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UDIENZA
GENERALE (4 agosto 2010) |
Radio
Vaticana, 4 AGOSTO 2010
All’udienza
generale, la grande festa dei ministranti. Il Papa:
rendete Gesù sempre più presente nel mondo
Il
clima festoso delle Gmg ha caratterizzato l’udienza
generale di Benedetto XVI stamani in Piazza San Pietro
gremita da oltre 80 mila fedeli: protagonisti migliaia di
giovani ministranti di tutta Europa, convenuti a Roma in
questi giorni per il loro decimo pellegrinaggio. Il Papa,
che ha pronunciato la sua catechesi in tedesco - lingua
della maggior parte dei “chierichetti” presenti - ha
svolto una riflessione sulla figura di San Tarcisio,
giovane martire, patrono dei ministranti. In particolare,
il Papa ha esortato i giovani fedeli ad aiutare i
sacerdoti a rendere Gesù più presente nel mondo. Il
servizio di Alessandro Gisotti:
“Cari ragazzi e giovani, siate i benvenuti!”
(Applausi)
La gioia dei ragazzi e del Papa per un incontro a lungo
atteso. Benedetto XVI ha accolto con affetto e gratitudine
i ministranti pellegrini a Roma. Rendete gioioso non solo
questo luogo, ha confidato, ma anche il mio cuore.
Parlando in tedesco, ha ricordato quando anche lui era
ministrante e per suggellare questo significativo evento,
durante tutta l’udienza, ha tenuto sulle spalle il
foulard dei “chierichetti”, donatogli dal vescovo
ausiliare di Basilea, mons. Martin Gächter, presidente
del “Coetus Internationalis Ministrantium”:
Canti - Emmanuel
Canti delle Gmg hanno accompagnato l’udienza, in una
Piazza San Pietro policromatica grazie ai diversi colori
delle magliette dei ragazzi. Sul sagrato era presente una
grande statua di San Tarcisio, patrono dei ministranti,
giunta a Roma dopo un lungo pellegrinaggio partito dalla
Svizzera. La statua, ha detto il Papa, verrà collocata
presso le catacombe di San Callisto dove il martire
Tarcisio venne sepolto. Ma chi era dunque San Tarcisio, ha
domandato il Papa? Giovane ministrante, ha rammentato,
all’epoca delle persecuzioni dell’imperatore
Valeriano, sacrificò la propria vita pur di custodire
l’Eucaristia che si era proposto di portare ad alcuni
fedeli che l’attendevano.
“Schicke mich! Dieser junge schien aber…”
“Manda me”, aveva detto coraggiosamente il ragazzo
al sacerdote che cercava qualcuno disposto ad un servizio
così impegnativo. E come aveva promesso, ha sottolineato
il Papa, Tarcisio difese le ostie consacrate fino al
martirio per mano di alcuni giovani che volevano
strappargli le particole. Morente, San Tarcisio venne
portato al sacerdote da un ufficiale pretoriano
convertitosi al cristianesimo. Vi giunse privo di vita, ma
stretto al petto teneva ancora un piccolo lino con
l’Eucaristia. La tradizione vuole che la particola
consacrata, difesa con la vita dal piccolo martire, non fu
trovata nelle mani di Tarcisio, perché era diventata
“carne della sua carne, formando così con lo stesso suo
corpo un’unica ostia immacolata offerta a Dio”:
“Liebe Ministrantinnen und Ministranten...”
“Cari ministranti – è stata l’esortazione del
Papa – la testimonianza di san Tarcisio e questa bella
tradizione ci insegnano il profondo amore e la grande
venerazione che dobbiamo avere verso l’Eucaristia”.
E’ “un bene prezioso – ha aggiunto – un tesoro il
cui valore non si può misurare, è il Pane della vita, è
Gesù che si fa cibo, sostegno e forza per il nostro
cammino di ogni giorno e strada aperta verso la vita
eterna; è il dono più grande che Gesù ci ha
lasciato”:
“Tut großzügig euren Dienst an Jesus..."
“Servite con generosità Gesù presente
nell’Eucaristia”, ha esortato il Papa, “è un
compito importante, che vi permette di essere
particolarmente vicini al Signore" e di crescere come
suoi veri amici. E li ha invitati a custodire
“gelosamente questa amicizia” nel loro cuore, “come
san Tarcisio, pronto a dare la vita perché Gesù giunga a
tutti gli uomini”. Anche voi, ha detto, “comunicate ai
vostri coetanei il dono di questa amicizia, con gioia, con
entusiasmo, senza paura!”:
“Jedes Mal, wenn ihr zum Altar…”
“Ogni volta che vi accostate all’altare – ha
osservato il Papa – avete la fortuna di assistere al
grande gesto di amore di Dio, che continua a donarsi a
ciascuno di noi ad esserci vicino, ad aiutarci, a darci
forza per vivere bene”. Siete fortunati, ha detto, “a
poter vivere da vicino” il grande mistero eucaristico e
li ha invitati a prepararsi bene interiormente alla Santa
Messa, a non entrare in Chiesa con superficialità.
Aiutando i vostri sacerdoti nel servizio all’altare, è
stato il suo incoraggiamento, “contribuite a rendere Gesù
più vicino", affinché "Egli possa essere più
presente nel mondo, nella vita di ogni giorno, nella
Chiesa e in ogni luogo”.
Liebe Freunde, ihr leiht Jesus…
“Cari amici – ha detto il Papa – voi prestate a
Gesù le vostre mani, i vostri pensieri, il vostro tempo.
Egli non mancherà di ricompensarvi, donandovi la gioia
vera, la felicità più piena”. A noi, ha concluso,
“probabilmente non è richiesto il martirio” come per
San Tarcisio, “ma Gesù ci domanda la fedeltà nelle
piccole cose, il raccoglimento interiore", "la
nostra fede e lo sforzo di mantenere presente questo
tesoro nella vita di ogni giorno". Ci chiede la
fedeltà "nei compiti quotidiani, la testimonianza
del Suo amore, frequentando la Chiesa per convinzione
interiore e per la gioia della Sua presenza". E
"così possiamo far conoscere anche ai nostri amici
che Gesù vive”. All’udienza generale ha preso parte
anche il cardinale Tarcisio Bertone, invitato dai
chierichetti d’Europa in omaggio al nome del loro Santo
patrono.
Canti – Jesus Christ you’re my life
E Piazza San Pietro era stata già invasa pacificamente
ieri da 50 mila ministranti, provenienti da tutta Europa,
che hanno preso parte ad una Veglia nell'ambito del loro
decimo pellegrinaggio, all'insegna del motto “Bere alla
vera Fonte”. Culmine dell’incontro, animato da canti
gioiosi, momenti di riflessione, preghiere e
testimonianze, è stata la presentazione della grande
Statua di San Tarcisio, patrono dei chierichetti. Il
servizio di Cecilia Seppia:
(musica)
Al
termine dell’udienza generale, Benedetto XVI ha lanciato
stamani un accorato appello per le popolazioni di Pakistan
e Afghanistan, colpite da alluvioni e inondazioni che
hanno causato in questi giorni oltre 1400 morti e
centinaia di migliaia di sfollati. Il Santo Padre ha
ricordato anche un altro dramma, quello degli incendi che
in Russia hanno provocato la morte di almeno 48 persone.
Il servizio di Amedeo Lomonaco:
Il pensiero del Papa è andato alle popolazioni
colpite, in questo periodo, da gravi calamità naturali,
che hanno causato perdite di vite umane, feriti e danni,
lasciando numerose persone senza tetto:
“In modo particolare, penso ai vasti incendi nella
Federazione Russa e alle devastanti alluvioni in Pakistan
e in Afghanistan. Prego il Signore per le vittime e sono
vicino spiritualmente a quanti sono provati da tali
avversità. Per essi chiedo a Dio il sollievo nella
sofferenza e il sostegno nelle difficoltà. Auspico,
inoltre, che non venga a mancare la solidarietà di
tutti”.
Le inondazioni in Pakistan hanno portato orrore e
devastazione come sottolinea la suora domenicana di Santa
Caterina da Siena, suor Gabriella Seganti,
raggiunta telefonicamente a Faisalabad:
R. – Tutte le zone che sono attorno ai grandi fiumi,
sono allagate. L’acqua è molto alta e distrugge tutte
le case, specialmente nelle campagne dove ci sono parecchi
morti, perché le persone non fanno in tempo a scappare.
Naturalmente, chi scappa ha perso tutto: la casa, gli
animali, i raccolti sono completamente distrutti. Ora la
pioggia continua ed è questo il guaio.
D. – Cosa state facendo voi come missionari per
cercare di aiutare la popolazione?
R. – Quelle famiglie che possiamo raggiungere le
raggiungiamo, ma ci sono anche tanti parenti delle nostre
suore di cui non si sa cosa sia successo. Cercano di
stabilire contatti in qualche maniera, ma a molti parenti
non si sa cosa sia successo e dove siano. Per noi è
impossibile andare in quelle zone dove l’acqua è alta.
Durante questo periodo ci sono i monsoni che vengono
dall’India, ma una situazione così distruttiva come
questa volta non si era mai verificata.
D. – E poi c’è anche grande preoccupazione per il
rischio di carestie…
R. – Sono morti tanti animali ... Ci vuole anche
l’assistenza, le medicine. La gente che ha perso tutto
è tanta e non so come faranno. E’ un problema molto
grande. Bisogna capire come alloggiare, come vestire, come
dare da mangiare a tutte queste migliaia di persone che
hanno perso tutto.
D. – Come suore missionarie domenicane in Pakistan,
volete lanciare un appello?
R. – L’appello è che chiunque può dare qualche
aiuto economico intervenga con urgenza. Speriamo che ci
sia un po’ di tranquillità per poter poi raggiungere le
persone e aiutarle.
Un altro Paese devastato da calamità naturali è la
Russia. Il Patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le
Russie, Kirill, ha chiesto ai vescovi delle diocesi
colpite dagli incendi di organizzare la rete di soccorsi
per le migliaia di persone che hanno perso le proprie
abitazioni a causa dei roghi divampati a seguito
dell’eccezionale ondata di calore che ha fatto salire le
temperature fino alla soglia dei 40 gradi.
UDIENZA
GENERALE
BENEDETTO
XVI
UDIENZA
GENERALE
Piazza San
Pietro
Mercoledì, 4 agosto 2010
[Video]
San
Tarcisio
Cari
fratelli e sorelle,
desidero
manifestare la mia gioia di essere qui oggi in mezzo a
voi, in questa Piazza, dove vi siete radunati festosi per
quest’Udienza Generale, che vede la presenza così
significativa del grande Pellegrinaggio europeo dei
Ministranti! Cari ragazzi, ragazze e giovani, siate i
benvenuti! Poiché la grande maggioranza dei ministranti
presenti in Piazza sono di lingua tedesca, mi rivolgerò
anzitutto a loro nella mia lingua materna.
Cari e
care ministranti e amici, cari pellegrini di lingua
tedesca, benvenuti qui a Roma! Vi saluto tutti
cordialmente. Con voi saluto il Cardinale
Segretario di Stato Tarcisio Bertone; si chiama
Tarcisio come il vostro Patrono. Avete avuto la cortesia
di invitarlo e lui, che porta il nome di san Tarcisio, è
contento di poter essere qui tra i Ministranti del mondo e
tra i Ministranti tedeschi. Saluto i cari Fratelli
nell’Episcopato e nel Sacerdozio, e i Diaconi, che hanno
voluto prendere parte a quest’Udienza. Ringrazio di
cuore il Vescovo ausiliare di Basilea, Mons. Martin Gächter,
Presidente del “Coetus Internationalis Ministrantium”,
per le parole di saluto che mi ha rivolto, per il grande
dono della statua di san Tarcisio e per il foulard che mi
ha consegnato. Tutto ciò mi ricorda il tempo in cui
anch’io ero un ministrante. Lo ringrazio, a nome vostro,
anche per il grande lavoro che compie in mezzo a voi,
insieme ai collaboratori e a quanti hanno reso possibile
questo gioioso incontro. Il mio ringraziamento va anche ai
promotori svizzeri e a quanti hanno lavorato in vari modi
per la realizzazione della statua di san Tarcisio.
Siete
numerosi! Già ho sorvolato Piazza San Pietro con
l’elicottero e ho visto tutti i colori e la gioia, che
è presente in questa Piazza! Così voi non solo create un
ambiente di festa nella Piazza, ma rendete ancora più
gioioso il mio cuore! Grazie! La statua di san Tarcisio è
giunta fino a noi dopo un lungo pellegrinaggio. Nel
settembre 2008 è stata presentata in Svizzera, alla
presenza di 8000 ministranti: certamente alcuni di voi
erano presenti. Dalla Svizzera è passata per il
Lussemburgo fino all’Ungheria. Noi oggi l’accogliamo
festosi, lieti di poter conoscere meglio questa figura dei
primi secoli della Chiesa. Poi la statua – come già ha
detto Mons. Gächter – verrà collocata presso le
catacombe di san Callisto, dove san Tarcisio venne
sepolto. L’augurio che rivolgo a tutti è che quel
luogo, cioè le catacombe di san Callisto e questa statua,
possa diventare un punto di riferimento per i ministranti
e per coloro che desiderano seguire Gesù più da vicino
attraverso la vita sacerdotale, religiosa e missionaria.
Tutti possano guardare a questo giovane coraggioso e forte
e rinnovare l’impegno di amicizia con il Signore stesso
per imparare a vivere sempre con Lui, seguendo il cammino
che ci indica con la Sua Parola e la testimonianza di
tanti santi e martiri, dei quali, per mezzo del Battesimo,
siamo diventati fratelli e sorelle.
Chi era
san Tarcisio? Non abbiamo molte notizie Siamo nei primi
secoli della storia della Chiesa, più precisamente nel
terzo secolo; si narra che fosse un giovane che
frequentava le Catacombe di san Callisto qui a Roma ed era
molto fedele ai suoi impegni cristiani. Amava molto
l’Eucaristia e, da vari elementi, concludiamo che,
presumibilmente, fosse un accolito, cioè un ministrante.
Erano anni in cui l’imperatore Valeriano perseguitava
duramente i cristiani, che erano costretti a riunirsi di
nascosto nelle case private o, a volte, anche nelle
Catacombe, per ascoltare la Parola di Dio, pregare e
celebrare la Santa Messa. Anche la consuetudine di portare
l’Eucaristia ai carcerati e agli ammalati diventava
sempre più pericolosa. Un giorno, quando il sacerdote
domandò, come faceva di solito, chi fosse disposto a
portare l’Eucaristia agli altri fratelli e sorelle che
l’attendevano, si alzò il giovane Tarcisio e disse:
“Manda me”. Quel ragazzo sembrava troppo giovane per
un servizio così impegnativo! “La mia giovinezza –
disse Tarcisio – sarà il miglior riparo per
l’Eucaristia”. Il sacerdote, convinto, gli affidò
quel Pane prezioso dicendogli: “Tarcisio, ricordati che
un tesoro celeste è affidato alle tue deboli cure. Evita
le vie frequentate e non dimenticare che le cose sante non
devono essere gettate ai cani né le gemme ai porci.
Custodirai con fedeltà e sicurezza i Sacri Misteri?”.
“Morirò – rispose deciso Tarcisio – piuttosto di
cederli”. Lungo il cammino incontrò per la strada
alcuni amici, che nell’avvicinarlo gli chiesero di
unirsi a loro. Alla sua risposta negativa essi – che
erano pagani – si fecero sospettosi e insistenti e si
accorsero che egli stringeva qualcosa nel petto e che
pareva difendere. Tentarono di strapparglielo ma invano;
la lotta si fece sempre più furiosa, soprattutto quando
vennero a sapere che Tarcisio era cristiano; lo presero a
calci, gli tirarono pietre, ma egli non cedette. Morente,
venne portato al sacerdote da un ufficiale pretoriano di
nome Quadrato, diventato anch’egli, di nascosto,
cristiano. Vi giunse privo di vita, ma stretto al petto
teneva ancora un piccolo lino con l’Eucarestia. Venne
sepolto da subito nelle Catacombe di san Callisto. Il Papa
Damaso fece un’iscrizione per la tomba di san Tarcisio,
secondo la quale il giovane morì nel 257. Il Martirologio
Romano ne fissa la data al 15 agosto e nello stesso
Martirologio si riporta anche una bella tradizione orale,
secondo la quale sul corpo di san Tarcisio non venne
trovato il Santissimo Sacramento, né nelle mani, né tra
le vesti. Si spiegò che la particola consacrata, difesa
con la vita dal piccolo martire, era diventata carne della
sua carne, formando così con lo stesso suo corpo,
un’unica ostia immacolata offerta a Dio.
Care e
cari ministranti, la testimonianza di san Tarcisio e
questa bella tradizione ci insegnano il profondo amore e
la grande venerazione che dobbiamo avere verso
l’Eucaristia: è un bene prezioso, un tesoro il cui
valore non si può misurare, è il Pane della vita, è Gesù
stesso che si fa cibo, sostegno e forza per il nostro
cammino di ogni giorno e strada aperta verso la vita
eterna; è il dono più grande che Gesù ci ha lasciato.
Mi
rivolgo a voi qui presenti e, per mezzo vostro, a tutti i
ministranti del mondo! Servite con generosità Gesù
presente nell’Eucaristia. E’ un compito importante,
che vi permette di essere particolarmente vicini al
Signore e di crescere in un’amicizia vera e profonda con
Lui. Custodite gelosamente questa amicizia nel vostro
cuore come san Tarcisio, pronti ad impegnarvi, a lottare e
a dare la vita perché Gesù giunga a tutti gli uomini.
Anche voi comunicate ai vostri coetanei il dono di questa
amicizia, con gioia, con entusiasmo, senza paura, affinché
possano sentire che voi conoscete questo Mistero, che è
vero e che lo amate! Ogni volta che vi accostate
all’altare, avete la fortuna di assistere al grande
gesto di amore di Dio, che continua a volersi donare a
ciascuno di noi, ad esserci vicino, ad aiutarci, a darci
forza per vivere bene. Con la consacrazione – voi lo
sapete – quel piccolo pezzo di pane diventa Corpo di
Cristo, quel vino diventa Sangue di Cristo. Siete
fortunati a poter vivere da vicino questo indicibile
mistero! Svolgete con amore, con devozione e con fedeltà
il vostro compito di ministranti; non entrate in chiesa
per la Celebrazione con superficialità, ma preparatevi
interiormente alla Santa Messa! Aiutando i vostri
sacerdoti nel servizio all’altare contribuite a rendere
Gesù più vicino, in modo che le persone possano sentire
e rendersi conto maggiormente: Lui è qui; voi collaborate
affinché Egli possa essere più presente nel mondo, nella
vita di ogni giorno, nella Chiesa e in ogni luogo. Cari
amici! Voi prestate a Gesù le vostre mani, i vostri
pensieri, il vostro tempo. Egli non mancherà di
ricompensarvi, donandovi la gioia vera e facendovi sentire
dove è la felicità più piena. San Tarcisio ci ha
mostrato che l’amore ci può portare perfino al dono
della vita per un bene autentico, per il vero bene, per il
Signore.
A noi
probabilmente non è richiesto il martirio, ma Gesù ci
domanda la fedeltà nelle piccole cose, il raccoglimento
interiore, la partecipazione interiore, la nostra fede e
lo sforzo di mantenere presente questo tesoro nella vita
di ogni giorno. Ci chiede la fedeltà nei compiti
quotidiani, la testimonianza del Suo amore, frequentando
la Chiesa per convinzione interiore e per la gioia della
Sua presenza. Così possiamo far conoscere anche ai nostri
amici che Gesù vive. In questo impegno, ci aiuti
l’intercessione di san Giovanni Maria Vianney, del quale
oggi ricorre la memoria liturgica, di questo umile Parroco
della Francia, che ha cambiato una piccola comunità e così
ha donato al mondo una nuova luce. L’esempio dei santi
Tarcisio e Giovanni Maria Vianney ci spinga ogni giorno ad
amare Gesù e a compiere la Sua volontà, come ha fatto la
Vergine Maria, fedele al Suo Figlio fino alla fine. Grazie
ancora a tutti! Che Dio vi benedica in questi giorni e
buon ritorno ai vostri Paesi!
Saluti:
Je vous
salue avec affection, chers servants d’autel et chers pèlerins.
Je viens de parler de saint Tarcisius qui est, comme vous
le savez, le patron des enfants de chœur. Suivez son
exemple. Le message que je désire vous adresser pourra
accompagner votre vie et illuminer votre service. Les Apôtres
ont été les témoins de Jésus parce qu’ils étaient
ses « amis ». C’est Lui qui les a choisis.
Vous aussi, vous pouvez entrer dans cette amitié! Quand
vous participez à la Liturgie en servant l’autel, vous
offrez à tous un témoignage incomparable d’humilité
et de disponibilité. Votre prière, si près de l’autel,
vient de la profondeur de votre cœur. Vous êtes très
proches de Jésus-Eucharistie. Laissez-vous émerveiller
toujours davantage par tant d’amour et tant de proximité !
Puissiez-vous, chers servants d’autel, chercher votre
vie entière le trésor de cette proximité avec le
Seigneur Jésus ! Et au sortir de l’église, dites
à vos amis combien vous avez été heureux d’être avec
le Christ et à son service. Je vous bénis de tout cœur
ainsi que les pèlerins francophones présents.
Dear
Brothers and Sisters, I welcome all the English-speaking
pilgrims here today, including the groups from Japan and
the United States of America. A special greeting to the
English-speaking altar servers present: by serving at Mass
may you draw ever closer to Christ our Lord. Upon all of
you I invoke God’s abundant blessings.
Liebe
Freunde, ich grüße euch alle noch einmal ganz herzlich.
Vor allem danke ich dafür, daß ihr mir euer Gebet
versprochen habt. Ich wünsche euch Gottes Segen alle Tage!
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española. Como les
acabo de decir a los monaguillos, la Eucaristía es el
gran don que Jesús nos ha dejado. Que el ejemplo de san
Tarcisio, cuya imagen podéis contemplar aquí, os ayude a
todos a tratar con creciente amor y veneración a Cristo,
que en el Santísimo Sacramento se entrega por nosotros, y
nos alimenta y sostiene en nuestro camino hacia la patria
definitiva. Muchas gracias.
Amados
peregrinos vindos do Brasil, de Portugal e demais países
de língua portuguesa, sede bem-vindos! A todos saúdo com
grande afeto e alegria, de modo especial a todos os acólitos
e coroinhas aqui presentes. Que a exemplo do vosso
padroeiro, São Tarcísio, possais crescer sempre mais no
amor à Eucaristia que é o tesouro mais precioso que
Jesus nos deixou. Que Deus derrame os seus dons sobre vós
e vossas famílias, que de coração abençôo. Ide em paz!
Saluto
in lingua croata:
SRDAČNO
POZDRAVLJAM MINISTRANTE IZ HRVATSKE. PO UZORU SVETOGA
TARCIZIJA, VELIKODUŠNO SLUŽITE ISUSU,NAZOČNOM U
EUHARISTIJI.
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto i Ministranti provenienti dalla Croazia.
Sull'esempio di san Tarcisio, servite con generosità Gesù,
presente nell'Eucaristia.
Saluto
in lingua lituana:
Nuoširdžiai
sveikinu ministrantus iš Lietuvos. Sekdami šventojo
Tarcizijaus pavyzdžiu dosniai tarnaukite Jėzui, esančiam
Eucharistijoje.
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto i ministranti provenienti dalla Lituania.
Sull’esempio di san Tarcisio, servite con generosità
Gesù, presente nell’Eucaristia.
Saluto
in lingua polacca:
Pozdrawiam
serdecznie pielgrzymów z Polski. Szczególnie pozdrawiam
ministrantów. Wiem, że w Polsce wielu młodych
ludzi chętnie podejmuje liturgiczną posługę
przy ołtarzu, służąc wiernie Bogu i Kościołowi.
Witam Siostry Elżbietanki, uczestniczki rzymskiego
spotkania odnowy duchowej oraz Zespół „Gorzkowianie”.
Wszystkich polecam Bogu w modlitwie i z serca wam błogosławię.
Traduzione
italiana:
Saluto
cordialmente i pellegrini venuti dalla Polonia. In modo
particolare saluto i chierichetti. So che in Polonia tanti
ragazzi svolgono un servizio liturgico accanto l’altare,
servendo con dedizione Dio e la Chiesa. Saluto le Suore di
Santa Elisabetta, partecipanti all’incontro romano di
rinnovamento spirituale e anche un gruppo folkloristico
„Gorzkowianie”. Affido voi tutti nella preghiera a Dio
e vi benedico di cuore.
Saluto
in lingua romena:
Salut cu
afecţiune ministranţii din România! După
exemplul sfântului Tarciziu, slujiţi-l cu
generozitate pe Isus, prezent în Sfânta Euharistie!
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto i ministranti provenienti dalla Romania.
Sull'esempio di san Tarcisio, servite con generosità Gesù,
presente nell'Eucaristia.
Saluto
in lingua serba:
Srdacno
pozdravljam ministrante iz serbije. Po uzoru svetoga
Tarcizija, velikodusno sluzite hristu, pristnom u
euharistiji
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto i ministranti provenienti dalla Serbia.
Sull'esempio di san Tarcisio, servite con generosità Gesù,
presente nell'Eucaristia.
Saluto
in lingua slovacca:
Srdečne
pozdravujem miništrantov zo Slovenska. Podľa príkladu
sv. Tarzícia slúžte veľkodušne Ježišovi, prítomnému
v Eucharistii.
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto i ministranti provenienti dalla Repubblica
Slovacca. Sull'esempio di san Tarcisio, servite con
generosità Gesù, presente nell'Eucaristia.
Saluto
in lingua ucraina:
Щиро
вітаю
міністрантів
з України.
За
прикладом
святого
Тарсикія
щиро
служіть
Ісусові,
присутньому
у
Пресвятій
Євхаристії.
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto i ministranti provenienti dall’Ucraina.
Sull'esempio di san Tarcisio, servite con generosità Gesù,
presente nell'Eucaristia.
Saluto
in lingua ungherese:
Kedves
magyar ministránsok! Isten hozott Benneteket!
Az oltár szolgálata során kerüljetek egyre közelebb
Krisztushoz.
Találjátok meg élethivatástokat.
Szent Tarziciusz, a ministránsok védőszentje, könyörögj
érettünk!
Apostoli áldásommal. Dicsértessék a Jézus Krisztus!
Traduzione
italiana:
Cari
ministranti di lingua ungherese! Vi saluto cordialmente.
Nel servizio dell'altare avvicinatevi sempre di più a
Cristo!
Trovate la vostra vocazione nella vita.
San Tarcisio, Patrono dei ministranti, prega per noi!
Con la mia benedizione. Sia lodato Gesù Cristo!
APPELLO
Il mio
pensiero va alle popolazioni colpite, in questo periodo,
da gravi calamità naturali, che hanno causato perdite di
vite umane, feriti e danni, lasciando numerose persone
senza tetto. In modo particolare, penso ai vasti incendi
nella Federazione Russa e alle devastanti alluvioni in
Pakistan e in Afghanistan. Prego il Signore per le vittime
e sono vicino spiritualmente a quanto sono provati da tali
avversità. Per essi chiedo a Dio il sollievo nella
sofferenza e il sostegno nelle difficoltà. Auspico,
inoltre, che non venga a mancare la solidarietà di tutti.
* * *
Saluto
cordialmente i pellegrini di lingua italiana, tra i quali
sono lieto di accogliere le Suore di Santa Elisabetta. Mi
rivolgo ora, in modo particolare, ai numerosi ministranti.
Cari amici, sull’esempio di san Tarcisio, servite con
generosità Gesù, presente nell’Eucaristia.
Un saluto
speciale, infine, ai malati e agli sposi novelli. L'amore
di Cristo sia sempre per voi, cari malati, fonte di
conforto e di pace; e aiuti voi, cari sposi novelli, a
rendere ogni giorno più salda e profonda la vostra
unione.
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