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UDIENZA
GENERALE (13 AGOSTO 2008) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
13 agosto 2008
Udienza
generale. Benedetto XVI invoca la pace nel mondo:
"Chi prega non perde mai la speranza"
Il
Papa invoca il dono della pace nel mondo: lo ha fatto
riprendendo questa mattina a Castel Gandolfo
l’appuntamento tradizionale dell’udienza generale del
mercoledì, sospeso dopo il 2 luglio per il viaggio in
Australia e il soggiorno a Bressanone. Benedetto XVI ha
elevato la sua preghiera a Dio attraverso
l’intercessione di San Massimiliano Maria Kolbe, di cui
la Chiesa domani celebra la memoria, e affidando
l’umanità alla Vergine a due giorni dalla Solennità
dell’Assunzione. Ce ne parla Sergio Centofanti.
Il Papa all’inizio dell’udienza generale ha
rievocato il suo soggiorno a Bressanone, da cui è
rientrato lunedì scorso. “Sono stati giorni di serena
distensione – ha detto - durante i quali non ho cessato
di ricordare al Signore quanti si affidano alle mie
preghiere”:
“E sono veramente tantissimi quelli che mi
scrivono chiedendo di pregare per loro. Mi manifestano le
loro gioie, ma anche le loro preoccupazioni, i loro
progetti di vita, ma pure i problemi familiari e di
lavoro, le attese e le speranze che portano in cuore,
insieme alle angustie connesse alle incertezze che
l’umanità sta vivendo in questo momento. Posso
assicurare che per tutti e per ciascuno ho un ricordo,
specialmente nella quotidiana celebrazione della Santa
Messa e nella recita del Santo Rosario”.
Benedetto XVI ha sottolineato che, come Vicario di
Cristo, “il primo servizio” che può “rendere alla
Chiesa e all’umanità è proprio quello della
preghiera”:
“Chi prega non perde mai la speranza, anche quando
venisse a trovarsi in situazioni difficili e persino
umanamente disperate. Questo ci insegna la Sacra Scrittura
e questo testimonia la storia della Chiesa. Quanti esempi,
in effetti, potremmo recare di situazioni in cui è stata
proprio la preghiera a sostenere il cammino dei santi e
del popolo cristiano!”
Tra le testimonianze della nostra epoca cita quella di
Santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, e San
Massimiliano Maria Kolbe, che la Chiesa ricorderà domani.
Entrambi hanno concluso con il martirio la loro vicenda
terrena nel lager di Auschwitz:
“Apparentemente le loro esistenze
potrebbero essere ritenute una sconfitta, ma proprio nel
loro martirio risplende il fulgore dell’Amore che vince
le tenebre dell’egoismo e dell’odio. A san
Massimiliano Kolbe vengono attribuite le seguenti parole
che egli avrebbe pronunciato nel pieno furore della
persecuzione nazista: ‘L’odio non è una forza
creativa: lo è solo l’amore’. E dell’amore fu
eroica prova la generosa offerta che egli fece di sé in
cambio di un suo compagno di prigionia, offerta culminata
nella morte nel bunker della fame, il 14 agosto del
1941”.
Edith Stein – ricorda poi il Papa – a tre giorni
dalla sua drammatica fine, avvicinando alcune consorelle
del monastero di Echt, in Olanda, ebbe a dire loro:
“Sono pronta a tutto. Gesù è anche qui in mezzo a noi.
Finora ho potuto pregare benissimo e ho detto con tutto il
cuore: “Ave, Crux, spes unica ”:
“Testimoni che riuscirono a fuggire
dall’orribile massacro raccontarono che Teresa Benedetta
della Croce, mentre vestita dell’abito carmelitano
avanzava cosciente verso la morte, si distingueva per il
suo comportamento pieno di pace e per il suo atteggiamento
sereno e per il comportamento calmo e attento alle
necessità di tutti. La preghiera fu il segreto di questa
Santa compatrona d’Europa, che ‘anche dopo essere
approdata alla verità nella pace della vita
contemplativa, dovette vivere fino in fondo il mistero
della Croce’” (Lettera Apostolica Spes aedificandi,:
Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX, 2, 1999 pag.511).
Il Papa invoca il dono della pace nel mondo attraverso
l’intercessione di San Massimiliano Kolbe: “il suo
eroico atto d’amore e la morte di martire – ha detto
salutando i fedeli polacchi – sarà sempre segno del
trionfo della potenza di Dio e della nobiltà dell’uomo
sull’immensità del male”:
“'Ave Maria!': fu l’ultima invocazione sulle
labbra di san Massimiliano Maria Kolbe mentre porgeva il
braccio a colui che lo uccideva con un’iniezione di
acido fenico. È commovente costatare come il ricorso
umile e fiducioso alla Madonna sia sempre sorgente di
coraggio e di serenità. Mentre ci prepariamo a celebrare
la solennità dell’Assunzione, che è una delle
ricorrenze mariane più care alla tradizione cristiana,
rinnoviamo il nostro affidamento a Colei che dal Cielo
veglia con amore materno su di noi in ogni momento”.
(applausi)
UDIENZA
GENERALE
Cari
fratelli e sorelle!
Rientrato
da Bressanone, dove ho potuto trascorrere un periodo di
riposo, sono contento di incontrare e salutare voi, cari
abitanti di Castel Gandolfo, e voi, pellegrini, che siete
venuti quest’oggi a farmi visita. Vorrei ancora una
volta ringraziare quanti mi hanno accolto e hanno vegliato
sul mio soggiorno in montagna. Sono stati giorni di serena
distensione, durante i quali non ho cessato di ricordare
al Signore quanti si affidano alle mie preghiere. E sono
veramente tantissimi quelli che mi scrivono chiedendo di
pregare per loro. Mi manifestano le loro gioie, ma anche
le loro preoccupazioni, i loro progetti di vita, ma pure i
problemi familiari e di lavoro, le attese e le speranze
che portano in cuore, insieme alle angustie connesse alle
incertezze che l’umanità sta vivendo in questo momento.
Posso assicurare che per tutti e per ciascuno ho uno
ricordo, specialmente nella quotidiana celebrazione della
Santa Messa e nella recita del Santo Rosario. So bene che
il primo servizio che posso rendere alla Chiesa e
all’umanità è proprio quello della preghiera, perché
pregando pongo nelle mani del Signore con fiducia il
ministero che Lui stesso mi ha affidato, insieme alle
sorti dell’intera comunità ecclesiale e civile.
Chi prega
non perde mai la speranza, anche quando venisse a trovarsi
in situazioni difficili e persino umanamente disperate.
Questo ci insegna la Sacra Scrittura e questo testimonia
la storia della Chiesa. Quanti esempi, in effetti,
potremmo recare di situazioni in cui è stata proprio la
preghiera a sostenere il cammino dei santi e del popolo
cristiano! Tra le testimonianze della nostra epoca vorrei
citare quella di due santi la cui memoria facciamo in
questi giorni: Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein,
la cui festa abbiamo celebrato il 9 di agosto, e
Massimiliano Maria Kolbe che ricorderemo domani, 14
agosto, vigilia della solennità dell’Assunzione della
Beata Vergine Maria. Entrambi hanno concluso con il
martirio la loro vicenda terrena nel lager di Auschwitz.
Apparentemente le loro esistenze potrebbero essere
ritenute una sconfitta, ma proprio nel loro martirio
risplende il fulgore dell’Amore che vince le tenebre
dell’egoismo e dell’odio. A san Massimiliano Kolbe
vengono attribuite le seguenti parole che egli avrebbe
pronunciato nel pieno furore della persecuzione nazista:
"L’odio non è una forza creativa: lo è solo
l’amore". E dell’amore fu eroica prova la
generosa offerta che egli fece di sé in cambio di un suo
compagno di prigionia, offerta culminata nella morte nel
bunker della fame, il 14 agosto del 1941.
Edith
Stein, il 6 agosto dell’anno successivo, a tre giorni
dalla sua drammatica fine, avvicinando alcune consorelle
del monastero di Echt, in Olanda, ebbe a dire loro:
"Sono pronta a tutto. Gesù è anche qui in mezzo a
noi. Finora ho potuto pregare benissimo e ho detto con
tutto il cuore: "Ave, Crux, spes unica ".
Testimoni che riuscirono a fuggire dall’orribile
massacro raccontarono che Teresa Benedetta della Croce,
mentre vestita dell’abito carmelitano avanzava cosciente
verso la morte, si distingueva per il suo comportamento
pieno di pace e per il suo atteggiamento sereno e per il
comportamento calmo e attento alle necessità di tutti. La
preghiera fu il segreto di questa Santa compatrona
d’Europa, che "anche dopo essere approdata alla
verità nella pace della vita contemplativa, dovette
vivere fino in fondo il mistero della Croce" (Lettera
Apostolica Spes aedificandi,: Insegnamenti di
Giovanni Paolo II, XX, 2, 1999 pag.511).
"Ave
Maria!": fu l’ultima invocazione sulle labbra di
san Massimiliano Maria Kolbe mentre porgeva il braccio a
colui che lo uccideva con un’iniezione di acido fenico.
È commovente costatare come il ricorso umile e fiducioso
alla Madonna sia sempre sorgente di coraggio e di serenità.
Mentre ci prepariamo a celebrare la solennità
dell’Assunzione, che è una delle ricorrenze mariane più
care alla tradizione cristiana, rinnoviamo il nostro
affidamento a Colei che dal Cielo veglia con amore materno
su di noi in ogni momento. Questo in effetti noi diciamo
nella familiare preghiera dell’Ave Maria, chiedendoLe di
pregare per noi "adesso e nell’ora della nostra
morte".
SALUTI
DEL SANTO PADRE NELLE DIVERSE LINGUE
Je salue
cordialement les pèlerins de langue française, en
particulier le groupe des jeunes collégiens de Draguignan,
ainsi que les Petites Sœurs de Jésus qui se préparent
à émettre leurs vœux perpétuels dans l’esprit du
Bienheureux Charles de Foucauld. Que votre pèlerinage
auprès du tombeau des Apôtres Pierre et Paul soit pour
vous l’occasion de raffermir votre attachement au Christ
et à son Église et de renforcer votre esprit
missionnaire. Que Dieu vous bénisse !
I am
happy to welcome the young Irish pilgrims from Kildare and
Leighlin who are with us this morning. My warm greeting
also goes to the Heisei Youth group from Japan. Upon all
the English-speaking pilgrims, including those from Guam,
Canada and the United States, I cordially invoke God’s
blessings of joy and peace.
Ganz
herzlich grüße ich die deutschsprachigen Pilger und
Besucher hier in Castel Gandolfo. In diesen Tagen
verbringen viele Menschen ihren wohlverdienten Urlaub.
Dieser kann nur dann gut und wirklich erfüllt sein, wenn
der Mensch die Beziehungen zu den Mitmenschen und vor
allem auch zu Gott, unserem Schöpfer, nicht außer acht läßt;
denn das Leben ist seinem Wesen nach Beziehung. – Der gütige
Gott schenke euch in dieser Ferienzeit eine echte
Gemeinschaft untereinander und eine gute Erholung!
Saludo
cordialmente a los peregrinos de lengua española. Os
invito a contemplar con fervor el testimonio de San
Maximiliano María Kolbe. Siguiendo sus huellas, acoged
con humildad la Palabra de Jesucristo, meditadla cada día
y llevadla a la práctica con valentía y constancia. A
ejemplo suyo también, poneos bajo el dulce amparo de la
Virgen María, rezando el Santo Rosario y confiando
siempre en su amor de Madre. Que Dios os bendiga.
Desejo
saudar, cordialmente o grupo da Universidade Católica
Portuguesa de Lisboa, e a tripulação do Navio-Escola «Brasil»
da Marinha brasileira, aos quais faço votos de que
levem deste encontro a lembrança que a vossa vida tem
como objetivo servir, com caridade cristã, os cidadãos
da vossa Pátria, pelas rotas da paz, da solidariedade e
da fraternidade!
Com estes
votos, de todo coração abençoo a vós e às vossas famílias,
bem como a todos os peregrinos de língua portuguesa aqui
presentes.
Serdecznie
pozdrawiam pielgrzymów z Polski. Jutro przypada
wspomnienie św. Maksymiliana Marii Kolbego. Jego
heroiczny akt miłości i męczeńska
śmierć będzie zawsze znakiem zwycięstwa
Bożej mocy i ludzkiej szlachetności nad
bezmiarem zła. Przez jego wstawiennictwo prosimy o
dar pokoju na świecie. Niech Bóg błogosławi
wam i waszym rodzinom.
[Saluto
cordialmente i pellegrini provenienti dalla Polonia.
Domani cade la memoria di S. Massimiliano Maria Kolbe. Il
suo eroico atto d’amore e la morte di martire sarà
sempre segno del trionfo della potenza di Dio e della
nobiltà dell’uomo sull’immensità del male. Per la
sua intercessione chiediamo il dono della pace nel mondo.
Dio benedica voi e le vostre famiglie.]
Rivolgo,
inoltre, un cordiale saluto ai pellegrini di lingua
italiana, in particolare alle Suore di San Giovanni
Battista e alle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e
Maria (Ravasco), che stanno celebrando in questi
giorni i rispettivi Capitoli generali. Care sorelle vi
assicuro il mio orante ricordo affinché possiate
rinnovare quotidianamente la dimensione oblativa della
vostra vita nell’esercizio fedele delle virtù
evangeliche. Saluto altresì il gruppo degli animatori
delle parrocchie della città di Vittoria.
©
Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana
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