|
UDIENZA
GENERALE (23 GIUGNO 2010) |
Radio
Vaticana, 23 giugno 2010
Il
Papa all’udienza generale: la fede non è stoltezza, ma
è alimentata dall’incontro degli Apostoli con Cristo
Risorto
“La
fede cristiana, considerando il mistero
dell’Incarnazione, viene ad essere rafforzata”. “La
speranza si eleva più fiduciosa, al pensiero che il
Figlio di Dio è venuto tra noi, come uno di noi, per
comunicare agli uomini la propria divinità”. E’
quanto ha affermato stamani Benedetto XVI all’udienza
generale nell’aula Paolo VI, incentrando ancora una
volta la propria catechesi sulla teologia di San Tommaso
d’Aquino. “La carità – ha detto il Papa – è
ravvivata perché non vi è segno più evidente
dell’amore di Dio per noi, quanto vedere il Creatore
dell’universo farsi egli stesso creatura”. Il servizio
di Amedeo Lomonaco:
|
 |
Benedetto
XVI inizia la propria catechesi su San Tommaso d’Aquino
ricordando l’opera monumentale dell’Aquinate, la Summa
Theologiae, in cui “l’applicazione
dell’intelligenza umana ai misteri della fede procede
con chiarezza e profondità”. Nella Summa
– spiega il Santo Padre – San Tommaso “parte dal
fatto che ci sono tre diversi modi dell’esistenza di
Dio”:
“Dio
esiste in se stesso, è il principio e la fine di tutte le
cose, per cui tutte le creature procedono e dipendono da
Lui; poi Dio è presente attraverso la sua Grazia nella
vita e nell’attività del cristiano, dei Santi; infine,
Dio è presente in modo del tutto speciale nella Persona
di Cristo unito qui realmente con l'uomo Gesù, e operante
nei Sacramenti, che scaturiscono dalla sua opera
redentrice.”.
Parlando dei Sacramenti – ricorda il Pontefice –
San Tommaso si sofferma in modo particolare sul mistero
dell’Eucaristia, per il quale “ebbe una grandissima
devozione, al punto che, secondo gli antichi biografi, era
solito accostare il suo capo al Tabernacolo, come per
sentire palpitare il Cuore divino e umano di Gesù”. Una
devozione e un accostamento che il Papa esorta a seguire:
“Partecipiamo alla Santa Messa con raccoglimento, per
ottenerne i frutti spirituali, nutriamoci del Corpo e del
Sangue del Signore, per essere incessantemente alimentati
dalla Grazia divina! Intratteniamoci volentieri e
frequentemente, a tu per tu, in compagnia del Santissimo
Sacramento!”
Ripercorrendo gli insegnamenti di San Tommaso nel suo
"Opuscolo sul Simbolo degli Apostoli", il Papa
si sofferma poi sul valore della fede:
“Per mezzo di essa, dice, l’anima si unisce a Dio e si
produce come un germoglio di vita eterna; la vita riceve
un orientamento sicuro, e noi superiamo agevolmente le
tentazioni”.
La fede procede oltre le possibilità intellettive, ma
questo cammino non si allontana dalla Verità:
“A chi obietta che la fede è una stoltezza, perché
fa credere in qualcosa che non cade sotto l’esperienza
dei sensi, san Tommaso offre una risposta molto
articolata, e ricorda che questo è un dubbio
inconsistente, perché l’intelligenza umana è limitata
e non può conoscere tutto”.
E’ impossibile – afferma il Papa – tendere
alla Verità senza fede:
“Solo nel caso in cui noi potessimo conoscere
perfettamente tutte le cose visibili e invisibili, allora
sarebbe un’autentica stoltezza accettare delle verità
per pura fede”.
Ed è impossibile, come osserva San Tommaso, vivere
senza fidarsi dell’esperienza altrui, dove la personale
conoscenza non arriva:
“È ragionevole dunque prestare fede a Dio che si
rivela e alla testimonianza degli Apostoli: essi erano
pochi, semplici e poveri, affranti a motivo della
Crocifissione del loro Maestro; eppure molte persone
sapienti, nobili e ricche si sono convertite in poco tempo
all’ascolto della loro predicazione”.
Si
tratta di un fenomeno "storicamente prodigioso a cui
difficilmente si può dare altra ragionevole risposta, se
non quella dell’incontro degli Apostoli con Cristo
Risorto”. Il Santo padre ricorda infine che per
intercessione di Maria possiamo ottenere ogni aiuto. E
conclude la catechesi con una preghiera tradizionalmente
attribuita a San Tommaso:
“O beatissima e dolcissima Vergine Maria, Madre di
Dio..., io affido al tuo cuore misericordioso tutta la mia
vita... Ottienimi, o mia dolcissima Signora, carità vera,
con la quale possa amare con tutto il cuore il tuo
santissimo Figlio e te, dopo di lui, sopra tutte le cose,
e il prossimo in Dio e per Dio”.
UDIENZA
GENERALE
Aula
Paolo VI
Mercoledì, 23 giugno 2010
Cari
fratelli e sorelle,
vorrei
oggi completare, con una terza parte, le mie catechesi su
san Tommaso d’Aquino. Anche a più di settecento anni
dopo la sua morte, possiamo imparare molto da lui. Lo
ricordava anche il mio Predecessore, il Papa Paolo
VI, che, in un discorso
tenuto a Fossanova il 14 settembre 1974, in occasione
del settimo centenario della morte di san Tommaso, si
domandava: “Maestro Tommaso, quale lezione ci puoi
dare?”. E rispondeva così: “la fiducia nella verità
del pensiero religioso cattolico, quale da lui fu difeso,
esposto, aperto alla capacità conoscitiva della mente
umana” (Insegnamenti di Paolo VI, XII [1974], pp.
833-834). E, nello
stesso giorno, ad Aquino, riferendosi sempre a san
Tommaso, affermava: “tutti, quanti siamo figli fedeli
della Chiesa possiamo e dobbiamo, almeno in qualche
misura, essere suoi discepoli!” (Ibid., p. 836).
Mettiamoci
dunque anche noi alla scuola di san Tommaso e del suo
capolavoro, la Summa Theologiae. Essa è rimasta
incompiuta, e tuttavia è un’opera monumentale: contiene
512 questioni e 2669 articoli. Si tratta di un
ragionamento serrato, in cui l’applicazione
dell’intelligenza umana ai misteri della fede procede
con chiarezza e profondità, intrecciando domande e
risposte, nelle quali san Tommaso approfondisce
l’insegnamento che viene dalla Sacra Scrittura e dai
Padri della Chiesa, soprattutto da sant’Agostino. In
questa riflessione, nell’incontro con vere domande del
suo tempo, che sono anche spesso domande nostre, san
Tommaso, utilizzando anche il metodo e il pensiero dei
filosofi antichi, in particolare di Aristotele, arriva così
a formulazioni precise, lucide e pertinenti delle verità
di fede, dove la verità è dono della fede, risplende e
diventa accessibile per noi, per la nostra riflessione.
Tale sforzo, però, della mente umana – ricorda
l’Aquinate con la sua stessa vita – è sempre
illuminato dalla preghiera, dalla luce che viene
dall’Alto. Solo chi vive con Dio e con i misteri può
anche capire che cosa essi dicono.
Nella Summa
di Teologia, san Tommaso parte dal fatto che ci sono tre
diversi modi dell’essere e dell'essenza di Dio: Dio
esiste in se stesso, è il principio e la fine di tutte le
cose, per cui tutte le creature procedono e dipendono da
Lui; poi Dio è presente attraverso la sua Grazia nella
vita e nell’attività del cristiano, dei santi; infine,
Dio è presente in modo del tutto speciale nella Persona
di Cristo unito qui realmente con l'uomo Gesù, e operante
nei Sacramenti, che scaturiscono dalla sua opera
redentrice. Perciò, la struttura di questa monumentale
opera (cfr. Jean-Pierre Torrell, La «Summa» di
San Tommaso, Milano 2003, pp. 29-75), una ricerca con
“sguardo teologico” della pienezza di Dio (cfr. Summa
Theologiae, Ia, q. 1, a. 7), è articolata in tre
parti, ed è illustrata dallo stesso Doctor Communis
– san Tommaso - con queste parole: “Lo scopo
principale della sacra dottrina è quello di far conoscere
Dio, e non soltanto in se stesso, ma anche in quanto è
principio e fine delle cose, e specialmente della creatura
ragionevole. Nell’intento di esporre questa dottrina,
noi tratteremo per primo di Dio; per secondo del movimento
della creatura verso Dio; e per terzo del Cristo, il
quale, in quanto uomo, è per noi via per ascendere a
Dio” (Ibid., I, q. 2). È un circolo: Dio in se
stesso, che esce da se stesso e ci prende per mano, così
che con Cristo ritorniamo a Dio, siamo uniti a Dio, e Dio
sarà tutto in tutti.
La prima
parte della Summa Theologiae indaga dunque su Dio
in se stesso, sul mistero della Trinità e sull’attività
creatrice di Dio. In questa parte troviamo anche una
profonda riflessione sulla realtà autentica dell’essere
umano in quanto uscito dalle mani creatrici di Dio, frutto
del suo amore. Da una parte siamo un essere creato,
dipendente, non veniamo da noi stessi; ma, dall’altra,
abbiamo una vera autonomia, così che siamo non solo
qualcosa di apparente — come dicono alcuni filosofi
platonici — ma una realtà voluta da Dio come tale, e
con valore in se stessa.
Nella
seconda parte san Tommaso considera l’uomo, spinto dalla
Grazia, nella sua aspirazione a conoscere e ad amare Dio
per essere felice nel tempo e nell’eternità. Per prima
cosa, l’Autore presenta i principi teologici
dell’agire morale, studiando come, nella libera scelta
dell’uomo di compiere atti buoni, si integrano la
ragione, la volontà e le passioni, a cui si aggiunge la
forza che dona la Grazia di Dio attraverso le virtù e i
doni dello Spirito Santo, come pure l’aiuto che viene
offerto anche dalla legge morale. Quindi l'essere umano è
un essere dinamico che cerca se stesso, cerca di divenire
se stesso e cerca, in questo senso, di compiere atti che
lo costruiscono, lo fanno veramente uomo; e qui entra la
legge morale, entra la Grazia e la propria ragione, la
volontà e le passioni. Su questo fondamento san Tommaso
delinea la fisionomia dell’uomo che vive secondo lo
Spirito e che diventa, così, un’icona di Dio. Qui l’Aquinate
si sofferma a studiare le tre virtù teologali - fede,
speranza e carità -, seguite dall’esame acuto di più
di cinquanta virtù morali, organizzate attorno alle
quattro virtù cardinali - la prudenza, la giustizia, la
temperanza e la fortezza. Termina poi con la riflessione
sulle diverse vocazioni nella Chiesa.
Nella
terza parte della Summa, san Tommaso studia
il Mistero di Cristo - la via e la verità - per mezzo del
quale noi possiamo ricongiungerci a Dio Padre. In questa
sezione scrive pagine pressoché insuperate sul Mistero
dell’Incarnazione e della Passione di Gesù, aggiungendo
poi un’ampia trattazione sui sette Sacramenti, perché
in essi il Verbo divino incarnato estende i benefici
dell’Incarnazione per la nostra salvezza, per il nostro
cammino di fede verso Dio e la vita eterna, rimane
materialmente quasi presente con le realtà della
creazione, ci tocca così nell'intimo.
Parlando
dei Sacramenti, san Tommaso si sofferma in modo
particolare sul Mistero dell’Eucaristia, per il quale
ebbe una grandissima devozione, al punto che, secondo gli
antichi biografi, era solito accostare il suo capo al
Tabernacolo, come per sentire palpitare il Cuore divino e
umano di Gesù. In una sua opera di commento alla
Scrittura, san Tommaso ci aiuta a capire l’eccellenza
del Sacramento dell’Eucaristia, quando scrive:
“Essendo l’Eucaristia il sacramento della Passione di
nostro Signore, contiene in sé Gesù Cristo che patì per
noi. Pertanto tutto ciò che è effetto della Passione di
nostro Signore, è anche effetto di questo sacramento, non
essendo esso altro che l’applicazione in noi della
Passione del Signore” (In Ioannem, c.6, lect. 6,
n. 963). Comprendiamo bene perché san Tommaso e
altri santi abbiano celebrato la Santa Messa versando
lacrime di compassione per il Signore, che si offre in
sacrificio per noi, lacrime di gioia e di gratitudine.
Cari
fratelli e sorelle, alla scuola dei santi, innamoriamoci
di questo Sacramento! Partecipiamo alla Santa Messa con
raccoglimento, per ottenerne i frutti spirituali,
nutriamoci del Corpo e del Sangue del Signore, per essere
incessantemente alimentati dalla Grazia divina!
Intratteniamoci volentieri e frequentemente, a tu per tu,
in compagnia del Santissimo Sacramento!
Quanto
san Tommaso ha illustrato con rigore scientifico nelle sue
opere teologiche maggiori, come appunto la Summa
Theologiae, anche la Summa contra Gentiles è
stato esposto anche nella sua predicazione, rivolta agli
studenti e ai fedeli. Nel 1273, un anno prima della sua
morte, durante l’intera Quaresima, egli tenne delle
prediche nella chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli.
Il contenuto di quei sermoni è stato raccolto e
conservato: sono gli Opuscoli in cui egli spiega il
Simbolo degli Apostoli, interpreta la preghiera del Padre
Nostro, illustra il Decalogo e commenta l’Ave Maria. Il
contenuto della predicazione del Doctor Angelicus
corrisponde quasi del tutto alla struttura del Catechismo
della Chiesa Cattolica. Infatti, nella catechesi e
nella predicazione, in un tempo come il nostro di
rinnovato impegno per l’evangelizzazione, non dovrebbero
mai mancare questi argomenti fondamentali: ciò che noi
crediamo, ed ecco il Simbolo della fede; ciò che noi
preghiamo, ed ecco il Padre Nostro e l’Ave Maria; e
ciò che noi viviamo come ci insegna la
Rivelazione biblica, ed ecco la legge dell’amore di Dio
e del prossimo e i Dieci Comandamenti, come esplicazione
di questo mandato dell'amore.
Vorrei
proporre qualche esempio del contenuto, semplice,
essenziale e convincente, dell’insegnamento di san
Tommaso. Nel suo Opuscolo sul Simbolo degli Apostoli
egli spiega il valore della fede. Per mezzo di essa, dice,
l’anima si unisce a Dio, e si produce come un germoglio
di vita eterna; la vita riceve un orientamento sicuro, e
noi superiamo agevolmente le tentazioni. A chi obietta che
la fede è una stoltezza, perché fa credere in qualcosa
che non cade sotto l’esperienza dei sensi, san Tommaso
offre una risposta molto articolata, e ricorda che questo
è un dubbio inconsistente, perché l’intelligenza umana
è limitata e non può conoscere tutto. Solo nel caso in
cui noi potessimo conoscere perfettamente tutte le cose
visibili e invisibili, allora sarebbe un’autentica
stoltezza accettare delle verità per pura fede. Del
resto, è impossibile vivere, osserva san Tommaso, senza
fidarsi dell’esperienza altrui, là dove la personale
conoscenza non arriva. È ragionevole dunque prestare fede
a Dio che si rivela e alla testimonianza degli Apostoli:
essi erano pochi, semplici e poveri, affranti a motivo
della Crocifissione del loro Maestro; eppure molte persone
sapienti, nobili e ricche si sono convertite in poco tempo
all’ascolto della loro predicazione. Si tratta, in
effetti, di un fenomeno storicamente prodigioso, a cui
difficilmente si può dare altra ragionevole risposta, se
non quella dell’incontro degli Apostoli con il Signore
Risorto.
Commentando
l’articolo del Simbolo sull’Incarnazione del Verbo
divino, san Tommaso fa alcune considerazioni. Afferma che
la fede cristiana, considerando il mistero
dell’Incarnazione, viene ad essere rafforzata; la
speranza si eleva più fiduciosa, al pensiero che il
Figlio di Dio è venuto tra noi, come uno di noi, per
comunicare agli uomini la propria divinità; la carità è
ravvivata, perché non vi è segno più evidente
dell’amore di Dio per noi, quanto vedere il Creatore
dell’universo farsi egli stesso creatura, uno di noi.
Infine, considerando il mistero dell’Incarnazione di
Dio, sentiamo infiammarsi il nostro desiderio di
raggiungere Cristo nella gloria. Adoperando un semplice ed
efficace paragone, san Tommaso osserva: “Se il fratello
di un re stesse lontano, certo bramerebbe di potergli
vivere accanto. Ebbene, Cristo ci è fratello: dobbiamo
quindi desiderare la sua compagnia, diventare un solo
cuore con lui” (Opuscoli teologico-spirituali,
Roma 1976, p. 64).
Presentando
la preghiera del Padre Nostro, san Tommaso mostra che essa
è in sé perfetta, avendo tutte e cinque le
caratteristiche che un’orazione ben fatta dovrebbe
possedere: fiducioso e tranquillo abbandono; convenienza
del suo contenuto, perché – osserva san Tommaso – “è
assai difficile saper esattamente cosa sia opportuno
chiedere e cosa no, dal momento che siamo in difficoltà
di fronte alla selezione dei desideri” (Ibid., p.
120); e poi ordine appropriato delle richieste, fervore di
carità e sincerità dell’umiltà.
San
Tommaso è stato, come tutti i santi, un grande devoto
della Madonna. L’ha definita con un appellativo
stupendo: Triclinium totius Trinitatis, triclinio,
cioè luogo dove la Trinità trova il suo riposo, perché,
a motivo dell’Incarnazione, in nessuna creatura, come in
Lei, le tre divine Persone inabitano e provano delizia e
gioia a vivere nella sua anima piena di Grazia. Per la sua
intercessione possiamo ottenere ogni aiuto.
Con una
preghiera, che tradizionalmente viene attribuita a san
Tommaso e che, in ogni caso, riflette gli elementi della
sua profonda devozione mariana, anche noi diciamo:
“O beatissima e dolcissima Vergine Maria, Madre di
Dio..., io affido al tuo cuore misericordioso tutta la mia
vita... Ottienimi, o mia dolcissima Signora, carità vera,
con la quale possa amare con tutto il cuore il tuo
santissimo Figlio e te, dopo di lui, sopra tutte le cose,
e il prossimo in Dio e per Dio”.
Saluti:
Je salue
les pèlerins francophones, particulièrement les jeunes
collégiens et les Vietnamiens présents. Puissions-nous
suivre avec générosité le chemin que saint Thomas d’Aquin
nous indique ! Que la Vierge Marie vous accompagne ! Bon pèlerinage
à tous !
I offer a
warm welcome to the numerous student groups present, and
in a special way to those taking part in the programmes
sponsored by the Foyer Unitas Lay Centre, the Anglican
Centre of Rome and the Midwest Theological Forum. I also
thank the choirs for their praise of God in song. Upon all
the English-speaking visitors, especially those from
Scotland, Norway, Sweden, Australia, Indonesia, Japan,
Singapore, the Bahamas and the United States of America, I
invoke God’s abundant blessings.
Von
Herzen heiße ich alle Pilger und Besucher deutscher
Sprache willkommen. Euch alle ermutige ich, wie Thomas von
Aquin – jeder nach seiner Art – aus der Kraft des
Heiligen Geistes zu leben, sich vom Wort Gottes und den
Sakramenten zu nähren und so auf dem Weg des rechten
Lebens, auf dem Weg zur Gemeinschaft mit Gott und mit den
Nächsten voranzuschreiten. Der Segen Gottes begleite euch
alle!
Saludo a
los grupos de lengua española, en particular a los
miembros de la Asociación pública de Fieles “Hogar de
la Madre”, así como a los demás fieles provenientes de
España, México y otros países latinoamericanos. Os
invito a todos, a imitación de Santo Tomás de Aquino, a
profundizar, mediante el estudio y la oración, en los
grandes misterios de la fe.
Muchas gracias.
Amados
peregrinos língua portuguesa, que viestes junto do túmulo
de São Pedro renovar a vossa profissão de fé eclesial,
reconhecendo e adorando o Deus Uno e Trino, que vos
escolheu para seu Povo Santo. Para todos vós,
particularmente para o grupo brasileiro de Piracicaba, a
minha saudação agradecida, com votos de abundantes dons
de graça e paz divina, que imploro para vós e vossos
queridos com a minha Bênção Apostólica.
Saluto
in lingua ceca:
Srdečně
vítám poutníky farnosti Narození Panny Marie z
Jimramova!
Zítra budeme slavit svátek svatého Jana Křtitele.
Milovaní, povoláním tohoto velikého proroka bylo připravit
cestu našemu Pánu. Stejně tak i my, každý podle
svého povolání, přinášejme Krista do dnešního
světa.
Buďte silní v Pánu! Upřímně vám žehnám!
Chvála Kristu!
Traduzione
italiana:
Un
cordiale benvenuto ai pellegrini della Parrocchia della
Natività di Maria, di Jimramov!
Domani celebreremo la festa di San Giovanni Battista.
Carissimi, la vocazione di questo grande Profeta fu quella
di preparare la via al nostro Signore. Anche noi, ciascuno
secondo la propria vocazione, dobbiamo portare Cristo nel
mondo di oggi.
Siate forti nel Signore! Vi benedico tutti.
Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto
in lingua croata:
Radosno
pozdravljam sve hrvatske hodočasnike, a na poseban način
vjernike iz Zagreba i iz župe Dobrog Pastira iz Brestja.
Dragi prijatelji, Gospodin vam bio oslonac na životnom
putu na kojem neka vas, vaše obitelji, župne zajednice i
sve koji su vam pri srcu, prati Njegov blagoslov. Hvaljen
Isus i Marija!
Traduzione
italiana
Con gioia
saluto tutti i pellegrini Croati, in modo particolare
quelli provenienti da Zagabria e dalla parrocchia del Buon
Pastore a Brestje. Cari amici, il Signore vi sia di
sostegno nel cammino della vita e la Sua benedizione
accompagni voi, le vostre famiglie, le vostre comunità
parrocchiali e quanti vi stanno a cuore. Siano lodati Gesù
e Maria!
Saluto
in lingua polacca:
Serdecznie
witam polskich pielgrzymów. W sposób szczególny zwracam
się do diakonów z krakowskiego Seminarium Duchownego.
Za waszym pośrednictwem przesyłam moje
pozdrowienie i błogosławieństwo wszystkim
klerykom w Polsce. Bądźcie wdzięczni Bogu
za dar powołania, pielęgnujcie je i przykładnym
życiem dodawajcie odwagi innym, których Pan wzywa,
aby nie wahali się odpowiadać: „Oto ja, poślij
mnie” (Iz 6, 8). Niech Bóg błogosławi
wszystkim tu obecnym!
Traduzione
italiana:
Do il
cordiale benvenuto ai pellegrini polacchi. In modo
particolare mi rivolgo ai diaconi dal Seminario Maggiore
di Cracovia. Per il vostro tramite trasmetto il mio saluto
e la benedizione a tutti i seminaristi in Polonia. Siate
grati a Dio per il dono della vocazione, abbiate cura di
essa e con la vita esemplare suscitate il coraggio di
coloro, che il Signore chiama, affinché non esitino di
rispondere: “Eccomi, manda me!” (Is 8, 8). Dio
benedica tutti qui presenti.
Saluto
in lingua slovacca:
Zo srdca
pozdravujem slovenských pútnikov: osobitne z farností
Senica, Igram, Čadca – Kýčerka, Žilina,
Predmier ako aj z Gymnázia Vavrinca Benedikta Nedožerského
z Prievidze.
Bratia a sestry, vaša púť k hrobom svätých apoštolov
Petra a Pavla nech vás naplní novou horlivosťou na
ceste kresťanského svedectva.
S láskou žehnám vás a vašich drahých vo vlasti.
Pochválený buď Ježiš Kristus!
Traduzione
italiana:
Saluto di
cuore i pellegrini slovacchi: in particolare quelli
provenienti dalle parrocchie di Senica, Igram, Čadca
– Kýčerka, Žilina, Predmier e quelli del Ginnasio
Vavrinec Benedikt Nedožerský di Prievidza.
Fratelli e sorelle, il vostro pellegrinaggio alle tombe
dei Santi Apostoli Pietro e Paolo vi riempia di un nuovo
zelo sulla via della testimonianza cristiana.
Con affetto benedico voi ed i vostri cari in Patria.
Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto
in lingua ungherese:
Nagy
szeretettel köszöntöm a magyar zarándokokat, különösen
azokat, akik Déváról és Szombathelyről érkeztek.
A héten ünnepeljük Szent László király ünnepét. Az
ő példája erősítsen meg benneteket a hitben.
Apostoli áldásom legyen veletek minden utatokon.
Dicsértessék a Jézus Krisztus!
Traduzione
italiana:
Un
particolare saluto ai fedeli di lingua ungherese,
specialmente ai Membri dei gruppi di Deva e Szombathely.
Questa settimana celebreremo la festa del Re San Ladislao.
Il suo esempio vi conforti nella fede.
La Benedizione Apostolica vi accompagni sulle vostre vie.
Sia lodato Gesù Cristo!
* * *
Rivolgo
un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In
particolare, saluto i fedeli della parrocchia di San
Gavino Martire, in Camposanto; i militari del 37° Stormo
dell’Aeronautica, di Trapani; gli esponenti
dell’Associazione “Orizzonte Malati”. Tutti
ringrazio per questa visita e, mentre vi esorto a
rinnovare propositi di generosa testimonianza cristiana,
invoco su ciascuno la continua assistenza del Signore.
Saluto,
ora, i giovani, i malati e gli sposi novelli. Oggi ricorre
la memoria liturgica di san Giuseppe Cafasso e il 150°
anniversario della sua morte. L’esempio di questa
attraente figura di sacerdote esemplare, cui vorrei
dedicare la prossima catechesi del Mercoledì, aiuti voi,
cari giovani, a sperimentare personalmente la forza
liberatrice dell'amore di Cristo, che rinnova
profondamente la vita dell'uomo; sostenga voi, cari
malati, ad offrire le vostre sofferenze per la conversione
di chi è prigioniero del male; incoraggi voi, cari sposi
novelli, ad essere segno della fedeltà di Dio anche con
il perdono reciproco, motivato dall'amore.
©
Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
|
|