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Radio
Vaticana, 7 settembre 2011
Il
grazie del Papa ai vescovi indiani: con tante opere
sociali e uomini e donne eroici, fate il bene di tutta la
società
◊
La Chiesa in India può contare su una moltitudine di
istituzioni e su religiosi, uomini e donne, eroici: lo ha
ricordato Benedetto XVI ricevendo stamane nel Palazzo
apostolico di Castel Gandolfo i vescovi latini
dell’India, in visita ad Limina Apostolorum. Il servizio
di Roberta Gisotti.
Parrocchie, scuole e orfanatrofi, così come ospedali,
cliniche e dispensari: una benedizione per la Chiesa in
India, - ha sottolineato Benedetto XVI - “espressione
dell’amore di Dio per l’umanità attraverso la carità
e l’esempio del clero, dei religiosi e dei fedeli
laici”. Da qui il grazie del Papa ad una Chiesa che
“offre un inestimabile contributo al benessere non solo
dei cattolici ma della società in generale”:
“The efforts made by the whole…”
Il Santo Padre si è soffermato in particolare
sull’importante ruolo educativo, lodando “gli sforzi
compiuti dall’intera comunità cristiana per preparare i
giovani cittadini” indiani “a costruire una società
più giusta e prosperosa”, impegno che da lungo tempo
contraddistingue le Chiese locali in India:
“I encourage you to continue to pay close
attention…”
Poi l’incoraggiamento ai vescovi “a prestare
massima attenzione alla qualità dell’istruzione”
nelle scuole delle loro diocesi “per assicurare che
siano genuinamente cattoliche e quindi in grado di
trasmettere quelle verità e valori necessari per la
salvezza delle anime e lo sviluppo della società”.
“A significant role of witness…”
Benedetto XVI ha quindi reso omaggio alla testimonianza
di “religiosi uomini e donne, che sono spesso eroi non
celebrati della vitalità della Chiesa locale in India”.
Per il loro lavoro apostolico e le vite che conducono –
ha detto - sono “una sorgente di fecondità spirituale
per l’intera comunità cristiana”. Ai presuli indiani
“consapevoli delle molte difficoltà che ostacolano la
crescita spirituale e vocazionale”, il Papa ha chiesto
infine di continuare ad incoraggiare i giovani “a
considerare seriamente la vita consacrata o sacerdotale”
e di parlare ai loro genitori perché sappiano sostenerli.
DISCORSO
DEL SANTO PADRE
Eminenza,
cari Fratelli Vescovi,
vi porgo
un saluto fraterno e affettuoso in occasione della vostra
visita ad limina Apostolorum, un’occasione
ulteriore per approfondire la comunione esistente fra la
Chiesa in India e la Sede di Pietro e un’opportunità
per gioire di nuovo nell’universalità della Chiesa.
Desidero ringraziare il Cardinale Oswald Gracias per le
sue cortesi parole, pronunciate a nome vostro e di quanti
sono affidati alla vostra sollecitudine pastorale. Rivolgo
cordiali saluti anche ai sacerdoti, ai religiosi, uomini e
donne, e ai laici di cui siete pastori. Vi prego di
assicurarli delle mie preghiere e della mia sollecitudine.
La Chiesa
in India è benedetta da una moltitudine di istituzioni
destinate a essere espressione dell’amore di Dio per
l’umanità attraverso la carità e l’esempio del
clero, dei religiosi e dei laici che le gestiscono. Per
mezzo delle sue parrocchie, delle sue scuole e dei suoi
orfanotrofi, nonché dei suoi ospedali, delle cliniche e
dei dispensari, la Chiesa offre un contributo inestimabile
al benessere non solo dei cattolici, ma anche della società
in generale. Fra queste istituzioni nella vostra regione,
un posto speciale è occupato dalle scuole che sono una
testimonianza eccezionale del vostro impegno per
l’educazione e la formazione dei nostri cari giovani.
Gli sforzi compiuti da tutta la comunità cristiana per
preparare i giovani cittadini del vostro nobile Paese a
edificare una società più giusta e prospera sono da
tempo un segno della Chiesa nelle vostre Diocesi e in
tutta l’India. Nel contribuire alla maturazione delle
facoltà spirituali, intellettuali e morali dei loro
studenti, le scuole cattoliche dovrebbero continuare a
sviluppare una capacità di sano giudizio e introdurli
all’eredità trasmessa dalle generazioni precedenti,
promuovendo, in tal modo, un senso dei valori e preparando
i loro figli a una vita felice e produttiva (cfr. Gravissimum
educationis, n. 5). Vi incoraggio a continuare a
prestare molta attenzione alla qualità dell’istruzione
nelle scuole presenti nelle vostre Diocesi, ad assicurare
che siano autenticamente cattoliche e quindi capaci di
trasmettere le verità e i valori necessari alla salvezza
delle anime e al progresso della società.
Di certo,
le scuole cattoliche non sono gli unici strumenti per
mezzo dei quali la Chiesa cerca di istruire e di edificare
il suo popolo nella verità morale e intellettuale. Come
sapete, tutte le attività della Chiesa intendono
glorificare Dio e arricchire il suo popolo della verità
che ci rende liberi (cfr. Gv 8, 32). Questa verità
salvifica, al centro del deposito della fede, deve restare
il fondamento di tutti gli sforzi della Chiesa, proposti
ad altri sempre con rispetto, ma anche senza compromessi.
La capacità di presentare la verità con gentilezza, ma
anche con fermezza, è un dono da alimentare in
particolare fra coloro che insegnano negli istituti
cattolici di istruzione superiore e fra quanti sono
incaricati del compito ecclesiale di educare i
seminaristi, i religiosi e i laici sia nella teologia, sia
negli studi catechistici e nella spiritualità cristiana.
Quanti insegnano a nome della Chiesa hanno l’obbligo
particolare di trasmettere con fedeltà le ricchezze della
tradizione secondo il Magistero e in un modo che risponda
alle necessità di oggi, mentre gli studenti hanno il
diritto di ricevere la pienezza dell’eredità
intellettuale e spirituale della Chiesa. Avendo ricevuto i
benefici di una sana formazione ed essendosi dedicati alla
carità nella verità, il clero, i religiosi e i
responsabili laici della comunità cristiana saranno
maggiormente in grado di contribuire alla crescita della
Chiesa e al progresso della società indiana. I vari
membri della Chiesa renderanno dunque testimonianza
dell’amore di Dio per tutta l’umanità ed entreranno
in contatto con il mondo, offrendo una testimonianza
cristiana solida con amicizia, rispetto e amore e lottando
non per condannare il mondo, ma, anzi, per offrirgli il
dono della salvezza (cfr. Gv 3, 17). Incoraggiate
quanti sono impegnati nell’educazione, siano essi
sacerdoti, religiosi o laici ad approfondire la loro fede
in Gesù Cristo, crocifisso e risorto dai morti.
Permettete loro di spiegare ai loro vicini che, con le
parole e con l’esempio, possono proclamare il Vangelo in
modo più efficace come via, verità e vita (cfr. Gv
14, 6).
Nel
vostro Paese, un ruolo significativo di testimonianza di
Gesù Cristo è svolto da religiosi, uomini e donne, che
spesso sono eroi misconosciuti della vitalità della
Chiesa a livello locale. Inoltre, al di sopra e al di là
delle loro opere apostoliche, i religiosi e le loro
esistenze sono una fonte di fecondità spirituale per
tutta la comunità cristiana. Aprendosi alla grazia di
Dio, i religiosi, uomini e donne, ispirano altri a
rispondere con fiducia, umiltà e gioia all’invito del
Signore a seguirlo.
A questo
proposito, miei fratelli Vescovi, so che siete consapevoli
dei numerosi fattori che inibiscono la crescita spirituale
e vocazionale, in particolare fra i giovani. Tuttavia,
sappiamo che solo Gesù Cristo risponde ai nostri più
profondi desideri e dà significato alla nostra vita. Solo
in Lui i nostri cuori possono trovare riposo autentico.
Quindi, continuiamo a parlare ai giovani e a incoraggiarli
a considerare seriamente la vita consacrata o sacerdotale,
a parlare ai genitori del loro ruolo indispensabile
nell’incoraggiare e nel sostenere queste vocazioni, a
condurre il vostro popolo in preghiera al Signore della
messe, affinché possa inviare un numero superiore di
operai nella vigna (cfr. Mt 9, 38).
Con
questi pensieri, cari fratelli Vescovi, vi rinnovo i miei
sentimenti di affetto e di stima. Vi affido tutti
all’intercessione di Maria, madre della Chiesa.
Assicurandovi delle mie preghiere per voi e per quanti
sono affidati alla vostra sollecitudine pastorale, sono
lieto di impartire la mia Benedizione Apostolica quale
pegno di grazia e di pace nel Signore.
Grazie
per la vostra attenzione.
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