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UDIENZA
GENERALE (6 ottobre 2010) |
Radio
Vaticana, 6 ottobre 2010
Il
Papa all'udienza generale: l'amicizia con Cristo è il
segreto della felicità. Invito a riscoprire il valore del
Rosario
◊
Conoscere meglio la Sacra Scrittura e vivere intensamente
gli aspetti spirituali della fede per arrivare
all’amicizia con Gesù e quindi alla felicità.
L’invito di Benedetto XVI all’udienza generale di
questa mattina in Piazza San Pietro, presieduta davanti a
circa 30 mila persone, scaturisce dalla catechesi su Santa
Gertrude la Grande, monaca tedesca vissuta nella seconda
metà del 1200. E’ stata, ha detto il Papa, una persona
che ha segnato la cultura cristiana con la sua interiorità
e la sua statura culturale. Al termine dell’udienza, il
Pontefice ha ricordato la festa della Madonna del Rosario
di domani, invitando a valorizzare questa antica preghiera
mariana. Il servizio di Alessandro De Carolis:
E’ ancora il monastero di Helfta, nella regione
tedesca della Renania, a fornire la scenografia medievale
della catechesi di Benedetto XVI, che mercoledì scorso
aveva parlato di santa Matilde di Hackeborn, una delle
monache più importanti del cristianesimo del 1200, e non
solo per la Germania. Questa volta, la protagonista è
l’allieva, amica e confidente di Matilde, Gertrude, che
verrà canonizzata e passerà alla storia come la
“Grande”. E dove risiedano le peculiarità di tale
grandezza lo si comprende dal ritratto ammirato che il
Papa scolpisce di lei sin dalle prime righe della sua
catechesi:
“È una donna eccezionale, dotata di particolari
talenti naturali e di straordinari doni di grazia, di
profondissima umiltà e ardente zelo per la salvezza del
prossimo, di intima comunione con Dio nella contemplazione
e di prontezza nel soccorrere i bisognosi”.
Gertrude, dunque, è un autentico ingegno all’interno
di un monastero che già di per sé è strutturato come
una fucina di formazione cristiana e culturale
d’eccellenza. Ma è soprattutto la sua brillante
inclinazione per gli studi – che svariano dalla
letteratura, alla musica, al canto all’arte della
miniatura e nei quali svetta sulle consorelle – a creare
alla giovane religiosa più di qualche problema di
coscienza. Comprende, e lo scrive, di essere stata
privilegiata da Dio con questi doni, ma allo stesso tempo
riconosce che senza il suo aiuto “si sarebbe comportata
come una pagana”, accecata quasi dall’amore per il
sapere profano. Trascorrono 20 anni finché, racconta
Benedetto XVI, il 27 gennaio 1281 una visione interiore
“calma il turbamento che l’angoscia”:
“La sua biografa indica due direzioni di quella
che potremmo definire una sua particolare
‘conversione’: negli studi, con il passaggio radicale
dagli studi umanistici profani a quelli teologici, e
nell’osservanza monastica, con il passaggio dalla vita
che ella definisce negligente alla vita di preghiera
intensa, mistica, con un eccezionale ardore
missionario”.
La “torre di vanità”, come la chiama, nella quale
fino ad allora è vissuta, crolla. Gertrude scopre il
gusto di una più forte intimità con Cristo, e il suo
formidabile ingegno viene applicato allo studio dei testi
sacri che presto la trasformano da “grammatica” in
“teologa”. Il resto della sua vita monastica – morirà
all’alba del 1300 – sarà un unico servizio alle verità
di fede, divulgate – osserva Benedetto XVI – “con
chiarezza e semplicità, con grazia e persuasività”:
“L’esistenza di santa Gertrude (…) ci mostra
che il centro di una vita felice, di una vita vera, è
l’amicizia con Gesù, il Signore. E questa amicizia si
impara nell’amore per la Sacra Scrittura, nell’amore
per la liturgia, nella fede profonda, nell’amore per
Maria, in modo da conoscere sempre più realmente Dio
stesso e così la vera felicità, la meta della nostra
vita”.
Nei saluti in nove lingue dopo la catechesi, il Papa ha
ricordato a più riprese la festa della Madonna del
Rosario che la Chiesa celebra domani:
“Ottobre è il mese del Santo Rosario, che ci
invita a valorizzare questa preghiera così cara alla
tradizione del popolo cristiano. Invito voi, cari giovani,
a fare del Rosario la vostra preghiera d'ogni giorno.
Incoraggio voi, cari malati, a crescere, grazie alla
recita del Rosario, nel fiducioso abbandono nelle mani di
Dio. Esorto voi, cari sposi novelli, a fare del Rosario
una costante contemplazione dei misteri di Cristo”.
Tra i saluti conclusivi, Benedetto XVI ha rivolto una
esortazione ai Missionari Oblati di Maria Immacolata,
riuniti in Capitolo generale, invitandoli a un
“rinnovato slancio apostolico”, nel segno del loro
carisma e a “cooperare generosamente nell'opera della
nuova evangelizzazione”. E l’augurio di un “proficuo
anno accademico”, il Papa lo ha indirizzato ai
sacerdoti, di provenienza internazionale, iscritti presso
il Pontificio Collegio San Paolo Apostolo e ai seminaristi
dei Servi della Carità-Opera Don Guanella.
UDIENZA
GENERALE
Piazza San Pietro
Mercoledì, 6 ottobre 2010
Santa Gertrude la Grande
Cari fratelli e sorelle,
Santa Gertrude la Grande,
della quale vorrei parlarvi oggi, ci porta anche questa
settimana nel monastero di Helfta, dove sono nati alcuni
dei capolavori della letteratura religiosa femminile
latino-tedesca. A questo mondo appartiene Gertrude, una
delle mistiche più famose, unica donna della Germania ad
avere l’appellativo di “Grande”, per la statura
culturale ed evangelica: con la sua vita e il suo pensiero
ha inciso in modo singolare sulla spiritualità cristiana.
È una donna eccezionale, dotata di particolari talenti
naturali e di straordinari doni di grazia, di
profondissima umiltà e ardente zelo per la salvezza del
prossimo, di intima comunione con Dio nella contemplazione
e di prontezza nel soccorrere i bisognosi.
A Helfta si confronta, per
così dire, sistematicamente con la sua maestra Matilde
di Hackeborn, di cui ho parlato nell’Udienza di mercoledì
scorso; entra in rapporto con Matilde di Magdeburgo,
altra mistica medioevale; cresce sotto la cura materna,
dolce ed esigente, della Badessa Gertrude. Da queste tre
consorelle attinge tesori di esperienza e sapienza; li
elabora in una propria sintesi, percorrendo il suo
itinerario religioso con sconfinata confidenza nel
Signore. Esprime la ricchezza della spiritualità non solo
del suo mondo monastico, ma anche e soprattutto di quello
biblico, liturgico, patristico e benedettino, con un
timbro personalissimo e con grande efficacia comunicativa.
Nasce il 6 gennaio del 1256,
festa dell’Epifania, ma non si sa nulla né dei genitori
né del luogo di nascita. Gertrude scrive che il Signore
stesso le svela il senso di questo suo primo sradicamento:
“L'ho scelta per mia dimora perché mi compiaccio che
tutto ciò che c'è di amabile in lei sia opera mia […].
Proprio per questa ragione io l'ho allontanata da tutti i
suoi parenti perché nessuno cioè l'amasse per ragione di
consanguineità e io fossi il solo motivo dell'affetto che
le si porta” (Le Rivelazioni, I, 16, Siena 1994,
p. 76-77).
All’età di cinque anni,
nel 1261, entra nel monastero, come si usava spesso in
quella epoca, per la formazione e lo studio. Qui trascorre
tutta la sua esistenza, della quale lei stessa segnala le
tappe più significative. Nelle sue memorie ricorda che il
Signore l’ha prevenuta con longanime pazienza e infinita
misericordia, dimenticando gli anni della infanzia,
adolescenza e gioventù, trascorsi - scrive - “in un
tale accecamento di mente che sarei stata capace […] di
pensare, dire o fare senza alcun rimorso tutto ciò che mi
fosse piaciuto e dovunque avessi potuto, se tu non mi
avessi prevenuta, sia con un insito orrore del male ed una
naturale inclinazione per il bene, sia con la vigilanza
esterna degli altri. Mi sarei comportata come una pagana
[…] e ciò pur avendo tu voluto che fin dall'infanzia e
cioè dal mio quinto anno di età, abitassi nel santuario
benedetto della religione per esservi educata fra i tuoi
amici più devoti” (Ibid., II, 23, p. 140s).
Gertrude è una studentessa
straordinaria, impara tutto ciò che si può imparare
delle scienze del Trivio e del Quadrivio, la formazione di
quel tempo; è affascinata dal sapere e si dà allo studio
profano con ardore e tenacia, conseguendo successi
scolastici oltre ogni aspettativa. Se nulla sappiamo delle
sue origini, molto ella ci dice delle sue passioni
giovanili: letteratura, musica e canto, arte della
miniatura la catturano; ha un carattere forte, deciso,
immediato, impulsivo; sovente dice di essere negligente;
riconosce i suoi difetti, ne chiede umilmente perdono. Con
umiltà chiede consiglio e preghiere per la sua
conversione. Vi sono tratti del suo temperamento e difetti
che l’accompagneranno fino alla fine, tanto da far
stupire alcune persone che si chiedono come mai il Signore
la prediliga tanto.
Da studentessa passa a
consacrarsi totalmente a Dio nella vita monastica e per
vent’anni non accade nulla di eccezionale: lo studio e
la preghiera sono la sua attività principale. Per le sue
doti eccelle tra le consorelle; è tenace nel consolidare
la sua cultura in svariati campi. Ma, durante l’Avvento
del 1280, inizia a sentire disgusto di tutto ciò, ne
avverte la vanità e il 27 gennaio del 1281, pochi giorni
prima della festa della Purificazione della Vergine, verso
l’ora di Compieta, la sera, il Signore illumina le sue
dense tenebre. Con soavità e dolcezza calma il turbamento
che l’angoscia, turbamento che Gertrude vede come un
dono stesso di Dio “per abbattere quella torre di vanità
e di curiosità che, pur portando ahimè e il nome e
l'abito di religiosa, io ero andata innalzando con la mia
superbia, onde almeno così trovar la via per mostrarmi la
tua salvezza” (Ibid., II,1, p. 87). Ha la visione
di un giovanetto che la guida a superare il groviglio di
spine che opprime la sua anima, prendendola per mano. In
quella mano, Gertrude riconosce “la preziosa traccia di
quelle piaghe che hanno abrogato tutti gli atti di accusa
dei nostri nemici” (Ibid., II,1, p. 89),
riconosce Colui che sulla Croce ci ha salvati con il suo
sangue, Gesù.
Da quel momento la sua vita
di comunione intima con il Signore si intensifica,
soprattutto nei tempi liturgici più significativi -
Avvento-Natale, Quaresima-Pasqua, feste della Vergine -
anche quando, ammalata, era impedita di recarsi in coro.
È lo stesso humus liturgico di Matilde, sua
maestra, che Gertrude, però, descrive con immagini,
simboli e termini più semplici e lineari, più
realistici, con riferimenti più diretti alla Bibbia, ai
Padri, al mondo benedettino.
La sua biografa indica due
direzioni di quella che potremmo definire una sua
particolare “conversione”: negli studi,
con il passaggio radicale dagli studi umanistici profani a
quelli teologici, e nell’osservanza monastica,
con il passaggio dalla vita che ella definisce negligente
alla vita di preghiera intensa, mistica, con un
eccezionale ardore missionario. Il Signore, che l’aveva
scelta dal seno materno e fin da piccola l’aveva fatta
partecipare al banchetto della vita monastica, la richiama
con la sua grazia “dalle cose esterne alla vita
interiore e dalle occupazioni terrene all'amore delle cose
spirituali”. Gertrude comprende di essere stata lontana
da Lui, nella regione della dissomiglianza, come
ella dice con sant’Agostino; di essersi dedicata con
troppa avidità agli studi liberali, alla sapienza umana,
trascurando la scienza spirituale, privandosi del gusto
della vera sapienza; ora è condotta al monte della
contemplazione, dove lascia l’uomo vecchio per
rivestirsi del nuovo. “Da grammatica diventa teologa,
con l'indefessa e attenta lettura di tutti i libri sacri
che poteva avere o procurarsi, riempiva il suo cuore delle
più utili e dolci sentenze della Sacra Scrittura. Aveva
perciò sempre pronta qualche parola ispirata e di
edificazione con cui soddisfare chi veniva a consultarla,
e insieme i testi scritturali più adatti per confutare
qualsivoglia opinione errata e chiudere la bocca ai suoi
oppositori”(Ibid., I,1, p. 25).
Gertrude trasforma tutto ciò
in apostolato: si dedica a scrivere e divulgare la verità
di fede con chiarezza e semplicità, grazia e persuasività,
servendo con amore e fedeltà la Chiesa, tanto da essere
utile e gradita ai teologi e alle persone pie. Di questa
sua intensa attività ci resta poco, anche a causa delle
vicende che portarono alla distruzione del monastero di
Helfta. Oltre all’Araldo del divino amore
o Le rivelazioni, ci restano gli Esercizi
Spirituali, un raro gioiello della letteratura mistica
spirituale.
Nell'osservanza religiosa la
nostra Santa è “una salda colonna […], fermissima
propugnatrice della giustizia e della verità” (Ibid.,
I, 1, p. 26), dice la sua biografa. Con le
parole e l’esempio suscita negli altri grande fervore.
Alle preghiere e alle penitenze della regola monastica ne
aggiunge altre con tale devozione e tale abbandono
fiducioso in Dio, da suscitare in chi la incontra la
consapevolezza di essere alla presenza del Signore. E di
fatto Dio stesso le fa comprendere di averla chiamata ad
essere strumento della sua grazia. Di questo immenso
tesoro divino Gertrude si sente indegna, confessa di non
averlo custodito e valorizzato. Esclama: “Ahimè! Se Tu
mi avessi dato per tuo ricordo, indegna come sono, anche
un filo solo di stoppa, avrei pur dovuto riguardarlo con
maggior rispetto e reverenza di quanto ne abbia avuta per
questi tuoi doni!” (Ibid., II,5, p. 100). Ma,
riconoscendo la sua povertà e la sua indegnità, ella
aderisce alla volontà di Dio, “perché – afferma - ho
così poco approfittato delle tue grazie che non posso
risolvermi a credere che mi siano state elargite per me
sola, non potendo la tua eterna sapienza venir frustrata
da alcuno. Fa’ dunque, o Datore di ogni bene che mi hai
gratuitamente elargito doni così indebiti, che, leggendo
questo scritto, il cuore di uno almeno dei tuoi amici sia
commosso al pensiero che lo zelo delle anime ti ha indotto
a lasciare per tanto tempo una gemma di valore così
inestimabile in mezzo al fango abominevole del mio
cuore” (Ibid., II,5, p. 100s).
In particolare due favori le
sono cari più di ogni altro, come Gertrude stessa scrive:
“Le stimmate delle tue salutifere piaghe che mi
imprimesti, quasi preziosi monili, nel cuore, e la
profonda e salutare ferita d'amore con cui lo segnasti. Tu
mi inondasti con questi Tuoi doni di tanta beatitudine
che, anche dovessi vivere mille anni senza nessuna
consolazione né interna né esterna, il loro ricordo
basterebbe a confortarmi, illuminarmi, colmarmi di
gratitudine. Volesti ancora introdurmi nell’inestimabile
intimità della tua amicizia, aprendomi in diversi modi
quel sacrario nobilissimo della tua Divinità che è il
tuo Cuore divino […]. A questo cumulo di benefici
aggiungesti quello di darmi per Avvocata la santissima
Vergine Maria Madre Tua, e di avermi spesso raccomandata
al suo affetto come il più fedele degli sposi potrebbe
raccomandare alla propria madre la sposa sua diletta” (Ibid.,
II, 23, p. 145).
Protesa verso la comunione
senza fine, conclude la sua vicenda terrena il 17 novembre
del 1301 o 1302, all’età di circa 46 anni. Nel settimo
Esercizio, quello della preparazione alla morte, santa
Gertrude scrive: “O Gesù, tu che mi sei immensamente
caro, sii sempre con me, perché il mio cuore rimanga con
te e il tuo amore perseveri con me senza possibilità di
divisione e il mio transito sia benedetto da te, così che
il mio spirito, sciolto dai lacci della carne, possa
immediatamente trovare riposo in te. Amen” (Esercizi,
Milano 2006, p. 148).
Mi sembra ovvio che queste
non sono solo cose del passato, storiche, ma l’esistenza
di santa Gertrude rimane una scuola di vita cristiana, di
retta via, e ci mostra che il centro di una vita felice,
di una vita vera, è l’amicizia con Gesù, il Signore. E
questa amicizia si impara nell’amore per la Sacra
Scrittura, nell’amore per la liturgia, nella fede
profonda, nell’amore per Maria, in modo da conoscere
sempre più realmente Dio stesso e così la vera felicità,
la meta della nostra vita. Grazie.
Saluti:
J’accueille
avec joie les pèlerins francophones présents ce matin,
en particulier les jeunes du Centre Madeleine Danielou de
Blois, ainsi que les Paroisses de Saint-Raphaël et de
Pamataii. N’ayez pas peur de vous laisser guider par
l’exemple de sainte Gertrude! Fructueux pèlerinage à
tous!
I am
pleased to welcome all the English speaking pilgrims and
visitors. In particular, I extend greetings to the
Candidates for Diaconate Ordination from the Pontifical
North American College, along with their families and
friends, to the new students and staff at the Pontifical
Beda College, and to the pilgrims from Corpus Christi
Parish, Dublin. May your time in Rome and your visit to
the Successor of Peter bring you peace and joy. Upon all
of you, I invoke God’s abundant blessings.
Mit
Freude grüße ich alle deutschsprachigen Pilger und Gäste,
vor allem die vielen Schüler und Jugendlichen. Die
heilige Gertrud von Helfta zeigt uns, wie wichtig die persönliche
Beziehung zu Christus ist, die sich aus dem Gebet, der
Heiligen Schrift, der Liturgie der Kirche und den
Sakramenten nährt. Bemühen auch wir uns jeden Tag neu,
im geistlichen Leben, in der Liebe zu Christus zu wachsen.
Gott segne euch alle!
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española, en
particular, a las Hermanas Terciarias Capuchinas de la
Sagrada Familia, así como a los fieles procedentes de
España, Argentina, Chile, Colombia, Guatemala, México,
Nicaragua y otros países latinoamericanos. Que el ejemplo
de Santa Gertrudis os impulse a conocer profundamente la
Sagrada Escritura, a amar con humildad a Cristo y a su
Iglesia, a cultivar la oración personal y a participar
con fidelidad en la Santa Misa. Muchas gracias y que Dios
os bendiga.
Amados
peregrinos de língua portuguesa, a minha cordial saudação
para todos, em particular para os grupos do Brasil e de
Portugal, da paróquia dos Milagres na Bidoeira. Este mês
do Rosário incita-nos a perseverar na reza diária do terço;
que, desta forma, as vossas famílias se reúnam com a
Virgem Mãe, para aprender a cooperar plenamente com os
desígnios de salvação que Deus tem sobre vós. Como
encorajamento e penhor de graças, de coração vos dou a
minha Bênção Apostólica.
Saluto
in lingua slovacca:
S láskou
vítam slovenských pútnikov, osobitne z farnosti
Panny Márie Sedembolestnej z Bratislavy-Petržalky ako i
z Tesár a okolia.
Bratia a sestry, Cirkev zajtra v liturgii slávi spomienku
Ružencovej Panny Márie. Znovu objavte hodnotu modlitby
Ruženca ako cesty k osobnému stretnutiu s Kristom.
Zo srdca vám udeľujem Apoštolské požehnanie.
Pochválený buď Ježiš Kristus!
Traduzione
italiana :
Con
affetto do il benvenuto ai pellegrini slovacchi, in
particolare a quelli provenienti dalla Parrocchia della
Madonna Addolorata di Bratislava-Petržalka come pure da
Tesáre e dintorni.
Fratelli e sorelle, la Chiesa domani fa memoria liturgica
della Beata Vergine Maria del Rosario. Riscoprite il
valore della preghiera del Rosario come via per un
incontro personale con Cristo.
Di cuore vi imparto la Benedizione Apostolica.
Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto
in lingua romena:
Salut cu
afecţiune pelerinii români. Dragi prieteni, urez ca
pelerinajul vostru în această lună dedicată
Fecioarei Maria, să vă ajute să redescoperiţi
valoarea Sfântului Rozariu, această rugăciune
simplă dar eficace. Din inimă vă dau
Binecuvântarea Apostolică.
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto i pellegrini rumeni. Cari amici, auspico che
il vostro pellegrinaggio in questo mese di ottobre
dedicato alla Vergine Maria, vi aiuti a riscoprire il
valore del Santo Rosario, questa preghiera semplice ma
efficace. Di cuore imparto la Benedizione Apostolica.
Saluto
in lingua polacca:
Serdecznie
pozdrawiam pielgrzymów polskich. Jutro przypada
wspomnienie Najświętszej Maryi Panny Różańcowej.
Różaniec to szczególna modlitwa Kościoła
i duchowy oręż dla każdego z nas. Niech
rozważanie życia Jezusa i Maryi będzie dla
wszystkich światłem na drodze ewangelicznej
odnowy życia i przemiany serc. Niech będzie
pochwalony Jezus Chrystus.
Traduzione
italiana:
Saluto
cordialmente i pellegrini polacchi. Domani ricorre la
memoria della Beata Maria Vergine del Rosario. Il rosario
è una particolare preghiera della Chiesa e un’arma
spirituale per ognuno di noi. La meditazione della vita di
Gesù e Maria sia per tutti noi luce sulla via evangelica
del rinnovamento spirituale e della conversione del cuore.
Sia lodato Gesù Cristo.
Saluto
in lingua croata:
Srdačno
pozdravljam sve hrvatske hodočasnike, na poseban način
svećenike i vjernike iz sisačke biskupije predvođene
Pastirom monsinjorom Vladom Košićem, kao i vjernike
Hrvatske katoličke misije iz St. Gallena. Dragi
prijatelji, došli ste na grobove apostola očitovati
svoju vjernost i zahvalnost Apostolskoj Stolici za ponovnu
uspostavu biskupije Sisak. U mjesecu posvećenom našoj
nebeskoj Majci prosite njen zagovor i zaštitu za vas i vaše
obitelji. Ujedno vas potičem na molitvu za prijeko
potrebna nova duhovna zvanja, a osobito u vašoj biskupiji.
Neka vam blagoslov, koji rado podjeljujem, pomogne da
ustrajete. Hvaljen Isus i Marija!
Traduzione
italiana:
Saluto di
cuore i pellegrini croati, in modo particolare i sacerdoti
ed i fedeli tutti della Diocesi di Sisak, guidati dal loro
Pastore Mons. Vlado Kosic, come pure i fedeli della
Missione Croata di St. Gallen. Cari amici, siete venuti
alle tombe degli Apostoli a manifestare la vostra fedeltà
e gratitudine alla Sede Apostolica per la erezione della
nuova Diocesi di Sisak. Nel mese dedicato alla nostra
Madre Celeste, chiedete la sua intercessione e la sua
protezione per voi e per le vostre famiglie. Vi esorto poi
a pregare per le vocazioni al Sacerdozio ed alla Vita
Consacrata, tanto necessarie specialmente nella vostra
Diocesi. La benedizione, che volentieri vi imparto, vi
aiuti a perseverare. Siano lodati Gesù e Maria!
* * *
Rivolgo
un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In
particolare, saluto i Missionari Oblati di Maria
Immacolata, che stanno tenendo il loro Capitolo Generale
ed auguro ad essi di impegnarsi con rinnovato slancio
apostolico a rendere sempre più attuale il carisma
dell’Istituto, per cooperare generosamente nell'opera
della nuova evangelizzazione. Sono lieto di accogliere i
sacerdoti, provenienti da varie Nazioni, iscritti presso
il Pontificio Collegio San Paolo Apostolo per il
completamento dei loro studi, come pure i Seminaristi dei
Servi della Carità-Opera Don Guanella. A tutti auguro un
proficuo anno accademico.
Indirizzo,
infine, un affettuoso pensiero ai giovani, ai malati
ed agli sposi novelli. Domani la Chiesa celebrerà
la festa della Madonna del Rosario. Ottobre è il mese del
Santo Rosario, che ci invita a valorizzare questa
preghiera così cara alla tradizione del popolo cristiano.
Invito voi, cari giovani, a fare del Rosario la
vostra preghiera d'ogni giorno. Incoraggio voi, cari malati,
a crescere, grazie alla recita del Rosario, nel fiducioso
abbandono nelle mani di Dio. Esorto voi, cari sposi
novelli, a fare del Rosario una costante
contemplazione dei misteri di Cristo.
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