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il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 19 aprile 2008
La
visita alla Sinagoga di Park East: il Papa incoraggia
tutti "a costruire ponti di amicizia"
“Rispetto
e stima” e un richiamo alla “comune eredità
spirituale” sono stati espressi ieri pomeriggio da
Benedetto XVI nell’incontro, a New York, con la comunità
ebraica della Sinagoga di Park East. “Vi assicuro in
modo speciale - ha affermato - la mia vicinanza in questo
tempo” speciale, riferendosi alle celebrazioni per la
Pasqua ebraica cominciate ieri sera. Il servizio di Amedeo
Lomonaco:
(canto di bambini)
La comunità ebraica della Sinagoga di Park East ha
accolto il Papa con il delizioso canto dei bambini e fiori
di primavera. Benedetto XVI ha subito contraccambiato il
saluto:
“Dear friends Shalom!
“Cari amici, Shalom”!
“E’ con grande gioia – ha affermato il Papa - che
sono venuto qui”. Benedetto XVI ha espresso rispetto e
stima e ha rivolto uno speciale saluto di pace alla
comunità ebraica degli Stati Uniti e di tutto il mondo:
“I find it moving to recall that Jesus…
“Trovo toccante – ha detto il Papa - che Gesù,
da ragazzo, ascoltò le parole della scrittura e pregò in
un luogo come questo”.
Il Santo Padre ha ricordato il valido contributo
offerto dalla comunità ebraica “alla vita della città”
incoraggiando tutti “a costruire ponti di amicizia”.
Ha anche assicurato la propria vicinanza in questo tempo
speciale per gli ebrei.
La visita si è svolta, infatti, a poche ore
dall’inizio delle celebrazioni per la Pasqua ebraica, la
Pesah, che commemora l’esodo dall’Egitto e la
liberazione dalla schiavitù. Il Santo Padre è stato
accolto con grande affetto dal rabbino Arthur Schneier,
che guida dal 1962 la Sinagoga fondata nel 1890 da ebrei
austro-ungarici. Il rabbino, sopravvissuto all'olocausto
ed emigrato negli Stati Uniti nel 1947, ha parlato di
“evento storico”:
“The sun is shining and the heavens are rejocing on
this day…
Il sole sta splendendo e il cielo gioisce in questo
giorno; come è bello quando i fratelli sono insieme nella
pace e nell’unità”.
Ricordando la comune esperienza della seconda guerra
mondiale, il rabbino ha anche ribadito di avere molta
fiducia nel “proseguimento del dialogo” fra ebrei e
cristiani. Al termine dell’incontro, c’è stato lo
scambio dei doni. Il Papa ha regalato alla comunità
ebraica una copia di una miniatura del 15.mo secolo, che
raffigura un matrimonio ebraico. Al Pontefice è stato
donato un piatto per la cena di Pasqua.
Prima della visita nella Sinagoga di Park East a New
York, il Papa aveva consegnato giovedì scorso alla
comunità ebraica statunitense un messaggio augurale in
occasione della Pesah sottolineando la comune eredità
spirituale. La Pasqua ebraica – scrive il Santo Padre
– è “un memoriale di libertà e redenzione” che
dovrebbe essere un richiamo per cristiani ed ebrei a
“perseguire la giustizia, la misericordia, la solidarietà”.
La celebrazione di Pesah si può comprendere e
sperimentare – spiega poi il Papa – in continuità
“con la narrazione biblica delle grandi opere che il
Signore ha compiuto per il suo popolo”. La Pasqua
cristiana e la festività ebraica della Pesah –
sottolinea Benedetto XVI – ci uniscono nella comune
speranza “centrata su Dio e sulla sua misericordia”.
Cristiani ed ebrei – scrive infine il Pontefice –
condividono anche la speranza per la pace nel mondo che
abbraccia in particolare il Medio Oriente e la Terra
Santa: possa la memoria delle misericordie di Dio –
auspica il Papa – ispirare tutti i responsabili per il
futuro di questa regione “a rinnovati sforzi e
specialmente a nuovi atteggiamenti e ad una nuova
purificazione dei cuori”.
(canto)
INCONTRO
CON I RAPPRESENTANTI
DELLA COMUNITÀ EBRAICA
PAROLE
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Sinagoga di
Park East, New York
Venerdì, 18 aprile 2008
Cari Amici,
Shalom! È con grande gioia che sono venuto
qui, a poche ore dall’inizio della celebrazione della
vostra Pesah, per esprimere alla comunità ebraica
di New York il mio rispetto e la mia stima. La vicinanza
di questo luogo di culto alla mia residenza mi offre oggi
l’opportunità di salutarvi. Trovo toccante il pensiero
che Gesù, da ragazzo, ascoltò le parole della Scrittura
e pregò in un luogo come questo. Ringrazio il Rabbino
Schneier per le sue parole di benvenuto e in particolare
sono grato per il vostro gentile dono, i fiori di
primavera e il delizioso canto che i bambini hanno
eseguito in mio onore. So bene che la comunità ebraica ha
offerto un valido contributo alla vita della città, e vi
incoraggio tutti a continuare a costruire ponti di
amicizia con tutti i molti e diversi gruppi etnici e
religiosi che vivono vicino a voi. Vi assicuro in modo
speciale la mia vicinanza in questo tempo, in cui vi
preparate a celebrare le grandi gesta dell’Onnipotente e
a cantare le lodi di Lui che ha operato tali prodigi per
il suo popolo. Chiedo a voi tutti di far giungere i miei
saluti ed auguri ai membri della comunità ebraica. Sia
benedetto il nome del Signore!
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