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UDIENZA
GENERALE (29 settembre 2010) |
Radio
Vaticana, 29 settembre 2010
Il
Papa all'udienza generale: pregare e partecipare alla
Messa per essere in amicizia con Cristo. Appelli per le
crisi in Nigeria e Haiti
◊
Intensificare l’amicizia con Cristo attraverso la
preghiera e la partecipazione “attenta, fedele e
attiva” alla Santa Messa. E’ l’invito che Benedetto
XVI ha rinnovato questa mattina all’udienza generale in
Piazza San Pietro, durante la quale ha descritto alle
circa 30 mila persone presenti la storia spirituale di
Santa Matilde di Hackeborn, mistica tedesca del 13.mo
secolo. Al termine, il Papa ha levato un appello per la
crisi umanitaria in Nigeria, con due milioni di sfollati a
causa delle inondazioni, e una nuova preghiera per la
situazione di Haiti, a oltre nove mesi di distanza dal
gravissimo terremoto che provocò più di 220 mila morti.
Il servizio di Alessandro De Carolis:
Una storia di sorelle e consorelle, entrambe figlie del
barone di Hackeborn – un nobile e potente della
Turingia, nella Germania centrale – ed entrambe
“gloria del monachesimo germanico” all’interno del
monastero di Helfta, nel quale entrano a distanza di dieci
anni l’una dall’altra. Gertrude di Hackeborn, la
maggiore – ha raccontato Benedetto XVI – trasforma il
monastero portandolo in veste di badessa a essere uno
straordinario “centro di mistica e di cultura, scuola di
formazione scientifica e teologica”. E’ in questo
ambiente che verso la fine del 1250 entra la sorella
minore Matilde, inizialmente per rendere visita alla
sorella badessa ma poi, affascinata da ciò che vede,
desiderosa di farsi anch’ella monaca. Ed è in questo
ambiente, ha notato il Papa, che cominciano a spiccare le
“elevate qualità naturali e spirituali” della futura
Santa:
“Illuminata dal dono divino della contemplazione
mistica, Matilde compone numerose preghiere. È maestra di
fedele dottrina e di grande umiltà, consigliera,
consolatrice, guida nel discernimento (…) Le suore si
riunivano intorno a lei per sentire la parola di Dio, come
presso un predicatore (...) Molte persone, non solo nel
Monastero, ma anche estranei, religiosi e secolari, venuti
da lontano, attestavano che questa santa vergine li aveva
liberati dalle loro pene e che non avevano mai provato
tanta consolazione come presso di lei”.
La storia della mistica medievale è giunta fino a noi
grazie a una consorella di Matilde, anch’essa di nome
Gertrude, che raccolse via via le confidenze e le
rivelazioni comunicatele dalla Santa. Da quelle pagine, ha
detto il Pontefice, si viene a sapere di Matilde che…
“… la preghiera e la contemplazione sono
l’humus vitale della sua esistenza: le rivelazioni, i
suoi insegnamenti, il suo servizio al prossimo, il suo
cammino nella fede e nell’amore hanno qui la loro radice
e il loro contesto (...) E’ impressionante la capacità
che questa Santa ha di vivere la Liturgia nelle sue varie
componenti, anche quelle più semplici, portandola nella
vita quotidiana monastica”.
Afflitta negli ultimi anni della sua vita (morirà a 58
anni) da numerose sofferenze fisiche, Matilde attraversa
in quel periodo una “grave crisi spirituale”, ma non
cessano le sue visioni, che la mistica poi descrive – ha
spiegato Benedetto XVI – con parole intrise del
linguaggio della Bibbia, “suo pane quotidiano”, che
rivelano una “predilezione” per il Vangelo:
“Lasciandosi guidare dalla Sacra Scrittura e
nutrire dal Pane eucaristico, Ella ha percorso un cammino
di intima unione con il Signore, sempre nella piena fedeltà
alla Chiesa. E’ questo anche per noi un forte invito ad
intensificare la nostra amicizia con il Signore,
soprattutto attraverso la preghiera quotidiana e la
partecipazione attenta, fedele e attiva alla Santa Messa.
La Liturgia è una grande scuola di spiritualità”.
Intenso il dopo-catechesi, che ha visto il Papa aprire
il cuore su due delle tragedie umanitarie che più hanno
colpito la sensibilità della comunità internazionale nel
corso del 2010. La più recente, menzionata dal Pontefice
in lingua inglese, è stata quella della Nigeria dove, ha
detto:
“Some two million people have been forced…
Circa due milioni di persone sono state costrette a
fuggire dalle proprie case a causa di gravi inondazioni. A
tutti coloro che sono stati colpiti esprimo la mia
vicinanza spirituale e li assicuro della mia preghiera”.
E un’altra invocazione, in lingua francese, Benedetto
XVI l’aveva innalzata poco prima indirizzando un saluto
a un piccolo gruppo di haitiani presenti in Piazza San
Pietro, affermando di continuare sempre a pregare per loro
e a chiedere a Dio di “sollevarli dalle loro miserie”,
conseguenza del catastrofico sisma di inizio anno. Infine,
dopo aver ricordato l’anniversario di ieri della morte
di Giovanni Paolo I e aver invitato i fedeli della
Repubblica Ceca a rimanere “sempre fedeli” all'eredità
spirituale di San Venceslao, festeggiato ieri e definito
un “gigante della storia della vostra Patria”, il Papa
ha concluso affidando i giovani, gli ammalati e i nuovi
sposi alla protezione degli Arcangeli Michele, Gabriele e
Raffaele, dei quali oggi si celebra la festa liturgica.
Essi, ha ripetuto, “ci spingono a pensare alla provvida
premura con cui Dio si occupa di ogni persona umana”.
UDIENZA
GENERALE
Piazza San
Pietro
Mercoledì, 29 settembre 2010
Santa Matilde di Hackeborn
Cari fratelli e sorelle,
oggi vorrei parlarvi di
santa Matilde di Hackeborn, una della grandi figure del
monastero di Helfta, vissuta nel XIII secolo. La sua
consorella santa Gertrude la Grande, nel VI libro
dell’opera Liber specialis gratiae (Il libro
della grazia speciale), in cui vengono narrate le grazie
speciali che Dio ha donato a santa Matilde, così afferma:
“Ciò che abbiamo scritto è ben poco in confronto di
quello che abbiamo omesso. Unicamente per gloria di Dio ed
utilità del prossimo pubblichiamo queste cose, perché ci
sembrerebbe ingiusto serbare il silenzio, sopra tante
grazie che Matilde ricevette da Dio non tanto per lei
medesima, a nostro avviso, ma per noi e per quelli che
verranno dopo di noi” (Mechthild von Hackeborn, Liber
specialis gratiae, VI, 1).
Quest’opera è stata
redatta da santa Gertrude e da un’altra consorella di
Helfta ed ha una storia singolare. Matilde, all’età di
cinquant’anni, attraversava una grave crisi spirituale,
unita a sofferenze fisiche. In questa condizione confidò
a due consorelle amiche le grazie singolari con cui Dio
l’aveva guidata fin dall’infanzia, ma non sapeva che
esse annotavano tutto. Quando lo venne a conoscere, ne fu
profondamente angosciata e turbata. Il Signore, però, la
rassicurò, facendole comprendere che quanto veniva
scritto era per la gloria di Dio e il vantaggio del
prossimo (cfr ibid., II,25; V,20). Così,
quest’opera è la fonte principale a cui attingere le
informazioni sulla vita e spiritualità della nostra
Santa.
Con Lei siamo introdotti
nella famiglia del Barone di Hackeborn, una delle più
nobili, ricche e potenti della Turingia, imparentata con
l’imperatore Federico II, ed entriamo nel monastero di
Helfta nel periodo più glorioso della sua storia. Il
Barone aveva già dato al monastero una figlia, Gertrude
di Hackeborn (1231/1232 - 1291/1292), dotata di una
spiccata personalità, Badessa per quarant’anni, capace
di dare un’impronta peculiare alla spiritualità del
monastero, portandolo ad una fioritura straordinaria quale
centro di mistica e di cultura, scuola di formazione
scientifica e teologica. Gertrude offrì alle monache
un’elevata istruzione intellettuale, che permetteva loro
di coltivare una spiritualità fondata sulla Sacra
Scrittura, sulla Liturgia, sulla tradizione Patristica,
sulla Regola e spiritualità cistercense, con particolare
predilezione per san Bernardo di Chiaravalle e Guglielmo
di St-Thierry. Fu una vera maestra, esemplare in
tutto, nella radicalità evangelica e nello zelo
apostolico. Matilde, fin dalla fanciullezza, accolse e
gustò il clima spirituale e culturale creato dalla
sorella, offrendo poi la sua personale impronta.
Matilde nasce nel 1241 o
1242 nel castello di Helfta; è la terza figlia del
Barone. A sette anni con la madre fa visita alla sorella
Gertrude nel monastero di Rodersdorf. È così affascinata
da quell’ambiente che desidera ardentemente farne parte.
Vi entra come educanda e nel 1258 diventa monaca nel
convento trasferitosi, nel frattempo, ad Helfta, nella
tenuta degli Hackeborn. Si distingue per umiltà, fervore,
amabilità, limpidezza e innocenza di vita, familiarità e
intensità con cui vive il rapporto con Dio, la Vergine, i
Santi. È dotata di elevate qualità naturali e
spirituali, quali “la scienza, l’intelligenza, la
conoscenza delle lettere umane, la voce di una
meravigliosa soavità: tutto la rendeva adatta ad essere
per il monastero un vero tesoro sotto ogni aspetto” (Ibid.,
Proemio). Così, “l’usignolo di Dio” – come
viene chiamata – ancora molto giovane, diventa
direttrice della scuola del monastero, direttrice del
coro, maestra delle novizie, servizi che svolge con
talento e infaticabile zelo, non solo a vantaggio delle
monache, ma di chiunque desiderava attingere alla sua
sapienza e bontà.
Illuminata dal dono divino
della contemplazione mistica, Matilde compone numerose
preghiere. È maestra di fedele dottrina e di grande umiltà,
consigliera, consolatrice, guida nel discernimento:
“Ella - si legge - distribuiva la dottrina con tanta
abbondanza che non si è mai visto nel monastero, ed
abbiamo, ahimé! gran timore, che non si vedrà mai più
nulla di simile. Le suore si riunivano intorno a lei per
sentire la parola di Dio, come presso un predicatore. Era
il rifugio e la consolatrice di tutti, ed aveva, per dono
singolare di Dio, la grazia di rivelare liberamente i
segreti del cuore di ciascuno. Molte persone, non solo nel
Monastero, ma anche estranei, religiosi e secolari, venuti
da lontano, attestavano che questa santa vergine li aveva
liberati dalle loro pene e che non avevano mai provato
tanta consolazione come presso di lei. Compose inoltre ed
insegnò tante orazioni che se venissero riunite,
eccederebbero il volume di un salterio” (Ibid.,
VI,1).
Nel 1261 giunge al convento
una bambina di cinque anni di nome Gertrude: è affidata
alle cure di Matilde, appena ventenne, che la educa e la
guida nella vita spirituale fino a farne non solo la
discepola eccellente, ma la sua confidente. Nel 1271 o
1272 entra in monastero anche Matilde di Magdeburgo. Il
luogo accoglie, così, quattro grandi donne - due Gertrude
e due Matilde –, gloria del monachesimo germanico. Nella
lunga vita trascorsa in monastero, Matilde è afflitta da
continue e intense sofferenze a cui aggiunge le durissime
penitenze scelte per la conversione dei peccatori. In
questo modo partecipa alla passione del Signore fino alla
fine della vita (cfr ibid., VI, 2). La preghiera e
la contemplazione sono l’humus vitale della sua
esistenza: le rivelazioni, i suoi insegnamenti, il suo
servizio al prossimo, il suo cammino nella fede e
nell’amore hanno qui la loro radice e il loro contesto.
Nel primo libro dell’opera Liber specialis gratiae,
le redattrici raccolgono le confidenze di Matilde scandite
nelle feste del Signore, dei Santi e, in modo speciale,
della Beata Vergine. E’ impressionante la capacità che
questa Santa ha di vivere la Liturgia nelle sue varie
componenti, anche quelle più semplici, portandola nella
vita quotidiana monastica. Alcune immagini, espressioni,
applicazioni talvolta sono lontane della nostra sensibilità,
ma, se si considera la vita monastica e il suo compito di
maestra e direttrice di coro, si coglie la sua singolare
capacità di educatrice e formatrice, che aiuta le
consorelle a vivere intensamente, partendo dalla Liturgia,
ogni momento della vita monastica.
Nella preghiera liturgica
Matilde dà particolare risalto alle ore canoniche, alla
celebrazione della santa Messa, soprattutto alla santa
Comunione. Qui è spesso rapita in estasi in una intimità
profonda con il Signore nel suo ardentissimo e dolcissimo
Cuore, in un dialogo stupendo, nel quale chiede lumi
interiori, mentre intercede in modo speciale per la sua
comunità e le sue consorelle. Al centro vi sono i misteri
di Cristo verso i quali la Vergine Maria rimanda
costantemente per camminare sulla via della santità:
“Se tu desideri la vera santità, sta’ vicino al
Figlio mio; Egli è la santità medesima che santifica
ogni cosa” (Ibid., I,40). In questa sua intimità
con Dio è presente il mondo intero, la Chiesa, i
benefattori, i peccatori. Per lei Cielo e terra si
uniscono.
Le sue visioni, i suoi
insegnamenti, le vicende della sua esistenza sono
descritti con espressioni che evocano il linguaggio
liturgico e biblico. Si coglie così la sua profonda
conoscenza della Sacra Scrittura, che era il suo pane
quotidiano. Vi ricorre continuamente, sia valorizzando i
testi biblici letti nella liturgia, sia attingendo
simboli, termini, paesaggi, immagini, personaggi. La
sua predilezione è per il Vangelo: “Le parole del
Vangelo erano per lei un alimento meraviglioso e
suscitavano nel suo cuore sentimenti di tale dolcezza che
sovente per l'entusiasmo non poteva terminarne la lettura
… Il modo con cui leggeva quelle parole era così
fervente che in tutti suscitava la devozione. Così pure,
quando cantava in coro, era tutta assorta in Dio,
trasportata da tale ardore che talvolta manifestava i suoi
sentimenti con i gesti ... Altre volte, come rapita in
estasi, non sentiva quelli che la chiamavano o la
muovevano ed a mala pena riprendeva il senso delle cose
esteriori” (Ibid., VI, 1). In una delle visioni,
è Gesù stesso a raccomandarle il Vangelo; aprendole la
piaga del suo dolcissimo Cuore, le dice: “Considera
quanto sia immenso il mio amore: se vorrai conoscerlo
bene, in nessun luogo lo troverai espresso più
chiaramente che nel Vangelo. Nessuno ha mai sentito
esprimere sentimenti più forti e più teneri di questi: Come
mi ha amato mio Padre, cosi io vi ho amati (Joan. XV,
9)”(Ibid., I,22).
Cari amici, la preghiera
personale e liturgica, specialmente la Liturgia delle Ore
e la Santa Messa sono alla radice dell’esperienza
spirituale di santa Matilde di Hackeborn. Lasciandosi
guidare dalla Sacra Scrittura e nutrire dal Pane
eucaristico, Ella ha percorso un cammino di intima unione
con il Signore, sempre nella piena fedeltà alla Chiesa.
E’ questo anche per noi un forte invito ad intensificare
la nostra amicizia con il Signore, soprattutto attraverso
la preghiera quotidiana e la partecipazione attenta,
fedele e attiva alla Santa Messa. La Liturgia è una
grande scuola di spiritualità.
La discepola Gertrude
descrive con espressioni intense gli ultimi momenti della
vita di santa Matilde di Hackeborn, durissimi, ma
illuminati dalla presenza della Beatissima Trinità, del
Signore, della Vergine Maria, di tutti i Santi, anche
della sorella di sangue Gertrude. Quando giunse l’ora in
cui il Signore volle attirarla a Sé, ella Gli chiese di
poter ancora vivere nella sofferenza per la salvezza delle
anime e Gesù si compiacque di questo ulteriore segno di
amore.
Matilde aveva 58 anni.
Percorse l’ultimo tratto di strada caratterizzato da
otto anni di gravi malattie. La sua opera e la sua fama di
santità si diffusero ampiamente. Al compimento della sua
ora, “il Dio di Maestà … unica soavità dell'anima
che lo ama … le cantò: Venite vos, benedicti Patris
mei ... Venite, o voi che siete i benedetti dal
Padre mio, venite a ricevere il regno … e l'associò
alla sua gloria” (Ibid., VI,8).
Santa Matilde di Hackeborn
ci affida al Sacro Cuore di Gesù e alla Vergine Maria.
Invita a rendere lode al Figlio con il Cuore della Madre e
a rendere lode a Maria con il Cuore del Figlio: “Vi
saluto, o Vergine veneratissima, in quella dolcissima
rugiada, che dal Cuore della santissima Trinità si
diffuse in voi; vi saluto nella gloria e nel gaudio con
cui ora vi rallegrate in eterno, voi che di preferenza a
tutte le creature della terra e del cielo, foste eletta
prima ancora della creazione del mondo! Amen” (Ibid.,
I, 45).
Saluti:
Je suis
heureux d’accueillir ce matin les francophones présents,
en particulier ceux venus d’Haïti. Je continue à
porter les Haïtiens dans ma prière suppliant Dieu de
soulager leur misère. Que votre pèlerinage à Rome,
chers pèlerins, soit pour vous tous l’occasion
d’approfondir votre relation personnelle avec le Christ.
Que Dieu vous bénisse!
I am
pleased to greet the seminarians and staff from the
Venerable English College and the new students and staff
from the Pontifical Irish College, and I offer prayerful
good wishes for their studies. I also welcome the members
of the Christ Child Society from the Diocese of Toledo,
Ohio, accompanied by Bishop Leonard Blair. Upon all the
English-speaking visitors present at today’s audience,
especially the pilgrim groups from Britain, Ireland,
Denmark, Nigeria, Oceania, the Philippines, and North
America, I invoke God’s abundant blessings.
Ganz
herzlich grüße ich die Pilger deutscher Sprache,
besonders die Wallfahrer des Malteserhilfsdienstes aus Österreich.
Herzlich willkommen! Mögen euch viele schöne Stunden
hier in Rom geschenkt sein, die ihr als innere Gabe und
Kraft nach Hause mitnehmt! Zudem ist aus den Niederlanden
heute eine große Pilgergruppe des Bistums Rotterdam mit
ihrem Bischof Adrian van Luyn zugegen. Herzlich willkommen!
Die hl. Mechthild will uns ein Vorbild sein, im Gebet mit
Gott verbunden zu bleiben und so den Alltag zu heiligen.
Der Herr begleite euch auf allen euren Wegen
Saludo a
los peregrinos de lengua española, en particular a la
Delegación de la Junta de Castilla y León, de España, y
a la de la Escuela de Carabineros, de Santiago de Chile,
así como a los demás grupos provenientes de España, México,
Panamá, y demás países latinoamericanos. Que el ejemplo
de Santa Matilde nos mueva a todos a considerar la
Liturgia como una gran escuela de espiritualidad.
Muchas gracias.
Saúdo,
com fraterna amizade, os peregrinos vindos de Portugal e
de demais países de língua portuguesa, cuja romagem se
detém hoje junto do túmulo de São Pedro e nesta Audiência
com o seu Sucessor: Obrigado pela vossa presença e oração!
Peço a Cristo Senhor que guarde no seu Coração Sagrado
as vossas famílias e comunidades cristãs, abençoando a
todos com a sua paz e o seu amor.
Saluto
in lingua lituana:
Nuoširdžiai
sveikinu ministrantus iš Lietuvos. Sekdami šventojo
Tarcizijaus pavyzdžiu dosniai tarnaukite Jėzui, esančiam
Eucharistijoje.
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto i ministranti provenienti dalla Lituania.
Sull’esempio di san Tarcisio, servite con generosità
Gesù, presente nell’Eucaristia.
Saluto
in lingua ceca:
Upřímně
vítám poutníky z farnosti svaté Ludmily v Praze!
Včera jsme oslavili patrona české církve, mučedníka
svatého Václava. Zůstaňte vždy věrni
duchovnímu odkazu tohoto velikána dějin vaší
vlasti!
Srdečně vám žehnám.
Chvála Kristu!
Traduzione
italiana:
Un
cordiale benvenuto ai pellegrini della parrocchia di Santa
Ludmilla, di Praga!
Ieri abbiamo festeggiato il Patrono della Chiesa Ceca, San
Venceslao, martire. Rimanete sempre fedeli all'eredità
spirituale di questo gigante della storia della vostra
Patria!
Di cuore vi benedico.
Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto
in lingua slovacca:
Srdečne
pozdravujem slovenských pútnikov zo Širokého a Košíc
ako aj ďakovnú púť študentov a pedagógov Grécko-katolíckeho
gymnázia svätého Jána Krstiteľa z Trebišova.
Bratia a sestry, pozajtra sa začína mariánsky
mesiac október. Pozývam vás do školy Panny z Nazareta.
Učte sa od nej byť stále ochotní plniť Božiu
vôľu. S láskou žehnám vás i vašich drahých.
Pochválený buď Ježiš Kristus!
Traduzione
italiana :
Saluto
cordialmente i pellegrini slovacchi provenienti da Široké
e Košice come pure il pellegrinaggio di ringraziamento
degli studenti e docenti del Ginnasio greco-cattolico San
Giovanni Battista di Trebišov.
Fratelli e sorelle, dopodomani inizia il mese mariano di
ottobre. Vi invito a mettervi alla scuola della Vergine di
Nazaret. Imparate da Lei ad essere sempre disponibili a
compiere la volontà di Dio. Con affetto benedico voi ed i
vostri cari.
Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto
in lingua romena:
Adresez
un cordial salut pelerinilor provenind din România. Iubţi
prieteni, urez ca vizita voastră la mormintele
Apostolilor să suscite în voi o angajare tot mai
generoasă de mărturie creştină în
Patria voastră. Invoc peste voi şi familiile
voastre binecuvântarea mea apostolică. Lăudat să
fie Isus Cristos!
Traduzione
italiana:
Rivolgo
un cordiale saluto ai pellegrini provenienti dalla
Romania. Cari amici, auguro che la visita alle tombe degli
Apostoli susciti in voi un sempre più generoso impegno di
testimonianza cristiana nella vostra Patria. Invoco su di
voi e sulle vostre famiglie la mia benedizione apostolica.
Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto
in lingua ucraina:
Щиро
вітаю
українських
прочан.
Дорогі
друзі,
бажаю, щоб
кожний із
вас
відчув
живу
присутність
Бога у
своїй
Церкві.
Від
щирого
вас
благословлю.
Слава
Ісусу
Христу!
Traduzione
italiana:
Rivolgo
un cordiale saluto ai pellegrini ucraini. Cari amici,
auguro che ciascuno di voi possa fare l’esperienza della
presenza viva del Signore nella sua Chiesa. Di cuore vi
benedico. Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto
in lingua ungherese:
Isten
hozta a magyar híveket, különösen is azokat, akik Pécsről
érkeztek. Kedves Testvéreim, Szent Mihály, Gábor és Ráfáel
Arkangyalok közbenjárását kérve szívesen adom
apostoli áldásomat Rátok és családjaitokra.
Dicsértessék a Jézus Krisztus!
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto i fedeli ungheresi, specialmente quelli che
sono arrivati da Pécs.
Cari fratelli e sorelle, mentre chiedo l'intercessione dei
Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, volentieri
imparto la Benedizione Apostolica a tutti voi e alle
vostre famiglie.
Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto
in lingua polacca:
Słowo
pozdrowienia kieruję do Polaków, a zwłaszcza do
przedstawicielek Zgromadzenia Sióstr Zmartwychwstania Pańskiego,
które gromadzą się na kapitule generalnej.
Niech modlitwa i refleksja przyniesie obfite owoce duchowe.
Wszystkich tu obecnych polecam opiece Archaniołów
Michała, Gabriela i Rafała, patronów dnia
dzisiejszego, i z serca błogosławię. Niech
będzie pochwalony Jezus Chrystus!
Traduzione
italiana:
Una
parola di saluto rivolgo ai polacchi qui presenti, e in
particolare alle rappresentanti della Congregazione della
Suore della Risurrezione del Signore che si radunano per
il Capitolo Generale. La preghiera e la riflessione
portino abbondanti frutti spirituali. Raccomando tutti
alla protezione degli Arcangeli Michele, Gabriele e
Raffaele, patroni del giorno, a vi benedico di cuore. Sia
lodato Gesù Cristo!
Saluto
in lingua croata:
Upućujem
srdačan pozdrav svim hrvatskim hodočasnicima, a
na poseban način vjernicima iz župe Svetog Luke iz
Zagreba. Po zagovoru svetih Arkanđela koje danas
slavimo, obdario Gospodin vas i vaše obitelji mirom i
svakim nebeskim blagoslovom. Hvaljen Isus i Marija!
Traduzione
italiana:
Rivolgo
un cordiale saluto a tutti i pellegrini croati, e in modo
particolare ai fedeli della parrocchia di San Luca di
Zagabria. Con l’intercessione dei santi Arcangeli che
oggi celebriamo, il Signore doni a voi e alle vostre
famiglie la pace e ogni benedizione celeste. Siano lodati
Gesù e Maria!
* * *
Rivolgo
un cordiale pensiero ai pellegrini di lingua italiana. In
particolare saluto con affetto i fedeli della diocesi di
Belluno-Feltre, accompagnati dal loro Pastore, Mons.
Giuseppe Andrich, e convenuti a Roma per pregare sulla
tomba del Servo di Dio Giovanni
Paolo I in occasione dell’anniversario della sua
morte. Saluto gli alunni del Pontificio Collegio
Internazionale “Maria Mater Ecclesiae” di Roma,
assicurando per ciascuno un ricordo nella preghiera, perché
il Signore li ricolmi sempre dei suoi doni di grazia.
Saluto, inoltre, i partecipanti al pellegrinaggio dei
Giovani del Movimento dei Focolari, promosso in occasione
della beatificazione di Chiara Badano e li invito,
sull'esempio della nuova Beata, a proseguire nell'impegno
di adesione a Cristo e di testimonianza evangelica.
Saluto
infine i giovani, gli ammalati e
gli sposi novelli. L'odierna festa degli
Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele e quella imminente
dei santi Angeli Custodi, ci spingono a pensare alla
provvida premura con cui Dio si occupa di ogni persona
umana. Sentite accanto a voi, cari giovani, la
presenza degli Angeli e lasciatevi guidare da loro,
affinché tutta la vostra vita sia illuminata dalla Parola
di Dio. Voi, cari ammalati, aiutati dai vostri
Angeli Custodi, unite le vostre sofferenze a quelle di
Cristo per il rinnovamento spirituale dell'umana società.
E voi, cari sposi novelli, ricorrete sovente
all'aiuto dei vostri Angeli Custodi, affinché possiate
crescere nella costante testimonianza di un amore
autentico.
APPELLO
DEL SANTO PADRE
My
thoughts also turn to the grave humanitarian crisis which
has recently struck Northern Nigeria, where some two
million people have been forced to flee their homes
because of severe flooding. To all those affected I
express my spiritual closeness and I assure them of my
prayers.
©
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