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VEGLIA DI PENTECOSTE  (3 GIUGNO 2006) 

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Radio Vaticana, 4 giugno 2006

PROTEGGERE LA VITA E IL CREATO DAGLI ABUSI ATTINGENDO ALLA FONTE DELLA VITA VERA: COSI’ BENEDETTO XVI ALLE 400 MILA PERSONE GIUNTE IN VATICANO PER IL SECONDO RADUNO MONDIALE DEI MOVIMENTI ECCLESIALI, NELLA VEGLIA DI PENTECOSTE  

“I Movimenti nascono dalla sete della vita vera”. Così dunque il Papa ha parlato ieri durante l’affollata veglia di Pentecoste celebrata in Piazza San Pietro alla presenza di oltre 400 mila persone, appartenenti ai Movimenti e alle nuove comunità ecclesiali. “Dove non scorre più la vera fonte della vita, dove soltanto ci si appropria della vita invece di donarla – ha affermato Benedetto XVI – là si è disposti a escludere la vita inerme non ancora nata”, “là facilmente si finisce per rifugiarsi nella droga, nella grande illusione”. La cronaca del lungo pomeriggio di festa e preghiera in Piazza San Pietro, nel servizio di Paolo Ondarza:  

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(canto)  

Multiformita’ ed unità sono inseparabili tra loro. Così Benedetto XVI in un passaggio della sua omelia per la veglia di Pentecoste celebrata in Piazza San Pietro di fronte al popolo dei Movimenti e delle nuove comunità. Il Papa ha voluto salutare tutti percorrendo in auto l’intero tratto di via della Conciliazione. “Lo Spirito nei suoi doni è multiforme – ha detto il Pontefice – soffia dove vuole”:  

“Egli vuole la vostra multiformità, e vi vuole per l'unico corpo. Non ci toglie la fatica di imparare il modo di rapportarci vicendevolmente. Prendete parte all'edificazione dell'unico corpo!”.  

Ma cos’è lo Spirito Santo? Come riconoscerlo? L’intera creazione – ha detto il Papa – proviene da esso. “Dobbiamo considerarla come un dono affidatoci, non per la distruzione”. “Di fronte alle molteplici forme di abuso della terra” – ha detto il Santo Padre – la creazione e la storia attendono uomini e donne che siano realmente figli di Dio. “Lo Spirito Santo che viene da Dio ci porta vita e libertà”, ha aggiunto:  

“I Movimenti sono nati proprio dalla sete della vita vera; dove soltanto ci si appropria della vita invece di donarla, là è poi in pericolo anche la vita degli altri; là si è disposti a escludere la vita inerme non ancora nata, perché sembra togliere spazio alla propria vita. Se vogliamo proteggere la vita, allora dobbiamo soprattutto ritrovare la fonte della vita”.  

“La vera libertà” non è fare tutto quello che si vuole – ha spiegato Benedetto XVI – ma si dimostra nella responsabilità:  

I Movimenti ecclesiali vogliono e devono essere scuole di questa libertà vera. In questo mondo, così pieno di libertà fittizie che distruggono l'ambiente e l'uomo, vogliamo, con la forza dello Spirito Santo, imparare insieme la libertà vera; dimostrare agli altri con la vita che siamo liberi e quanto è bello essere veramente liberi nella vera libertà dei figli di Dio”.  

Le parole del Papa sono state più volte interrotte da applausi e cori. Un’esuberanza di gioia che ha fatto da leitmotiv al lungo pomeriggio iniziato tre ore prima dell’arrivo di Benedetto XVI con  canti e testimonianze. Particolarmente toccanti e ancora vive le parole di Giovanni Paolo II, che una registrazione dello storico incontro con i Movimenti del 30 maggio 1998 ha fatto risuonare ancora una volta nel “cenacolo a cielo aperto” radunato in Piazza San Pietro:  

“A tutti voi voglio gridare: ‘Apritevi con docilità ai doni dello Spirito! Accogliete con gratitudine ed obbedienza i carismi!’”.  

Una Chiesa, tanti i carismi per una Chiesa. Di apostolato, in un mondo dimentico di Dio ha parlato Maria Luigia Corona, della Comunità Missionaria di Villaregia:  

“Non c’è niente di più orribile che usare il nome di Dio, che è amore, per commettere violenza. Siamo pronti a portare la luce di Cristo in tutti gli ambienti!”.  

La gioia è stata al centro delle parole del coordinatore nazionale del Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez:  

“Non si dica che la nostra gioia è allegria esteriore! La gioia cristiana è olio di letizia sulle ferite del mondo!”.  

Impegno all’unità nella diversità, quello dei Focolari, nel messaggio di Chiara Lubich, letto da Graziella De Luca:  

“A lei, Santità, vogliamo assicurare che la collaborazione e la comunione tra i Movimenti continuerà affinché, nella piena comunione ed obbedienza con lei, si lavori per l’attuazione degli stessi scopi voluti da Gesù: prima di tutto, l’unità”.  

Nell’esperienza della comunità di Sant’Egidio, raccontata da Andrea Riccardi, l’aiuto della preghiera per la debolezza dell’uomo e l’attenzione di Dio alle situazioni umane più disperate:  

“Le vite umane non scorrono dimenticate! Penso in questo momento all’Africa, ma ho anche in mente i poveri, la cui casa è spesso un mondezzaio. Dio non è indifferente! Lo abbiamo visto!”.  

Kiko Argüello, fondatore del Movimento neocatecumenale, ha esortato a perseverare nel combattimento spirituale della fede:  

“Nell’Apocalisse si dice che l’Agnello sgozzato vince la bestia. Perché i cristiani diventino questo Agnello, hanno bisogno dei carismi”.  

Quando lo Spirito soffia, trasforma la vita e l’umanità non resta indifferente. Don Julian Carrón, presidente della fraternità di Comunione e Liberazione:  

“Soltanto una cosa potrà destare in coloro che incontreremo nella vita il desiderio di venire con noi: il vedere realizzarsi in noi la promessa di Cristo!”.  

Ha dato voce alle 400 mila persone in piazza mons. Stanislaw Rilko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici che, rivolto al Papa, ha detto: “La Chiesa può contare sui Movimenti, pronti per la missione”.  

(canto)

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Molte, dunque, le esperienze di fede e le sensibilità spirituali delle centinaia di migliaia di giovani e adulti presenti al grande raduno di ieri. Isabella Piro ha raccolto alcune testimonianze dal vivo:  

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D. – Perché hai deciso di partecipare a questa giornata?  

R. – Perché è sempre un momento di festa quello di incontrarsi con altri Movimenti. E’ il momento in cui sentiamo la famiglia della Chiesa che si unisce: rinnoviamo quel momento della discesa dello Spirito Santo tra i primi che hanno seguito Gesù. Ogni volta, anche per noi, vuol dire rinnovare questa realtà dello Spirito Santo.  

R. – Perché qui c’è il massimo della gioia.  

R. – Perché in questo mondo, dove forse si vede poco anche l’amore, essere qui tutti insieme ci dà coraggio, ci dà forza e ci fa sentire che Gesù è vivo, è una persona viva e che la fede è qualcosa che è viva e che ci può cambiare la vita.

 

R. – Per testimoniare anche noi anziani che riconosciamo il nostro Gesù Cristo, come tutti gli altri, come i giovani. Vogliamo seguire i giovani e i giovani devono seguire noi.  

R. – Significa essere Chiesa attorno al Papa.  

D. - Come seguire, nella vita di tutti i giorni, gli insegnamenti dello Spirito Santo?  

R. – Cercando di ascoltare quello che Dio vuole da te in quel momento.  

R. – Vivere quella parola del Vangelo che dice che tutti siano uno attraverso l’amore reciproco e scambievole e fare in modo che l’amore non rimanga fine a se stesso, ma che sia talmente forte e coinvolgente da avere una risposta dall’altro nella reciprocità.  

R. – Restare fedeli a questo dono che abbiamo ricevuto: Gesù.  

D. - Cosa significa, per te, appartenere ad un Movimento ecclesiale?  

R. – Direi che, anche dal punto di vista umano, è la realizzazione completa di una persona, perché tu scopri attraverso una spiritualità che puoi vivere il Vangelo nella vita di tutti i giorni, ovunque ti trovi. 

R. – Mi ha insegnato che abbiamo una vita sola, che dobbiamo spenderla bene, rendendo grazie all’eterno Padre per tutti questi doni che ci ha dato.  

R. – Penso che lì ho incontrato Dio, che ha dato senso alla mia vita.  

R. – Sentire che si cammina insieme come popolo verso Gesù.  

R. – Essere parte di uno di questi fiori del giardino della Chiesa e insieme agli altri fare più bella la Chiesa.  

R. – Aver scoperto che Dio è amore e che mi ama immensamente.

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