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DISCORSO AI VESCOVI CANADESI (20 MAGGIO 2006)

Radio Vaticana, 20 maggio 2006

LE SFIDE DEL SECOLARISMO CHE OCCULTANO DIO E NEGANO ALL’UOMO LA SPERANZA , NEL DISCORSO DI BENEDETTO XVI AI VESCOVI CANADESI, IN VISITA AD LIMINA  

Le grandi sfide del secolarismo in Canada: ne ha parlato stamane il Papa ricevendo i vescovi canadesi dell’area Atlantica, in visita ad Limina Apostolorum. Si tratta del secondo gruppo regionale su quattro della Conferenza dei vescovi cattolici del Canada (CCCB/CECC), ricevuti da Benedetto XVI, dopo l’udienza di pochi giorni fa ai presuli del Québec. Il servizio di Roberta Gisotti:

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Uno Stato – ha sottolineato Benedetto XVI - che vanta una “grandiosa eredità” che si manifesta “nella ricca diversità sociale”, e che vede al centro della sua anima culturale “il dono inestimabile della fede in Cristo”, “ricevuto e celebrato nel corso dei secoli con profonda gioia” dai popoli di questa Nazione.         

Ma c’è un altro volto del Canada:  

“Like many countries, however, Canada is today suffering from the pervasive effects of secularism”.  

Un Paese “come molti altri” – ha osservato Benedetto XVI – “oggi sofferente degli effetti pervasivi del secolarismo”. Il Canada esteso su un territorio immenso, poco più grande degli Stati Uniti, conta una popolazione esigua intorno a 32 milioni di persone, di cui circa 13 milioni cattolici; Paese bilingue anglofono e francofono, mosaico di popoli e culture stratificate nei secoli, ma in rapida evoluzione negli ultimi decenni - anche sul piano confessionale - per il massiccio afflusso di immigrati.

In questo scenario complesso e composito il Papa stigmatizza il tentativo di promuovere una visione dell’umanità separata da Dio e indifferente alla Parola di Cristo, che “toglie dalla portata dell’uomo e della donna comuni l’esperienza di una genuina speranza”. E uno dei più drammatici sintomi di questa mentalità, - ha detto il Papa ai presuli canadesi - chiaramente evidente nella vostra regione, è il tasso di natalità che sta precipitando. “Questa inquietante testimonianza d’incertezza e timore, anche se non sempre consapevole, è in completo contrasto con la definitiva esperienza di vero amore che per sua natura è contraddistinta dalla fiducia, cerca il bene dell’amato, e guarda all’eterno”.          

Di fronte “ai molti mali sociali e alle ambiguità” conseguenti ad “un’ideolo-gia secolarista”, il Santo Padre sollecita i pastori della Chiesa canadese a rivelarsi uomini di speranza, pregando ed insegnando con passione “la verità di Cristo che disperde le tenebre ed illumina la via per rinnovare la vita ecclesiale e civica”, educando le coscienze e affermando “la dignità della persona e della società umana”. “In particolare nelle aree che soffrono anche le penose conseguenze del declino economico, come la disoccupazione e l’emigrazione non voluta, le autorità ecclesiali – osserva il Papa – portano molti frutti, quando nell’ambito del bene comune, generosamente cercano di supportare le autorità civili” nel loro compito di rigenerare la comunità.  

Sul piano pastorale Benedetto XVI ha raccomandato che la riorganizzazione intrapresa della parrocchie e delle stesse diocesi sia “essenzialmente un esercizio di rinnovamento spirituale” anziché ricalcare “un semplice modello sociale di ristrutturazione”. Infine un incoraggiamento ai presuli a restare vigili nel proprio “dovere di promuovere una cultura della vocazione”.

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