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IL
PAPA AD AQUILEIA E VENEZIA |
Radio
Vaticana, 8 maggio 2011
Il
Santo Padre ai veneziani: promuovete una cultura di
accoglienza per il dialogo e la concordia tra i popoli
◊
Lasciata Aquileia, Benedetto XVI è giunto nel tardo
pomeriggio a Venezia. Dal Molo di San Marco, “porta di
accesso al cuore della Città”, da dove lo sguardo
abbraccia l’inconfondibile profilo di Venezia, detta
“la perla dell’Adriatico”, il Papa ha indirizzato il
suo saluto alle autorità cittadine e ai fedeli accorsi
per esprimere la propria fede e la devozione al Successore
di Pietro. Ascoltiamo Claudia Di Lorenzi:
“Vengo in mezzo a voi per rinsaldare quel profondo
vincolo di comunione che storicamente vi unisce al Vescovo
di Roma” e “per portarvi una parola di amore e di
speranza, e confermarvi nella fede della Chiesa”. Nel
suo saluto alla città di Venezia il Papa ha evidenziato
come il patrimonio di tradizioni civili, culturali e
artistiche della città sia profondamente intessuto della
fede cristiana, e ha ricordato “i venerati Pastori che
da questa Sede patriarcale sono passati a quella di San
Pietro”, fra cui il Patriarca Albino Luciani, che
divenne Papa Giovanni Paolo I e il Patriarca Angelo
Giuseppe Roncalli, divenuto Papa Giovanni XXIII e
proclamato beato. Una tradizione – ha osservato il Santo
Padre - che identifica la città insieme alla sua storica
vocazione al dialogo fra i popoli:
“Da questo molo si può cogliere quell’aspetto
di singolare apertura che da sempre caratterizza Venezia,
crocevia di persone e comunità di ogni provenienza,
cultura, lingua e religione. Punto di approdo e di
incontro per gli uomini di tutti i continenti, per la sua
bellezza, la sua storia, le sue tradizioni civili, questa
Città ha corrisposto nei secoli alla speciale vocazione
di essere ponte tra Occidente ed Oriente. Anche in questa
nostra epoca, con le sue nuove prospettive e le sue sfide
complesse, essa è chiamata ad assumere importanti
responsabilità in ordine alla promozione di una cultura
di accoglienza e di condivisione, capace di gettare ponti
di dialogo tra i popoli e le nazioni; una cultura della
concordia e dell’amore, che ha le sue solide fondamenta
nel Vangelo”.
Per rispondere a queste attese, il Papa invita i
veneziani a “ricercare e custodire sempre l’armonia
tra lo sguardo della fede e della ragione che permette
alla coscienza di percepire il vero bene”:
“Le scelte della comunità civile siano sempre
ispirate ai principi etici corrispondenti alla profonda
verità della natura umana. L’uomo non può rinunciare
alla verità su di sé, senza che ne soffrano il senso
della responsabilità personale, la solidarietà verso gli
altri, l’onestà nei rapporti economici e di lavoro”
Senza la benedizione di Dio – è il monito del Papa -
l’uomo costruisce invano.
Il programma del viaggio prosegue nel pomeriggio con una
visita presso la Basilica di san Marco, dove il Santo
Padre terrà un discorso alla Assemblea per la chiusura
della Visita Pastorale Diocesana. A seguire, presso la
Basilica della Salute, il Papa incontrerà esponenti del
mondo della cultura e dell’economia, benedirà la
Cappella della SS. Trinità, i cui lavori di restauro si
sono da poco conclusi, e sarà presente
all’inaugurazione dei locali della Biblioteca dello
Studium Generale Marcianum di Venezia. Quindi il rientro a
Roma. L’arrivo all’aeroporto Ciampino è previsto per
20.30.
INCONTRO
CON LA CITTADINANZA
SALUTO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Molo
di
San Marco - Venezia
Sabato, 7 maggio 2011
Signor
Cardinale Patriarca,
Confratelli nell’Episcopato,
Signor Sindaco e distinte Autorità,
Cari fratelli e sorelle!
Rivolgo
un cordiale saluto a ciascuno di voi, che dalle varie
“calli” e dai “campi” di questa meravigliosa Città
siete confluiti su questo Molo, per esprimere il vostro
affetto al Successore di Pietro, venuto in pellegrinaggio
nelle terre di San Marco. La vostra presenza, accompagnata
da vibrante entusiasmo, esprime la vostra fede e la vostra
devozione, e questo è per me motivo di grande gioia. In
particolare, ringrazio il Signor Sindaco per le nobili
espressioni che, anche a nome dell’intera Città, mi ha
rivolto e per i sentimenti che mi ha manifestato; con lui,
saluto e ringrazio tutte le altre Autorità civili e
militari, che sono venute ad accogliermi.
Oggi ho
la gioia di poter incontrare la gente di questa laguna.
Vengo in mezzo a voi per rinsaldare quel profondo vincolo
di comunione che storicamente vi unisce al Vescovo di Roma
e di cui sono testimoni anzitutto i venerati Pastori che
da questa Sede patriarcale sono passati a quella di san
Pietro: molti di voi conservano vivo il ricordo del
Patriarca Albino Luciani, figlio di queste terre venete,
che divenne Papa con il nome di Giovanni
Paolo I; e come non ricordare il Patriarca Angelo
Giuseppe Roncalli, che, divenuto Papa Giovanni
XXIII, è stato elevato dalla Chiesa alla gloria degli
altari e proclamato beato? Ricordiamo infine il Patriarca
Giuseppe Sarto, il futuro san Pio
X, che con il suo esempio di santità continua a
vivificare questa Chiesa particolare e tutta la Chiesa
universale. Testimonianza della sollecitudine pastorale
dei Papi per la vostra Città sono anche le visite
pastorali compiute dal Servo di Dio Paolo
VI e dal Beato Giovanni
Paolo II. Anch’io, sulle orme di questi miei
Predecessori, ho voluto venire oggi in mezzo a voi, per
portarvi una parola di amore e di speranza, e confermarvi
nella fede della Chiesa, che il Signore Gesù ha voluto
fondare sulla roccia che è Pietro e ha affidato alla
guida degli Apostoli e dei loro successori, nella
comunione con la Chiesa di Roma “che presiede alla carità”
(S. Ignazio).
Cari
amici, secondo le tradizioni veneziane avete voluto
accogliermi in questo luogo suggestivo, che è come la
porta di accesso al cuore della Città. Da qui lo sguardo
abbraccia il sereno bacino di San Marco, l’elegante
Palazzo Ducale, la meravigliosa mole della Basilica
marciana, l’inconfondibile profilo della città,
giustamente detta “la perla dell’Adriatico”. Da
questo molo si può cogliere quell’aspetto di singolare
apertura che da sempre caratterizza Venezia, crocevia di
persone e comunità di ogni provenienza, cultura, lingua e
religione. Punto di approdo e di incontro per gli uomini
di tutti i continenti, per la sua bellezza, la sua storia,
le sue tradizioni civili, questa Città ha corrisposto nei
secoli alla speciale vocazione di essere ponte tra
Occidente ed Oriente. Anche in questa nostra epoca, con le
sue nuove prospettive e le sue sfide complesse, essa è
chiamata ad assumere importanti responsabilità in ordine
alla promozione di una cultura di accoglienza e di
condivisione, capace di gettare ponti di dialogo tra i
popoli e le nazioni; una cultura della concordia e
dell’amore, che ha le sue solide fondamenta nel Vangelo.
Lo
splendore dei monumenti e la fama delle istituzioni
secolari manifestano la storia gloriosa e il carattere
delle genti venete, oneste e laboriose, dotate di grande
sensibilità, di capacità organizzative e di quello che
nel linguaggio quotidiano viene detto “buon senso”.
Tale patrimonio di tradizioni civili, culturali ed
artistiche ha trovato un fecondo sviluppo anche grazie
all’accoglienza della fede cristiana, che affonda le sue
radici molto lontano, già dalla nascita dei primi
insediamenti di questa laguna. Con il passare dei secoli,
la fede trasmessa dai primi evangelizzatori si è radicata
sempre più profondamente nel tessuto sociale, fino a
diventarne parte essenziale. Ne sono visibile
testimonianza le splendide Chiese e le tante edicole
devozionali disseminate tra calli, canali e ponti. Vorrei
ricordare, in particolare, i due importanti Santuari che,
in tempi diversi, vennero edificati dai veneziani in
ottemperanza ad un voto, per ottenere dalla Provvidenza
divina la liberazione dalla piaga della peste: eccoli di
fronte a questo Molo, sono la Basilica del Redentore e il
Santuario della Madonna della Salute, entrambi mete di
numerosi pellegrini nelle rispettive ricorrenze annuali. I
vostri padri ben sapevano che la vita umana è nelle mani
di Dio e che senza la sua benedizione l’uomo costruisce
invano. Perciò, visitando la vostra Città, chiedo al
Signore che doni a tutti voi una fede sincera e fruttuosa,
capace di alimentare una grande speranza e una paziente
ricerca del bene comune.
Cari
amici, la mia preghiera si eleva a Dio per implorare che
effonda le sue benedizioni su Venezia e il suo territorio.
Invito tutti voi, cari Veneziani, a ricercare e custodire
sempre l’armonia tra lo sguardo della fede e della
ragione che permette alla coscienza di percepire il vero
bene, in modo che le scelte della comunità civile siano
sempre ispirate ai principi etici corrispondenti alla
profonda verità della natura umana. L’uomo non può
rinunciare alla verità su di sé, senza che ne soffrano
il senso della responsabilità personale, la solidarietà
verso gli altri, l’onestà nei rapporti economici e di
lavoro.
Mentre,
al crepuscolo di questo giorno ci introduciamo nella festa
domenicale, disponiamoci a celebrare la Pasqua settimanale
del Signore con la gioia che caratterizza il tempo
pasquale e con la certezza che Gesù ha vinto la morte con
la sua risurrezione e ci vuole far partecipi della sua
stessa vita. Affidandovi alla materna protezione di Maria
Santissima, invoco su questa Città, su quanti la abitano,
su chi la governa, su chi si prodiga a renderla sempre più
degna di Dio e dell’uomo la Benedizione del Signore.
Grazie a tutti voi, buona domenica.
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