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DISCORSO AI VESCOVI CALDEI (12 NOVEMBRE 2005) |
Fonte: Radio Vaticana, 12 novembre 2005
PROSEGUIRE SULLA STRADA DELLA PACE E DELLA RICONCILIAZIONE: LA CONSEGNA DI BENEDETTO XVI PER IL POPOLO IRACHENO, AFFIDATA AI VESCOVI CALDEI
Incoraggiamento e solidarietà a tutto il popolo iracheno ha espresso stamane il Papa ricevendo i vescovi caldei, al termine del loro Sinodo speciale, celebrato questa settimana a Roma. Il servizio di Roberta Gisotti:
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“Un fervido incoraggiamento” alle comunità caldee e a tutti i cittadini iracheni: Benedetto XVI lo ha affidato ai 20 presuli dell’Iraq e della diaspora, convenuti a Roma, in un periodo tanto travagliato per il loro Paese.
“Alla parola di solidarietà si accompagna l’assicurazione del mio ricordo nella preghiera, affinché il vostro amato Paese, pur nell’attuale difficile situazione, sappia non perdersi d'animo e proseguire nella strada verso la riconciliazione e la pace.”
Sono circa 600 mila i cattolici caldei in Iraq, su 800 mila cristiani presenti nel Paese, cui si aggiungono 150 mila fedeli della diaspora, in America, Europa, Oceania. E compito dei presuli a Roma è stato di portare a compimento “il progetto di revisione dei testi della Divina Liturgia in rito siro-orientale”. “Una riforma – ha sottolineato il Papa – che dovrebbe permettere un nuovo slancio di devozione”. “Un lavoro – come ha ricordato – che ha comportato anni di studio e di non sempre facili decisioni, ma è stato un periodo durante il quale
la Chiesa
caldea ha potuto riflettere più a fondo sul grande dono dell’Eucaristia”. I presuli iracheni hanno inoltre analizzato la bozza del Diritto Particolare, “che dovrebbe regolare la vita interna” delle comunità, dato che – ha osservato il Santo Padre – “un’appropriata disciplina canonica è necessaria per l’ordinato svolgersi della missione” affidata loro da Cristo. Da qui “la comune preghiera di gratitudine”, che Benedetto XVI ha rivolto al Signore insieme ai presuli caldei prima di accomiatarli con una particolare raccomandazione:
“Vi esorto, carissimi, a proseguire nel vostro impegno pastorale e nel vostro ministero di speranza per l'intera Nazione irachena.”
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LE PAROLE DEL PAPA
- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Beatitudine,
venerati e cari Fratelli,
nel porgervi un saluto cordiale, vi ringrazio per la vostra visita, che mi permette di far giungere, attraverso di voi, una parola di fervido incoraggiamento alle vostre comunità e a tutti i cittadini dell'Iraq. Alla parola di solidarietà si accompagna l’assicurazione del mio ricordo nella preghiera, affinché il vostro amato Paese, pur nell’attuale difficile situazione, sappia non perdersi d'animo e proseguire nella strada verso la riconciliazione e la pace.
In questa vostra permanenza a Roma, voi avete celebrato un Sinodo Speciale, nel quale avete portato a termine il progetto di revisione dei testi della Divina Liturgia in rito siro-orientale, preparando una riforma che dovrebbe permettere un nuovo slancio di devozione nelle vostre comunità. Questo lavoro ha comportato anni di studio e di non sempre facili decisioni, ma è stato un periodo durante il quale la Chiesa Caldea ha potuto riflettere più a fondo sul grande dono dell'Eucaristia.
Un altro importante ambito sul quale si è concentrata la vostra attenzione è stata l'analisi della bozza del Diritto Particolare, che dovrebbe regolare la vita interna della vostra comunità. Un’appropriata disciplina canonica propria è necessaria per l’ordinato svolgersi della missione affidatavi da Cristo. Nello spirito sinodale che caratterizza il governo della Chiesa Caldea, avete sperimentato un periodo di intensa comunione, avendo sempre davanti a voi il bene supremo della salus animarum.
Ora, nel tornare alle vostre rispettive sedi, siete rinfrancati da questa esperienza di comunione vissuta presso le tombe degli Apostoli Pietro e Paolo. E’ una comunione che trova una particolare espressione qui, oggi, nell'elevare al Signore insieme al Successore di Pietro la comune preghiera di gratitudine.
Vi esorto, carissimi, a proseguire nel vostro impegno pastorale e nel vostro ministero di speranza per l'intera Nazione irachena. Nell'affidare ciascuna delle vostre comunità alla dolce protezione della Madre di Dio, ben volentieri imparto a voi, ai vostri sacerdoti, ai religiosi ed alle religiose e a tutti i fedeli la Benedizione Apostolica, pegno di pace e di consolazione dal Cielo.
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