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IL
PAPA ALLE VERGINI CONSACRATE (15 MAGGIO 2008) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 15 maggio 2008
Stelle per
orientare il mondo: così il Papa alle Vergini consacrate,
riunite a Roma per il Congresso-Pellegrinaggio dell’Ordo
Virginum
Stelle
per orientare il cammino del mondo: così Benedetto XVI ha
appellato le consacrate riunite a Roma per partecipare al
Congresso-Pellegrinaggio internazionale dell'Ordo Virginum,
dedicato al tema: "Verginità consacrata nel mondo:
un dono per la Chiesa e nella Chiesa”. Il servizio di Roberta
Gisotti:
Circa 500 le vergine consacrate, ricevute oggi dal Papa
nella Sala Clementina in Vaticano, accompagnate dal
cardinale Franc Rodé, prefetto della Congregazione per
gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita
apostolica. Sono arrivate da 52 Paesi insieme ad alcuni
vescovi e delegati, in rappresentanza di migliaia di
consorelle che vivono nella semplicità e nell’umiltà
la propria chiamata di vergini consacrate nel mondo: “un
dono nella Chiesa e per la Chiesa”, ha sottolineato
Benedetto XVI:
"In questa luce desidero confermarvi nella
vostra vocazione ed invitarvi a crescere di giorno in
giorno nella comprensione di un carisma tanto luminoso e
fecondo agli occhi della fede, quanto oscuro e inutile a
quelli del mondo".
L’Ordine delle Vergini, espressione di vita
consacrata, rifiorita nella Chiesa dopo il Concilio
Vaticano II, affonda le sue radici “negli inizi della
vita evangelica, quando, come novità inaudita, – ha
ricordato il Santo Padre - il cuore di alcune donne
cominciò ad aprirsi al desiderio” “di donare a Dio
tutto il proprio essere”, cosi come la Vergine di
Nazaret. Un carisma che non prevedeva particolari modalità
di vita e che man mano si è istituzionalizzato, fino alla
solenne consacrazione pubblica, conferita dal vescovo; da
qui il radicamento nella Chiesa particolare: “dal
respiro della diocesi con le sue tradizioni, i suoi santi,
i suoi valori, i limiti e le difficoltà – ha osservato
il Papa - vi allargate al respiro della Chiesa universale,
soprattutto condividendone la preghiera liturgica”.
Normalmente le vergini consacrate restano nel proprio
contesto di vita. “Una via, che sembra priva delle
caratteristiche specifiche della vita religiosa, specie
dell’obbedienza”, – ha evidenziato Benedetto XVI –
ma “che richiede implicitamente l’osservanza dei
consigli evangelici, per custodire integra la fedeltà”
a Cristo. Si tratta di “cammini personali”, ha detto
Benedetto XVI:
“Vi esorto ad andare oltre il modo di apparire,
cogliendo il mistero della tenerezza di Dio che ciascuna
porta in sé e riconoscendovi sorelle, pur nella vostra
diversità”.
E poi ancora un auspicio perché la le vergini
consacrate irradino sempre la dignità dell’essere spose
di Cristo, esprimendo “la novità dell’esistenza
cristiana e l’attesa serena della vita futura”.
“Così, con la vostra vita retta, voi potrete
essere stelle che orientano il cammino del mondo”.
DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Carissime
sorelle!
1.
Accolgo e saluto con gioia ciascuna di voi, consacrate con
“solenne rito nuziale a Cristo” (Rituale
della Consacrazione delle Vergini, 30), in occasione
del Congresso-Pellegrinaggio Internazionale dell’Ordo
Virginum, che in questi giorni vi vede riunite a Roma.
In particolare saluto il Cardinale Franc Rodé per il
cordiale indirizzo di omaggio e l’impegno profuso nel
sostenere questa iniziativa, mentre un grazie di cuore
rivolgo al Comitato organizzatore. Scegliendo il tema
guida di questi giorni vi siete ispirate ad una mia
affermazione che sintetizza quanto ho avuto già modo di
dire sulla vostra realtà di donne che vivono la verginità
consacrata nel mondo: Un dono nella Chiesa e per la
Chiesa. In questa luce desidero confermarvi nella
vostra vocazione ed invitarvi a crescere di giorno in
giorno nella comprensione di un carisma tanto luminoso e
fecondo agli occhi della fede, quanto oscuro e inutile a
quelli del mondo.
2. “Siate
di nome e di fatto ancelle del Signore a imitazione della
Madre di Dio” (RCV, 29). L’Ordine
delle Vergini costituisce una particolare espressione di
vita consacrata, rifiorita nella Chiesa dopo il Concilio
Vaticano II (cfr Esort. Ap. Vita
consecrata, 7). Le sue radici, però, sono
antiche; affondano negli inizi della vita evangelica
quando, come novità inaudita, il cuore di alcune donne
cominciò ad aprirsi al desiderio della verginità
consacrata: a quel desiderio cioè di donare a Dio tutto
il proprio essere che aveva avuto nella Vergine di Nazaret
e nel suo “sì” la prima straordinaria realizzazione.
Il pensiero dei Padri vede in Maria il prototipo delle
vergini cristiane ed evidenzia la novità del nuovo stato
di vita a cui si accede per una libera scelta d’amore.
3. “In
te, Signore, possiedano tutto, perché hanno scelto Te
solo, al di sopra di tutto” (RCV, 38).
Il vostro carisma deve riflettere l’intensità, ma anche
la freschezza delle origini. È fondato sul semplice
invito evangelico “chi può capire capisca” (Mt
19, 12) e sul consiglio paolino circa la verginità per il
Regno (1 Cor 7, 25-35). Eppure risuona in
esso tutto il mistero cristiano. Quando è nato, il vostro
carisma non si configurava con particolari modalità di
vita, ma si è poi man mano istituzionalizzato, fino ad
una vera e propria consacrazione pubblica e solenne,
conferita dal Vescovo mediante un suggestivo rito
liturgico che faceva della donna consacrata la sponsa
Christi, immagine della Chiesa sposa.
4.
Carissime, la vostra vocazione è profondamente radicata
nella Chiesa particolare a cui appartenete: è compito dei
vostri Vescovi riconoscere in voi il carisma della
verginità, consacrarvi e possibilmente rimanervi vicino
nel cammino, per insegnarvi il timore del Signore,
come si impegnano a fare durante la solenne liturgia di
consacrazione. Dal respiro della Diocesi, con le sue
tradizioni, i suoi santi, i suoi valori, i limiti e le
difficoltà, vi allargate al respiro della Chiesa
universale, soprattutto condividendone la preghiera
liturgica, che vi è consegnata affinché “risuoni
senza interruzione nel vostro cuore e sulle vostre labbra”
(RCV, 42). In tal modo il vostro “io” orante si
dilaterà progressivamente fino a che nella preghiera non
ci sia più che un grande “noi”. È questa la
preghiera ecclesiale e la vera liturgia. Nel dialogo con
Dio apritevi al dialogo con tutte le creature, nei cui
confronti vi ritrovate madri, madri dei figli di Dio (cfr
RCV, 29).
5.
Il vostro ideale, in se stesso veramente alto, non esige
tuttavia alcun particolare cambiamento esteriore.
Normalmente ciascuna consacrata rimane nel proprio
contesto di vita. È una via che sembra priva delle
caratteristiche specifiche della vita religiosa,
soprattutto dell’obbedienza. Ma per voi l’amore si fa
sequela: il vostro carisma comporta una donazione totale a
Cristo, una assimilazione allo Sposo che richiede
implicitamente l’osservanza dei consigli evangelici, per
custodire integra la fedeltà a Lui (cfr RCV, 47).
L’essere con Cristo esige interiorità, ma in pari tempo
apre a comunicare con i fratelli: qui si innesta la vostra
missione. Un’essenziale “regola di vita” definisce
l’impegno che ciascuna di voi assume col consenso del
Vescovo, sia a livello spirituale sia esistenziale. Si
tratta di cammini personali. Tra voi ci sono stili e
modalità diverse di vivere il dono della verginità
consacrata e questo si fa tanto più evidente nel corso di
un incontro internazionale, come quello che vi vede
riunite in questi giorni. Vi esorto ad andare oltre il
modo di apparire, cogliendo il mistero della tenerezza di
Dio che ciascuna porta in sé e riconoscendovi sorelle,
pur nella vostra diversità.
6. “La
vostra vita sia una particolare testimonianza di carità e
segno visibile del Regno futuro” (RCV, 30).
Fate in modo che la vostra persona irradi sempre la dignità
dell’essere sposa di Cristo, esprima la novità
dell’esistenza cristiana e l’attesa serena della vita
futura. Così, con la vostra vita retta, voi potrete
essere stelle che orientano il cammino del mondo. La
scelta della vita verginale, infatti, è un richiamo alla
transitorietà delle realtà terrestri e anticipazione dei
beni futuri. Siate testimoni dell’attesa vigilante e
operosa, della gioia, della pace che è propria di chi si
abbandona all’amore di Dio. Siate presenti nel mondo e
tuttavia pellegrine verso il Regno. La vergine consacrata,
infatti, si identifica con quella sposa che, insieme allo
Spirito, invoca la venuta del Signore: “Lo Spirito e
la sposa dicono ‘Vieni’” (Ap 22,17).
7. Nel
lasciarvi vi affido a Maria. E faccio mie le parole di
sant’Ambrogio, il cantore della verginità cristiana,
rivolgendole a voi: “Sia in ciascuna l’anima di Maria
per magnificare il Signore; sia in ciascuna lo spirito di
Maria per esultare in Dio. Se c’è una sola madre di
Cristo secondo la carne, secondo la fede, invece, Cristo
è il frutto di tutti, poiché ogni anima riceve il Verbo
di Dio, purché, immacolata e immune da vizi, custodisca
la castità con intemerato pudore” (Commento su san
Luca 2,26: PL 15, 1642).
Con
questo augurio di cuore vi benedico.
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