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VIAGGIO IN USA - PREGHIERA A GROUND ZERO (20 APRILE 2008)

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Fonte, Radio Vaticana, 20 aprile 2008

Commovente preghiera a Ground Zero

L’ultima giornata di Benedetto XVI in terra americana è stata segnata dalla storica visita a Ground Zero, il luogo nel quale l’11 settembre 2001 vennero colpite le Twins Tower, i due grattacieli gemelli simbolo della città di New York, provocandone il crollo e la morte di 2.896 persone. Sul luogo, un grande cratere profondo un’ottantina di metri, è aperto ora un enorme cantiere, in cui fervono i lavori di ricostruzione secondo un vasto progetto del nuovo World Trade Center. Ad accogliere il Papa, il suono di un violoncello, a rompere un silenzio surreale, in una delle zone solitamente più trafficate di New York. Il servizio del nostro inviato, Pietro Cocco.
 
(Suono del violoncello)
Tutti gli occhi sul Papa, con la città di New York raccolta idealmente intorno a Ground Zero.
Si è svolta così ieri la visita di Benedetto XVI sul luogo in cui, l’11 settembre di sette anni fa, uno ‘scenario di incredibile violenza e dolore’ - come lo ha definito Benedetto XVI – si offrì alla vista dei primi soccorritori e alla partecipazione attonita di tutto il mondo.

 
All’ora di quel terribile momento, le 8.48 del mattino, se ne è affiancata ieri un’altra, le 9.40, quando Benedetto XVI, ha raggiunto il “Bed Rock” di Ground Zero, la parte più bassa del cratere, per recitarvi una preghiera di intercessione per le vittime, i loro parenti, i feriti, per le loro sofferenze, ma anche per pregare per il futuro del mondo.

 
Accompagnato dall’arcivescovo di New York, il cardinale Egan, erano ad aspettarlo il sindaco della città, Bloomberg, il governatore di New York e del New Jersey e 24 persone in rappresentanza dei feriti e dei parenti delle vittime e di coloro che prestarono soccorso: Vigili del Fuoco, Polizia, Protezione Civile.

 
Benedetto XVI, giunto in papamobile, a metà della rampa che portava sul luogo della cerimonia, è sceso per proseguire a piedi fino al cero che, visibilmente emozionato, ha poi acceso sul luogo in cui sorgerà il memoriale, dedicato alle vittime dell’11 settembre.

 
Impossibile dire cosa sia passato nei cuori dei presenti, i soccorritori, i parenti delle vittime, allineati ai lati, mentre il Papa si inginocchiava e rimaneva in raccoglimento per diversi minuti. E ancora di più nel momento in cui questo uomo di Dio, con parole semplici ma toccanti, proclamava davanti al mondo la testimonianza di fede dei veri credenti: “Dio dell’amore, della compassione, e della riconciliazione”:

 
“God of peace, bring your peace to our violent world”…
“Dio della pace, porta la Tua pace nel nostro mondo violento:
pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne
e pace tra le Nazioni della terra.
Volgi verso il Tuo cammino di amore
coloro che hanno il cuore e la mente
consumati dall’odio”.

 
Ma qualcosa di quanto hanno provato il Papa lo sa. Al termine della preghiera li ha salutati uno ad uno, cercando di trattenerli nel momento in cui si inginocchiavano davanti a lui. Ciascuno ha potuto scambiare con lui alcune parole. A loro ha donato una piccola croce, fatta con il metallo della struttura delle Torri Gemelle perché, come lui stesso ha recitato a conclusione della preghiera:

 
“Strengthen us in hope…”
Dio ci rafforzi nella speranza e ci conceda “ la saggezza e il coraggio
di lavorare instancabilmente per un mondo in cui pace e amore autentici regnino tra le Nazioni e nei cuori di tutti”.

 
(Suono del violoncello)

Agenzia Zenit, 20 aprile 2008

Benedetto XVI prega a Ground Zero per un mondo senza violenza e per “coloro che hanno il cuore e la mente consumati dall’odio”

Benedetto XVI ha cominciato il suo ultimo giorno negli Stati Uniti pregando a Ground Zero, il luogo sul quale sorgevano le Torri Gemelle abbattute nell'attentato dell'11 settembre del 2001, e salutando i sopravvissuti e i parenti delle vittime.

Durante una solenne visita, ha implorato Dio di concedere “pace nel nostro mondo violento: pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne e pace tra le Nazioni della terra”.

Giunto sul luogo in una fredda mattinata newyorkese, il Pontefice è sceso lentamente in papamobile lungo una rampa nel punto più profondo della voragine al livello della roccia vergine. Poi ha proseguito a piedi fino al cratere lasciato dall'attentato dove si è inginocchiato per raccogliersi in preghiera.

Successivamente ha acceso un cero ed ha recitato di fronte alla folla una preghiera per le vittime e gli stessi terroristi.

Il Vescovo di Roma ha implorato “luce e pace eterna a tutti coloro che sono morti in questo luogo i primi eroici soccorritori: i nostri vigili del fuoco, agenti di polizia, addetti ai servizi di emergenza e personale della Capitaneria di Porto, insieme a tutti gli uomini e le donne innocenti, vittime di questa tragedia solo perché il loro lavoro e il loro servizio li ha portati qui”.

Ha poi chiesto al Signore la guarigione di coloro che sono rimasti coinvolti nell'attentato e di dilenire “la sofferenza delle famiglie ancora in lutto e di quanti hanno perso persone care in questa tragedia”.

“Concedi loro la forza di continuare a vivere con coraggio e speranza”, ha detto ricordando poi quanti hanno trovato la morte, i feriti e quanti hanno perso i loro cari quello stesso giorno al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania.

“I nostri cuori si uniscono ai loro mentre la nostra preghiera abbraccia il loro dolore e la loro sofferenza”, ha sottolineato.

Il Papa ha quindi rivolto un pensiero anche ai terroristi: “Volgi verso il Tuo cammino di amore coloro che hanno il cuore e la mente consumati dall’odio”.

“Dio della comprensione, sopraffatti dalla dimensione immane di questa tragedia, cerchiamo la Tua luce e la Tua guida mentre siamo davanti ad eventi così tremendi. Concedi a coloro le cui vite sono state risparmiate di poter vivere in modo che le vite perdute qui non siano state perdute in vano”.

“Confortaci e consolaci – ha poi concluso –, rafforzaci nella speranza e concedici la saggezza e il coraggio di lavorare instancabilmente per un mondo in cui pace e amore autentici regnino tra le Nazioni e nei cuori di tutti”.

Al termine della preghiera il Papa ha salutato 24 persone in rappresentanza dei soccorritori (vigili del fuoco, protezione civile e polizia), dei feriti e dei parenti delle vittime.

Accompagnato dal Cardinale Edward Egan, Arcivescovo di New York, Benedetto XVI è stato accolto dal Sindaco di New York, Michael Bloomberg, dal governatore di New York, David A. Paterson, e dal goverantore del New Jersey, John Corzine.



 

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