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UDIENZA
GENERALE (21 FEBBRAIO 2007) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
21 febbraio 2007
Benedetto
XVI all’udienza generale del Mercoledì delle Ceneri: convertirsi
è
scegliere l’amore di Dio nella Croce, non la propria
realizzazione
La
Quaresima è la “stagione spirituale propizia per
allenarsi” a cercare Dio “con maggior tenacia”:
tralasciando gli effimeri progetti di successo personale e
riscoprendo, invece, la forza dell’amore di Dio e della
carità verso i deboli. Sono alcuni dei pensieri con i
quali Benedetto XVI ha svolto l’udienza generale di
oggi, interamente centrata sul periodo penitenziale che si
apre con il Mercoledì delle Ceneri. Come accaduto
talvolta nelle scorse settimane, prima di tenere la
catechesi in Aula Paolo VI, il Papa è sceso nella
Basilica di San Pietro, dove ha pregato e incontrato
brevemente numerosi gruppi di scolaresche e di
associazioni di giovani, invitati ad accogliere Gesù
“con generosità”. La cronaca, nel servizio di
Alessandro De Carolis:
Convertirsi
a Dio perché l’uomo non è l’architetto assoluto del
proprio destino e in quanto figlio di Dio può aspirare a
molto di più della propria autorealizzazione.
Riscoprire che dietro l’ombra della Croce c’è il
“segreto della felicità”, che deve essere
testimoniata in ogni ambiente della vita sociale. Come
ogni Mercoledì delle Ceneri, l’udienza generale ha
permesso al Papa di percorrere con i suoi insegnamenti i
“sentieri spirituali” della Quaresima. E i primi ai
quali ha voluto rammentare con particolare accortezza il
senso di questo periodo liturgico sono stati i circa 8
mila giovani, che affollavano le navate di San Pietro:
“Cari
giovani, sentite questo invito come se Cristo lo
rivolgesse personalmente ad ognuno di voi e accoglietelo
con generosità. Percorrendo fedelmente l’austero
itinerario quaresimale, potrete prendere coscienza dei
rischi a cui è esposta la
vostra vita spirituale e sarete incoraggiati a realizzare
con gioia la vostra vocazione cristiana”.
Dalla
folla in San Pietro a quella dell’Aula Paolo VI: qui,
insistendo più volte a braccio sui concetti-chiave della
sua catechesi, Benedetto XVI ha detto che questo
“itinerario di conversione evangelica non può limitarsi
ad un periodo particolare dell’anno”,
ma deve abbracciare “l’intero arco
dell’esistenza, ogni giorno della nostra vita”. E in
quest’ottica, dunque, ha osservato il Pontefice, “la
Quaresima è la stagione spirituale propizia per allenarsi
con maggior tenacia a cercare Dio, aprendo il cuore a
Cristo”:
"Convertirsi
non è uno sforzo per autorealizzare
se stessi, perché l’essere umano non è l’architetto
del proprio destino eterno. Non siamo noi che abbiamo
fatto noi stessi. Perciò l’autorealizzazione
è una contraddizione ed è anche troppo poco per noi.
Abbiamo una destinazione più alta (...) Conversione
consiste nell’accettare liberamente e con amore di
dipendere in tutto da Dio, il vero nostro Creatore, di
dipendere dall’amore. Questa non è dipendenza ma libertà.
Convertirsi significa allora non inseguire il proprio
successo personale - che è una cosa che passa - ma,
abbandonando ogni umana sicurezza, porsi con semplicità e
fiducia alla sequela del Signore perché per ciascuno Gesù
diventi, come amava ripetere la beata Teresa di Calcutta,
il mio tutto in tutto".
Già
nel Messaggio per la Quaresima, Benedetto XVI aveva
parlato diffusamente dell’amore presente nella
“follia” della Croce. All’udienza generale ha dato
voce a ciò che aveva scritto:
“Sì,
cari fratelli e sorelle, la Croce è la definitiva
rivelazione dell’amore e della misericordia divina anche
per noi, uomini e donne di questa nostra epoca, troppo spesso
distratti da preoccupazioni e interessi terreni e
momentanei. Dio è amore, e il suo amore è il segreto
della nostra felicità. Per entrare però in questo
mistero di amore non c’è altra via se non quella della
Croce”.
(canto
e applausi)
La
sintesi delle catechesi, in sette lingue, è stata
intervallata da applausi e brevi intermezzi musicali
preparati dai fedeli. Ampio il saluto che Benedetto XVI ha
riservato ai vescovi dell’Umbria, da qualche giorno in
*Vaticano per la visita “ad Limina”.
La missione della Chiesa, ha detto loro, ha il compito di
illuminare “con la verità di Cristo” ogni “ambito
della società”:
"Annunciando
il messaggio evangelico, ogni comunità cristiana si pone
a servizio dell’uomo e del bene comune. Consapevoli di
questo mandato missionario, spronate sempre più i fedeli
affidati alle vostre cure pastorali a proseguire nello
sforzo di permeare gli spazi della cultura odierna con la
linfa vitale della divina grazia. Si tratta certo di un
compito non facile, ma
indispensabile. La materna protezione della Vergine Santa
vi incoraggi e renda fecondo l’impegno apostolico
dell’intero Popolo di Dio che è in Umbria".
Il
Papa ha poi benedetto, tra gli altri, le religiose Ancelle
del Sacro Cuore di Gesù, riunite in Capitolo generale, e
i sacerdoti della diocesi di Milano che celebrano il 25.mo
della loro ordinazione.
BENEDETTO XVI
UDIENZA
GENERALE
Cari
fratelli e sorelle!
Sono
lieto di accogliervi e di rivolgere a ciascuno il mio
cordiale benvenuto, con un saluto speciale per le numerose
scolaresche presenti. Oggi inizia la Quaresima, tempo
liturgico "forte" di preghiera, tempo di
penitenza e di impegno nel servire i fratelli, da vivere
conservando lo sguardo sempre fisso su Gesù che si avvia
verso la sua morte e risurrezione.
Cari giovani,
sentite questo invito come se Cristo lo rivolgesse
personalmente ad ognuno di voi e accoglietelo con
generosità. Percorrendo fedelmente l’austero itinerario
quaresimale, potrete prendere coscienza dei rischi a cui
è esposta la vostra vita spirituale e sarete incoraggiati
a realizzare con gioia la vostra vocazione cristiana.
Accanto a voi è Maria, la Donna della speranza che, con
la sua tenerezza materna vi sostiene e vi guida nei
quaranta giorni che ci conducono alla Pasqua. Con il suo
aiuto potrete celebrare interiormente rinnovati il grande
mistero pasquale, evento centrale della salvezza e
rivelazione suprema dell’amore misericordioso di Dio.
Buona
Quaresima a tutti!
Cari
fratelli e sorelle,
il
Mercoledì delle Ceneri, che oggi celebriamo, per noi
cristiani è un giorno particolare, caratterizzato da
intenso spirito di raccoglimento e di riflessione.
Intraprendiamo, infatti, il cammino della Quaresima fatto
di ascolto della Parola di Dio, di preghiera e di
penitenza. Sono quaranta giorni durante i quali la
liturgia ci aiuterà a rivivere le fasi salienti del
mistero della salvezza. Come sappiamo, l’uomo era stato
creato per essere amico di Dio. Ma il peccato dei
progenitori ha infranto questa relazione di fiducia e di
amore e ha reso di conseguenza l’umanità incapace di
realizzare la sua vocazione originaria. Grazie però al
sacrificio redentore di Cristo siamo stati riscattati dal
potere del male: Cristo infatti, scrive l’apostolo
Giovanni, si è fatto vittima di espiazione per i nostri
peccati (cfr 1 Gv 2,2); e san Pietro aggiunge: Egli
è morto una volta per sempre per i peccati (cfr 1 Pt
3,18).
Morto in
Cristo al peccato, anche il battezzato rinasce a vita
nuova, ristabilito gratuitamente nella dignità di figlio
di Dio. Per questo nella primitiva comunità cristiana il
Battesimo veniva considerato come "la prima
risurrezione" (cfr Ap 20,5; Rm
6,1–11; Gv 5,25–28). Sin dalle origini,
pertanto, la Quaresima viene vissuta come il tempo
dell’immediata preparazione al Battesimo, da
amministrarsi solennemente durante la Veglia pasquale.
Tutta la Quaresima era un cammino verso questo grande
incontro con Cristo, questa immersione in Cristo e questo
rinnovamento della vita. Noi siamo già battezzati, ma il
Battesimo spesso non è molto efficace nella nostra vita
quotidiana. Perciò anche per noi la Quaresima è un
rinnovato "catecumenato" nel quale andiamo di
nuovo incontro al nostro Battesimo per riscoprirlo e
riviverlo in profondità, per divenire di nuovo realmente
cristiani. Quindi la Quaresima è un’occasione per
"ridiventare" cristiani, mediante un costante
processo di cambiamento interiore e di avanzamento nella
conoscenza e nell’amore di Cristo. La conversione non è
mai una volta per sempre, ma è un processo, un cammino
interiore di tutta la nostra vita. Questo itinerario di
conversione evangelica non può certo limitarsi ad un
periodo particolare dell’anno: è un cammino di ogni
giorno, che deve abbracciare l’intero arco
dell’esistenza, ogni giorno della nostra vita. In questa
ottica, per ciascun cristiano e per tutte le comunità
ecclesiali, la Quaresima è la stagione spirituale
propizia per allenarsi con maggior tenacia a cercare Dio,
aprendo il cuore a Cristo. Sant’Agostino una volta ha
detto che la nostra vita è un unico esercizio del
desiderio di avvicinarci a Dio, di divenire capaci di
lasciar entrare Dio nel nostro essere. "L’intera
vita del fervente cristiano – dice – è un santo
desiderio". Se è così, in Quaresima siamo stimolati
ancor più a strappare "ai nostri desideri le radici
della vanità" per educare il cuore a desiderare, cioè
ad amare Dio. "Dio: - dice sempre sant’Agostino –
queste due sillabe sono tutto quello che desideriamo"
(cfr Tract. in Iohn., 4). E speriamo che realmente
cominciamo a desiderare Dio, e così a desiderare la vera
vita, l’amore stesso e la verità.
Quanto
mai opportuna risuona allora l’esortazione di Gesù,
riportata dall’evangelista Marco: "Convertitevi e
credete al Vangelo" (cfr Mc 1,15). Il sincero
desiderio di Dio ci porta a rigettare il male e a compiere
il bene. Questa conversione del cuore è anzitutto dono
gratuito di Dio, che ci ha creati per sé e in Gesù
Cristo ci ha redenti: la nostra vera felicità consiste
nel rimanere in Lui (cfr Gv 15,3). Per questa
ragione Egli stesso previene con la sua grazia il nostro
desiderio e accompagna i nostri sforzi di conversione.
Convertirsi, che cos’è in realtà? Convertirsi vuol
dire cercare Dio, andare con Dio, seguire docilmente gli
insegnamenti del suo Figlio, di Gesù Cristo; convertirsi
non è uno sforzo per autorealizzare se stessi, perché
l’essere umano non è l’architetto del proprio destino
eterno. Non siamo noi che abbiamo fatto noi stessi. Perciò
l’autorealizzazione è una contraddizione ed è anche
troppo poco per noi. Abbiamo una destinazione più alta.
Potremmo dire che la conversione consiste proprio nel non
considerarsi i "creatori" di se stessi e così
scoprire la verità, perché non siamo autori di noi
stessi. Conversione consiste nell’accettare liberamente
e con amore di dipendere in tutto da Dio, il vero nostro
Creatore, di dipendere dall’amore. Questa non è
dipendenza ma libertà. Convertirsi significa allora non
inseguire il proprio successo personale - che è una cosa
che passa - ma, abbandonando ogni umana sicurezza, porsi
con semplicità e fiducia alla sequela del Signore perché
per ciascuno Gesù diventi, come amava ripetere la beata
Teresa di Calcutta, "il mio tutto in tutto". Chi
si lascia conquistare da Lui non teme di perdere la
propria vita, perché sulla Croce Egli ci ha amato e ha
dato se stesso per noi. E proprio perdendo per amore la
nostra vita la ritroviamo.
Ho voluto
sottolineare l’immenso amore che Dio ha per noi nel
messaggio per la Quaresima, pubblicato pochi giorni fa,
perché i cristiani d’ogni comunità possano sostare
spiritualmente, durante il tempo quaresimale, con Maria e
Giovanni, il discepolo prediletto, accanto a Colui che
sulla Croce ha consumato per l’umanità il sacrificio
della sua vita (cfr Gv 19,25). Sì, cari fratelli e
sorelle, la Croce è la definitiva rivelazione
dell’amore e della misericordia divina anche per noi,
uomini e donne di questa nostra epoca, troppo spesso
distratti da preoccupazioni e interessi terreni e
momentanei. Dio è amore, e il suo amore è il segreto
della nostra felicità. Per entrare però in questo
mistero di amore non c’è altra via se non quella di
perderci, di donarci, la via della Croce. "Se
qualcuno vuol venire dietro di me – dice il Signore –
rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Mc
8,34).Ecco perché la liturgia quaresimale, mentre ci
invita a riflettere e a pregare, ci stimola a valorizzare
maggiormente la penitenza e il sacrificio, per rigettare
il peccato e il male e vincere l’egoismo e
l’indifferenza. La preghiera, il digiuno e la penitenza,
le opere di carità verso i fratelli diventano così
sentieri spirituali da percorrere per far ritorno a Dio,
in risposta ai ripetuti richiami alla conversione
contenuti anche nell'odierna liturgia (cfr Gl
2,12-13; Mt 6,16-18).
Cari
fratelli e sorelle, il periodo quaresimale, che quest’oggi
intraprendiamo con l’austero e significativo rito
dell’imposizione delle Ceneri, sia per tutti una
rinnovata esperienza dell’amore misericordioso di
Cristo, che sulla Croce ha versato il suo sangue per noi.
Mettiamoci docilmente alla sua scuola, per imparare a
"ridonare", a nostra volta, il suo amore al
prossimo, specialmente a quanti soffrono e sono in
difficoltà. E’ questa la missione di ogni discepolo di
Cristo, ma per compierla è necessario restare in ascolto
della sua Parola e nutrirsi assiduamente del suo Corpo e
del suo Sangue. L’itinerario quaresimale, che nella
Chiesa antica è itinerario verso l’iniziazione
cristiana, verso il Battesimo e l’Eucaristia, sia per
noi battezzati un tempo "eucaristico" nel quale
partecipare con maggior fervore al sacrificio
dell’Eucaristia. La Vergine Maria che, dopo aver
condiviso la passione dolorosa del suo divin Figlio, ha
sperimentato la gioia della sua risurrezione, ci
accompagni in questa Quaresima verso il mistero della
Pasqua, rivelazione suprema dell'amore di Dio.
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