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UDIENZA
GENERALE (28 settembre 2011) |
Radio
Vaticana, 28 settembre 2011
Benedetto
XVI all'udienza generale: in Germania ho visto il volto
giovane della Chiesa e la gioia di essere cattolici
La
Chiesa in Germania č viva e ha un “volto giovane”. La
consapevolezza con la quale Benedetto XVI č tornato a
Roma dal suo recente viaggio apostolico in Germania č la
stessa che il Papa ha comunicato questa mattina alle
migliaia di fedeli incontrati durante l’udienza generale
in Piazza San Pietro. Il Pontefice ha dedicato la
catechesi al racconto delle varie tappe del viaggio,
segnato – ha detto – da “intense e stupende
giornate”. Il servizio di Alessandro De Carolis:
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Un viaggio “dal nord al sud, dall’est
all’ovest”, da Berlino a Friburgo, per percepire tra i
cattolici la “gioia” di esserlo, per confermare nella
fede la Chiesa tedesca ed esortarla a una maggiore libertŕ
dai “fardelli materiali”, per rendere piů forti e
amichevoli i rapporti ecumenici e interreligiosi, oltre
che istituzionali. Tre giorni dopo il rientro dalla sua
terra, Benedetto XVI ha fatto all’udienza generale il
puntuale resoconto dei quattro giorni di visita apostolica
in Germania, definita – come la Gmg di Madrid – “una
grande festa della fede”. Ma a differenza del raduno
giovanile di agosto, il Papa ha mosso i suoi primi passi a
Berlino in uno scenario di alto profilo istituzionale,
simboleggiato dal discorso al Bundestag, il primo
pronunciato da un Papa tra le mura del parlamento tedesco:
“In tale occasione ho voluto esporre il fondamento
del diritto e del libero Stato di diritto, cioč la misura
di ogni diritto, inscritto dal Creatore nell’essere
stesso della sua creazione. E’ necessario perciň
allargare il nostro concetto di natura, comprendendola non
solo come un insieme di funzioni ma oltre questo come
linguaggio del Creatore per aiutarci a discernere il bene
dal male”.
Berlino č stato anche il luogo nel quale toccare con
mano l'evoluzione dei rapporti della Chiesa con
l’ebraismo e l’islam in Germania, riflettendo in
particolare con il mondo musulmano sull’importanza, ha
detto il Papa, della “libertŕ religiosa per uno
sviluppo pacifico dell’umanitŕ”. Dalla capitale alla
Turingia, “terra della riforma protestante”, Benedetto
XVI ha rievocato l’incontro con i vertici della Chiesa
evangelica nei luoghi in cui visse Lutero e ha ripetuto il
dovere che hanno i cristiani della testimonianza unitaria
di Cristo al mondo:
“Occorre il nostro comune sforzo nel cammino verso
la piena unitŕ, ma siamo sempre ben consapevoli che non
possiamo 'fare' né la fede né l’unitŕ tanto
auspicata. Una fede creata da noi stessi non ha alcun
valore, e la vera unitŕ č piuttosto un dono del Signore,
il quale ha pregato e prega sempre per l’unitŕ dei suoi
discepoli. Solo Cristo puň donarci quest’unitŕ, e
saremo sempre piů uniti nella misura in cui torniamo a
Lui e ci lasciamo trasformare da Lui”.
Nella regione dell’Eichsfeld, e in particolare nel
Santuario mariano di Etzelsbach, il Papa si č immerso in
una realtŕ dove proclamarsi cristiani ha voluto dire in
passato sfidare l’oppressione nazista e comunista. I
Vespri davanti al Santuario e, piů avanti, la Messa
davanti al Duomo di Erfurt hanno contribuito, ha
affermato, a mettere in chiaro una volta di piů la forza
che i Santi, ma anche tanti sconosciuti, hanno di cambiare
il mondo in cui vivono:
“Commovente č stato anche il breve incontro con
Mons. Hermann Scheipers, l’ultimo sacerdote vivente
sopravissuto al campo di concentramento di Dachau. Ad
Erfurt ho avuto anche occasione di incontrare alcune
vittime di abuso sessuale da parte di religiosi, alle
quali ho voluto assicurare il mio rammarico e la mia
vicinanza alla loro sofferenza”.
L’accoglienza ricevuta a Friburgo, con migliaia di
giovani stretti in preghiera attorno a Benedetto XVI, ha
permesso al Papa una constatazione che lo ha reso
particolarmente contento:
“Sono stato felice di vedere che la fede nella mia
patria tedesca ha un volto giovane, che č viva e ha un
futuro (...) Ho ripetuto loro che il Papa confida nella
collaborazione attiva dei giovani: con la grazia di
Cristo, essi sono in grado di portare al mondo il fuoco
dell’amore di Dio”.
A Friburgo, ha proseguito il Pontefice, Chiesa
cattolica e Chiese ortodosse e ortodosse orientali hanno
potuto vivere momenti di “atmosfera fraterna”. “Ci
sentiamo molto vicini” a loro, ha ripetuto il Papa, e
questa “ampia comunanza” č una responsabilitŕ per
“il rinnovamento della nostra societŕ”. L’ultima
annotazione, Benedetto XVI l’ha riservata al discorso
rivolto alle forze vive Chiesa tedesca, caratterizzato fra
l’altro da un suggerimento di grande eco mediatica ma
soprattutto di portata piů ampia della sola Chiesa
locale:
“Ho parlato ad un migliaio di cattolici impegnati
nella Chiesa e nella societŕ, suggerendo alcune
riflessioni sull’azione della Chiesa in una societŕ
secolarizzata, sull’invito ad essere libera da fardelli
materiali e politici per essere piů trasparenza di
Dio”.
Dopo le sintesi in varie lingue della catechesi,
Benedetto XVI ha rivolto saluti particolari ai sacerdoti
del Pontificio Collegio San Pietro e alle Suore
Benedettine della Divina Provvidenza, come pure ai fedeli
della diocesi di Belluno-Feltre, giunti a Roma
nell’anniversario della scomparsa di Giovanni Paolo I.
Il Papa ha anche salutato i pellegrini della diocesi di
Ascoli Piceno, guidati dal loro vescovo, Silvano
Montevecchi, che celebrano i 50 anni della proclamazione
della loro Patrona, la Beata Vergine delle Grazie.
UDIENZA
GENERALE
Piazza San
Pietro
Mercoledě, 28 settembre 2011
Cari
fratelli e sorelle!
Come
sapete, da giovedě a domenica scorsi ho compiuto una Visita
Pastorale in Germania; sono lieto, perciň, come di
consueto, di cogliere l’occasione dell’odierna Udienza
per ripercorrere insieme con voi le intense e stupende
giornate trascorse nel mio Paese d’origine. Ho
attraversato la Germania dal nord al sud, dall’est
all’ovest: dalla capitale Berlino ad Erfurt e all’Eichsfeld
e infine a Freiburg, cittŕ vicina al confine con la
Francia e la Svizzera. Ringrazio anzitutto il Signore per
la possibilitŕ che mi ha offerto di incontrare la gente e
parlare di Dio, di pregare insieme e confermare i fratelli
e le sorelle nella fede, secondo il particolare mandato
che il Signore ha affidato a Pietro e ai suoi successori.
Questa visita, svoltasi sotto il motto “Dov’č Dio, lŕ
c’č futuro”, č stata davvero una grande festa della
fede: nei vari incontri e colloqui, nelle celebrazioni,
specialmente nelle solenni Messe con il popolo di Dio.
Questi momenti sono stati un prezioso dono che ci ha fatto
percepire di nuovo come sia Dio a dare alla nostra vita il
senso piů profondo, la vera pienezza, anzi, che solo Lui
dona a noi, dona a tutti un futuro.
Con
profonda gratitudine ricordo l’accoglienza calorosa ed
entusiasta come anche l’attenzione e l’affetto
dimostratimi nei vari luoghi che ho visitato. Ringrazio di
cuore i Vescovi tedeschi, specialmente quelli delle
Diocesi che mi hanno ospitato, per l’invito e per quanto
hanno fatto, insieme con tanti collaboratori, per
preparare questo viaggio. Un sentito grazie va ugualmente
al Presidente Federale e a tutte le autoritŕ politiche e
civili a livello federale e regionale. Sono profondamente
grato a quanti hanno contribuito in vario modo al buon
esito della Visita, soprattutto ai numerosi volontari. Cosě
essa č stata un grande dono per me e per tutti noi e ha
suscitato gioia, speranza e un nuovo slancio di fede e di
impegno per il futuro.
Nella
capitale federale Berlino, il Presidente Federale mi ha
accolto nella sua residenza e mi ha dato il benvenuto a
nome suo e dei miei connazionali, esprimendo la stima e
l’affetto nei confronti di un Papa nativo della terra
tedesca. Da parte mia, ho potuto tracciare un breve
pensiero sul rapporto reciproco tra religione e libertŕ,
ricordando una frase del grande Vescovo e riformatore
sociale Wilhelm von Ketteler: “Come la religione ha
bisogno della libertŕ, cosě anche la libertŕ ha bisogno
della religione.”
Ben
volentieri ho accolto l’invito a recarmi al Bundestag,
quello che č stato certamente uno dei momenti di grande
portata del mio viaggio. Per la prima volta un
Papa ha tenuto un discorso davanti ai membri del
Parlamento tedesco. In tale occasione ho voluto
esporre il fondamento del diritto e del libero Stato di
diritto, cioč la misura di ogni diritto, inscritto dal
Creatore nell’essere stesso della sua creazione. E’
necessario perciň allargare il nostro concetto di natura,
comprendendola non solo come un insieme di funzioni ma
oltre questo come linguaggio del Creatore per aiutarci a
discernere il bene dal male. Successivamente ha avuto
luogo anche un incontro
con alcuni rappresentanti della comunitŕ ebraica in
Germania. Ricordando le nostre comuni radici nella
fede nel Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, abbiamo
evidenziato i frutti ottenuti finora nel dialogo tra la
Chiesa cattolica e l’Ebraismo in Germania. Ho avuto modo
ugualmente di incontrare
alcuni membri della comunitŕ musulmana, convenendo
con essi circa l’importanza della libertŕ religiosa per
uno sviluppo pacifico dell’umanitŕ.
La Santa
Messa nello stadio olimpico a Berlino, a conclusione
del primo giorno della Visita, č stata una delle grandi
celebrazioni liturgiche che mi hanno dato la possibilitŕ
di pregare insieme con i fedeli e di incoraggiarli nella
fede. Mi sono molto rallegrato della numerosa
partecipazione della gente! In quel momento festoso e
impressionante abbiamo meditato sull’immagine evangelica
della vite e dei tralci, cioč sull’importanza di essere
uniti a Cristo per la nostra vita personale di credenti e
per il nostro essere Chiesa, suo corpo mistico.
La
seconda tappa della mia Visita č stata in Turingia. La
Germania, e la Turingia in modo particolare, č la terra
della riforma protestante. Quindi, fin dall’inizio ho
voluto ardentemente dare particolare rilievo
all’ecumenismo nel quadro di questo viaggio, ed č stato
mio forte desiderio vivere un momento
ecumenico ad Erfurt, perché proprio in tale cittŕ
Martin Lutero č entrato nella comunitŕ degli Agostiniani
e lě č stato ordinato sacerdote. Perciň mi sono molto
rallegrato dell’incontro
con i membri del Consiglio della Chiesa Evangelica in
Germania e dell’atto
ecumenico nell’ex-Convento degli Agostiniani: un
incontro cordiale che, nel dialogo e nella preghiera, ci
ha portato in modo piů profondo a Cristo. Abbiamo visto
di nuovo quanto sia importante la nostra comune
testimonianza della fede in Gesů Cristo nel mondo di
oggi, che spesso ignora Dio o non si interessa di Lui.
Occorre il nostro comune sforzo nel cammino verso la piena
unitŕ, ma siamo sempre ben consapevoli che non possiamo
“fare” né la fede né l’unitŕ tanto auspicata. Una
fede creata da noi stessi non ha alcun valore, e la vera
unitŕ č piuttosto un dono del Signore, il quale ha
pregato e prega sempre per l’unitŕ dei suoi discepoli.
Solo Cristo puň donarci quest’unitŕ, e saremo sempre
piů uniti nella misura in cui torniamo a Lui e ci
lasciamo trasformare da Lui.
Un
momento particolarmente emozionante č stata per me la celebrazione
dei Vespri mariani davanti al santuario di Etzelsbach,
dove mi ha accolto una moltitudine di pellegrini. Giŕ da
giovane avevo sentito parlare della regione dell’Eichsfeld
– striscia di terra rimasta sempre cattolica nelle varie
vicissitudini della storia – e dei suoi abitanti che si
sono opposti coraggiosamente alle dittature del nazismo e
del comunismo. Cosě sono stato molto contento di visitare
questa Eichsfeld e la sua gente in un pellegrinaggio
all’immagine miracolosa della Vergine Addolorata di
Etzelsbach, dove per secoli i fedeli hanno affidato a
Maria le proprie richieste, preoccupazioni, sofferenze,
ricevendo conforto, grazie e benedizioni. Altrettanto
toccante č stata la Messa
celebrata nella magnifica piazza del Duomo a Erfurt.
Ricordando i santi patroni della Turingia – Santa
Elisabetta, San Bonifacio e San Kilian – e l’esempio
luminoso dei fedeli che hanno testimoniato il Vangelo
durante i sistemi totalitari, ho invitato i fedeli ad
essere i santi di oggi, validi testimoni di Cristo, e a
contribuire a costruire la nostra societŕ. Sempre,
infatti, sono stati i santi e le persone pervase
dall’amore di Cristo a trasformare veramente il mondo.
Commovente č stato anche il breve incontro con Mons.
Hermann Scheipers, l’ultimo sacerdote tedesco vivente
sopravvissuto al campo di concentramento di Dachau. Ad
Erfurt ho avuto anche occasione di incontrare alcune
vittime di abuso sessuale da parte di religiosi, alle
quali ho voluto assicurare il mio rammarico e la mia
vicinanza alla loro sofferenza.
L’ultima
tappa del mio viaggio mi ha portato nel sud-ovest della
Germania, nell’Arcidiocesi di Freiburg. Gli abitanti
di questa bella cittŕ, i fedeli dell’Arcidiocesi e
i numerosi pellegrini venuti dalle vicine Svizzera e
Francia e da altri Paesi mi hanno riservato
un’accoglienza particolarmente festosa. Ho potuto
sperimentarlo anche nella veglia
di preghiera con migliaia di giovani. Sono stato
felice di vedere che la fede nella mia patria tedesca ha
un volto giovane, che č viva e ha un futuro. Nel
suggestivo rito della luce ho trasmesso ai giovani la
fiamma del cero pasquale, simbolo della luce che č
Cristo, esortandoli: “Voi siete la luce del mondo”. Ho
ripetuto loro che il Papa confida nella collaborazione
attiva dei giovani: con la grazia di Cristo, essi sono in
grado di portare al mondo il fuoco dell’amore di Dio.
Un
momento singolare č stato l’incontro
con i seminaristi nel Seminario di Freiburg.
Rispondendo in un certo senso alla toccante lettera che
essi mi avevano fatto pervenire qualche settimana prima,
ho voluto mostrare a quei giovani la bellezza e grandezza
della loro chiamata da parte del Signore e offrire loro
qualche aiuto per proseguire il cammino della sequela con
gioia e in profonda comunione con Cristo. Sempre nel
Seminario ho avuto modo di incontrare in un’atmosfera
fraterna anche alcuni rappresentanti
delle Chiese ortodosse e ortodosse orientali, alle
quali noi cattolici ci sentiamo molto vicini. Proprio da
questa ampia comunanza deriva anche il compito comune di
essere lievito per il rinnovamento della nostra societŕ.
Un amichevole incontro
con rappresentanti del laicato cattolico tedesco ha
concluso la serie di appuntamenti nel Seminario.
La grande
celebrazione
eucaristica domenicale all’aeroporto turistico di
Freiburg č stata un altro momento culminante della Visita
pastorale, e l’occasione per ringraziare quanti si
impegnano nei vari ambiti della vita ecclesiale,
soprattutto i numerosi volontari e i collaboratori delle
iniziative caritative. Sono essi che rendono possibili i
molteplici aiuti che la Chiesa tedesca offre alla Chiesa
universale, specie nelle terre di missione. Ho ricordato
anche che il loro prezioso servizio sarŕ sempre fecondo,
quando deriva da una fede autentica e viva, in unione con
i Vescovi e il Papa, in unione con la Chiesa. Infine,
prima del mio ritorno, ho
parlato ad un migliaio di cattolici impegnati nella Chiesa
e nella societŕ, suggerendo alcune riflessioni
sull’azione della Chiesa in una societŕ secolarizzata,
sull’invito ad essere libera da fardelli materiali e
politici per essere piů trasparente a Dio.
Cari
fratelli e sorelle, questo Viaggio
Apostolico in Germania mi ha offerto un’occasione
propizia per incontrare i fedeli della mia patria tedesca,
per confermarli nella fede, nella speranza e nell’amore,
e condividere con loro la gioia di essere cattolici. Ma il
mio messaggio era rivolto a tutto il popolo tedesco, per
invitare tutti a guardare con fiducia al futuro. Č vero,
“Dov’č Dio, lŕ c’č futuro”. Ringrazio ancora
una volta tutti coloro che hanno reso possibile questa
Visita e quanti mi hanno accompagnato con la preghiera. Il
Signore benedica il popolo di Dio in Germania e benedica
voi tutti. Grazie.
Saluti:
Je salue
les pčlerins francophones, particuličrement les pčlerins
de Paris, de Nantes, et de Russ, ainsi que ceux venus de
Tournai et du Bénin, pays que je vais visiter bientôt.
Chers amis, le Christ-Jésus donne ŕ notre vie son sens
le plus profond. C’est Lui notre présent et notre
avenir. Redécouvrons la joie de croire en Lui et restons
unis ŕ Lui dans l’Église ! Je vous bénis de tout cśur.
I offer a
warm welcome to all the English-speaking visitors present
at today’s Audience, especially those from England,
Norway, Sweden, Kenya, South Africa, Samoa, Indonesia,
Japan, South Korea and the United States of America. My
affectionate greeting goes to the students of both the
Venerable English College and the Pontifical Irish College
as they take up their studies for the priesthood. I also
greet the ecumenical groups from the Nordic countries and
the pilgrims from Samoa. I thank the choirs, including the
children’s choir from South Korea, for their praise of
God in song. Upon all of you I invoke Almighty God’s
blessings of joy and peace.
Gerne grüße
ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache, vor allem
die vielen Jugendlichen. Mit zahlreichen Begegnungen und
feierlichen Gottesdiensten war mein Besuch in Deutschland
ein Fest des Glaubens. Wir durften erneut spüren, daß
Gott uns führt, daß er wirklich Erfüllung, den tiefsten
Sinn des Lebens und Zukunft schenkt. Diese Zuversicht
wollen wir an unsere Mitmenschen weitergeben. Der Herr
segne euch alle!
Saludo a
los peregrinos de lengua espańola, en particular a las
Religiosas de la Compańía de Santa Teresa de Jesús que
celebran su Capítulo General; a los fieles de las Diócesis
de Teruel y Albarracín; a los peregrinos de la Arquidiócesis
de Santo Domingo, junto a su Obispo Auxiliar; a los
sacerdotes de la Arquidiócesis de Medellín, así como a
los demás grupos venidos de Espańa, Colombia, Chile, República
Dominicana, México y otros países latinoamericanos.
Invito a todos a dar gracias al Seńor por esta Visita
Apostólica a Alemania, suplicándole que, cuanto he
podido sembrar en estos días, ayude a percibir cada vez más
cómo Dios ofrece a todos un futuro. Muchas gracias.
Amados
peregrinos de língua portuguesa, cordiais saudaçőes
para todos vós, de modo especial para os fiéis de
Piracicaba e Belo Horizonte, de Bauru e Apucarana:
convido-vos a olhar com confiança o vosso futuro em Deus.
Com a graça de Cristo, sois capazes de levar ao mundo o
fogo do amor de Deus. Sobre vós e vossas famílias desça
a minha Bęnçăo.
Saluto
in lingua polacca:
Serdecznie
pozdrawiam polskich pielgrzymów. Dziękuję Wam
za modlitewne wsparcie podczas mojej wizyty w rodzinnych
Niemczech. Dziękuję również tym wszystkim
Polakom, którzy byli obecni w Berlinie, Erfurcie,
Fryburgu i innych miejscach, jednocząc się z braćmi
Niemcami i ubogacając się wzajemnie świadectwem
wiary. Niech Bóg wam błogosławi!
Traduzione
italiana:
Saluto
cordialmente i pellegrini polacchi. Vi ringrazio per
l’orante sostegno durante la mia visita nella nativa
Germania. Ringrazio anche tutti i Polacchi, che sono stati
presenti a Berlin, Erfurt, Feiburg e in altri luoghi,
unendosi ai fratelli tedeschi e arricchendosi a vicenda
della testimonianza della Fede. Dio vi benedica!
Saluto
in lingua croata:
Srdačno
pozdravljam sve hrvatske hodočasnike, a osobito
vjernike iz župe Svetog Nikole Tavelića iz Zagreba.
Dragi prijatelji, po primjeru apostola i tolikih svetaca
iz vašega naroda, budite oduševljeni za Krista i
slijedite Ga u ljubavi. Hvaljen Isus i Marija!
Traduzione
italiana:
Saluto
cordialmente i pellegrini croati ed in modo particolare i
fedeli della parrocchia di San Nicola Tavelić di
Zagabria. Cari amici, sull’esempio degli Apostoli e di
tanti santi del vostro popolo, siate appassionati a Cristo
e seguiteLo nell’amore. Siano lodati Gesů e Maria!
Saluto
in lingua ceca:
Srdečně
zdravím české poutníky, zvláště skupinu ze
Štípy. Drazí přátelé, modlím se za vás a vaše
rodiny a všem vám žehnám. Chvála Kristu!
Traduzione
italiana:
Rivolgo
un cordiale saluto ai pellegrini di lingua ceca, in
particolare al gruppo proveniente da Stipa. Cari amici,
assicuro un ricordo nella preghiera per voi e per le
vostre famiglie e tutti vi benedico. Sia lodato Gesů
Cristo!
Saluto
in lingua ungherese:
Nagy
szeretettel üdvözlöm a magyar zarándokokat, különösen
is a közép-európai Mária-út alapítóit és a
kunszentmiklósi híveket. A római bazilikákba vezető
utatok és az Örök Város hagyományával való találkozástok
erősítsen meg benneteket a hitben és legyen a lelki
gyarapodás forrása.
A szent főangyalok közbenjárását kérve szívesen
adom Rátok Apostoli Áldásomat. Dicsértessék a Jézus
Krisztus!
Traduzione
italiana:
Saluto
con grande affetto i pellegrini di lingua ungherese,
specialmente i fondatori della Via Mariana dell’Europa
Centro-orientale ed i fedeli che sono arrivati da
Kunszentmiklós. Il vostro pellegrinaggio alle Basiliche
di Roma e l’incontro con la tradizione della Cittŕ
Eterna rafforzino la vostra fede e diventino fonte della
crescita spirituale. Chiedendo la intercessione dei santi
Arcangeli imparto volentieri a voi la Benedizione
Apostolica. Sia lodato Gesů Cristo!
Saluto
in lingua ucraina:
Щиро
вітаю
український
молодіжний
хор з
Перемишля.
Дорогі
друзі,
через
спів ви
також
поширюєте
найвищі
людські
та
християнські
цінності.
Всім вам
уділяю
своє
благословення.
Traduzione
italiana:
Saluto
cordialmente il coro giovanile ucraino, proveniente da
Przemysl. Cari amici anche attraverso il canto, diffondete
i piů alti valori umani e cristiani. A tutti voi la mia
benedizione.
* * *
Rivolgo
un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana. In
particolare, sono lieto di accogliere i sacerdoti del
Pontificio Collegio San Pietro, provenienti da vari Paesi,
come pure le Suore Benedettine della Divina Provvidenza,
che ricordano significativi anniversari, ed auguro a
ciascuno di continuare con fervore la testimonianza
evangelica nella Chiesa e nel mondo. Saluto poi i fedeli
della diocesi di Belluno-Feltre, che, insieme al loro
Vescovo Mons. Giuseppe Andrich, sono venuti a Roma per
fare grata e orante memoria del mio venerato Predecessore,
il Servo di Dio Giovanni Paolo I, nell’anniversario
della sua scomparsa. Saluto il pellegrinaggio della
diocesi di Ascoli Piceno, guidato dal Vescovo Mons.
Silvano Montevecchi, ed auspico che questa sosta presso le
tombe degli Apostoli segni per l’intera Comunitŕ
diocesana una rinnovata vitalitŕ spirituale nella fedele
adesione a Cristo e sotto lo sguardo materno della celeste
patrona la Beata Vergine delle Grazie.
Come di
consueto, il mio pensiero va infine ai giovani, ai malati
e agli sposi novelli. Tutti invito ad essere sempre fedeli
all’ideale evangelico per realizzarlo nella vita di ogni
giorno, sperimentando cosě la gioia della presenza di
Cristo.
©
Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana
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