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UDIENZA AI VESCOVI LITUANI, ESTONI E LETTONI (23 GIUGNO 2006) 

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Radio Vaticana, 23 giugno 2006

LA LEGGE EVANGELICA DELL’AMORE CONTRO LE DERIVE SOCIALI INDOTTE DAL SECOLARISMO: L’ESORTAZIONE DEL PAPA AI VESCOVI LITUANI, ESTONI E LETTONI IN VISITA AD LIMINA, PER LA DIFESA DELLA FAMIGLIA E DEI GIOVANI  

Una modernità di vita distaccata dagli “autentici valori umani” è destinata a gettare l’uomo nello smarrimento. La risposta sta invece nel Vangelo, che realizza la società nella legge dell’amore. Sono questi gli elementi sui quali Benedetto XVI ha costruito la sua analisi della situazione attuale in Estonia, Lituania e Lettonia. Il Papa ha parlato ai vescovi delle tre Repubbliche baltiche, ricevendoli oggi in udienza al termine della loro visita ad Limina. I particolari nel servizio di Alessandro De Carolis.  

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Obiettivo, la famiglia e i giovani: da radicare entrambi nella fede, per evitare alle vecchie “ferite” del comunismo alle nuove seduzioni del secolarismo di far aleggiare “miraggi” in coloro che formano l’oggi e il domani delle società baltiche. Con chiarezza, Benedetto XVI ha parlato ai presuli delle tre nazioni nordeuropee, che nell’arco del 1991 posero tutte fine alla dominazione sovietica e che due anni fa sono entrate a far parte dell’Unione Europea. “Pacifiche terre” le ha definite il Papa all’inizio del suo discorso, impegnate in una transizione tra vecchio e nuovo non esente da pericoli. “Fragilità dei legami coniugali”, “piaga dell’aborto”, “crisi demografica”, ma anche “precarietà del lavoro” e una mobilità sociale che “affievolisce” i rapporti tra le generazioni: tra i punti di questo scenario, Benedetto XVI ha inserito la presenza della Chiesa locale chiamata, ha affermato, ad “un’azione missionaria sempre più convinta, coraggiosa e instancabile” per opporsi alle derive che minacciano oggi anzitutto la famiglia:  

“Una modernità che non è radicata in autentici valori umani è destinata ad esser dominata dalla tirannia dell'instabilità e dello smarrimento. Per questo ogni comunità ecclesiale, ricca della propria fede e sorretta dalla grazia di Dio, è chiamata ad essere punto di riferimento e a dialogare con la società in cui è inserita”.  

         Viceversa, ha obiettato il Pontefice:  

“La Chiesa, maestra di vita, attinge dalla legge naturale e dalla Parola di Dio quei principi che indicano le basi irrinunciabili per edificare la famiglia secondo il disegno del Creatore. Cari e venerati Fratelli, non stancatevi di essere sempre coraggiosi difensori della vita e della famiglia”.  

         I vescovi lituani, inoltre, ha proseguito Benedetto XVI, non esitino a “proporre esplicitamente” alla gioventù l’ideale evangelico, la bellezza della sequela Christi “senza compromessi”. Così come valorizzino l’operato dei sacerdoti con “stima” e “affetto paterno” e curino le vocazioni con una pastorale “attenta”, più alta della nuova mentalità secolarizzata e dei vecchi atteggiamenti, figli, ha osservato”, “del triste inverno della persecuzione”:  

“Mentre non sono del tutto rimarginate le ferite che il comunismo ha prodotto nelle vostre popolazioni, va crescendo l’influenza di un secolarismo che esalta i miraggi del consumismo e che fa dell’uomo la misura di se stesso. Tutto ciò rende ancor più difficile la vostra azione pastorale, ma senza perdere la fiducia, proseguite instancabili nell’annunciare il Vangelo di Cristo, parola di salvezza per gli uomini di ogni tempo e di ogni cultura. Il Vangelo non mortifica la libertà dell’uomo e l’autentico progresso sociale; al contrario aiuta l’essere umano a realizzarsi pienamente e rinnova la società attraverso la dolce ed esigente legge dell’amore”.

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