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VISITA
AD LIMINA DEI VESCOVI DEL CONGO (16 OTTOBRE 2007) |
Fonte,
Radio Vaticana, 16 ottobre 2007
Nella famiglia
come nel sacerdozio, bisogna testimoniare con credibilità
la propria fede in Cristo: l’esortazione del Papa
nell’udienza ai vescovi del Congo, in visita ad Limina
Riscoprire
la ricchezza del Vangelo, testimoniando la fede in Cristo
con un comportamento irreprensibile: è la viva
esortazione del Papa nel discorso ai presuli della
Repubblica del Congo, noto come Congo-Brazzaville,
ricevuti stamani in Vaticano, in occasione della visita ad
Limina. Un ampio discorso, quello di Benedetto XVI,
che ha affrontato tutti i temi forti per la Chiesa
congolese, dalla riconciliazione nazionale alla formazione
dei sacerdoti, dall’impegno dei cristiani nella società
civile ancora alla promozione dei valori famigliari. Il
servizio di Alessandro Gisotti:
I cristiani del Congo “aprano cammini di
riconciliazione, affinché le differenze etniche e
sociali, vissute nel rispetto e nell’amore reciproco,
divengano una ricchezza comune e non un motivo di
divisione”: è l’esortazione di Benedetto XVI, che nel
suo discorso ha invitato i presuli congolesi, assieme ai
sacerdoti e ai laici, a proseguire senza sosta
nell’impegno di promozione della giustizia e della pace.
Si è, quindi, soffermato sul “dinamismo missionario”,
dimensione “primordiale” della Chiesa:
Pour évangéliser en vérité et en profondeur, il
faut devenir …
Per “evangelizzare in verità e profondità”, è
stato il suo richiamo, “bisogna diventare testimoni
sempre più fedeli e credibili di Cristo”. Responsabilità,
ha detto, che spetta soprattutto ai vescovi, i quali
devono preoccuparsi dell’annuncio del Vangelo, cercando
di tessere dei legami sempre più fraterni tra di loro. Ha
così auspicato lo sviluppo di comunità ecclesiali vive
per rendere efficace l’azione pastorale. Queste comunità,
ha spiegato, devono essere luoghi concreti di annuncio del
Vangelo e di esercizio della carità, soprattutto verso i
più poveri. In questo modo, ha proseguito, “si mette in
opera una pastorale di prossimità”, che “costituisce
anche un saldo baluardo contro le sette”. Quindi, ha
ribadito l’importanza della “formazione cristiana
iniziale e permanente”.
Ainsi, ils découvriront la richesse de leur
vocation baptismale…
In tal modo, ha proseguito, i fedeli “scopriranno la
ricchezza della loro vocazione battesimale” e il valore
dell’impegno cristiano “secondo principi etici” in
vista di una “presenza sempre più attiva nella società”.
Il Papa non ha mancato di rivolgere il suo pensiero ai
sacerdoti del Congo, esortandoli a vivere in comunione con
i vescovi e a condurre un’esistenza sempre “più degna
e più santa, fondata su una vita spirituale profonda”.
Ed ha ribadito l’importanza di “una maturità
affettiva vissuta nel celibato, attraverso il quale,
offrono, con la grazia dello Spirito e la libera adesione
della loro volontà, la totalità del proprio amore e
della loro sollecitudine verso Cristo e la Chiesa”. Si
è così congratulato con l’episcopato congolese per la
scelta di sviluppare una riflessione approfondita sul
ministero sacerdotale per proporre ai seminaristi
un’esistenza di preti diocesani “radicata in una vita
spirituale forte” e fondata sull’amore per la missione
e ancora su una vita conforme agli impegni insiti
nell’Ordinazione.
C’est par l’enseignement et par le comportement
qu’il faut…
“E’ attraverso l’insegnamento e il comportamento
– ha detto il Papa – che bisogna testimoniare la fede
in modo irreprensibile”. Benedetto XVI ha quindi rivolto
il pensiero alla famiglia, constatando che
l’abbassamento sensibile del numero di matrimoni
religiosi, in Congo, rappresenta una sfida urgente
all’istituto famigliare. La legislazione civile, la
fragilità della struttura famigliare, ma anche il peso di
certe pratiche tradizionali come la dote, ha rilevato,
“sono un freno reale” all’impegno dei giovani a
sposarsi. E’ importante, ha detto il Papa, aiutare le
coppie ad acquisire la “maturità umana e spirituale
necessaria per assumere in modo responsabile la propria
missione di sposi e di genitori cristiani”. Così
facendo, ha concluso, comprenderanno che “il loro amore
è unico e indissolubile e che il loro matrimonio
contribuisce alla piena realizzazione della loro vocazione
umana e cristiana”.
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