|
UDIENZA
GENERALE (2 GIUGNO 2010) |
Radio
Vaticana, 2 giugno 2010
Udienza
generale. Appello del Papa per Gaza: la violenza genera
violenza. Catechesi dedicata a San Tommaso d'Aquino
◊
Non serve la violenza,
che provoca altra violenza, ma capacità di cercare
“soluzioni giuste attraverso il dialogo”. Benedetto
XVI ha concluso l’udienza generale di stamattina in
Piazza San Pietro con un appello preoccupato e intenso per
la grave situazione di questi giorni nella Striscia di
Gaza. La catechesi è stata dedicata al grande teologo del
1200, San Tommaso d’Aquino, che “mostrò – ha detto
il Papa – che tra fede cristiana e ragione sussiste una
naturale armonia”. Quindi, il Pontefice ha ricordato la
Messa che domani sera presiederà nella solennità del Corpus
Domini. Il servizio di Alessandro De Carolis
La preghiera finale del Papa è perché sia Cristo a
sostenere “gli sforzi di coloro che non si stancano di
operare per la riconciliazione e la pace”. E’ su
questo contrasto, tra chi fomenta l’odio e chi è
chiamato a lavorare per la distensione, che si gioca
l’appello di Benedetto XVI per la crisi esplosa a Gaza,
dopo il raid israeliano contro la “Freedom Flotilla” e
la reazione di condanna internazionale. Affermando di
seguire con “profonda trepidazione” quelle che
definisce “tragiche vicende” ed esprimendo il
cordoglio per le vittime, il Papa dice con forza:
“Ancora una volta ripeto con animo accorato che la
violenza non risolve le controversie, ma ne accresce le
drammatiche conseguenze e genera altra violenza. Faccio
appello a quanti hanno responsabilità politiche a livello
locale e internazionale affinché ricerchino
incessantemente soluzioni giuste attraverso il dialogo, in
modo da garantire alle popolazioni dell'area migliori
condizioni di vita, in concordia e serenità”.
Al momento della catechesi, Benedetto XVI è tornato a
parlare dei pensatori cristiani del Medioevo, aprendo la
pagina su uno dei più celebri e influenti per la storia
della Chiesa: Tommaso d’Aquino. Per evidenziarne
l’importanza, il Papa ha riferito un dato: per ben 61
volte il Catechismo della Chiesa cattolica lo cita,
secondo solo a Sant’Agostino. Ricordandone i momenti
salienti della vita, tra cui la scelta di consacrarsi fra
i Domenicani, il Pontefice ha spiegato come il giovane
Tommaso si distinse nell’interpretazione della filosofia
aristotelica. Un complesso universale di conoscenze, fin lì
semisconosciuto, da alcuni scoperto e accolto con
“entusiasmo acritico”, e da altri temuto perché
ritenuto “in opposizione alla fede cristiana”:
"Tommaso d’Aquino, alla scuola di Alberto
Magno, svolse un’operazione di fondamentale importanza
per la storia della filosofia e della teologia, direi per
la storia della cultura: studiò a fondo Aristotele e i
suoi interpreti (...) distinguendovi ciò che era valido
da ciò che era dubbio o da rifiutare del tutto, mostrando
la consonanza con i dati della Rivelazione cristiana e
utilizzando largamente e acutamente il pensiero
aristotelico nell’esposizione degli scritti teologici
che compose. In definitiva, Tommaso d’Aquino mostrò che
tra fede cristiana e ragione sussiste una naturale
armonia".
Su questa che fu una disputa culturale del tempo,
Tommaso si innalzò grazie alle sue “eccellenti doti
intellettuali”, che lo resero a un tempo – ha spiegato
il Papa – seguitissimo professore a Parigi, ammirato
intellettuale anche dai suoi avversari accademici, e
soprattutto un teologo di eccezionale fecondità. La sua
produzione letteraria “ha del prodigioso”, ha
commentato Benedetto XVI, come dimostra la “poderosa” Summa
Theologiae, che gli diede l’immortalità. E qui, il
Papa ha osservato che, nella “composizione dei suoi
scritti”, l’Aquinate “era coadiuvato da alcuni
segretari”, tra i quali il confratello Reginaldo di
Piperno, suo grande amico:
“È questa una caratteristica dei santi: coltivano
l’amicizia, perché essa è una delle manifestazioni più
nobili del cuore umano e ha in sé qualche cosa di divino,
come Tommaso stesso ha spiegato in alcune quaestiones
della Summa Theologiae, in cui scrive: ‘La carità
è l’amicizia dell’uomo con Dio principalmente, e con
gli esseri che a Lui appartengono’”.
In definitiva, “un maestro di pensiero e modello del
retto modo di fare teologia”: questo è per la Chiesa
San Tommaso, secondo quanto scrisse Giovanni Paolo II
nella Fides et ratio. Ma un uomo capace di essere
compreso anche quando si rivolgeva al popolo, che
“volentieri andava ad ascoltarlo”. Circostanza che ha
suggerito al Pontefice una sottolineatura particolarmente
sentita:
“È veramente una grande grazia, quando i teologi
sanno parlare con semplicità e fervore ai fedeli. Il
ministero della predicazione, d’altra parte, aiuta gli
stessi studiosi di teologia a un sano realismo pastorale,
e arricchisce di vivaci stimoli la loro ricerca”.
Al termine della catechesi, Benedetto XVI si è
soffermato su diversi appuntamenti ecclesiali di stretta
attualità, a cominciare dalla solennità del Corpus
Domini di domani, che lo vedrà presiedere alle 19 la
Messa in San Giovanni in Laterano, seguita dalla
processione a Santa Maria Maggiore. Poco prima, il Papa
aveva ricordato che San Tommaso era stato incaricato da
Papa Urbano IV di scrivere i testi liturgici proprio per
la festa del Corpus Domini, da poco istituita in
seguito al miracolo eucaristico di Bolsena:
“Tommaso ebbe un’anima squisitamente
eucaristica. I bellissimi inni che la liturgia della
Chiesa canta per celebrare il mistero della presenza reale
del Corpo e del Sangue del Signore nell’Eucaristia sono
attribuiti alla sua fede e alla sua sapienza teologica”.
Da rilevare anche l’invito a rinnovare l’impegno
“a lavorare con umiltà e pazienza” per il dialogo
ecumenico, che Benedetto XVI ha indirizzato ai
partecipanti alla Conferenza in corso a Edimburgo, a 100
anni dalla prima riunione di confessioni cristiane che
diede l’avvio al moderno movimento ecumenico. E un
saluto, in forma di videomessaggio, il Papa lo ha dedicato
ai partecipanti alla "Catholic Media Convention"
di New Orleans, che tratta di evangelizzazione nell’era
digitale. Ribadendo “le straordinarie potenzialità”
che i nuovi media offrono “per portare il messaggio di
Cristo e l'insegnamento della sua Chiesa per l'attenzione
di un pubblico più vasto”, Benedetto XVI ha concluso
con queste parole:
“If your mission is to be truly effective…
Se la vostra missione è quella di essere veramente
efficace - se le parole che proclamate intendono toccare i
cuori, impegnare la libertà delle persone e cambiare la
loro vite – dovete collocare ciò all’interno di un
incontro con persone e comunità che testimoniano la
grazia di Cristo attraverso la loro fede e le loro
vite”.
UDIENZA
GENERALE
Piazza San
Pietro
Mercoledì, 2 giugno 2010
San
Tommaso d'Aquino
Cari
fratelli e sorelle,
dopo
alcune catechesi sul sacerdozio e i miei ultimi viaggi,
ritorniamo oggi al nostro tema principale, alla
meditazione cioè di alcuni grandi pensatori del Medio
Evo. Avevamo visto ultimamente la grande figura di san
Bonaventura, francescano, e oggi vorrei parlare di colui
che la Chiesa chiama il Doctor communis: cioè san
Tommaso d’Aquino. Il mio venerato Predecessore, il Papa Giovanni
Paolo II, nella sua Enciclica Fides
et ratio ha ricordato che san Tommaso “è sempre
stato proposto dalla Chiesa come maestro di pensiero e
modello del retto modo di fare teologia” (n.
43). Non sorprende che, dopo sant’Agostino, tra gli
scrittori ecclesiastici menzionati nel Catechismo della
Chiesa Cattolica, san Tommaso venga citato più di
ogni altro, per ben sessantuno volte! Egli è stato
chiamato anche il Doctor Angelicus, forse per le
sue virtù, in particolare la sublimità del pensiero e la
purezza della vita.
Tommaso
nacque tra il 1224 e il 1225 nel castello che la sua
famiglia, nobile e facoltosa, possedeva a Roccasecca, nei
pressi di Aquino, vicino alla celebre abbazia di
Montecassino, dove fu inviato dai genitori per ricevere i
primi elementi della sua istruzione. Qualche anno dopo si
trasferì nella capitale del Regno di Sicilia, Napoli,
dove Federico II aveva fondato una prestigiosa Università.
In essa veniva insegnato, senza le limitazioni vigenti
altrove, il pensiero del filosofo greco Aristotele, al
quale il giovane Tommaso venne introdotto, e di cui intuì
subito il grande valore. Ma soprattutto, in quegli anni
trascorsi a Napoli, nacque la sua vocazione domenicana.
Tommaso fu infatti attratto dall’ideale dell’Ordine
fondato non molti anni prima da san Domenico. Tuttavia,
quando rivestì l’abito domenicano, la sua famiglia si
oppose a questa scelta, ed egli fu costretto a lasciare il
convento e a trascorrere qualche tempo in famiglia.
Nel 1245,
ormai maggiorenne, poté riprendere il suo cammino di
risposta alla chiamata di Dio. Fu inviato a Parigi per
studiare teologia sotto la guida di un altro santo,
Alberto Magno, sul quale ho parlato recentemente. Alberto
e Tommaso strinsero una vera e profonda amicizia e
impararono a stimarsi e a volersi bene, al punto che
Alberto volle che il suo discepolo lo seguisse anche a
Colonia, dove egli era stato inviato dai Superiori
dell’Ordine a fondare uno studio teologico. Tommaso
prese allora contatto con tutte le opere di Aristotele e
dei suoi commentatori arabi, che Alberto illustrava e
spiegava.
In quel
periodo, la cultura del mondo latino era stata
profondamente stimolata dall’incontro con le opere di
Aristotele, che erano rimaste ignote per molto tempo. Si
trattava di scritti sulla natura della conoscenza, sulle
scienze naturali, sulla metafisica, sull’anima e
sull’etica, ricchi di informazioni e di intuizioni che
apparivano valide e convincenti. Era tutta una visione
completa del mondo sviluppata senza e prima di Cristo, con
la pura ragione, e sembrava imporsi alla ragione come
“la” visione stessa; era, quindi, un incredibile
fascino per i giovani vedere e conoscere questa filosofia.
Molti accolsero con entusiasmo, anzi con entusiasmo
acritico, questo enorme bagaglio del sapere antico, che
sembrava poter rinnovare vantaggiosamente la cultura,
aprire totalmente nuovi orizzonti. Altri, però, temevano
che il pensiero pagano di Aristotele fosse in opposizione
alla fede cristiana, e si rifiutavano di studiarlo. Si
incontrarono due culture: la cultura pre-cristiana di
Aristotele, con la sua radicale razionalità, e la
classica cultura cristiana. Certi ambienti erano condotti
al rifiuto di Aristotele anche dalla presentazione che di
tale filosofo era stata fatta dai commentatori arabi
Avicenna e Averroè. Infatti, furono essi ad aver
trasmesso al mondo latino la filosofia aristotelica. Per
esempio, questi commentatori avevano insegnato che gli
uomini non dispongono di un’intelligenza personale, ma
che vi è un unico intelletto universale, una sostanza
spirituale comune a tutti, che opera in tutti come
“unica”: quindi una depersonalizzazione dell'uomo. Un
altro punto discutibile veicolato dai commentatori arabi
era quello secondo il quale il mondo è eterno come Dio.
Si scatenarono comprensibilmente dispute a non finire nel
mondo universitario e in quello ecclesiastico. La
filosofia aristotelica si andava diffondendo addirittura
tra la gente semplice.
Tommaso
d’Aquino, alla scuola di Alberto Magno, svolse
un’operazione di fondamentale importanza per la storia
della filosofia e della teologia, direi per la storia
della cultura: studiò a fondo Aristotele e i suoi
interpreti, procurandosi nuove traduzioni latine dei testi
originali in greco. Così non si appoggiava più solo ai
commentatori arabi, ma poteva leggere personalmente i
testi originali, e commentò gran parte delle opere
aristoteliche, distinguendovi ciò che era valido da ciò
che era dubbio o da rifiutare del tutto, mostrando la
consonanza con i dati della Rivelazione cristiana e
utilizzando largamente e acutamente il pensiero
aristotelico nell’esposizione degli scritti teologici
che compose. In definitiva, Tommaso d’Aquino mostrò che
tra fede cristiana e ragione sussiste una naturale
armonia. E questa è stata la grande opera di Tommaso, che
in quel momento di scontro tra due culture - quel momento
nel quale sembrava che la fede dovesse arrendersi davanti
alla ragione - ha mostrato che esse vanno insieme, che
quanto appariva ragione non compatibile con la fede non
era ragione, e quanto appariva fede non era fede, in
quanto opposta alla vera razionalità; così egli ha
creato una nuova sintesi, che ha formato la cultura dei
secoli seguenti.
Per le
sue eccellenti doti intellettuali, Tommaso fu richiamato a
Parigi come professore di teologia sulla cattedra
domenicana. Qui iniziò anche la sua produzione
letteraria, che proseguì fino alla morte, e che ha del
prodigioso: commenti alla Sacra Scrittura, perché il
professore di teologia era soprattutto interprete della
Scrittura, commenti agli scritti di Aristotele, opere
sistematiche poderose, tra cui eccelle la Summa
Theologiae, trattati e discorsi su vari argomenti. Per
la composizione dei suoi scritti, era coadiuvato da alcuni
segretari, tra i quali il confratello Reginaldo di
Piperno, che lo seguì fedelmente e al quale fu legato da
fraterna e sincera amicizia, caratterizzata da una grande
confidenza e fiducia. È questa una caratteristica dei
santi: coltivano l’amicizia, perché essa è una delle
manifestazioni più nobili del cuore umano e ha in sé
qualche cosa di divino, come Tommaso stesso ha spiegato in
alcune quaestiones della Summa Theologiae,
in cui scrive: “La carità è l’amicizia dell’uomo
con Dio principalmente, e con gli esseri che a Lui
appartengono” (II, q. 23, a.1).
Non
rimase a lungo e stabilmente a Parigi. Nel 1259 partecipò
al Capitolo Generale dei Domenicani a Valenciennes dove fu
membro di una commissione che stabilì il programma di
studi nell’Ordine. Dal 1261 al 1265, poi, Tommaso era ad
Orvieto. Il Pontefice Urbano IV, che nutriva per lui una
grande stima, gli commissionò la composizione dei testi
liturgici per la festa del Corpus Domini, che
celebriamo domani, istituita in seguito al miracolo
eucaristico di Bolsena. Tommaso ebbe un’anima
squisitamente eucaristica. I bellissimi inni che la
liturgia della Chiesa canta per celebrare il mistero della
presenza reale del Corpo e del Sangue del Signore
nell’Eucaristia sono attribuiti alla sua fede e alla sua
sapienza teologica. Dal 1265 fino al 1268 Tommaso
risiedette a Roma, dove, probabilmente, dirigeva uno Studium,
cioè una Casa di studi dell’Ordine, e dove iniziò a
scrivere la sua Summa Theologiae (cfr Jean-Pierre
Torrell, Tommaso d’Aquino. L’uomo e il teologo,
Casale Monf., 1994, pp. 118-184).
Nel 1269
fu richiamato a Parigi per un secondo ciclo di
insegnamento. Gli studenti - si può capire - erano
entusiasti delle sue lezioni. Un suo ex-allievo dichiarò
che una grandissima moltitudine di studenti seguiva i
corsi di Tommaso, tanto che le aule riuscivano a stento a
contenerli e aggiungeva, con un’annotazione personale,
che “ascoltarlo era per lui una felicità profonda”.
L’interpretazione di Aristotele data da Tommaso non era
accettata da tutti, ma persino i suoi avversari in campo
accademico, come Goffredo di Fontaines, ad esempio,
ammettevano che la dottrina di frate Tommaso era superiore
ad altre per utilità e valore e serviva da correttivo a
quelle di tutti gli altri dottori. Forse anche per
sottrarlo alle vivaci discussioni in atto, i Superiori lo
inviarono ancora una volta a Napoli, per essere a
disposizione del re Carlo I, che intendeva riorganizzare
gli studi universitari.
Oltre che
allo studio e all’insegnamento, Tommaso si dedicò pure
alla predicazione al popolo. E anche il popolo volentieri
andava ad ascoltarlo. Direi che è veramente una grande
grazia quando i teologi sanno parlare con semplicità e
fervore ai fedeli. Il ministero della predicazione,
d’altra parte, aiuta gli stessi studiosi di teologia a
un sano realismo pastorale, e arricchisce di vivaci
stimoli la loro ricerca.
Gli
ultimi mesi della vita terrena di Tommaso restano
circondati da un’atmosfera particolare, misteriosa
direi. Nel dicembre del 1273 chiamò il suo amico e
segretario Reginaldo per comunicargli la decisione di
interrompere ogni lavoro, perché, durante la celebrazione
della Messa, aveva compreso, in seguito a una rivelazione
soprannaturale, che quanto aveva scritto fino ad allora
era solo “un mucchio di paglia”. È un episodio
misterioso, che ci aiuta a comprendere non solo l’umiltà
personale di Tommaso, ma anche il fatto che tutto ciò che
riusciamo a pensare e a dire sulla fede, per quanto
elevato e puro, è infinitamente superato dalla grandezza
e dalla bellezza di Dio, che ci sarà rivelata in pienezza
nel Paradiso. Qualche mese dopo, sempre più assorto in
una pensosa meditazione, Tommaso morì mentre era in
viaggio verso Lione, dove si stava recando per prendere
parte al Concilio Ecumenico indetto dal Papa Gregorio X.
Si spense nell’Abbazia cistercense di Fossanova, dopo
aver ricevuto il Viatico con sentimenti di grande pietà.
La vita e
l’insegnamento di san Tommaso d’Aquino si potrebbero
riassumere in un episodio tramandato dagli antichi
biografi. Mentre il Santo, come suo solito, era in
preghiera davanti al Crocifisso, al mattino presto nella
Cappella di San Nicola, a Napoli, Domenico da Caserta, il
sacrestano della chiesa, sentì svolgersi un dialogo.
Tommaso chiedeva, preoccupato, se quanto aveva scritto sui
misteri della fede cristiana era giusto. E il Crocifisso
rispose: “Tu hai parlato bene di me, Tommaso. Quale sarà
la tua ricompensa?”. E la risposta che Tommaso diede è
quella che anche noi, amici e discepoli di Gesù, vorremmo
sempre dirgli: “Nient’altro che Te, Signore!” (Ibid.,
p. 320).
Saluti:
Je confie
à votre prière, chers pèlerins francophones, mon Voyage
Apostolique à Chypre et tous les Chrétiens du Moyen
Orient. Priez aussi pour les prêtres et les séminaristes.
Puisse le Seigneur Jésus vous accompagner dans votre vie!
Que Dieu vous bénisse!
I send my
greetings to those gathered during these days in Scotland
for the centennial of the first Edinburgh Missionary
Conference, which is now acknowledged to have given birth
to the modern ecumenical movement. May we all renew our
commitment to work humbly and patiently, under the
guidance of the Holy Spirit, to live again together our
common apostolic heritage.
Von
Herzen heiße ich alle deutschsprachigen Pilger und
Besucher willkommen. Vom heiligen Thomas von Aquin lernen
wir, was an Christus glauben heißt. Glauben bedeutet,
sich vom Licht der Wahrheit Gottes umfangen zu lassen, die
unserem Leben die volle Bedeutung, den Wert und den Sinn
verleiht. Bringen wir auch unseren Mitmenschen
Saludo a
los grupos de lengua española, en particular a las Hijas
de la Inmaculada Concepción de Buenos Aires y a los
peregrinos venidos para la Beatificación de María
Pierina de Micheli, así como a los demás fieles
provenientes de España, México y otros países
latinoamericanos. A todos os invito a participar con
profunda piedad y veneración en la próxima Solemnidad
del Corpus Christi, para experimentar así
constantemente en nosotros los frutos de la Redención.
Muchas gracias.
Uma saudação
afetuosa a todos os peregrinos vindos do Brasil e demais
países lusófonos, nomeadamente os fiéis da diocese de
Serrinha, acompanhados do seu bispo Dom Ottorino Assolari!
Possa cada um de vós encontrar a Jesus Cristo vivo e
operante na Igreja através da sua presença real na
Eucaristia. E assim, fortalecidos com a sua Graça,
possais servi-Lo nos irmãos. De coração, a todos abençôo.
Ide com Deus!
Saluto
in lingua polacca:
Z
serdecznym pozdrowieniem zwracam się do Polaków. Moi
drodzy, rozpoczęliśmy czerwiec – miesiąc
poświęcony szczególnej czci Najświętszego
Serca Pana Jezusa. W tym kontekście niebawem zakończymy
Rok Kapłański. Proszę was, abyście
zawsze otaczali waszych duszpasterzy modlitwą. Niech
napełnia ich ta miłość, której
znakiem jest otwarte Serce Jezusa. Niech będzie
pochwalony Jezus Chrystus!
Traduzione
italiana:
Con un
cordiale saluto mi rivolgo ai polacchi. Carissimi, abbiamo
cominciato il mese di giugno, dedicato alla speciale
devozione del Sacratissimo Cuore del Signore Gesù. In
questo contesto concluderemo l’Anno
Sacerdotale. Vi chiedo di pregare sempre per i vostri
pastori. Li colmi quest’amore di cui è segno il Cuore
aperto di Gesù. Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto
in lingua croata:
Radosno
pozdravljam sve hrvatske hodočasnike, a osobito
vjernike iz župe Blaženoga Augustina Kažotića iz
Zagreba te iz Hrvatske Katoličke Zajednice Svetog
Josipa iz Ulma. Dragi prijatelji, u Presvetom srcu Isusovu,
kojem je posvećen mjesec lipanj, pronađite
utjehu i sigurno utočište za vas i vaše obitelji.
Hvaljen Isus i Marija!
Traduzione
italiana:
Con gioia
salutotuttiipellegriniCroati, particolarmente i fedeli
provenienti dalla parrocchia del Beato Agostino Kazotic di
Zagabria e della Comunità Cattolica Croata di San
Giuseppe di Ulm (Germania). Cari amici, nel Sacro Cuore di
Gesù, al quale è dedicato questo mese di giugno, trovate
la consolazione ed il sicuro rifugio per voi e per le
vostre famiglie. Siano lodati Gesù e Maria!
Saluto
in lingua slovacca:
S láskou
vítam slovenských pútnikov, osobitne žiakov a pedagógov
Základnej školy svätého Pavla z Novej Dediny ako
aj farnosť svätej Rodiny z Bratislavy - Petržalky.
Bratia a sestry, Kristus je cesta k Otcovi a v
Eucharistii sa ponúka každému z nás ako prameň božského
života. Čerpajme vytrvalo z toho prameňa. S týmto
želaním vás rád žehnám.
Pochválený buď Ježiš Kristus!
Traduzione
italiana:
Un
affettuoso benvenuto ai pellegrini slovacchi,
particolarmente agli allievi e insegnanti della Scuola
elementare San Paolo di Nová Dedina come pure alla
Parrocchia della Sacra Famiglia da Bratislava – Petržalka.
Fratelli e sorelle, Cristo è la via che conduce al Padre
e nell’Eucaristia si offre ad ognuno di noi come
sorgente di vita divina. Attingiamone con perseveranza.
Con questi voti volentieri vi benedico.
Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto
in lingua ceca:
Srdečně
vítám poutníky z farnosti Ostrava- Hošťálkovice!
V tomto měsíci červnu prosme Ježíše, který
je tichý a pokorný srdcem, aby přetvořil naše
srdce podle srdce svého.
Všem vám žehnám. Chvála Kristu!
Traduzione
italiana:
Un
cordiale benvenuto ai pellegrini della Parrocchia di
Ostrava-Hošťálkovice!
In questo mese di giugno chiediamo a Gesù, che è mite e
umile di cuore, di trasformare i nostri cuori secondo il
Suo Cuore.
Vi benedico tutti. Sia lodato Gesù Cristo!
* * * * *
Rivolgo
un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In
particolare, saluto i fedeli della parrocchia San Giovanni
Battista in Chioggia, i rappresentanti della Federazione
Banche di Credito Cooperativo dell’Abruzzo e del Molise,
della Comunità cattolica di cittadini dello Sri Lanka e
dell’Associazione “Il Vino di Cana”, di Bologna.
Cari amici, vi ringrazio per la vostra presenza e vi
incoraggio a seguire con fedeltà Gesù e il suo Vangelo,
per essere cristiani autentici in famiglia e in ogni altro
ambiente.
Mi
rivolgo, infine, ai giovani, ai malati e
agli sposi novelli, augurando a ciascuno di servire
sempre Dio nella gioia e di amare il prossimo con spirito
evangelico.
* * *
Vorrei
ora ricordare che domani, solennità
del Corpus Domini, alle ore 19, sul sagrato
della Basilica
di San Giovanni in Laterano presiederò la Messa, cui
seguirà la tradizionale processione fino a Santa
Maria Maggiore. Invito tutti a partecipare a questa
celebrazione, per esprimere insieme la fede in Cristo,
presente nell’Eucaristia.
Vi
invito, infine, cari amici ad accompagnare con la vostra
preghiera il Viaggio
pastorale a Cipro che intraprenderò dopodomani,
affinché sia ricco di frutti spirituali per le care
comunità cristiane del Medio Oriente.
APPELLO
Con
profonda trepidazione seguo le tragiche vicende avvenute
in prossimità della Striscia di Gaza. Sento il bisogno di
esprimere il mio sentito cordoglio per le vittime di
questi dolorosissimi eventi, che preoccupano quanti hanno
a cuore la pace nella regione. Ancora una volta ripeto con
animo accorato che la violenza non risolve le
controversie, ma ne accresce le drammatiche conseguenze e
genera altra violenza. Faccio appello a quanti hanno
responsabilità politiche a livello locale e
internazionale affinché ricerchino incessantemente
soluzioni giuste attraverso il dialogo, in modo da
garantire alle popolazioni dell'area migliori condizioni
di vita, in concordia e serenità. Vi invito ad unirvi a
me nella preghiera per le vittime, per i loro familiari e
per quanti soffrono. Il Signore sostenga gli sforzi di
coloro che non si stancano di operare per la
riconciliazione e la pace.
Video
Messaggio del Santo Padre
alla Catholic Media Convention, New Orleans
I send cordial greetings to the delegates gathered in New
Orleans for this year’s Catholic Media Convention.
The theme
of your meeting, “Spreading the Good News – Byte by
Byte”, highlights the extraordinary potential of the
new media to bring the message of Christ and the teaching
of his Church to the attention of a wider public. If your
mission is to be truly effective - if the words you
proclaim are to touch hearts, engage people’s freedom
and change their lives – you must draw them into an
encounter with persons and communities who witness to the
grace of Christ by their faith and their lives. In this
sense, it is my hope that your days together will renew
and refresh your shared enthusiasm for the Gospel.
Notwithstanding the many challenges you face, never forget
the promise of Christ, “I am with you always, to the
close of the age” (Mt 28:20).
Dear
friends, with these few words of encouragement, to all of
you gathered for the Convention I am pleased to impart my
Apostolic Blessing.
©
Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
|
|