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A chi vive miseria, ingiustizia, guerra, va in particolare il pensiero del Papa che annuncia a tutti la luce grande di Cristo, nel messaggio Urbi et Orbi

“In questo giorno di pace il pensiero va soprattutto laddove rimbomba il fragore delle armi”: con queste parole, Benedetto XVI ha espresso l’augurio che la grande luce di Cristo sia di “consolazione per quanti si trovano nelle tenebre della miseria, dell’ingiustizia, della guerra”. Nel suo messaggio nella Solennità della Natività del Signore, il Papa ha sottolineato che “l’evento storico e il mistero d’amore del Natale da oltre duemila anni interpella gli uomini e le donne di ogni epoca e di ogni luogo”. E proprio a tutto il mondo, Urbi et Orbi, il Papa ha rivolto, dalla loggia della Basilica vaticana, i suoi auguri di Buon Natale, pronunciandoli nelle lingue più diverse. Il servizio di Fausta Speranza.

“Alla sete di senso e di valore che avverte il mondo oggi, alla ricerca di benessere e di pace che segna la vita di tutta l’umanità, alle attese dei poveri Cristo, vero Dio e vero Uomo, risponde con il suo Natale”. Così Benedetto XVI invita ad accogliere Cristo ricordando che “si è fatto uomo Colui che è il creatore dell’uomo per recare al mondo la pace”. E il pensiero del Papa va alle zone del mondo dove non c’è pace, alle terre che definisce martoriate: nomina Darfur, Somalia, nord della Repubblica Democratica del Congo, confini di Eritrea e Etiopia, l'intero Medio Oriente, citando in particolare Iraq, Libano e Terrasanta. E poi Afghanistan, Pakistan, Sri Lanka, Balcani. Per poi ricordare che ci sono anche tante altre situazioni di crisi e che “spesso purtroppo sono dimenticate”.
 
“Il Bambino Gesù porti sollievo a chi è nella prova e infonda ai responsabili di governo la saggezza e il coraggio di cercare e trovare soluzioni umane, giuste e durature.. Questo Natale sia veramente per tutti un giorno di gioia, di speranza e di pace!”
 
Oltre che per le situazioni di guerra, il Papa ha parole per quanti vivono miseria e ingiustizia: per quanti si vedono negare sicura sussistenza, salute, occupazione stabile, partecipazione più piena alle responsabilità civili e politiche; per chi conosce oppressione o offesa alla dignità umana; per le vittime del terrorismo e di violenze di ogni genere, in particolare i più vulnerabili: bambini, donne, anziani.
 
“Mentre le tensioni etniche, religiose e politiche, l’instabilità, le rivalità, le contrapposizioni, le ingiustizie e le discriminazioni, che lacerano il tessuto interno di molti Paesi, inaspriscono i rapporti internazionali.”
 
E con lo sguardo al mondo, Benedetto XVI cita migranti, rifugiati, sfollati, ricordando che “le calamità naturali sono conseguenza spesso di preoccupanti dissesti ambientali”. Di fronte a tutto ciò - dice il Papa – “non temano gli individui e le nazioni di riconoscere Cristo e di accoglierlo. Con Lui “una splendida luce” rischiara l’orizzonte dell’umanità; con Lui si apre “un giorno santo” che non conosce tramonto. Il Papa cita il Libro della Genesi ricordando che, quando ebbe origine l’universo, Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu” e che dunque la Parola creatrice di Dio è Luce, sorgente della vita. “Ecco perchè – aggiunge Benedetto XVI - tutte le creature sono fondamentalmente buone, e recano in sé l’impronta di Dio, una scintilla della sua luce. Ma – ricorda Benedetto XVI – per riconoscere la grande luce di Cristo portatrice di pace ci vuole fede, ci vuole umiltà”:
 
“I piccoli, i poveri in spirito: ecco i protagonisti del Natale, ieri come oggi; i protagonisti di sempre della storia di Dio, i costruttori infaticabili del suo Regno di giustizia, di amore e di pace.”
 
“E’ l’umiltà di Maria, - dice il Papa - che ha creduto alla parola del Signore, e ha adorato per prima, china sulla mangiatoia, il Frutto del suo grembo; l’umiltà di Giuseppe, uomo giusto, che ebbe il coraggio della fede e preferì obbedire a Dio piuttosto che tutelare la propria reputazione; l’umiltà dei pastori, dei poveri ed anonimi pastori, che accolsero l’annuncio del messaggero celeste e in fretta raggiunsero la grotta dove trovarono il bambino appena nato e, pieni di stupore, lo adorarono lodando Dio”. Dunque l’invito del Papa: “Con Maria, Giuseppe e i pastori, con i magi e la schiera innumerevole di umili adoratori del neonato Bambino, che lungo i secoli hanno accolto il mistero del Natale, anche noi, fratelli e sorelle di ogni continente, lasciamo che la luce di questo giorno si diffonda dappertutto”:
 
“…Entri nei nostri cuori, rischiari e riscaldi le nostre case, porti serenità e speranza nelle nostre città, dia al mondo la pace. E’ questo il mio augurio per voi che mi ascoltate. Augurio che si fa preghiera umile e fiduciosa al Bambino Gesù, perché la sua luce disperda ogni tenebra dalla vostra vita e vi ricolmi dell’amore e della pace.”
 
Il Papa afferma che “solo la ‘grande’ luce apparsa in Cristo può donare agli uomini la ‘vera’ pace”. “Ecco perché – aggiunge – ogni generazione è chiamata ad accoglierla, ad accogliere il Dio che a Betlemme si è fatto uno di noi”. Ma “chi è pronto ad aprirgli la porta del cuore? Chi veglia nella notte del dubbio e dell’incertezza?”, chiede il Papa. “Chi attende l’aurora del giorno nuovo tenendo accesa la fiammella della fede?”. “E’ a tutti – ribadisce il Papa – che Cristo viene ad offrire se stesso come certa speranza di salvezza”. E a tutti, Urbi et Orbi, alla città eterna e al mondo intero, il Papa impartisce la sua benedizione e rivolge il suo augurio di Natale, pronunciandolo in 63 diverse lingue del mondo. Ecco le parole in italiano e altri frammenti di alcune lingue:
 
“Buon Natale agli abitanti di Roma e dell’intera Nazione italiana! La nascita di Cristo rechi a tutti serenità e gioia, e risvegli in ciascuno il desiderio di testimoniare i valori della vita, della famiglia, dell’amore e della pace, evocati dal grande mistero dell’Incarnazione e della Nascita di Gesù! Natale è festa cristiana che fa parte dal patrimonio spirituale delle nostre comunità. Possa la nobile Nazione italiana conservare questa eredità culturale e religiosa per costruire un futuro di speranza. Buon Natale!”
 
… Heureuse et sainte fête de Noël ! Que le Christ Sauveur vous garde dans l’espérance …
 
… May the birth of the Prince of Peace remind the world where its true happiness lies…
 
…. Die Geburt Jesu Christi, des Erlösers der Menschen, erfülle Euer Leben mit tiefer Freude und reicher Gnade...
 
.... ¡Feliz Navidad! Que la Paz de Cristo reine en vuestros corazones, en las familias y en todos los pueblos…...
 
…Sărbători Fericite de Crăciun si Anul Nou…
….Noel bayramı kutlu olsun…
 
…Hodie descendit lux magna super terram!

MESSAGGIO URBI ET ORBI
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

NATALE 2007

   

Un giorno santo è spuntato per noi:
venite tutti ad adorare il Signore;
oggi una splendida luce è discesa sulla terra

(Messa del giorno di Natale, Acclamazione al Vangelo).

Cari fratelli e sorelle! “Un giorno santo è spuntato per noi”. Un giorno di grande speranza: oggi è nato il Salvatore dell’umanità! La nascita di un bambino porta normalmente una luce di speranza a quanti lo attendono trepidanti. Quando nacque Gesù nella grotta di Betlemme, una “grande luce” apparve sulla terra; una grande speranza entrò nel cuore di quanti lo attendevano: “lux magna”, canta la liturgia di questo giorno di Natale. Non fu certo “grande” alla maniera di questo mondo, perché a vederla, dapprima, furono solo Maria, Giuseppe e alcuni pastori, poi i Magi, il vecchio Simeone, la profetessa Anna: coloro che Dio aveva prescelto. Eppure, nel nascondimento e nel silenzio di quella notte santa, si è accesa per ogni uomo una luce splendida e intramontabile; è venuta nel mondo la grande speranza portatrice di felicità: “il Verbo si è fatto carne e noi abbiamo visto la sua gloria” (Gv 1,14)

“Dio è luce – afferma san Giovanni – e in lui non ci sono tenebre” (1 Gv 1,5). Nel Libro della Genesi leggiamo che quando ebbe origine l’universo, “la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso”. “Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu” (Gn 1,2-3). La Parola creatrice di Dio è Luce, sorgente della vita. Tutto è stato fatto per mezzo del Logos e senza di Lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste (cfr Gv 1,3). Ecco perchè tutte le creature sono fondamentalmente buone, e recano in sé l’impronta di Dio, una scintilla della sua luce. Tuttavia, quando Gesù nacque dalla Vergine Maria, la Luce stessa è venuta nel mondo: “Dio da Dio, Luce da Luce”, professiamo nel Credo. In Gesù Dio ha assunto ciò che non era rimanendo ciò che era: “l’onnipotenza entrò in un corpo infantile e non fu sottratta al governo dell’universo” (cfr Agostino, Serm 184, 1 sul Natale). Si è fatto uomo Colui che è il creatore dell’uomo per recare al mondo la pace. Per questo, nella notte di Natale, le schiere degli Angeli cantano: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli / e pace in terra agli uomini che egli ama” (Lc 2,14).

Oggi una splendida luce è discesa sulla terra”. La Luce di Cristo è portatrice di pace. Nella Messa della notte la liturgia eucaristica si è aperta proprio con questo canto: “Oggi la vera pace è scesa a noi dal cielo” (Antifona d’ingresso). Anzi, solo la “grande” luce apparsa in Cristo può donare agli uomini la “vera” pace: ecco perchè ogni generazione è chiamata ad accoglierla, ad accogliere il Dio che a Betlemme si è fatto uno di noi.

Questo è il Natale! Evento storico e mistero di amore, che da oltre duemila anni interpella gli uomini e le donne di ogni epoca e di ogni luogo. E’ il giorno santo in cui rifulge la “grande luce” di Cristo portatrice di pace! Certo, per riconoscerla, per accoglierla ci vuole fede, ci vuole umiltà. L’umiltà di Maria, che ha creduto alla parola del Signore, e ha adorato per prima, china sulla mangiatoia, il Frutto del suo grembo; l’umiltà di Giuseppe, uomo giusto, che ebbe il coraggio della fede e preferì obbedire a Dio piuttosto che tutelare la propria reputazione; l’umiltà dei pastori, dei poveri ed anonimi pastori, che accolsero l’annuncio del messaggero celeste e in fretta raggiunsero la grotta dove trovarono il bambino appena nato e, pieni di stupore, lo adorarono lodando Dio (cfr Lc 2,15-20). I piccoli, i poveri in spirito: ecco i protagonisti del Natale, ieri come oggi; i protagonisti di sempre della storia di Dio, i costruttori infaticabili del suo Regno di giustizia, di amore e di pace.

Nel silenzio della notte di Betlemme Gesù nacque e fu accolto da mani premurose. Ed ora, in questo nostro Natale, in cui continua a risuonare il lieto annuncio della sua nascita redentrice, chi è pronto ad aprirgli la porta del cuore? Uomini e donne di questa nostra epoca, anche a noi Cristo viene a portare la luce, anche a noi viene a donare la pace! Ma chi veglia, nella notte del dubbio e dell’incertezza, con il cuore desto e orante? Chi attende l’aurora del giorno nuovo tenendo accesa la fiammella della fede? Chi ha tempo per ascoltare la sua parola e lasciarsi avvolgere dal fascino del suo amore? Sì! È per tutti il suo messaggio di pace; è a tutti che viene ad offrire se stesso come certa speranza di salvezza.

La luce di Cristo, che viene ad illuminare ogni essere umano, possa finalmente rifulgere, e sia consolazione per quanti si trovano nelle tenebre della miseria, dell'ingiustizia, della guerra; per coloro che vedono ancora negata la loro legittima aspirazione a una più sicura sussistenza, alla salute, all'istruzione, a un'occupazione stabile, a una partecipazione più piena alle responsabilità civili e politiche, al di fuori di ogni oppressione e al riparo da condizioni che offendono la dignità umana. Vittime dei sanguinosi conflitti armati, del terrorismo e delle violenze di ogni genere, che infliggono inaudite sofferenze a intere popolazioni, sono particolarmente le fasce più vulnerabili, i bambini, le donne, gli anziani. Mentre le tensioni etniche, religiose e politiche, l’instabilità, le rivalità, le contrapposizioni, le ingiustizie e le discriminazioni, che lacerano il tessuto interno di molti Paesi, inaspriscono i rapporti internazionali. E nel mondo va sempre più crescendo il numero dei migranti, dei rifugiati, degli sfollati anche a causa delle frequenti calamità naturali, conseguenza spesso di preoccupanti dissesti ambientali.

In questo giorno di pace, il pensiero va soprattutto laddove rimbomba il fragore delle armi: alle martoriate terre del Darfur, della Somalia e del nord della Repubblica Democratica del Congo, ai confini dell'Eritrea e dell'Etiopia, all'intero Medio Oriente, in particolare all'Iraq, al Libano e alla Terrasanta, all'Afghanistan, al Pakistan e allo Sri Lanka, alla regione dei Balcani, e alle tante altre situazioni di crisi, spesso purtroppo dimenticate. Il Bambino Gesù porti sollievo a chi è nella prova e infonda ai responsabili di governo la saggezza e il coraggio di cercare e trovare soluzioni umane, giuste e durature. Alla sete di senso e di valore che avverte il mondo oggi, alla ricerca di benessere e di pace che segna la vita di tutta l’umanità, alle attese dei poveri Cristo, vero Dio e vero Uomo, risponde con il suo Natale. Non temano gli individui e le nazioni di riconoscerlo e di accoglierlo: con Lui “una splendida luce” rischiara l’orizzonte dell’umanità; con Lui si apre “un giorno santo” che non conosce tramonto. Questo Natale sia veramente per tutti un giorno di gioia, di speranza e di pace!

Venite tutti ad adorare il Signore”. Con Maria, Giuseppe e i pastori, con i Magi e la schiera innumerevole di umili adoratori del neonato Bambino, che lungo i secoli hanno accolto il mistero del Natale, anche noi, fratelli e sorelle di ogni continente, lasciamo che la luce di questo giorno si diffonda dappertutto: entri nei nostri cuori, rischiari e riscaldi le nostre case, porti serenità e speranza nelle nostre città, dia al mondo la pace. E’ questo il mio augurio per voi che mi ascoltate. Augurio che si fa preghiera umile e fiduciosa al Bambino Gesù, perché la sua luce disperda ogni tenebra dalla vostra vita e vi ricolmi dell’amore e della pace. Il Signore, che ha fatto risplendere in Cristo il suo volto di misericordia, vi appaghi della sua felicità e vi renda messaggeri della sua bontà. Buon Natale! 

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