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VISITA
AD LIMINA DI VESCOVI GRECI (19 OTTOBRE 2006)
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Fonte,
Radio Vaticana, 30 ottobre 2006
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
BENEDETTO
XVI AI VESCOVI GRECI IN VISITA AD
LIMINA: IL PAESE HA BISOGNO DI UNA RINNOVATA PASTORALE
DI ACCOGLIENZA DEGLI IMMIGRATI. IL
SALUTO DEL PAPA ALLE AUTORITA’ ORTODOSSE, CON L’AUSPICIO
CHE VENGA PRESTO IL TEMPO DELLA PIENA UNITA’
Dialogo
“costruttivo” con gli ortodossi, cura delle vocazioni,
politiche pastorali in grado di seguire i cattolici
provenienti da diversi continenti e dunque portatori di
tradizioni e sensibilità distinte. Benedetto XVI ha
individuato in queste priorità l’impegno apostolico
della Chiesa greca, piccola realtà in un Paese ortodosso
per oltre il 90%. Il Papa ha affrontato questi temi
durante il suo intervento di stamani ai vescovi greci in
visita ad Limina.
Il servizio di Alessandro De Carolis:
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Duecentomila
sono i cattolici che vivono oggi in Grecia, ma solo 50
mila lo sono di nascita. Da decenni l’immigrazione dalla
vicina Albania come dai più lontani Iraq e Filippine,
senza contare i numerosi matrimoni misti, hanno
radicalmente mutato il volto della Chiesa locale.
Benedetto XVI ha posto questa analisi all’inizio del suo
discorso ai presuli greci, riconoscendo il “rapido
evolversi della configurazione” delle comunità
cattoliche, concentrate in gran parte nella città di
Atene. “Problemi pastorali che richiedono tempestive
soluzioni”, ha osservato il Papa, affermando di
comprendere le “ansie apostoliche” dei vescovi “nei
confronti di un gregge notevolmente accresciuto e
interiormente variegato”. Confronto e dialogo sono gli
strumenti suggeriti da Benedetto XVI come base per una
pianificazione pastorale che - ha detto - sappia “venire
incontro ai bisogni spirituali dei tanti immigrati”. E
il dialogo, insieme alla “perseveranza”, sono stati
indicati dal Pontefice come via privilegiata anche per il
confronto con la Chiesa ortodossa, i cui vertici - a
partire da Sua Beatitudine, l’arcivescovo Christodoulos
- sono stati cordialmente salutati da Benedetto XVI:
“Vogliamo
intensificare la preghiera perché si affretti il giorno
benedetto in cui ci sarà dato di spezzare insieme il Pane
e di bere insieme allo stesso Calice in cui è posto il
prezzo della nostra salvezza. In tale contesto, auspico
che si aprano sempre maggiori prospettive di un dialogo
costruttivo tra la Chiesa Ortodossa di Grecia e la Chiesa
cattolica e si moltiplichino le iniziative comuni di
ordine spirituale, culturale e pratico”.
Altri
due punti sono stati oggetto della riflessione di
Benedetto XVI. Il primo riguardante le vocazioni
giovanili, che il Papa ha esortato a “coltivare con cura”.
Il secondo, relativo al tavolo negoziale che la Chiesa
cattolica greca ha intavolato da tempo con le istituzioni
nazionali per il riconoscimento di uno “statuto
giuridico appropriato”, in sintonia con la legislazione
greca ed europea:
“La
Chiesa Cattolica non cerca alcun privilegio, ma chiede
soltanto di veder riconosciuta la propria identità e
missione, così da poter efficacemente recare il proprio
contributo al benessere integrale del nobile Popolo greco,
di cui voi siete parte integrante. Con pazienza e nel
rispetto delle legittime procedure, sarà possibile
giungere, grazie all’impegno di tutti, all’auspicata
intesa”.
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DISCORSO DEL SANTO PADRE
Venerati
Fratelli nell’Episcopato,
giungendo
voi da una terra molto amata dall’Apostolo delle Genti,
mi è caro salutarvi con le sue stesse parole:
"Ringrazio cordialmente Dio per voi, a motivo della
grazia che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in
lui siete stati arricchiti di tutti i doni" (1 Cor
1,4-5). Sono lieto di accogliervi come Successore di
Pietro, l’Apostolo a cui Cristo affidò in modo
particolare la responsabilità di promuovere l’unità
della Chiesa, la Sposa per la quale Egli versò il proprio
sangue sulla croce. La visita ad limina che state
compiendo costituisce un adempimento di particolare
rilievo nell’approfondimento della comunione che, per
grazia di Dio, esiste tra noi. È un dono di Dio di cui
siamo consapevoli e di cui ci proponiamo di essere gelosi
custodi.
Negli
incontri che ho avuto con ciascuno di voi ho potuto
percepire la comune preoccupazione per il rapido evolversi
della configurazione delle vostre comunità. Le vicende
politiche e sociali, che si sono avute nell’area in cui
sorgono le Chiese a voi affidate, hanno creato problemi
pastorali che richiedono tempestive soluzioni. In
particolare, l’afflusso notevole di cattolici
provenienti dalle Nazioni circostanti pone a voi e al
vostro clero nuove esigenze di servizio ministeriale a cui
non è facile provvedere. Comprendo quindi le vostre ansie
apostoliche nei confronti di un gregge notevolmente
accresciuto e interiormente variegato a motivo della
presenza di fedeli aventi lingue e riti differenti. Penso
che lo sviluppo di un dialogo costruttivo con gli altri
Episcopati sia quanto mai opportuno proprio alla luce
della nuova situazione. Dal confronto emergeranno
sicuramente provvide decisioni sotto il profilo del
reperimento sia dei ministri sacri necessari sia delle
risorse su cui contare. Ovviamente il rispetto delle
specifiche identità sarà da tenere presente, ma senza
sacrificare per questo la vita e i programmi delle Chiese
che Cristo vi ha affidato. Siete voi i Pastori del Popolo
di Dio in terra greca: non si tratta semplicemente di una
titolarità onorifica, ma di una vera responsabilità con
precisi compiti.
A questo
proposito, vi esorto cordialmente a perseverare nei vostri
sforzi per incentivare la pastorale vocazionale: occorre,
da una parte, coltivare con cura i germi di vocazione che
Dio continua a porre nel cuore di ragazzi e ragazze anche
in questo nostro tempo; dall’altra, si dovranno invitare
le comunità cristiane a pregare con più intensità
"il Padrone della messe" affinché susciti nuovi
ministri e nuove persone consacrate per il conveniente
disimpegno dei diversi compiti richiesti dal Corpo mistico
di Cristo. Auspico comunque che, con generosa dedizione da
parte di tutti, si possa, anche nella presente situazione,
venire incontro ai bisogni spirituali dei tanti immigrati
che hanno trovato nel vostro Paese accoglienza dignitosa e
cordiale. È questo lo stile proprio della vostra gente,
che da sempre ha saputo aprirsi ad un contatto costruttivo
con i popoli circostanti. Grazie anche a questa innata
prerogativa, voi saprete sicuramente individuare il giusto
approccio nel dialogo con gli altri Episcopati cattolici
dei diversi riti, così da organizzare adeguati uffici
pastorali per una fruttuosa testimonianza evangelica nella
vostra terra.
La
Provvidenza vi ha posto a stretto contatto con i nostri
fratelli ortodossi che, numericamente, sono la maggioranza
dei vostri concittadini. Grande è in tutti il desiderio
di partecipare insieme all’unico altare sul quale si
offre sotto i veli del Sacramento l’unico Sacrificio di
Cristo! Vogliamo intensificare la preghiera perché si
affretti il giorno benedetto in cui ci sarà dato di
spezzare insieme il Pane e di bere insieme allo stesso
Calice in cui è posto il prezzo della nostra salvezza. In
tale contesto, auspico che si aprano sempre maggiori
prospettive di un dialogo costruttivo tra la Chiesa
Ortodossa di Grecia e la Chiesa cattolica e si
moltiplichino le iniziative comuni di ordine spirituale,
culturale e pratico. Mi è grato, altresì, indirizzare un
pensiero beneaugurante a Sua Beatitudine l’Arcivescovo
Christodoulos di Atene e di tutta la Grecia, chiedendo al
Signore di sostenerne la lungimiranza e la prudenza nel
compimento dell’impegnativo servizio affidatogli dal
Signore. In lui intendo salutare con vivo affetto il Santo
Sinodo della Chiesa Ortodossa di Grecia e tutti i fedeli a
cui essa amorevolmente serve con apostolica dedizione.
Sono certo che voi, venerati Fratelli, offrirete la vostra
efficace collaborazione al Pontificio Consiglio per la
Promozione dell'Unità dei Cristiani e ai Membri del
Collegio Episcopale della Chiesa Ortodossa di Grecia per
favorire ulteriori progressi sulla strada della sospirata
unità piena.
Nei
colloqui avuti con voi ho pure raccolto i vostri desideri
di vedere definito, da parte dello Stato, il diritto di
avere uno statuto giuridico appropriato e riconosciuto.
Sulla questione è in atto – come ben sapete - un
dialogo che non vede come protagonista primaria la Sede
Apostolica. Si tratta infatti di materia interna, alla
quale tuttavia la Santa Sede è molto attenta, perché
desiderosa di una adeguata soluzione dei problemi in
gioco, in base non soltanto alla legislazione locale
vigente e alle direttive europee, ma anche al diritto
internazionale e alla prassi ormai consolidata di rapporti
bilaterali cordiali e fruttuosi. Oltre al dialogo, occorre
in tale campo la perseveranza. Non è necessario
aggiungere che la Chiesa Cattolica non cerca alcun
privilegio, ma chiede soltanto di veder riconosciuta la
propria identità e missione, così da poter efficacemente
recare il proprio contributo al benessere integrale del
nobile Popolo greco, di cui voi siete parte integrante.
Con pazienza e nel rispetto delle legittime procedure, sarà
possibile giungere, grazie all’impegno di tutti,
all’auspicata intesa.
Venerati
Fratelli, con viva partecipazione ho appreso dalle vostre
labbra del disagio di numerose comunità per gli
spostamenti interni dei fedeli. Molti di loro si trovano
in una situazione di dispersione nel territorio, con la
conseguenza di gravi difficoltà nei rapporti con i
rispettivi Pastori. Anche alla luce di questi fenomeni si
rivela tutta l’importanza dell’unità affettiva ed
effettiva di voi Vescovi, mediante un coordinamento
interno sempre più efficace. L'analisi fatta insieme dei
comuni problemi porta a soluzioni condivise e ad un
percorso ecclesiale, in cui ciascuno è chiamato ad
offrire il proprio apporto ai bisogni dell'altro, al fine
di costruire insieme il Regno di Dio. Compito del ministro
di Dio, infatti, è di fare quanto è nelle sue possibilità
perché i doni dati da Dio a ciascuno giovino
all'edificazione di tutti, rendendo così gloria all'unico
Signore.
Carissimi,
lo Spirito di Cristo vi ha posti nella Chiesa come Pastori
e maestri. Non temete le difficoltà, ma in ogni cosa
rendete grazie a Dio, cooperando con Lui per la salvezza
delle anime. Siate certi che la Provvidenza non vi
abbandonerà nei vostri sforzi. Tornati alle vostre
rispettive sedi, recate il mio saluto cordiale ai vostri
sacerdoti, ai religiosi e a tutti i fedeli, assicurandoli
della mia fervente preghiera e del mio costante affetto.
Mentre invoco su ciascuno la celeste intercessione di
Maria, Regina degli Apostoli, imparto a voi ed a quanti
sono affidati alle vostre sollecitudini pastorali una
speciale Benedizione, auspicio delle abbondanti
consolazioni del Signore.
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