DISCORSO
DEL PAPA AI VESCOVI CILENI (4 DICEMBRE 2008)
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Radio
Vaticana 4 dicembre 2008
Il
Papa ai vescovi cileni: portiamo Cristo a tutti con
entusiasmo nonostante ostacoli e difficoltà
Forti
della propria fede, i cristiani portino la speranza del
Vangelo in ogni ambito della società: è l’esortazione
di Benedetto XVI nel discorso ai vescovi del Cile,
ricevuti stamani in Vaticano, in occasione della visita
“ad Limina”. Il Papa ha messo l’accento sulle grandi
sfide per la Chiesa cilena: da un rinnovato impegno
missionario alla formazione umana e spirituale dei
giovani, all’aiuto dei più deboli. L’indirizzo di
omaggio al Papa è stato rivolto dal presidente
dell’episcopato cileno mons. Alejandro Goic Karmelic,
vescovo di Rancagua. Ma torniamo al discorso di Benedetto
XVI con il servizio di Alessandro Gisotti:
Todos los sectores de la sociedad…
“Tutti i settori della società possono essere
illuminati dalla luce della fede”: ne è convinto
Benedetto XVI, che nel discorso ai presuli cileni indica
alcuni ambiti della vita in cui è necessario l’impegno
dei fedeli: il mondo della cultura, della scienza e della
politica. E ancora, “la promozione della famiglia
fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, la
creazione di condizioni di lavoro più giuste, l’aiuto
dei più svantaggiati”, la difesa dell’ambiente, della
vita umana “in tutte le fasi della sua esistenza”.
Infine, il diritto e dovere dei genitori all’educazione
morale e spirituale dei propri figli. Certamente, ha
rilevato, “le difficoltà e gli ostacoli sono molti”,
ma confidando nella promessa del Signore di essere con noi
fino alla fine del mondo, possiamo affrontare con
entusiasmo il grande compito di portare Cristo a tutti gli
uomini, con lo stesso ardore degli Apostoli.
Por eso, os invito a cultivar una intensa…
“Per questo – ha affermato – vi invito a
coltivare un’intensa vita interiore e di fede
profonda”, giacché nella relazione intima con il
Maestro nella preghiera “maturano le migliori iniziative
pastorali per rispondere alle necessità spirituali del
popolo”. Partendo da Dio, ha detto ancora, “potremo
arrivare ai nostri fratelli con una parola efficace di
speranza”. Il Papa si è quindi soffermato sulle sfide
lanciate dalla Conferenza di Aparecida alla Chiesa del
Cile e raccolte dai vescovi negli Orientamenti pastorali
per i prossimi quattro anni:
Con ellas pretendéis suscitar en todos…
Con questi Orientamenti, ha rilevato, si vuole
suscitare in tutti i fedeli “la gioia di seguire Cristo,
così come una maggiore coscienza missionaria che permetta
a tutta la comunità ecclesiale cilena di affrontare con
autentico entusiasmo le sfide del momento presente”.
Questa “grande impresa evangelizzatrice”, è
l’esortazione del Pontefice, esige da tutti “uno
sforzo particolare di purificazione e amore”. E
sottolinea che “l’uomo di oggi sente urgente la
necessità di esempi di vita veramente evangelici e
coerenti”.
Por eso la santitad de todos los miembros de la
Iglesia…
“Per questo – ha affermato il Santo Padre – la
santità di tutti i membri della Chiesa, e specialmente
dei suoi pastori, è uno dei doni più preziosi che
possono essere offerti” ai fedeli. E ha messo
l’accento sulla “meravigliosa testimonianza” di
tanti Santi e Beati cileni che rappresentano un patrimonio
“non solo per la Chiesa cattolica, ma per tutta la
società cilena”. Il Papa non manca di rivolgere un
pensiero speciale ai sacerdoti, invitando i vescovi ad
essergli vicino nei momenti di difficoltà. E ad aiutarli
a dare sempre la priorità alla preghiera e alla
celebrazione dell’Eucaristia che li conforma a Gesù
Cristo. D’altro canto, Benedetto XVI esorta i presuli a
non cessare i propri sforzi per migliorare la qualità
della formazione umana, intellettuale e spirituale dei
seminaristi.
Además,
es necesario potenciar la dimensión vocacional...
“Al tempo stesso – ha aggiunto – è necessario
potenziare la dimensione vocazionale della vita cristiana
nella pastorale con i giovani, mediante un adeguato
accompagnamento spirituale che permetta loro di rispondere
con generosità alla chiamata di Gesù”. Ed esorta i
vescovi cileni a continuare ad offrire ai laici
un’educazione adeguata nella fede e a favorire un
contatto più assiduo con la Parola di Dio. Il Papa chiede
inoltre di impegnarsi attivamente nell’attività
caritativa in favore dei più poveri. “In effetti – ha
ricordato – nell’esempio della prima comunità di
discepoli” dobbiamo far sì che la Chiesa, come famiglia
di Dio, “sia un luogo di aiuto reciproco”. Infine,
l’esortazione ai vescovi affinché coltivino lo spirito
di comunione con il Successore di Pietro e all’interno
della Conferenza episcopale.
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Signor
cardinale,
Cari
fratelli nell'episcopato,
1. Vi
porgo il mio più cordiale benvenuto in questo incontro
nel quale culmina la vostra visita ad limina e che
mi ha permesso di condividere, come Successore di Pietro,
gli impegni apostolici che affrontate nell'amata terra
cilena.
Desidero
innanzitutto ringraziare vivamente monsignor Alejandro Goi{l-cacute}
Karmeli{l-cacute}, vescovo di Rancagua e presidente della
Conferenza episcopale, per le cordiali parole che mi ha
rivolto a nome di tutti. Esprimo anche il mio affetto e la
mia riconoscenza alle vostre rispettive diocesi e a tutti
i figli della Chiesa in Cile.
2. Il
Signore Gesù, dopo aver trascorso la notte in preghiera,
«chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai
quali diede il nome di apostoli» (Lc6, 12). Egli
ha scelto anche voi, cari fratelli successori degli
apostoli, e rendendovi partecipi del suo amore, vi ha
affidato il compito di diffondere nel mondo il suo
messaggio di salvezza (cfr. Gv 15, 15).
Per
questo vi invito a coltivare un'intensa vita interiore e
di fede profonda, poiché nel contatto intimo con il
Maestro nella preghiera maturano le iniziative pastorali
migliori per rispondere ai bisogni spirituali dei fedeli e
così, partendo da Dio, potremo giungere ai nostri
fratelli con una parola efficace di speranza.
Indubbiamente le difficoltà e gli ostacoli sono molti, ma
sostenuti dalla promessa di nostro Signore, che ci
assicura della sua presenza fra noi tutti i giorni fino
alla fine del mondo (cfr Mt 28, 20), e dal potere
del suo Spirito Santo, potremo dedicarci con gioia ed
entusiasmo al grande compito di portare Cristo a tutti gli
uomini con lo stesso ardore degli apostoli.
3. Quale
frutto di un vasto sforzo di discernimento ecclesiale, e
in sintonia con il documento conclusivo della v conferenza
generale dell'episcopato dell'America Latina e dei Caraibi,
tenutasi ad Aparecida, avete elaborato alcuni validi
orientamenti pastorali per i prossimi quattro anni. Con
essi intendete suscitare in tutti i fedeli la gioia di
seguire Cristo, e anche una maggiore coscienza missionaria
che permetta a tutta la comunità ecclesiale cilena di
affrontare con vero impulso apostolico le sfide del
momento presente.
Questa
grande impresa evangelizzatrice, nella quale vi siete
risolutamente impegnati, esige da tutti uno sforzo
particolare di purificazione e di carità. Sapete bene che
l'uomo di oggi sente l'urgente bisogno di esempi di vita
veramente evangelici e coerenti. Per questo la santità di
tutti i membri della Chiesa, e soprattutto dei suoi
pastori, è uno dei doni più preziosi che potete offrire
ai vostri fratelli. Ricordando i numerosi santi e beati
della vostra terra che, con la loro meravigliosa
testimonianza di fede e di dedizione al servizio dei
fratelli (cfr. Orientaciones Pastorales, n. 3),
sono un patrimonio non solo della Chiesa cattolica ma di
tutta la società cilena, continuate a proporre
instancabilmente la chiamata universale alla santità (cfr.Lumen
gentium, nn. 39-42).
4.
Desidero anche affidarvi in modo particolare i sacerdoti,
vostri più vicini collaboratori, e vi chiedo di
trasmettere loro la mia riconoscenza per la loro fedeltà
al ministero ricevuto e per il lavoro costante e generoso
che svolgono. Mostratevi molto vicini alle loro difficoltà
e aiutateli affinché, fra le molteplici attività che
riempiono la loro giornata, sappiano dare la priorità
alla preghiera e alla celebrazione dell'Eucaristia, che li
conforma a Gesù Cristo, sommo ed eterno sacerdote.
A tale
proposito, vi incoraggio affinché non desistiate dai
vostri sforzi per migliorare la qualità della formazione
umana, intellettuale e spirituale dei seminaristi. È
inoltre necessario potenziare la dimensione vocazionale
della vita cristiana nella pastorale con i giovani,
mediante un adeguato accompagnamento spirituale che
permetta loro di rispondere con generosità alla chiamata
di Gesù nella loro vita.
5.
Conosco anche la grande opera che avete realizzato affinché
i laici accettino con responsabilità e maturità le
esigenze del loro battesimo, partecipando secondo la
propria condizione laicale alla missione di tutta la
Chiesa. Continuate a offrire loro un'adeguata educazione
alla fede, come pure un contatto più assiduo con la
Parola di Dio, che li porti a un maggiore impegno
missionario nella loro vita. Essi hanno ricevuto come
vocazione specifica la santificazione del mondo,
trasformandolo dal di dentro secondo il progetto di Dio (cfr.
ibidem, n. 31). Tutti i settori della società
possono essere illuminati dalla luce della fede. Penso,
fra le altre cose, al mondo della cultura, della scienza e
della politica, alla promozione della famiglia, fondata
sul matrimonio fra un uomo e una donna, alla creazione di
condizioni di lavoro più giuste e all'aiuto ai più
bisognosi, alla tutela dell'ambiente, alla difesa della
vita umana in tutte le fasi della sua esistenza e
all'obbligo e al diritto dei genitori all'educazione
morale e spirituale dei figli.
Un altro
aspetto importante del vostro ministero che desidero
raccomandarvi vivamente è l'attività caritativa delle
vostre diocesi a favore dei poveri. In effetti,
sull'esempio della prima comunità di discepoli (cfr. At
2, 42-44), dobbiamo cercare di far sì che la Chiesa, come
famiglia di Dio, sia un luogo di aiuto reciproco (cfr. Deus
caritas est, n. 32).
6.
Infine, vi incoraggio a continuare a coltivare lo spirito
di comunione con il Romano Pontefice e con gli altri
fratelli vescovi, soprattutto all'interno della stessa
Conferenza episcopale e della stessa provincia
ecclesiastica. Cari fratelli, siete stati conformati «a
Cristo per amare la Chiesa con l'amore di Cristo sposo» (Pastores
gregis, n. 13) e per vegliare sull'unità e
proteggerla. Siate dunque per tutti veri modelli e
strumenti di comunione.
Nel
congedarmi da voi, vi chiedo di portare ai vescovi
emeriti, ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, ai
seminaristi, e anche a tutti i fedeli, il saluto del Papa
e di assicurarli della sua preghiera per loro. Pongo nelle
mani materne della Vergine del Carmen le vostre persone,
affinché Ella vi guidi e vi aiuti a condurre a buon fine
i vostri impegni apostolici, e vi imparto la Benedizione
Apostolica, che estendo a tutti i vostri amati fedeli
diocesani.
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