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UDIENZA
GENERALE (31 AGOSTO 2011) |
Radio
Vaticana, 31 agosto 2011
Udienza
generale. Il Papa: l’arte č una porta aperta verso
l’infinito, via che conduce a Dio, Bellezza suprema
◊
L’arte č come “un raggio di bellezza” che puň
indurre l’animo a percepire la “Bellezza suprema”,
cioč Dio. Lo ha affermato Benedetto XVI, che ha dedicato
a questo tema l’udienza generale di stamattina,
presieduta in una gremitissima Piazza della Libertŕ,
antistante al Palazzo apostolico di Castel Gandolfo.
Visitare le cittŕ d’arte, ha suggerito il Papa, puň
essere dunque un modo per alimentare non solo la cultura
ma anche la fede. Il servizio di Alessandro De Carolis:
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Un verso poetico particolarmente profondo, un ammasso
di materia magistralmente lavorato, un pentagramma sul
quale le note fluiscono con un andamento che fa vibrare le
corde profonde del cuore. Il genio artistico, qualsiasi
sia la sua forma in cui si esprime, puň consentire di
sperimentare, ha detto il Papa, “un’intima emozione,
un senso di gioia”…
“…di percepire, cioč, chiaramente che di fronte
a voi non c’era soltanto materia, un pezzo di marmo o di
bronzo, una tela dipinta, un insieme di lettere o un
cumulo di suoni, ma qualcosa di piů grande, qualcosa che
'parla', capace di toccare il cuore, di comunicare un
messaggio, di elevare l’animo”.
Un’opera d’arte dunque, ha proseguito Benedetto XVI,
“č il frutto della capacitŕ creativa dell’essere
umano, che si interroga davanti alla realtŕ visibile,
cerca di scoprirne il senso profondo e di comunicarlo
attraverso il linguaggio delle forme, dei colori, dei
suoni”:
“L’arte č capace di esprimere e rendere
visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciň che
si vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito.
Anzi, č come una porta aperta verso l’infinito, verso
una bellezza e una veritŕ che vanno al di lŕ del
quotidiano. E un’opera d’arte puň aprire gli occhi
della mente e del cuore, sospingendoci verso l’alto”.
Quell’“alto” cui tende la bellezza artistica puň
condurre, ha affermato il Papa, a Dio, “Bellezza
suprema”. Lo puň, ad esempio, l’architettura, come
quella gotica o romanica: la prima con le sue “linee
verticali” che spingono al cielo; la seconda – ha
osservato Benedetto XVI – che invita “in modo
spontaneo al raccoglimento e alla preghiera”. Oppure lo
puň la musica, quando ha la potenza di dilatare il cuore
verso Dio:
“Mi torna in mente un concerto di musiche di
Johann Sebastian Bach, a Monaco di Baviera, diretto da
Leonard Bernstein. Al termine dell’ultimo brano, una
delle Cantate, sentii, non per ragionamento, ma nel
profondo del cuore, che ciň che avevo ascoltato mi aveva
trasmesso veritŕ, veritŕ del sommo compositore, e mi
spingeva a ringraziare Dio. Accanto a me c'era il vescovo
luterano di Monaco e spontaneamente gli dissi: ‘Sentendo
questo si capisce: č vero; č vera la fede cosě forte, e
la bellezza che esprime irresistibilmente la presenza
della veritŕ di Dio’”.
Il Papa ha concluso la sua riflessione ricordando
pensieri ed esperienze di grandi artisti del passato. La
celebre frase del pittore Marc Chagall, per il quale “i
pittori per secoli hanno intinto il loro pennello in
quell’alfabeto colorato che č la Bibbia”. O il moto
interiore del poeta laico, Paul Claudel, il quale
ascoltando il canto del Magnificat durante la Messa di
Natale del 1886, “avvertě – ha detto il Pontefice –
la presenza di Dio”. Esempi che aiutano a tener presente
che le tante bellezze artistiche sparse nel mondo possono
stimolare anche la preghiera e il rapporto con Dio:
“La visita ai luoghi d’arte, allora, non sia
solo occasione di arricchimento culturale - anche questo -
ma soprattutto possa diventare un momento di grazia, di
stimolo per rafforzare il nostro legame e il nostro
dialogo con il Signore, per fermarsi a contemplare - nel
passaggio dalla semplice realtŕ esteriore alla realtŕ piů
profonda che esprime - il raggio di bellezza che ci
colpisce, che quasi ci ‘ferisce’ nell’intimo e ci
invita a salire verso Dio”.
Undici le lingue nelle quali Benedetto XVI ha salutato
i gruppi presenti all’udienza, presieduta in questa
occasione nella Piazza antistante il Palazzo Apostolico di
Castel Gandolfo, affollata ben oltre le circa 4 mila
persone di cui č capace il cortile pontificio. Tra i
saluti, uno in particolare č stato indirizzato dal Papa
ai vescovi amici della Comunitŕ di Sant’Egidio.
UDIENZA
GENERALE
Piazza della
Libertŕ, Castel Gandolfo
Mercoledě, 31 agosto 2011
Arte
e preghiera
Cari
fratelli e sorelle,
piů
volte ho richiamato, in questo periodo, la necessitŕ
per ogni cristiano di trovare tempo per Dio, per la
preghiera, in mezzo alle tante occupazioni delle nostre
giornate. Il Signore stesso ci offre molte occasioni
perché ci ricordiamo di Lui. Oggi vorrei soffermarmi
brevemente su uno di questi canali che possono condurci
a Dio ed essere anche di aiuto nell’incontro con Lui:
č la via delle espressioni artistiche, parte di quella
“via pulchritudinis” – “via della
bellezza” - di cui ho parlato piů volte e che
l’uomo d’oggi dovrebbe recuperare nel suo
significato piů profondo.
Forse
vi č capitato qualche volta davanti ad una scultura, ad
un quadro, ad alcuni versi di una poesia, o ad un brano
musicale, di provare un’intima emozione, un senso di
gioia, di percepire, cioč, chiaramente che di fronte a
voi non c’era soltanto materia, un pezzo di marmo o di
bronzo, una tela dipinta, un insieme di lettere o un
cumulo di suoni, ma qualcosa di piů grande, qualcosa
che “parla”, capace di toccare il cuore, di
comunicare un messaggio, di elevare l’animo.
Un’opera d’arte č frutto della capacitŕ creativa
dell’essere umano, che si interroga davanti alla realtŕ
visibile, cerca di scoprirne il senso profondo e di
comunicarlo attraverso il linguaggio delle forme, dei
colori, dei suoni. L’arte č capace di esprimere e
rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre
ciň che si vede, manifesta la sete e la ricerca
dell’infinito. Anzi, č come una porta aperta verso
l’infinito, verso una bellezza e una veritŕ che vanno
al di lŕ del quotidiano. E un’opera d’arte puň
aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci
verso l’alto.
Ma ci
sono espressioni artistiche che sono vere strade verso
Dio, la Bellezza suprema, anzi sono un aiuto a crescere
nel rapporto con Lui, nella preghiera. Si tratta delle
opere che nascono dalla fede e che esprimono la fede. Un
esempio lo possiamo avere quando visitiamo una
cattedrale gotica: siamo rapiti dalle linee verticali
che si stagliano verso il cielo ed attirano in alto il
nostro sguardo e il nostro spirito, mentre, in pari
tempo, ci sentiamo piccoli, eppure desiderosi di
pienezza… O quando entriamo in una chiesa romanica:
siamo invitati in modo spontaneo al raccoglimento e alla
preghiera. Percepiamo che in questi splendidi edifici č
come racchiusa la fede di generazioni. Oppure, quando
ascoltiamo un brano di musica sacra che fa vibrare le
corde del nostro cuore, il nostro animo viene come
dilatato ed č aiutato a rivolgersi a Dio. Mi torna in
mente un concerto di musiche di Johann Sebastian Bach, a
Monaco di Baviera, diretto da Leonard Bernstein. Al
termine dell’ultimo brano, una delle Cantate,
sentii, non per ragionamento, ma nel profondo del cuore,
che ciň che avevo ascoltato mi aveva trasmesso veritŕ,
veritŕ del sommo compositore, e mi spingeva a
ringraziare Dio. Accanto a me c'era il vescovo luterano
di Monaco e spontaneamente gli dissi: “Sentendo questo
si capisce: č vero; č vera la fede cosě forte, e la
bellezza che esprime irresistibilmente la presenza della
veritŕ di Dio. Ma quante volte quadri o affreschi,
frutto della fede dell’artista, nelle loro forme, nei
loro colori, nella loro luce, ci spingono a rivolgere il
pensiero a Dio e fanno crescere in noi il desiderio di
attingere alla sorgente di ogni bellezza. Rimane
profondamente vero quanto ha scritto un grande artista,
Marc Chagall, che i pittori per secoli hanno intinto il
loro pennello in quell’alfabeto colorato che č la
Bibbia. Quante volte allora le espressioni artistiche
possono essere occasioni per ricordarci di Dio, per
aiutare la nostra preghiera o anche la conversione del
cuore! Paul Claudel, famoso poeta, drammaturgo e
diplomatico francese, nella Basilica di Notre Dame a
Parigi, nel 1886, proprio ascoltando il canto del Magnificat
durante la Messa di Natale, avvertě la presenza di Dio.
Non era entrato in chiesa per motivi di fede, era
entrato proprio per cercare argomenti contro i
cristiani, e invece la grazia di Dio operň nel suo
cuore.
Cari
amici, vi invito a riscoprire l’importanza di questa
via anche per la preghiera, per la nostra relazione viva
con Dio. Le cittŕ e i paesi in tutto il mondo
racchiudono tesori d’arte che esprimono la fede e ci
richiamano al rapporto con Dio. La visita ai luoghi
d’arte, allora, non sia solo occasione di
arricchimento culturale - anche questo - ma soprattutto
possa diventare un momento di grazia, di stimolo per
rafforzare il nostro legame e il nostro dialogo con il
Signore, per fermarsi a contemplare - nel passaggio
dalla semplice realtŕ esteriore alla realtŕ piů
profonda che esprime - il raggio di bellezza che ci
colpisce, che quasi ci “ferisce” nell’intimo e ci
invita a salire verso Dio. Finisco con una preghiera di
un Salmo, il Salmo 27: “Una cosa ho chiesto al
Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del
Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare
la bellezza del Signore e ammirare il suo santuario”
(v. 4). Speriamo che il Signore ci aiuti a
contemplare la sua bellezza, sia nella natura che nelle
opere d'arte, cosě da essere toccati dalla luce del suo
volto, perché anche noi possiamo essere luci per il
nostro prossimo. Grazie.
Saluti:
Je vous
accueille avec joie, chers pčlerins de langue française
! Parmi les trésors artistiques que vous ętes amenés ŕ
contempler au cours de vos visites, nombreux sont ceux qui
expriment la foi et appellent ŕ la relation avec Dieu.
Que ces visites ne soient pas seulement l’occasion
d’un enrichissement culturel, mais qu’elles deviennent
aussi moments de grâce! Qu’elles vous aident ŕ
renforcer votre relation et votre dialogue avec le
Seigneur et vous conduisent ŕ contempler un rayon de la
beauté divine! Que Dieu vous bénisse!
I am
pleased to greet the English-speaking pilgrims and
visitors here today, especially those from Scotland and
Malta. Today we reflect on the need to draw near to God
through the experience and appreciation of artistic
beauty. Art is capable of making visible our need to go
beyond what we see and it reveals our thirst for infinite
beauty, for God. Dear friends, I invite you to be open to
beauty and to allow it to move you to prayer and praise of
the Lord. May Almighty God bless all of you!
Von
Herzen grüße ich alle deutschsprachigen Pilger hier in
Castel Gandolfo, besonders natürlich die Teilnehmer der
Familienwallfahrt aus dem Erzbistum München und Freising
mit Kardinal Reinhard Marx. Zu den Wegen, die uns zu Gott
führen können, zählen auch die verschiedenen
Ausdrucksformen der Kunst. Werke der Architektur, der
bildenden Kunst, der Musik oder der Literatur, die aus dem
Glauben entstanden sind und ihn ausdrücken, laden uns ein,
das unmittelbar Gegenwärtige zu überschreiten und auf
Gott zuzugehen. Sie lassen in uns den Wunsch wachsen, die
Quelle aller Schönheit zu suchen. Ich wünsche euch, daß
der Herr euch allen in dieser Urlaubszeit Momente der
Gnade schenkt, in denen ihr durch die Erfahrung künstlerischer
Schönheit mehr als dies, mehr als bloße menschliche
Kultur, die Gegenwart der Schönheit selbst spürt. Gottes
Geist geleite euch auf allen euren Wegen!
Saludo
cordialmente a los peregrinos de lengua espańola, en
particular a los universitarios de la Arquidiócesis de
Rosario, a los grupos venidos de Santiago de Chile, así
como a los demás fieles provenientes de Espańa,
Guatemala, Argentina y otros países latinoamericanos.
Invito a todos a llegar a Dios, Belleza suma, a través de
la contemplación de las obras de arte. Que éstas no sólo
sirvan para incrementar la cultura, sino también para
promover el diálogo con el Creador de todo bien. Que el
Seńor siempre os acompańe.
Amados
peregrinos de língua portuguesa, uma cordial saudaçăo
de boas-vindas para todos, nomeadamente para os fiéis da
diocese de Viseu. Procurai descobrir na arte religiosa um
estímulo para reforçar a vossa uniăo e o vosso diálogo
com o Senhor, através da contemplaçăo da beleza que nos
convida a elevar o nosso íntimo para Deus. E que Ele vos
abençoe. Obrigado!
Saluto
in lingua polacca:
Pozdrawiam
polskich pielgrzymów. Wakacyjny czas sprzyja poznawaniu
dzieł kultury i sztuki. Zachwyt nad pięknem
ludzkiej twórczości może prowadzić do
kontemplacji Boga, dawcy wszelkiego dobra i piękna,
gdy wraz z podziwem dla geniuszu człowieka odkrywamy
twórcze tchnienie Ducha Świętego. Obyśmy
jak najczęściej doznawali takich uniesień!
Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus!
Traduzione
italiana:
Saluto i
pellegrini polacchi. Il tempo delle vacanze favorisce la
apprendimento delle opere di cultura e d’arte.
L’incanto della bellezza della creazione umana puň
condurre alla contemplazione di Dio, il datore di ogni
bene e bello, quando insieme all’ammirazione del genio
dell’uomo scopriamo il soffio creatore dello Spirito
Santo. Auspico che si possa sperimentare sempre piů tale
stupore! Sia lodato Gesů Cristo!
Saluto
in lingua bulgara:
Сърдечно
поздравявам
младежите
от
Софийско-Пловдивския
диоцез,
като им
пожелавам
да бъдат
смели
свидетели
на
Христос в
средата в
която
живеят. С
радост
благославям
вас и
вашите
близки.
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto i giovani della diocesi di Sofia, in Bulgaria,
ed auguro loro di essere coraggiosi testimoni di Cristo
nell’ambiente in cui vivono. Volentieri benedico voi ed
i vostri cari.
Saluto
in lingua croata:
Srdačno
pozdravljam hrvatske hodočasnike, a posebno učenike
Nadbiskupijske klasične gimnazije iz Zagreba, želeći
svakomu od vas da njeguje iskrenu ljubav prema Kristu i
Njegovoj Crkvi. Hvaljen Isus i Marija!
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto i pellegrini croati, in particolare gli alunni
del Liceo classico Arcivescovile di Zagabria, augurando a
ciascuno di coltivare un sincero amore per Cristo e la sua
Chiesa. Siano lodati Gesů e Maria!
Saluto
in lingua rumena:
Adresez
un salut cordial pelerinilor din România. Vă asigur
pe toţi de rugăciunea mea, ca să trăiţi
în plinătate şi bucurie credinţa creştină.
Lăudat să fie Isus Cristos!
Traduzione
italiana:
Rivolgo
un cordiale saluto ai pellegrini rumeni ed assicuro un
orante ricordo affinché possano vivere in pienezza e con
gioia la loro fede cristiana. Sia lodato Gesů Cristo!
Saluto
in lingua slovacca:
Srdečne
pozdravujem slovenských pútnikov: osobitne vojakov,
policajtov, hasičov, väzenskú a justičnú stráž.
Buďte pevní vo viere podľa príkladu svätého
Šebastiána, vášho patróna a zodpovedne slúžte
pokoju, spravodlivosti a spoločnému dobru.
Pozdravujem aj veriacich z Brehov, Zlatých Klasov, Lučenca
a okolia. Bratia a sestry, všetkých vás a vaše rodiny
s láskou žehnám. Pochválený buď Ježiš Kristus!
Traduzione
italiana:
Saluto
cordialmente i pellegrini slovacchi: in particolare i
militari, i poliziotti, i vigili del fuoco, i membri della
polizia penitenziaria. Siate forti nella fede
sull’esempio di San Sebastiano, vostro Patrono, e
servite responsabilmente la pace, la giustizia e il bene
comune. Saluto anche i fedeli provenienti da Brehy, Zlaté
Klasy, Lučenec e dintorni. Fratelli e sorelle,
benedico con affetto tutti voi e le vostre famiglie. Sia
lodato Gesů Cristo!
Saluto
in lingua ungherese:
Szeretettel
köszöntöm a magyar zarándokokat, különösen azokat,
akik Budapestről és Csíkszeredából érkeztek. Kívánom
nektek, hogy a most kezdődő iskolaévben és a társadalom
különböző pontjain tanúságot tudjatok tenni
hitetekről. Szent István király közbenjárását kérve
szívesen adom Rátok és minden családtagotokra Apostoli
Áldásomat. Dicsértessék a Jézus Krisztus!
Traduzione
italiana:
Saluto
cordialmente i pellegrini di lingua ungherese,
specialmente coloro che sono venuti da Budapest e da
Miercurea Ciuc. Vi incoraggio a proseguire con generositŕ
nel vostro impegno di testimonianza cristiana nella scuola
e nella societŕ. Chiedendo la intercessione del Re Santo
Stefano di Ungheria, imparto volentieri a voi e a tutti i
vostri familiari la Benedizione Apostolica. Sia lodato Gesů
Cristo!
*
* *
Rivolgo
infine una parola di cordiale benvenuto ai pellegrini di
lingua italiana. In particolare, saluto i Vescovi amici
della Comunitŕ di Sant’Egidio, i fedeli delle varie
Parrocchie, accompagnati dai propri parroci, e gli sposi
novelli. Auguro che questo incontro rinsaldi ciascuno
nella rinnovata adesione a Dio, sorgente di luce, di
speranza e di pace.
(dopo
la preghiera)
Grazie,
buona giornata a voi tutti. Grazie!
©
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