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UDIENZA
GENERALE (23 novembre 2011) |
Radio
Vaticana, 23 novembre 2011
Il
Papa all'udienza generale: la Chiesa in Africa,
protagonista di una nuova stagione di speranza
Benedetto
XVI, all’udienza generale di stamani nell’Aula Paolo
VI in Vaticano, ha ripercorso le tappe principali del suo
viaggio apostolico in Benin, dal 18 al 20 novembre scorsi.
La gioia e l’ardore apostolico riscontrato tra i
sacerdoti, i religiosi, le religiose, i seminaristi e i
laici – ha detto il Papa – “costituisce un segno di
sicura speranza per il futuro della Chiesa in Benin”. Il
servizio di Amedeo Lomonaco:
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Il viaggio apostolico in Benin si è rivelato “una
toccante esperienza di fede e di rinnovato incontro con
Gesù Cristo vivo”. In questa fase cruciale per
l’intero Continente – ha detto il Papa – la Chiesa
in Africa, con il suo generoso impegno al servizio del
Vangelo, “potrà essere protagonista di una nuova
stagione di speranza”:
“In Africa ho visto una freschezza del sì alla
vita, una freschezza del senso religioso e della speranza,
una percezione della realtà nella sua totalità con Dio e
non ridotta ad un positivismo che, alla fine, spegne la
speranza. Tutto ciò dice che in quel Continente c’è
una riserva di vita e di vitalità per il futuro, sulla
quale noi possiamo contare, sulla quale la Chiesa può
contare”.
Una delle immagini indelebili del viaggio apostolico è
stata la preghiera sulla tomba di un grande uomo di Chiesa
e illustre figlio del Benin e dell’Africa:
“…L’indimenticabile cardinale Bernardin Gantin,
la cui venerata memoria è più che mai viva nel suo
Paese, che lo considera un Padre della patria, e
nell’intero Continente”.
Il viaggio in Benin, “un grande appello all’Africa,
perché orienti ogni sforzo ad annunciare il Vangelo a
coloro che ancora non lo conoscono”, è stato anche
un’esortazione, per le comunità cristiane, alla
giustizia, alla pace e alla riconciliazione:
“Questo spirito di riconciliazione è
indispensabile, naturalmente, anche sul piano civile e
necessita un’apertura alla speranza che deve animare
anche la vita sociopolitica ed economica del Continente,
come ho avuto modo di rilevare nell’incontro con le
Istituzioni politiche, il Corpo Diplomatico e i
Rappresentanti delle Religioni”.
In quell’occasione il Santo Padre aveva posto
l’accento proprio “sulla speranza che deve animare il
cammino del Continente, rilevando l’ardente desiderio di
libertà e di giustizia che, specialmente in questi ultimi
mesi, anima i cuori di numerosi popoli africani”:
“Ho sottolineato poi la necessità di costruire
una società in cui i rapporti tra etnie e religioni
diverse siano caratterizzati dal dialogo e dall’armonia.
Ho invitato tutti ad essere veri seminatori di speranza in
ogni realtà e in ogni ambiente”.
“I cristiani – ha aggiunto il Papa – sono uomini
di speranza, che non si possono disinteressare dei propri
fratelli e sorelle”. Parole che hanno scandito anche la
celebrazione eucaristica domenicale nello stadio
dell’Amicizia di Cotonou:
“E’ stato uno straordinario momento di preghiera
e di festa della fede alla quale hanno preso parte
migliaia di fedeli del Benin e di altri Paesi africani,
dai più anziani ai più giovani: una meravigliosa
testimonianza di come la fede riesca ad unire le
generazioni e sappia rispondere alle sfide di ogni
stagione della vita”.
Durante questa toccante celebrazione, il Santo Padre ha
consegnato ai presidenti delle Conferenze Episcopali
dell’Africa l’esortazione apostolica post sinodale
Africae munus, testo con le linee fondamentali per il
cammino della Chiesa in Africa e destinato ai vescovi, ai
sacerdoti, ai religiosi ed alle religiose, ai catechisti
ed ai laici dell’intero Continente africano:
“Affidando ad essi i frutti della Seconda
Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi,
ho chiesto loro di meditarli attentamente e di viverli in
pienezza, per rispondere efficacemente alla impegnativa
missione evangelizzatrice della Chiesa pellegrina
nell’Africa del terzo millennio”.
A tutti il Pontefice ha rivolto l’appello ad essere
costruttori instancabili di comunione, pace e solidarietà.
“Gli africani hanno risposto con il loro
entusiasmo all’invito del Papa, e sui loro volti, nella
loro fede ardente, nella loro adesione convinta al Vangelo
della vita ho riconosciuto ancora una volta segni
consolatori di speranza per il grande Continente
africano”.
Il Santo Padre ha poi ricordato di aver toccato con
mano “questi segni anche nell’incontro con i bambini e
con il mondo della sofferenza”:
“Nella chiesa parrocchiale di Santa Rita, ho
veramente gustato la gioia di vivere, l’allegria e
l’entusiasmo delle nuove generazioni che costituiscono
il futuro dell’Africa. Alla schiera festosa dei Bambini,
una delle tante risorse e ricchezze del Continente, ho
additato la figura di san Kizito, un ragazzo ugandese,
ucciso perché voleva vivere secondo il Vangelo, ed ho
esortato ciascuno a testimoniare Gesù ai propri
coetanei”.
Particolarmente toccante anche la visita al Foyer
“pace e Gioia”, gestito dalle missionarie della Carità
di Madre Teresa:
“Mi ha fatto vivere un momento di grande
commozione incontrando bambini abbandonati e malati e mi
ha consentito di vedere concretamente come l’amore e la
solidarietà sanno rendere presente nella debolezza la
forza e l’affetto di Cristo risorto”.
Momento intenso di comunione è stato anche
l’incontro con l’episcopato del Benin:
“Ai vescovi ho rivolto l’invito a porre in atto
opportune iniziative pastorali per suscitare nelle
famiglie, nelle parrocchie, nelle comunità e nei
movimenti ecclesiali una costante riscoperta della Sacra
Scrittura, quale sorgente di rinnovamento spirituale e
occasione di approfondimento della la fede”.
Al termine dell’udienza, Benedetto XVI ha rivolto un
cordiale saluto al gruppo degli Zingari della provincia di
Tolna, in Ungheria. Il Santo Padre ha infine ricordato
“che stiamo vivendo gli ultimi giorni dell’Anno
liturgico, che ci invitano a considerare con sguardo di
fede il tempo che passa”:
“Cari giovani, sintonizzate il vostro cammino
personale con quello della Chiesa, scandito dalla
Liturgia, e preparatevi a vivere il Tempo dell’Avvento
come tempo di attesa interiore del Messia nostro
Salvatore; cari malati, invocate da Dio il dono della
speranza, offrendo per questo anche le vostre sofferenze;
e voi, cari sposi novelli, abbiate sempre fiducia nella
divina Provvidenza, che guida e accompagna le famiglie
cristiane”.
UDIENZA
GENERALE
Aula
Paolo VI
Mercoledì, 23 novembre 2011
Cari
Fratelli e Sorelle,
sono
ancora vive in me le impressioni suscitate dal recente Viaggio
Apostolico nel Benin, sul quale desidero quest’oggi
soffermarmi. Sgorga spontaneo dal mio animo il rendimento
di grazie al Signore: nella sua provvidenza, Egli ha
voluto che ritornassi in Africa per la seconda volta come
successore di Pietro, in occasione del 150° anniversario
dell’inizio dell’evangelizzazione del Benin e per
firmare e consegnare ufficialmente alle comunità
ecclesiali africane l’Esortazione apostolica
postsinodale Africae
munus. In questo importante documento, dopo aver
riflettuto sulle analisi e sulle proposte scaturite dalla Seconda
Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi,
svoltasi in Vaticano nell’ottobre del 2009, ho voluto
offrire alcune linee per l’azione pastorale nel grande
Continente africano. In pari tempo, ho voluto rendere
omaggio e pregare sulla tomba di un illustre figlio del
Benin e dell’Africa, e grande uomo di Chiesa,
l’indimenticabile Cardinale Bernardin Gantin, la cui
venerata memoria è più che mai viva nel suo Paese, che
lo considera un Padre della patria, e nell’intero
Continente.
Desidero
oggi ripetere il mio più vivo ringraziamento a coloro che
hanno contribuito alla realizzazione di questo mio
pellegrinaggio. Anzitutto sono molto grato al Signor
Presidente della Repubblica, che con grande cortesia mi ha
offerto il cordiale saluto suo e di tutto il Paese;
all’Arcivescovo di Cotonou e agli altri venerati
Fratelli nell’episcopato, che mi hanno accolto con
affetto. Ringrazio, inoltre, i sacerdoti, i religiosi e le
religiose, i diaconi, i catechisti e gli innumerevoli
fratelli e sorelle, che con tanta fede e calore mi hanno
accompagnato durante quei giorni di grazia. Abbiamo
vissuto insieme una toccante esperienza di fede e di
rinnovato incontro con Gesù Cristo vivo, nel contesto del
150° anniversario della evangelizzazione del Benin.
Ho
deposto i frutti della Seconda
Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi
ai piedi della Vergine Santa, venerata in Benin
specialmente nella Basilica dell’Immacolata Concezione
di Ouidah. Sul modello di Maria, la Chiesa in Africa ha
accolto la Buona Novella del Vangelo, generando molti
popoli alla fede. Ora le comunità cristiane dell’Africa
– come sottolineato sia dal tema del Sinodo, sia dal
motto del mio
Viaggio Apostolico – sono chiamate a rinnovarsi
nella fede per essere sempre più al servizio della
riconciliazione, della giustizia e della pace. Esse sono
invitate a riconciliarsi al loro interno per diventare
strumenti gioiosi della misericordia divina, ognuna
apportando le proprie ricchezze spirituali e materiali
all’impegno comune.
Questo
spirito di riconciliazione è indispensabile,
naturalmente, anche sul piano civile e necessita
un’apertura alla speranza che deve animare anche la vita
sociopolitica ed economica del Continente, come ho avuto
modo di rilevare nell’incontro
con le Istituzioni politiche, il Corpo Diplomatico e i
Rappresentanti delle Religioni. In questa circostanza
ho voluto porre l’accento proprio sulla speranza che
deve animare il cammino del Continente, rilevando
l’ardente desiderio di libertà e di giustizia che,
specialmente in questi ultimi mesi, anima i cuori di
numerosi popoli africani. Ho sottolineato poi la necessità
di costruire una società in cui i rapporti tra etnie e
religioni diverse siano caratterizzati dal dialogo e
dall’armonia. Ho invitato tutti ad essere veri
seminatori di speranza in ogni realtà e in ogni ambiente.
I
cristiani sono di per sé uomini di speranza, che non si
possono disinteressare dei propri fratelli e sorelle: ho
ricordato questa verità anche all'immensa folla convenuta
per la Celebrazione
eucaristica domenicale nello stadio dell’Amicizia di
Cotonou. E’ stato, questa Messa della domenica, uno
straordinario momento di preghiera e di festa alla quale
hanno preso parte migliaia di fedeli del Benin e di altri
Paesi africani, dai più anziani ai più giovani: una
meravigliosa testimonianza di come la fede riesca ad unire
le generazioni e sappia rispondere alle sfide di ogni
stagione della vita.
Durante
questa toccante e solenne celebrazione, ho
consegnato ai Presidenti delle Conferenze Episcopali
dell’Africa l’Esortazione apostolica postsinodale Africae
munus - che
avevo firmato il giorno prima a Ouidah - destinata ai
Vescovi, ai sacerdoti, ai religiosi ed alle religiose, ai
catechisti ed ai laici dell’intero Continente africano.
Affidando ad essi i frutti della Seconda
Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi,
ho chiesto loro di meditarli attentamente e di viverli in
pienezza, per rispondere efficacemente alla impegnativa
missione evangelizzatrice della Chiesa pellegrina
nell’Africa del terzo millennio. In
questo importante testo ogni fedele troverà le linee
fondamentali che guideranno e incoraggeranno il cammino
della Chiesa in Africa, chiamata ad essere sempre più il
“sale della terra” e la “luce del mondo” (Mt
5,13-14).
A tutti
ho rivolto l’appello ad essere costruttori instancabili
di comunione, di pace e di solidarietà, per cooperare così
alla realizzazione del piano di salvezza di Dio per
l’umanità. Gli africani hanno risposto con il loro
entusiasmo all’invito del Papa, e sui loro volti, nella
loro fede ardente, nella loro adesione convinta al Vangelo
della vita ho riconosciuto ancora una volta segni
consolatori di speranza per il grande Continente africano.
Ho
toccato con mano questi segni anche nell’incontro con i
bambini e con il mondo della sofferenza. Nella
chiesa parrocchiale di Santa Rita, ho veramente
gustato la gioia di vivere, l’allegria e l’entusiasmo
delle nuove generazioni che costituiscono il futuro
dell’Africa. Alla schiera festosa dei Bambini, una delle
tante risorse e ricchezze del Continente, ho additato la
figura di san Kizito, un ragazzo ugandese, ucciso perché
voleva vivere secondo il Vangelo, ed ho esortato ciascuno
a testimoniare Gesù ai propri coetanei. La visita al
Foyer “Pace e Gioia”, gestito dalle Missionarie della
Carità di Madre Teresa, mi ha fatto vivere un momento di
grande commozione incontrando bambini abbandonati e malati
e mi ha consentito di vedere concretamente come l’amore
e la solidarietà sanno rendere presente nella debolezza
la forza e l’affetto di Cristo risorto.
La gioia
e l’ardore apostolico che ho
riscontrato tra i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i
seminaristi e i laici, convenuti in gran numero,
costituisce un segno di sicura speranza per il futuro
della Chiesa in Benin. Ho esortato tutti ad una fede
autentica e viva e ad una vita cristiana caratterizzata
dalla pratica delle virtù, e ho incoraggiato ciascuno a
vivere la rispettiva missione nella Chiesa con fedeltà
agli insegnamenti del Magistero, in comunione fra loro e
con i Pastori, indicando specialmente ai sacerdoti la via
della santità, nella consapevolezza che il ministero non
è una semplice funzione sociale, ma è portare Dio
all’uomo e l’uomo a Dio.
Momento
intenso di comunione è stato l’incontro
con l’Episcopato del Benin, per riflettere in
particolare sull’origine dell’annuncio evangelico nel
loro Paese, ad opera di missionari che hanno generosamente
donato la loro vita, talvolta in modo eroico, affinché
l’amore di Dio fosse annunciato a tutti. Ai Vescovi ho
rivolto l’invito a porre in atto opportune iniziative
pastorali per suscitare nelle famiglie, nelle parrocchie,
nelle comunità e nei movimenti ecclesiali una costante
riscoperta della Sacra Scrittura, quale sorgente di
rinnovamento spirituale e occasione di approfondimento
della la fede. Da tale rinnovato approccio alla Parola di
Dio e dalla riscoperta del proprio Battesimo, i fedeli
laici troveranno la forza per testimoniare la loro fede in
Cristo e nel suo Vangelo nella loro vita quotidiana. In
questa fase cruciale per l’intero Continente, la Chiesa
in Africa, con il suo impegno al servizio del Vangelo, con
la coraggiosa testimonianza di fattiva solidarietà, potrà
essere protagonista di una nuova stagione di speranza. In
Africa ho visto una freschezza del sì alla vita, una
freschezza del senso religioso e della speranza, una
percezione della realtà nella sua totalità con Dio e non
ridotta ad un positivismo che, alla fine, spegne la
speranza. Tutto ciò dice che in quel Continente c’è
una riserva di vita e di vitalità per il futuro, sulla
quale noi possiamo contare, sulla quale la Chiesa può
contare.
Questo
mio viaggio ha costituito un grande appello all'Africa,
perché orienti ogni sforzo ad annunciare il Vangelo a
coloro che ancora non lo conoscono. Si tratta di un
rinnovato impegno per l’evangelizzazione, alla quale
ogni battezzato è chiamato, promuovendo la
riconciliazione, la giustizia e la pace.
A Maria,
Madre della Chiesa e Nostra Signora d’Africa, affido
coloro che ho avuto modo di incontrare in questo mio indimenticabile
Viaggio Apostolico. A Lei raccomando la Chiesa in
Africa. La materna intercessione di Maria «il cui cuore
è sempre orientato alla volontà di Dio, sostenga ogni
impegno di conversione, consolidi ogni iniziativa di
riconciliazione e renda efficace ogni sforzo in favore
della pace in un mondo che ha fame e sete di giustizia» (Africae
munus, 175). Grazie.
Saluti:
Je salue
les pèlerins francophones, particulièrement la Fraternité
des Béninois à Rome, l’Association ‘Saint Benoît
patron de l’Europe’ et le groupe du Carmel de Marie
Vierge Missionnaire de Teyssières. Laissez-vous habiter
par la joie que donne la foi au Christ pour témoigner de
l’espérance partout où vous êtes ! Avec ma bénédiction
!
I offer a
cordial greeting to the Sisters of Jesus and Mary taking
part in a course of spiritual renewal. I also greet the
international group of Marist and Marianist Brothers. My
warm welcome likewise goes to the pilgrims from Indonesia.
Upon all the English-speaking visitors present at
today’s Audience, including the groups from Nigeria,
South Korea and the United States of America, I invoke
God’s blessings of joy and peace.
Ganz
herzlich grüße ich alle Pilger und Besucher deutscher
Sprache. Zeigen doch auch wir unsere Solidarität mit den
Christen in der Welt: in unserem Einsatz für das
Evangelium und mit unserem Zeugnis gelebter Hoffnung. Gott
schenke euch gesegnete Tage hier in Rom.
Saludo a
los peregrinos de lengua española, en particular a los
grupos de España, Argentina, México y otros países
latinoamericanos. Invito a todos a dar gracias al Señor
por esta Visita Apostólica a Benin. Que María, madre de
la Iglesia, acompañe toda conversión, consolide cada
iniciativa de reconciliación, y dé eficacia a los
esfuerzos en favor de la paz. Muchas gracias.
Queridos
amigos e irmãos de língua portuguesa, que hoje parais
junto do túmulo de São Pedro e neste Encontro com o Seu
Sucessor: Obrigado pela vossa presença! A todos saúdo,
especialmente aos brasileiros da Comunidade Arca da Aliança,
confiando à Virgem Maria os vossos corações e os vossos
passos ao serviço da evangelização e do anúncio da
Palavra de Deus. Para vós e vossas famílias, a minha Bênção!
Saluto
in lingua polacca:
Pozdrawiam
pielgrzymów polskich. Serdecznie dziękuję wam
za modlitwy w intencji mojej podróży do Beninu.
Pozdrawiam Rektorów Uczelni Wrocławia, Opola, Częstochowy
i Zielonej Góry. Raz jeszcze dziękuję za
przyznany mi honorowy Laur Akademicki. Wiem, że
dotychczas otrzymał go tylko błogosławiony
Jan Paweł II. Dlatego jest dla mnie szczególnym wyróżnieniem.
Kolegium Rektorów, przedstawicielom Uczelni, ich wspólnotom
akademickim i wszystkim tu obecnym z serca błogosławię.
Traduzione
italiana:
Saluto
cordialmente i pellegrini polacchi. Vi ringrazio di cuore
per le preghiere per il mio viaggio in Benin. Saluto il
Collegio dei Rettori Magnifici degli Atenei di Wrocław,
Opole, Częstochowa e Zielona Góra. Esprimo
nuovamente la mia gratitudine per l’onorifico
“Alloro” Accademico. So che fino a oggi lo ha ricevuto
solo il beato Giovanni Paolo II. Per questo sia per me un
particolare riconoscimento. Benedico di cuore il Collegio
dei Rettori, i rappresentanti degli Atenei, le loro
comunità accademiche e tutti i presenti.
Saluto
in lingua croata:
Od srca
pozdravljam sve hrvatske hodočasnike. S posebnom radošću
pozdravljam svećenike i vjernike Grkokatoličke
Križevačke Biskupije predvođene njihovim
Pastirom Mons. Nikolom Kekićem. Dragi prijatelji,
započeli ste u vašoj eparhiji proslavu jubileja,
četiristo godina od sjedinjenja s Rimskom Crkvom i
uspostave grkokatoličke eparhije u Marči. Ovim
hodočašćem na grobove apostola Petra i Pavla
zahvaljujete za sve darove koje ste primili. Vaša višestoljetna
povezanost s Rimskim Biskupom neka vam pomogne biti
graditeljima crkvenoga zajedništva kršćanskog
Istoka i Zapada. Dok se pridružujem vašoj zahvali,
zazivam nad vas zaštitu Presvete Bogorodice te vas
blagoslivljam. Hvaljen Isus i Marija!
Traduzione
italiana:
Di
cuoresalutotutti i pellegriniCroati. Con gioia particolare
saluto i sacerdoti ed i fedeli della Diocesi
Greco-cattolica di Križevci guidati dal loro Pastore
Mons. Nikola Kekić.Cariamici, avete cominciato nella
vostra eparchia la celebrazione di un giubileo, i 400 anni
dell’unione con la Chiesa di Roma e dell’istituzione
dell’Eparchia di Marča. Oggi ringraziate Dio, con
questo pellegrinaggio alle tombe degli apostoli Pietro e
Paolo, per tutti i doni che avete ricevuto. La vostra
unione plurisecolare con il Vescovo di Roma vi aiuti ad
essere costruttori di comunione tra l’Oriente e
l’Occidente cristiano. Mentre vi accompagno nel vostro
ringraziamento, invoco la protezione della Beata Vergine
Maria e vi benedico. Siano lodati Gesù e Maria!
Saluto
in lingua ungherese:
Szeretettel
köszöntöm a magyar zarándokokat, különösen is a
Tolna Megyei Cigány Önkormányzat csoportját. A hit
ragyogása vezessen benneteket az élet útjain. Szívesen
adom rátok és jószándékaitokra Apostoli Áldásomat.
Dicsértessék
a Jézus Krisztus!
Traduzione
italiana:
Un saluto
cordiale ai pellegrini ungheresi, specialmente al gruppo
degli Zingari della Provincia di Tolna. Vi guidi lo
splendore della fede sulle vie della vita.
Volentieri
imparto la Benedizione Apostolica a voi ed alle vostre
intenzioni. Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto
in lingua ucraina:
Щиро
вітаю
україномовних
учасників.
Нехай
ваша
проща до
могил
святих
Апостолів
та
зустріч з
традиціями
Вічного
Міста
скріплять
вашу віру
та
стануть
джерелом
духовного
росту.
Всім вам
уділяю
своє
благословення!
Слава
Ісусу
Христу!
Traduzione
italiana:
Saluto
cordialmente i partecipanti di lingua ucraina. Il vostro
pellegrinaggio alle Tombe degli Apostoli e l’incontro
con la tradizione della Città Eterna rafforzino la vostra
fede e diventino fonte di crescita spirituale. A tutti voi
la mia benedizione!Sia lodato Gesù Cristo!
* * *
Sono
particolarmente lieto di accogliere la Delegazione del
Forum Cattolico-Ortodosso, composta da numerosi Presuli ai
quali rivolgo il mio più cordiale saluto. Ai membri
cattolici, in particolare, porgo un sentito augurio in
occasione del 40° anniversario del Consiglio delle
Conferenze Episcopali Europee.
Un
caloroso benvenuto, infine, ai pellegrini di lingua
italiana, in particolare ai gruppi parrocchiali di
Sant’Elpidio a Mare e di San Giovanni Battista in Napoli
Chiaiano; ai militari dell’Associazione Nazionale
Carabinieri di Salerno e agli alunni e ai docenti di
numerose scuole.
Un
pensiero va ora, come di consueto, ai giovani, ai malati
e agli sposi novelli.
Stiamo
vivendo gli ultimi giorni dell’Anno liturgico, che ci
invitano a considerare con sguardo di fede il tempo che
passa. Cari giovani, sintonizzate il vostro cammino
personale con quello della Chiesa, scandito dalla
Liturgia, e preparatevi a vivere il Tempo dell’Avvento
come tempo di attesa interiore del Messia nostro
Salvatore; cari malati, invocate da Dio il dono
della speranza, offrendo per questo anche le vostre
sofferenze; e voi, cari sposi novelli, abbiate
sempre fiducia nella divina Provvidenza, che guida e
accompagna le famiglie cristiane.
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