|
UDIENZA
GENERALE (25 agosto 2010) |
Radio
Vaticana, 25 AGOSTO 2010
Udienza
generale: appello per la fine delle violenze in Somalia.
Poi il Papa, sulla scia di Sant'Agostino, invita a non
cessare di cercare la Verità
◊ Il
Papa, durante l’udienza generale di stamani a Castel
Gandolfo, ha lanciato un accorato appello per la fine
delle violenze in Somalia. Nella catechesi ha esortato ad
avere i Santi come compagni di viaggio nel cammino di fede
ed è tornato a parlare di Sant’Agostino e di una delle
sue caratteristiche fondamentali: la ricerca costante
della Verità. Il servizio di Sergio Centofanti:
Il Papa ha rivolto il suo pensiero a Mogadiscio, da
dove continuano a giungere notizie di efferate violenze e
che ieri è stata teatro di una nuova strage:
“Sono vicino alle famiglie delle vittime e a tutti
coloro che, in Somalia, soffrono a causa dell'odio e
dell'instabilità. Auspico che, con l'aiuto della comunità
internazionale, non si risparmino sforzi per ristabilire
il rispetto della vita e dei diritti umani”.
Nella catechesi, Benedetto XVI ha invitato i fedeli ad
avere i Santi come “compagni di viaggio” nel cammino
della vita cristiana. “Ognuno - ha affermato - dovrebbe
avere qualche Santo che gli sia familiare, per sentirlo
vicino con la preghiera e l’intercessione, ma anche per
imitarlo”. Occorre perciò conoscere di più i Santi, a
partire da quello di cui si porta il nome, leggendone la
vita e gli scritti:
“Siate certi che diventeranno buone guide per
amare ancora di più il Signore e validi aiuti per la
vostra crescita umana e cristiana. Come sapete, anch’io
sono legato in modo speciale ad alcune figure di Santi:
tra queste, oltre a san Giuseppe e san Benedetto dei quali
porto il nome, e ad altri, c’è sant’Agostino, che ho
avuto il grande dono di conoscere, per così dire, da
vicino attraverso lo studio e la preghiera e che è
diventato un buon ‘compagno di viaggio’ nella mia vita
e nel mio ministero”.
Il Papa ricorda un aspetto importante dell’esperienza
umana e cristiana di Sant’Agostino, ovvero “la ricerca
inquieta e costante della Verità”. Una caratteristica
– spiega - “attuale anche nella nostra epoca in cui
sembra che il relativismo sia paradossalmente la ‘verità’
che deve guidare il pensiero, le scelte, i
comportamenti”. Il Santo vescovo di Ippona – rileva -
“è un uomo che non è mai vissuto con superficialità”,
non ha cercato “pseudo-verità incapaci di dare pace
duratura al cuore”, ma “quella Verità che dà senso
all’esistenza ed è ‘la dimora’ in cui il cuore
trova serenità e gioia”:
“Il suo, lo sappiamo, non è stato un cammino
facile: ha pensato di incontrare la Verità nel prestigio,
nella carriera, nel possesso delle cose, nelle voci che
gli promettevano felicità immediata; ha commesso errori,
ha attraversato tristezze, ha affrontato insuccessi, ma -
e questo è importante - non si è mai fermato, non si è
mai accontentato di ciò che gli dava solamente un barlume
di luce; ha saputo guardare nell’intimo di se stesso e
si è accorto, come scrive nelle Confessioni, che quella
Verità, quel Dio che cercava con le sue forze era più
intimo a sé di se stesso, gli era stato sempre accanto,
non lo aveva mai abbandonato, era in attesa di poter
entrare in modo definitivo nella sua vita”.
“Sant’Agostino – ha proseguito il Papa - ha
capito, nella sua inquieta ricerca, che non è lui ad aver
trovato la Verità, ma la Verità stessa, che è Dio, lo
ha rincorso e lo ha trovato”. E in questo cammino verso
la verità, per il Santo è fondamentale il silenzio:
“le creature debbono tacere se deve subentrare il
silenzio in cui Dio può parlare”. "Questo - ha
osservato - è vero anche nel nostro tempo: a volte si ha
una sorta di timore del silenzio, del raccoglimento, del
pensare alle proprie azioni, al senso profondo della
propria vita":
"Spesso si preferisce vivere solo l’attimo
fuggente, illudendosi che porti felicità duratura; si
preferisce vivere - perché sembra più facile - con
superficialità, senza pensare; anzi, si ha paura di
cercare la Verità o forse si ha paura che la Verità ci
trovi, ci afferri e cambi la vita, come è avvenuto per
sant’Agostino”.
Quindi, il Papa ha concluso la sua catechesi con questa
esortazione:
“Cari fratelli e sorelle, vorrei dire a tutti,
anche a chi è in un momento di difficoltà nel suo
cammino di fede, o anche a chi partecipa poco alla vita
della Chiesa o a chi vive ‘come se Dio non esistesse’,
di non avere paura della Verità, di non interrompere mai
il cammino verso di essa, di non cessare mai di ricercare
la verità profonda su se stessi e sulle cose con
l’occhio interiore del cuore. Dio non mancherà di
donare Luce per far vedere e Calore per far sentire al
cuore che ci ama e che desidera essere amato”.
UDIENZA
GENERALE
BENEDETTO
XVI
Cari
fratelli e sorelle,
nella
vita di ciascuno di noi ci sono persone molto care, che
sentiamo particolarmente vicine, alcune sono già nelle
braccia di Dio, altre condividono ancora con noi il
cammino della vita: sono i nostri genitori, i parenti, gli
educatori; sono persone a cui abbiamo fatto del bene o da
cui abbiamo ricevuto del bene; sono persone su cui
sappiamo di poter contare. E’ importante, però, avere
anche dei “compagni di viaggio” nel cammino della
nostra vita cristiana: penso al Direttore spirituale, al
Confessore, a persone con cui si può condividere la
propria esperienza di fede, ma penso anche alla Vergine
Maria e ai Santi. Ognuno dovrebbe avere qualche Santo che
gli sia familiare, per sentirlo vicino con la preghiera e
l’intercessione, ma anche per imitarlo. Vorrei
invitarvi, quindi, a conoscere maggiormente i Santi, a
iniziare da quello di cui portate il nome, leggendone la
vita, gli scritti. Siate certi che diventeranno buone
guide per amare ancora di più il Signore e validi aiuti
per la vostra crescita umana e cristiana.
Come
sapete, anch’io sono legato in modo speciale ad alcune
figure di Santi: tra queste, oltre a san Giuseppe e san
Benedetto dei quali porto il nome, e ad altri, c’è
sant’Agostino, che ho avuto il grande dono di conoscere,
per così dire, da vicino attraverso lo studio e la
preghiera e che è diventato un buon “compagno di
viaggio” nella mia vita e nel mio ministero. Vorrei
sottolineare ancora una volta un aspetto importante della
sua esperienza umana e cristiana, attuale anche nella
nostra epoca in cui sembra che il relativismo sia
paradossalmente la “verità” che deve guidare il
pensiero, le scelte, i comportamenti.
Sant’Agostino
è un uomo che non è mai vissuto con superficialità; la
sete, la ricerca inquieta e costante della Verità è una
delle caratteristiche di fondo della sua esistenza; non,
però, delle “pseudo-verità” incapaci di dare pace
duratura al cuore, ma di quella Verità che dà senso
all’esistenza ed è “la dimora” in cui il cuore
trova serenità e gioia. Il suo, lo sappiamo, non è stato
un cammino facile: ha pensato di incontrare la Verità nel
prestigio, nella carriera, nel possesso delle cose, nelle
voci che gli promettevano felicità immediata; ha commesso
errori, ha attraversato tristezze, ha affrontato
insuccessi, ma non si è mai fermato, non si è mai
accontentato di ciò che gli dava solamente un barlume di
luce; ha saputo guardare nell’intimo di se stesso e si
è accorto, come scrive nelle Confessioni, che
quella Verità, quel Dio che cercava con le sue forze era
più intimo a sé di se stesso, gli era stato sempre
accanto, non lo aveva mai abbandonato, era in attesa di
poter entrare in modo definitivo nella sua vita (cfr III,
6, 11; X, 27, 38). Come
dicevo a commento del recente film sulla sua vita,
sant’Agostino ha capito, nella sua inquieta ricerca, che
non è lui ad aver trovato la Verità, ma la Verità
stessa, che è Dio, lo ha rincorso e lo ha trovato (cfr L’Osservatore
Romano, giovedì 4 settembre 2009, p. 8). Romano
Guardini commentando un brano del capitolo terzo delle
Confessioni afferma: sant’Agostino comprese che Dio è
“gloria che ci getta in ginocchio, bevanda che estingue
la sete, tesoro che rende felici, […egli ebbe] la
pacificante certezza di chi finalmente ha capito, ma anche
la beatitudine dell’amore che sa: Questo è tutto e mi
basta” (Pensatori religiosi, Brescia 2001, p.
177).
Sempre
nelle Confessioni, al Libro nono, il nostro Santo riporta
un colloquio con la madre, santa Monica la cui memoria si
celebra il prossimo venerdì, dopodomani. È una scena
molto bella: lui e la madre stanno a Ostia, in un albergo,
e dalla finestra vedono il cielo e il mare, e trascendono
cielo e mare, e per un momento toccano il cuore di Dio nel
silenzio delle creature. E qui appare un’idea
fondamentale nel cammino verso la Verità: le creature
debbono tacere se deve subentrare il silenzio in cui Dio
può parlare. Questo è vero sempre anche nel nostro
tempo: a volte si ha una sorta di timore del silenzio, del
raccoglimento, del pensare alle proprie azioni, al senso
profondo della propria vita, spesso si preferisce vivere
solo l’attimo fuggente, illudendosi che porti felicità
duratura; si preferisce vivere, perché sembra più
facile, con superficialità, senza pensare; si ha paura di
cercare la Verità o forse si ha paura che la Verità ci
trovi, ci afferri e cambi la vita, come è avvenuto per
sant’Agostino.
Cari
fratelli e sorelle, vorrei dire a tutti, anche a chi è in
un momento di difficoltà nel suo cammino di fede, a chi
partecipa poco alla vita della Chiesa o a chi vive “come
se Dio non esistesse”, di non avere paura della Verità,
di non interrompere mai il cammino verso di essa, di non
cessare mai di ricercare la verità profonda su se stessi
e sulle cose con l’occhio interiore del cuore. Dio non
mancherà di donare Luce per far vedere e Calore per far
sentire al cuore che ci ama e che desidera essere amato.
L’intercessione
della Vergine Maria, di sant’Agostino e di santa Monica
ci accompagni in questo cammino.
Saluti:
Je suis
heureux de vous recevoir ce matin, chers pèlerins de
langue française! Je salue particulièrement le groupe œcuménique
d’Athènes et les religieuses de l’Immaculée
Conception de Castres. Que les saints qui vous sont les
plus familiers, comme ceux dont vous portez le nom, soient
pour vous des guides pour aimer toujours plus le Seigneur
et des aides dans votre croissance humaine et spirituelle!
I greet
all the English-speaking pilgrims, especially the young
altar servers from Malta and their families, and the
pilgrimage group from Japan. This Saturday the Church
celebrates the feast of Saint Augustine, who found in
Christ the fullness of that truth which brings authentic
freedom and joy. May Saint Augustine and his mother, Saint
Monica, accompany us by their prayers and draw us ever
closer to the Lord.
Mit
Freude grüße ich alle Gäste deutscher Sprache, vor
allem die Teilnehmer am Ferienlager in Ostia. Ostia
erinnert uns an Augustinus und seine Mutter Monika, die
dort gestorben ist, und erinnert uns so daran, daß für
unser Leben, für uns als Christen die Heiligen nicht Tote
sind, sondern Wegbegleiter, die mit uns gehen. Mir selbst
ist durch meine Studien und so weiter der heilige
Augustinus ein solcher ganz persönlicher Freund und
Weggefährte geworden. Am kommenden Samstag feiern wir
seinen Gedenktag. Sein Leben war erfüllt von der Suche
nach Wahrheit. Diese war nicht leicht zugänglich. Er hat
viele Umwege machen müssen, aber er ließ sich davon
nicht abbringen zu suchen: Was ist nun wirklich wahr? Gibt
es Gott? Wer ist er? Wo ist er? Und diese Suche hat ihm
schließlich Sinn und Halt gegeben und ihn zum lebendigen
Gott geführt. Augustinus helfe uns allen auf unserem Weg
durch die Wirrnisse dieser Zeit, Gott zu finden, mit ihm
und auf ihn hin zu leben. Der Herr segne euch alle.
Saludo a
los grupos de lengua española, en particular a los fieles
de la Parroquia de Santa María la Mayor, de Andújar, así
como a los demás peregrinos venidos de España, México y
otros países latinoamericanos. Os invito a que os
familiaricéis con la vida y los escritos de los Santos,
pues os ayudarán a amar cada vez más al Señor y a
crecer como personas y como cristianos.
Queridos
peregrinos vindos do Brasil e de Portugal, a minha saudação
amiga para todos vós, em especial para os grupos
paroquiais de Unhos, Catujal e Viseu. Recordamos nestes
dias Santo Agostinho e sua mãe, Santa Mónica,
testemunhas de como Jesus Cristo Se deixa encontrar por
quantos O procuram. E, com Ele, a vossa vida não poderá
deixar de ser feliz.
Saluto
in lingua polacca:
Serdeczne
pozdrowienie kieruję do Polaków. Jutro w Polsce
przypada uroczystość Matki Bożej Częstochowskiej.
Jej opiece zawierzam was, wasze rodziny, Kościół
i cały naród. Wszystkim, którzy gromadzą się
w tych dniach na Jasnej Górze z serca błogosławię.
Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.
Traduzione
italiana:
Un
cordiale saluto rivolgo ai polacchi. Domani in Polonia si
celebra la solennità della Madre di Dio di Czestochowa.
Alla sua protezione affido voi, le vostre famiglie, la
Chiesa e tutta la nazione. Benedico di cuore tutti coloro
che in questi giorni si radunano a Jasna Gora. Sia lodato
Gesù Cristo!
Saluto
in lingua ungherese:
Isten
hozott Benneteket kedves magyar zarándokok, különösen
is Titeket, akik Munkácsról jöttetek. Kívánom nektek,
hogy a most kezdődő iskolaévben és a társadalom
különböző pontjain tanúságot tudjatok tenni
hitetekről. Apostoli áldásommal. Dicsértessék a Jézus
Krisztus!
Traduzione
italiana:
Vi saluto
cordialmente, cari pellegrini ungheresi, specialmente voi,
che siete arrivati da Mukachevo. Vi incoraggio a
proseguire con generosità nel vostro impegno di
testimonianza cristiana nella scuola e nella società. Con
la mia benedizione. Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto
in lingua slovacca:
Srdečne
pozdravujem slovenských pútnikov. Drahí priatelia, nech
príklad svätého Augustína, ktorého spomienku oslávime
o pár dní, vzbudí v každom z vás obnovené
predsavzatia ušľachtilého kresťanského
svedectva. Pochválený buď Ježiš Kristus!
Traduzione
italiana:
Rivolgo
un cordiale saluto ai pellegrini slovacchi. Cari amici
l’esempio di sant’Agostino, la cui memoria celebreremo
tra qualche giorno, susciti in ciascuno di voi rinnovati
propositi di generosa testimonianza cristiana. Sia lodato
Gesù Cristo!
Saluto
in lingua croata:
Srdačno
pozdravljam hrvatske hodočasnike. Dragi prijatelji,
neka vam svjedočanstvo svetoga Augustina, čiji
ćemo liturgijski spomen slaviti za nekoliko dana,
pomogne širiti svjetlo vjere u vašoj sredini. Hvaljen
Isus i Marija!
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto i pellegrini croati. Cari amici, la
testimonianza di sant’Agostino, ci cui celebreremo tra
pochi giorni la memoria, vi aiuti a diffondere nei vostri
ambienti la luce della fede. Siano lodati Gesù e Maria!
* * *
Rivolgo
ora un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua
italiana. In particolare, saluto i Seminaristi Maggiori
provenienti da diverse Regioni e i fedeli delle varie
Parrocchie, accompagnati dai propri parroci ed auguro che
questo incontro rinsaldi ciascuno nella fedeltà a Cristo
e nella generosa testimonianza cristiana.
Il mio
pensiero si rivolge infine ai giovani, ai malati
e agli sposi novelli: tutti invito a trovare in
Cristo la ragione della propria speranza.
* * *
Al
termine dei saluti ai fedeli riuniti nel cortile, il Papa
si è affacciato sulla piazza di Castel Gandolfo e ha
rivolto le seguenti parole a quanti non avevano trovato
posto all'interno del Palazzo Apostolico.
Cari amici,
grazie per la vostra presenza e il vostro entusiasmo. Vi
auguro una buona giornata, buone vacanze e molta gioia in
questi giorni caldi. Il Signore vi aiuti e vi accompagni
sempre. Vi do la mia benedizione.
APPELLO
Il mio
pensiero va a Mogadiscio, da dove continuano a giungere
notizie di efferate violenze e che ieri è stata teatro di
una nuova strage. Sono vicino alle famiglie delle vittime
e a tutti coloro che, in Somalia, soffrono a causa
dell'odio e dell'instabilità. Auspico che, con l'aiuto
della comunità internazionale, non si risparmino sforzi
per ristabilire il rispetto della vita e dei diritti
umani.
©
Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
|
|