam pomogne da uvijek spremno
propovijedate i svjedočite Radosnu vijest u vašem
narodu. Hvaljen Isus i Marija!
Traduzione
italiana:
Saluto di
cuore tutti i pellegrini Croati, e in modo particolare i
Gesuiti della Provincia Croata. L’intercessione dei
santi apostoli Pietro e Paolo vi aiuti affinché siate
sempre pronti a predicare e testimoniare la Buona
Novella al vostro popolo. Siano lodati Gesù e Maria!
Saluto
in lingua ungherese:
Nagy
szeretettel köszöntöm a magyar zarándokokat, első
helyen a szabadkai híveket. Kedves Testvéreim, biztosítalak
Benneteket imáimról és szívesen adom apostoli áldásomat
Rátok, valamint családtagjaitokra.
Dicsértessék a Jézus Krisztus!
Traduzione
italiana:
Con
grande affetto saluto i pellegrini ungheresi, specialmente
i pellegrini provenienti di Subotica.
Cari fratelli e sorelle, vi assicuro il mio ricordo nelle
preghiere e volentieri imparto la Benedizione
Apostolica a tutti voi ed ai vostri familiari.
Sia lodato Gesù Cristo!
APPELLO
DEL SANTO PADRE
In questa
settimana si svolge a Vienna la riunione plenaria della
Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico
tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo
insieme. Il tema della fase attuale di studio è il ruolo
del Vescovo di Roma nella comunione della Chiesa
universale, con particolare riferimento al primo millennio
della storia cristiana. L’obbedienza alla volontà
del Signore Gesù, e la considerazione delle grandi sfide
che oggi si presentano al cristianesimo, ci obbligano ad
impegnarci seriamente nella causa del ristabilimento della
piena comunione tra le Chiese. Esorto tutti a pregare
intensamente per i lavori della Commissione e per un
continuo sviluppo e consolidamento della pace e concordia
tra i battezzati, affinché possiamo dare al mondo una
testimonianza evangelica sempre più autentica.
* * *
Rivolgo
ora un cordiale saluto a tutti i pellegrini di lingua
italiana, in particolare ai partecipanti al corso di
Diritto Canonico promosso dalla Pontificia Università
della Santa Croce, che sono venuti ad esprimere al
Successore di Pietro sentimenti di affetto e di profonda
comunione ecclesiale. Sono lieto di accogliere i religiosi
Legionari di Cristo, giunti a Roma per iniziare gli studi
filosofici e teologici; cari amici, nel rivolgervi i
migliori auguri per il vostro impegno di studio, vi
assicuro un particolare ricordo nella preghiera. Saluto il
gruppo della Banca di Credito cooperativo, di Gatteo di
Romagna, incoraggiando a testimoniare costantemente i
valori umani e cristiani necessari per costruire una
società realmente giusta e solidale.
Con
speciale affetto il mio pensiero va infine ai giovani,
ai malati, ed agli sposi novelli.
L’amicizia con Gesù, cari giovani, sia per voi
fonte di gioia e motivo per compiere scelte impegnative.
Questa amicizia, cari malati, vi rechi conforto
nei momenti difficili ed infonda serenità al corpo ed
allo spirito. Cari sposi, alla luce
dell’amicizia con Gesù, impegnatevi a corrispondere
alla vostra vocazione nell’amore reciproco,
nell’apertura alla vita e nella testimonianza cristiana.
©
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