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UDIENZA
GENERALE (9 GIUGNO 2010) |
Radio
Vaticana, 9 giugno 2010
All'udienza
generale il Papa parla dello "storico" viaggio a
Cipro e ricorda la morte "improvvisa e tragica"
di mons. Padovese
◊
Un “evento
storico” che “ha felicemente conseguito i suoi
scopi”. Benedetto XVI ha definito con queste parole il
senso e gli esiti del suo recente viaggio apostolico a
Cipro. Il Papa ha parlato questa mattina alla folla che si
è raccolta in Piazza San Pietro per ascoltare la sua
catechesi, dedicata alle principali tappe della visita:
dagli incontri ecumenici a quelli pastorali, dai
preparativi per il prossimo Sinodo delle Chiese del Medio
Oriente all’appello ai cristiani affinché non emigrino
dalla Terra Santa, fino al ricordo della morte
“improvvisa e tragica” di mons. Luigi Padovese. Il
servizio di Alessandro De Carolis:
Dopo la Terra Santa l’anno scorso e Malta due mesi
fa, Cipro. La visita apostolica dello scorso fine
settimana nell’Isola ha permesso a Benedetto XVI di
aggiungere un tassello al mosaico del suo pellegrinaggio
sui luoghi che hanno fatto la storia della Chiesa. Il
calore e la vivacità della minoranza cattolica e la
cordialità riservatagli dalle altre comunità cristiane
hanno toccato profondamente il Papa già nella
celebrazione ecumenica iniziale. Tra i resti archeologici
dell’antica Paphos, “in un’atmosfera che – ha
osservato – sembrava quasi la sintesi percepibile di
duemila anni di storia cristiana”, abbiamo
“fraternamente rinnovato – ha affermato – il
reciproco e irreversibile impegno ecumenico”, tra armeni,
luterani, anglicani, ma soprattutto con la maggioranza
ortodossa guidata dall'arcivescovo Chrysostomos II,
profondamente legata alla realtà di Cipro:
“Questo radicamento nella tradizione non impedisce
alla Comunità ortodossa di essere impegnata con decisione
nel dialogo ecumenico unitamente alla Comunità cattolica,
animate entrambe dal sincero desiderio di ricomporre la
piena e visibile comunione tra le Chiese dell’Oriente e
dell’Occidente”.
Temi diversi e ugualmente importanti sono stati
sviluppati il giorno dopo, a Nicosia, davanti al
presidente cipriota e alle autorità, dove il Papa ha
detto di aver ribadito...
“...l’importanza di fondare la legge positiva
sui principi etici della legge naturale, al fine di
promuovere la verità morale nella vita pubblica. E’
stato un appello alla ragione, basato sui principi etici e
carico di implicazioni esigenti per la società di oggi,
che spesso non riconosce più la tradizione culturale su
cui è fondata”.
Il resoconto di Benedetto XVI si è poi soffermato
sugli incontri avuti con i cattolici di rito maronita e di
rito latino, sull’esperienza del loro “fervore” e la
constatazione dell’apprezzato ruolo “caritativo”
svolto a livello sociale. Il Papa ha detto di aver
percepito “in modo commovente l’anima della Chiesa
maronita” e ha fatto riferimento a un gruppo di fedeli
che vivono nel nord di Cipro, controllato dai turchi:
“E’ stata particolarmente significativa la
presenza di alcuni cattolici maroniti originari di quattro
villaggi dell’Isola dove i cristiani sono popolo che
soffre e spera; ad essi ho voluto manifestare la mia
paterna comprensione per le loro aspirazioni e difficoltà
(…) A tutti, latini e maroniti ho assicurato il mio
ricordo nella preghiera, incoraggiandoli a testimoniare il
Vangelo anche mediante un paziente lavoro di reciproca
fiducia fra cristiani e non cristiani, per costruire una
pace durevole ed un’armonia fra i popoli”.
Una pace che non può prescindere dai cristiani di ogni
zona della Terra Santa, ai quali Benedetto XVI si è
appellato perché, ha auspicato...
“...nonostante le grandi prove e le ben note
difficoltà, non cedano allo sconforto e alla tentazione
di emigrare, in quanto la loro presenza nella regione
costituisce un insostituibile segno di speranza. Ho
garantito loro, e specialmente ai sacerdoti e ai
religiosi, l’affettuosa e intensa solidarietà di tutta
la Chiesa, come pure l’incessante preghiera affinché il
Signore li aiuti ad essere sempre presenza vivace e
pacificante”.
Il Papa ha terminato ricordando la Messa solenne
del 6 giugno, durante la quale ha consegnato l’Instrumentum
laboris ai vescovi che a ottobre, in Vaticano,
parteciperanno al Sinodo sulle Chiese del Medio Oriente:
un’area che occupa, ha detto il Pontefice, “un posto
speciale” nel cuore della Chiesa e dalla quale giorni fa
è stato brutalmente strappato uno dei suoi pastori:
“Insieme abbiamo pregato per l’anima del
compianto vescovo mons. Luigi Padovese, presidente della
Conferenza Episcopale turca, la cui improvvisa e tragica
morte ci ha lasciati addolorati e sgomenti”.
Tra i numerosi saluti, al termine delle catechesi nelle
varie lingue, da segnalare quello rivolto da Benedetto XVI
ai fedeli polacchi, invitati ad affidarsi al loro nuovo
Beato, don Jerzy Popiełuszko, in particolare, ha
detto, “tutti coloro che soffrono a causa delle
alluvioni e coloro che gli recano aiuto”. Quindi, dopo
aver ricordato il Capitolo generale dei Missionari
d’Africa, i cosiddetti “Padri Bianchi”, il Papa ha
dedicato l’ultimo pensiero alla festa del Sacro Cuore di
Gesù di dopodomani, che segnerà la conclusione
dell’Anno Sacerdotale alla presenza di migliaia di
presbiteri.
UDIENZA
GENERALE
Piazza San
Pietro
Mercoledì, 9 giugno 2010
Viaggio
Apostolico a Cipro
Cari
fratelli e sorelle!
Quest’oggi
desidero soffermarmi sul mio viaggio
apostolico a Cipro, che per molti aspetti si è posto
in continuità con quelli precedenti in Terra
Santa e a Malta.
Grazie a Dio, questa visita pastorale è andata molto
bene, poiché ha felicemente conseguito i suoi scopi. Già
di per sé essa costituiva un evento storico; infatti, mai
prima d’ora il Vescovo di Roma si era recato in quella
terra benedetta dal lavoro apostolico di san Paolo e san
Barnaba e tradizionalmente considerata parte della Terra
Santa. Sulle orme dell’Apostolo delle genti mi sono
fatto pellegrino del Vangelo, anzitutto per rinsaldare la
fede delle comunità cattoliche, piccola ma vivace
minoranza nell’Isola, incoraggiandole anche a proseguire
il cammino verso la piena unità tra i cristiani,
specialmente con i fratelli ortodossi. Al tempo stesso, ho
voluto idealmente abbracciare tutte le popolazioni
mediorientali e benedirle nel nome del Signore, invocando
da Dio il dono della pace. Ho sperimentato una cordiale
accoglienza, che mi è stata riservata dappertutto, e
colgo volentieri questa occasione per esprimere nuovamente
la mia viva gratitudine in primo luogo all’Arcivescovo
di Cipro dei Maroniti, Mons. Joseph Soueif, e a Sua
Beatitudine Mons. Fouad Twal, unitamente ai collaboratori,
rinnovando a ciascuno il mio apprezzamento per la loro
azione apostolica. La mia sentita riconoscenza va poi al
Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa di Cipro, segnatamente
a Sua Beatitudine Chrysostomos II, Arcivescovo di Nea
Giustiniana e di tutta Cipro, che ho avuto la gioia di
abbracciare con affetto fraterno, come pure al Presidente
della Repubblica, a tutte le Autorità civili e a quanti
in vario modo si sono lodevolmente prodigati per la
riuscita di questa mia visita
pastorale.
Essa è
iniziata il 4 giugno nell’antica città di Paphos, dove
mi sono sentito avvolto in un’atmosfera che sembrava
quasi la sintesi percepibile di duemila anni di storia
cristiana. I reperti archeologici ivi presenti sono il
segno di un’antica e gloriosa eredità spirituale, che
ancora oggi mantiene un forte impatto sulla vita del
Paese. Presso la chiesa di Santa Ciriaca Chrysopolitissa,
luogo di culto ortodosso aperto anche ai cattolici e agli
anglicani ubicato all’interno del sito archeologico, si
è svolta una toccante celebrazione
ecumenica. Con l’Arcivescovo ortodosso Chrysostomos
II e i rappresentanti delle Comunità armena, luterana e
anglicana, abbiamo fraternamente rinnovato il reciproco e
irreversibile impegno ecumenico. Tali sentimenti ho
manifestato successivamente a Sua Beatitudine Chrysostomos
II nel cordiale incontro presso la sua residenza, durante
il quale ho pure constatato quanto la Chiesa ortodossa di
Cipro sia legata alle sorti di quel popolo, conservando
devota e grata memoria dell’Arcivescovo Macario III,
comunemente considerato padre e benefattore della Nazione,
al quale ho voluto anch’io rendere omaggio sostando
brevemente presso il monumento che lo raffigura. Questo
radicamento nella tradizione non impedisce alla Comunità
ortodossa di essere impegnata con decisione nel dialogo
ecumenico unitamente alla Comunità cattolica, animate
entrambe dal sincero desiderio di ricomporre la
piena e visibile comunione tra le Chiese dell’Oriente e
dell’Occidente.
Il 5
giugno, a Nicosia, capitale dell’Isola, ho iniziato la
seconda tappa del viaggio recandomi in visita al
Presidente della Repubblica, che mi ha accolto con grande
cortesia. Nell’incontrare le
Autorità civili e il Corpo diplomatico, ho ribadito
l’importanza di fondare la legge positiva sui principi
etici della legge naturale, al fine di promuovere la verità
morale nella vita pubblica. E’ stato un appello alla
ragione, basato sui principi etici e carico di
implicazioni esigenti per la società di oggi, che spesso
non riconosce più la tradizione culturale su cui è
fondata.
La
Liturgia della Parola, celebrata presso la scuola
elementare san Marone, ha rappresentato uno dei
momenti più suggestivi dell’incontro con la Comunità
cattolica di Cipro, nelle sue componenti maronita e
latina, e mi ha permesso di conoscere da vicino il fervore
apostolico dei cattolici ciprioti. Esso si esprime anche
mediante l’attività educativa e assistenziale con
decine di strutture, che si pongono al servizio della
collettività e sono apprezzati dalle autorità
governative come pure dall’intera popolazione. E’
stato un momento gioioso e di festa, animato
dall’entusiasmo di numerosi bambini, ragazzi e giovani.
Non è mancato l’aspetto della memoria, che ha reso
percepibile in modo commovente l’anima della Chiesa
maronita, la quale proprio quest’anno celebra i 1600
anni della morte del Fondatore san Marone. A tale
riguardo, è stata particolarmente significativa la
presenza di alcuni cattolici maroniti originari di quattro
villaggi dell’Isola dove i cristiani sono popolo che
soffre e spera; ad essi ho voluto manifestare la mia
paterna comprensione per le loro aspirazioni e difficoltà.
In quella
stessa celebrazione ho potuto ammirare l’impegno
apostolico della comunità latina, guidata dalla
sollecitudine del Patriarca latino di Gerusalemme e dallo
zelo pastorale dei Frati Minori di Terra Santa, che si
pongono al servizio della gente con perseverante generosità.
I cattolici di rito latino, molto attivi nell’ambito
caritativo, riservano un’attenzione speciale verso i
lavoratori e i più bisognosi. A tutti, latini e maroniti
ho assicurato il mio ricordo nella preghiera,
incoraggiandoli a testimoniare il Vangelo anche mediante
un paziente lavoro di reciproca fiducia fra cristiani e
non cristiani, per costruire una pace durevole ed
un’armonia fra i popoli.
Ho voluto
ripetere l’invito alla fiducia e alla speranza nel corso
della Santa
Messa, celebrata nella parrocchia di Santa Croce alla
presenza dei sacerdoti, delle persone consacrate, dei
diaconi, dei catechisti e degli esponenti di associazioni
e movimenti laicali dell’Isola. Partendo dalla
riflessione sul mistero della Croce, ho rivolto poi un
accorato appello a tutti i cattolici del Medio Oriente
affinché, nonostante le grandi prove e le ben note
difficoltà, non cedano allo sconforto e alla tentazione
di emigrare, in quanto la loro presenza nella regione
costituisce un insostituibile segno di speranza. Ho
garantito loro, e specialmente ai sacerdoti e ai
religiosi, l’affettuosa e intensa solidarietà di tutta
la Chiesa, come pure l’incessante preghiera affinché il
Signore li aiuti ad essere sempre presenza vivace e
pacificante.
Sicuramente
il momento culminate del viaggio apostolico è stato la consegna
dell’Instrumentum laboris dell’Assemblea
Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi.
Tale atto è avvenuto domenica 6 giugno nel Palazzo
dello sport di Nicosia, al termine della solenne
Celebrazione eucaristica, alla quale hanno preso parte
i Patriarchi e i Vescovi delle varie comunità ecclesiali
del Medio Oriente. Corale è stata la partecipazione del
Popolo di Dio, “tra canti di gioia e di lode di una
moltitudine in festa”, come dice il Salmo (42,5). Ne
abbiamo fatto concreta esperienza, anche grazie alla
presenza dei tanti immigrati, che formano un significativo
gruppo nella popolazione cattolica dell’Isola, dove si
sono integrati senza difficoltà. Insieme abbiamo pregato
per l’anima del compianto Vescovo Mons. Luigi Padovese,
Presidente della Conferenza Episcopale Turca, la cui
improvvisa e tragica morte ci ha lasciati addolorati e
sgomenti.
Il tema
dell’Assemblea
sinodale per il Medio Oriente, che si svolgerà a Roma
nel prossimo mese di ottobre, parla di comunione e di
apertura alla speranza: “La Chiesa cattolica nel Medio
Oriente: comunione e testimonianza”. L’importante
evento si configura infatti come un convenire della
cristianità cattolica di quell’area, nei suoi diversi
riti, ma al tempo stesso quale ricerca rinnovata di
dialogo e di coraggio per il futuro. Pertanto, sarà
accompagnato dall’affetto orante di tutta la Chiesa, nel
cui cuore il Medio Oriente occupa un posto speciale, in
quanto è proprio lì che Dio si è fatto conoscere ai
nostri padri nella fede. Non mancherà, tuttavia,
l’attenzione di altri soggetti della società mondiale,
segnatamente dei protagonisti della vita pubblica,
chiamati ad operare con costante impegno affinché quella
regione possa superare le situazioni di sofferenza e di
conflitto che ancora l’affliggono e ritrovare finalmente
la pace nella giustizia.
Prima di
congedarmi da Cipro ho voluto visitare la Cattedrale
Maronita di Nicosia - dove era presente anche il
Cardinale Pierre Nasrallah Sfeir, Patriarca di Antiochia
dei Maroniti. Ho rinnovato la mia sincera vicinanza e la
mia fervida comprensione ad ogni comunità dell’antica
Chiesa maronita sparsa nell’Isola, sulle cui rive i
Maroniti giunsero in vari periodi e furono spesso
duramente provati per rimanere fedeli alla loro specifica
eredità cristiana, le cui memorie storiche e artistiche
costituiscono un patrimonio culturale per l’intera
umanità.
Cari
fratelli e sorelle, sono tornato in Vaticano con l’animo
colmo di gratitudine verso Dio e con sentimenti di sincero
affetto e stima per gli abitanti di Cipro, dai quali mi
sono sentito accolto e compreso. Nella nobile terra
cipriota ho potuto vedere l’opera apostolica delle
diverse tradizioni dell’unica Chiesa di Cristo e ho
potuto quasi sentire tanti cuori pulsare all’unisono.
Proprio come affermava il tema del Viaggio: “Un cuore,
un’anima”. La Comunità cattolica cipriota, nelle sue
articolazioni maronita, armena e latina, si sforza
incessantemente di essere un cuore solo e un’anima sola,
tanto al proprio interno quanto nei rapporti cordiali e
costruttivi con i fratelli ortodossi e con le altre
espressioni cristiane. Possano il popolo cipriota e le
altre nazioni del Medio Oriente, con i loro governanti e i
rappresentanti delle diverse religioni, costruire insieme
un futuro di pace, di amicizia e di fraterna
collaborazione. E preghiamo affinché, per intercessione
di Maria Santissima, lo Spirito Santo renda fecondo questo
viaggio
apostolico, e animi nel mondo intero la missione della
Chiesa, istituita da Cristo per annunciare a tutti i
popoli il Vangelo della verità, dell’amore e della
pace.
Saluti:
Je salue
les pèlerins francophones présents. Frères et sœurs,
priez pour les Chrétiens du Moyen-Orient et soutenez-les
activement. Priez aussi particulièrement, en cette fin
d’Année sacerdotale, pour vos prêtres et vos séminaristes.
Encouragez-les et appuyez-les. A la suite du Christ,
encouragez des jeunes et des hommes à se consacrer au
Seigneur dans le sacerdoce pour sanctifier le Peuple de
Dieu.
I offer a
warm welcome to the ecumenical study group from the School
of Theology at Seton Hall University, and to the members
of the International Leadership Programme for LaSallian
Universities. My cordial greetings also go to the scholars
and experts taking part in the international conference
sponsored by the International Insolvency Institute. I
greet the many student groups present, and I thank the
choirs for their praise of God in song. Upon all the
English-speaking visitors present at today's Audience,
especially those from Ireland, the Philippines and the
United States, I invoke Almighty God's blessings of joy
and peace.
Mit
Freude grüße ich alle Pilger und Teilnehmer deutscher
Sprache an dieser Audienz. Ich danke Gott für meine Reise
nach Zypern, die unter dem Wort der Apostelgeschichte
stand »ein Herz und eine Seele« (Apg 4,32). In
diesem Sinne lade ich euch alle ein, die Katholiken in
Zypern und im Heiligen Land wie auch überhaupt alle
Christen im Nahen Osten mit eurem Gebet und eurer
Solidarität zu unterstützen. Der Herr helfe uns allen,
unermüdlich sein Evangelium der Wahrheit, der Liebe und
des Friedens zu verkünden.
Saludo a
los peregrinos de lengua española, en particular a los
procedentes de España, Argentina, México, Perú y otros
países latinoamericanos. Os invito a rezar por los
sacerdotes, en estos días previos a la clausura del Año
Sacerdotal, y a acompañarlos siempre con vuestro afecto.
Muchas gracias.
Amados
peregrinos de língua portuguesa, cordiais saudações
para todos vós, de modo especial para o grupo de
sacerdotes da diocese de Santo André com o seu Bispo, Dom
Nélson Westrupp. Agradecido pela visita, desejo que ela
reforce a vossa fidelidade sacerdotal reproduzindo a
fidelidade de Cristo. Sobre vós e grupos de Brasília, Mação
e Santa Cruz e da paróquia de Milagres e Bidoeira, desça
a minha Bênção.
Saluto
in lingua polacca:
Serdecznie
pozdrawiam Polaków. Dziękuję za modlitwę w
czasie mojej podróży na Cypr. Nowy polski błogosławiony
ks. Jerzy Popiełuszko uczył miłości i
solidarności z tymi, którzy potrzebują
duchowego i materialnego wsparcia. Jego opiece i
wstawiennictwu polecam wszystkich, którzy ucierpieli z
powodu powodzi i tych, którzy przychodzą im z pomocą.
Niech Bóg Wam błogosławi!
Traduzione
italiana:
Saluto
cordialmente i polacchi. Grazie per le preghiere che avete
fatto durante il mio viaggio
in Cipro. Il nuovo beato polacco don Jerzy Popiełuszko
insegnava l’amore e la solidarietà con coloro che hanno
bisogno di un sostegno spirituale o materiale. Alla sua
protezione affido tutti coloro che soffrono a causa delle
alluvioni e coloro che gli recano aiuto. Dio vi benedica!
Saluto
in lingua slovacca:
S láskou
vítam slovenských pútnikov, osobitne zo Soblahova a Mníchovej
Lehoty, z Novej Vsi nad Váhom a Stropkova, ako aj z
Cirkevnej základnej školy Jána Pavla Druhého z
Bratislavy - Vajnor.
Bratia a sestry, budúci piatok ukončíme Rok kňazov.
Modlite sa za vašich kňazov, aby vo svojej službe
verne hlásali evanjelium a dôstojne slávili Božie
tajomstvá.
Zo srdca žehnám vás i vašich drahých.
Pochválený buď Ježiš Kristus!
Traduzione
italiana:
Con
affetto do un benvenuto ai pellegrini slovacchi,
particolarmente a quelli provenienti da Soblahov e Mníchova
Lehota, da Nová Ves nad Váhom e Stropkov, come pure alla
Scuola elementare cattolica Giovanni Paolo II di
Bratislava-Vajnory.
Fratelli e sorelle, venerdì prossimo concluderemo l’Anno
Sacerdotale. Pregate per i vostri sacerdoti, affinché
nel loro ministero fedelmente annunzino il Vangelo e
degnamente celebrino i misteri divini.
Di cuore benedico voi ed i vostri cari.
Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto
in lingua ungherese:
Isten
hozta a magyar híveket, különösen azokat, akik Gyöngyöstarjánról
érkeztek. A héten ünnepeljük Jézus Szent Szívét,
melyben Jézus szeretete mutatkozik meg az Atya iránt és
mindnyájunk iránt. A papság évének lezárásakor az
Ő Szent Szívének ajánllak titeket.
Apostoli áldásom kísérjen benneteket minden utatokon.
Dicsértessék a Jézus Krisztus!
Traduzione
italiana:
Saluto
con affetto i fedeli di lingua ungherese, specialmente i
Membri del gruppo di Gyöngyöstarján. Questa settimana
celebreremo la festa del Sacro Cuore di Gesù, simbolo
dell’amore di Gesù al Padre, e dell’amore per
ciascuno di noi. A conclusione dell'Anno
Sacerdotale vi raccomando al Suo Sacro Cuore.
Di cuore vi benedico. Sia lodato Gesù Cristo!
* * *
Rivolgo
un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In
particolare saluto i partecipanti al capitolo generale dei
Missionari d’Africa (Padri Bianchi), assicurando un
ricordo nella preghiera perché possano essere sempre più
docili all’azione dello Spirito Santo, continuando a
lavorare per il Regno di Dio nella pazienza e nella
speranza, in Africa e nel mondo. Saluto i bambini della
Prima Comunione della Diocesi di Castellaneta,
accompagnati dal Vescovo Mons. Pietro Fragnelli, ed auguro
a ciascuno di crescere nell’amicizia con Gesù per
testimoniare il suo amore ai coetanei. Saluto i
partecipanti al “Trofeo Enea”, di Pomezia, qui
convenuti così numerosi, e li incoraggio nei loro
propositi di promuovere i valori più autentici dello
sport.
La festa
del Sacro Cuore di Gesù, che celebreremo dopodomani,
segnerà la conclusione dell’Anno
Sacerdotale. Migliaia di sacerdoti di ogni parte del
mondo si raduneranno a Roma per lodare il Signore e
rinnovare il proprio impegno. Invito tutti a partecipare a
questo evento con la preghiera.
Il mio
saluto cordiale va, infine, ai giovani, ai malati ed agli
sposi novelli. Voi, cari giovani, continuate ad
impegnarvi, con l'entusiasmo che vi è proprio, per la
costruzione di una civiltà i cui fondamenti siano la
verità e l'amore, la pace e la solidarietà. Voi, cari
ammalati, unite le vostre sofferenze all'infinito amore
del Cuore di Cristo per la salvezza dell'umanità. Voi,
cari sposi novelli, sappiate progredire sempre più sulla
via dell'amore e del rispetto reciproco.
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