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VIAGGIO
IN USA - CERIMONIA DI CONGEDO (21
APRILE 2008) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 21 aprile 2008
Un
viaggio indimenticabile nel segno della speranza e
dell’amicizia: il saluto del Papa al popolo americano,
nella cerimonia di congedo all’aeroporto JFK di New York
Un
viaggio memorabile, ricco di esperienze indimenticabili
come la visita alle Nazioni Unite e la preghiera a Ground
Zero: Benedetto XVI ha indicato i momenti forti del suo
viaggio apostolico negli Stati Uniti nella cerimonia di
congedo all’aeroporto JFK di New York. Evento
contraddistinto da quell’entusiasmo che ha accompagnato
la visita del Papa in terra americana fin dalle sue
battute iniziali. A salutare il Papa, infatti, oltre al
vicepresidente Dick Cheney, l’ex presidente Bill Clinton
e la moglie Hillary, senatrice di New York, c’erano
anche ben cinquemila fedeli della diocesi di Brooklyn, il
quartiere popolare newyorkese dove si trova l’aeroporto.
Il servizio di Alessandro Gisotti:
(Canti)
Gli americani hanno voluto mostrare il proprio affetto
per Benedetto XVI fino agli ultimi istanti di presenza del
Papa nella propria terra. L’entusiasmo festoso di 5 mila
fedeli di Brooklyn ha fatto da sfondo alla cerimonia di
congedo nella quale il vicepresidente Cheney ha
ringraziato il Pontefice per aver portato agli Stati Uniti
un messaggio di pace, giustizia e libertà e, ancora, di
speranza e salvezza.
(Applausi)
L’arrivo del Papa all’hangar è stato accolto da un
applauso fragoroso e insistito quasi a voler prolungare la
permanenza del Santo Padre in mezzo a loro. Benedetto XVI
ha ringraziato quanti si sono impegnati per la riuscita di
questo viaggio e per la “gentile accoglienza”
riservatagli a Washington e New York:
“It has been a joy for me to witness…”
“E’ stata per me una gioia essere testimone della
fede e della devozione della comunità cattolica in questa
nazione”, ha detto il Papa. Ed ha definito
“incoraggiante” l’incontro con “i rappresentanti
delle altre comunità cristiane e delle altre
religioni”. Il Papa ha ringraziato il presidente Bush e
le autorità civili ed ha rinnovato gli auguri alle
diocesi di Baltimora, New York, Boston, Philadelphia e
Louisville per il loro anno giubilare. Ricordando gli
incontri con le diverse realtà della Chiesa americana, ha
esortato i fedeli a “rendere una gioiosa testimonianza a
Cristo nostra speranza”. Si è poi soffermato sui due
avvenimenti simbolicamente più forti della visita:
“One of the high-points of my visit was the
opportunity…”
“Uno dei momenti più significativi della mia visita
– ha affermato – è stata l’opportunità” di
parlare alle Nazioni Unite. A sessant’anni
dall’approvazione della Dichiarazione universale dei
diritti dell’Uomo, ha ringraziato l’ONU per quanto “è
riuscita a compiere per difendere e promuovere i diritti
fondamentali” di ogni essere umano ed ha incoraggiato
“tutti gli uomini di buona volontà a continuare ad
adoperarsi senza stancarsi per promuovere la giusta e
pacifica coesistenza tra i popoli e le nazioni”:
“My visit this morning to Ground Zero will remain…”
La visita a Ground Zero, ha confidato il Papa,
“rimarrà profondamente impressa nella mia memoria,
mentre continuerò a pregare per coloro che perirono e per
tutti coloro che soffrono per le conseguenze della
tragedia” dell’11 settembre. Ha così assicurato le
sue preghiere affinché negli Stati Uniti e in tutto il
mondo “il futuro porti maggiore fraternità e solidarietà,
un accresciuto reciproco rispetto e una rinnovata
fiducia” in Dio. Infine, la benedizione con quella
formula tanto cara al popolo americano:
“May
God Bless America!”
CERIMONIA DI CONGEDO
DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Aeroporto
internazionale John Fitzgerald Kennedy, New York
Domenica, 20 aprile 2008
Signor
Vice Presidente,
Illustri Autorità,
Cari Fratelli nell’Episcopato,
Cari Fratelli e Sorelle,
è giunto
il momento di accomiatarmi dal vostro Paese. I giorni che
ho trascorso negli Stati Uniti sono stati ricchi di molte
e memorabili esperienze del senso di ospitalità degli
Americani. Desidero esprimere a tutti voi la mia profonda
gratitudine per la vostra gentile accoglienza. È stata
per me una gioia essere testimone della fede e della
devozione della comunità cattolica in questa Nazione. È
stato incoraggiante incontrare i leaders e i
rappresentanti delle altre comunità cristiane e delle
altre religioni, e per questo vi rinnovo l’assicurazione
della mia considerazione e della mia stima. Sono grato al
Presidente Bush per essere venuto a salutarmi all’inizio
della mia visita, e ringrazio il Vice Presidente Cheney
per la sua presenza qui al momento della mia partenza. Le
autorità civili, gli addetti e i volontari in Washington
e in New York hanno generosamente sacrificato tempo ed
energie per assicurare il tranquillo svolgimento della mia
visita in ogni sua fase, e per questo esprimo il mio
profondo ringraziamento al Sindaco di Washington Adrian
Fenty e al Sindaco di New York Michael Bloomberg.
Rinnovo i
miei auguri e la mia preghiera ai rappresentanti della
Sede di Baltimora, la prima Arcidiocesi, e a quelle di New
York, Boston, Philadelphia e Louisville, in questo anno
giubilare. Possa il Signore continuare a colmarvi di
benedizioni negli anni a venire. A tutti i miei fratelli
nell’Episcopato, a Mons. DiMarzio, Vescovo di Brooklyn,
agli officiali e al personale della Conferenza Episcopale
che hanno contribuito in tanti modi alla preparazione di
questa visita rinnovo la mia riconoscenza per il loro
faticoso impegno e la loro dedizione . Con grande affetto
saluto ancora una volta i sacerdoti e i religiosi, i
diaconi, i seminaristi e i giovani, e tutti i fedeli degli
Stati Uniti, e vi incoraggio a perseverare a rendere una
gioiosa testimonianza a Cristo nostra speranza, nostro
Signore e Salvatore Risorto, che rinnova tutte le cose e
ci dona la vita in abbondanza.
Uno dei
momenti più significativi della mia visita è stata
l’opportunità di rivolgere la mia parola
all’Assemblea delle Nazioni Unite. Ringrazio il
Segretario Generale Ban Ki-moon per il suo gentile invito
e la sua accoglienza. Volgendo lo sguardo ai sessant’anni
trascorsi dalla Dichiarazione Universale dei Diritti
dell’Uomo, ringrazio per tutto ciò che
l’Organizzazione è riuscita a compiere per difendere e
promuovere i diritti fondamentali di ogni uomo, donna e
bambino in ogni parte del mondo, ed incoraggio tutti gli
uomini di buona volontà a continuare ad adoperarsi senza
stancarsi per promuovere la giusta e pacifica coesistenza
tra i popoli e le nazioni.
La visita
che questa mattina ho compiuto a Ground Zero rimarrà
profondamente impressa nella mia memoria, mentre continuerò
a pregare per coloro che perirono e per tutti coloro che
soffrono per le conseguenze della tragedia che vi ebbe
luogo nel 2001. Prego per tutti negli Stati Uniti, e in
verità in tutto il mondo, affinché il futuro porti
maggiore fraternità e solidarietà, un’accresciuto
reciproco rispetto e una rinnovata fiducia e confidenza il
Dio, nostro Padre che è nei cieli.
Con
queste espressioni di commiato vi chiedo di ricordarvi di
me nelle vostre preghiere, mentre vi assicuro il mio
affetto e la mia amicizia nel Signore. Dio benedica
l’America!
©
Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana
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