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VISITA AD LIMINA DEI VESCOVI DEL MESSICO (3 SETTEMBRE 2005)
 

Radio Vaticana, 3.09.2005

LO STATO DELLA SOCIETA’ E DELLA CHIESA LOCALE AL CENTRO DELLA VISITA AD LIMINA DEI PRESULI DEL MESSICO, IN CORSO IN VATICANO 

E’ iniziata tre giorni fa la visita ad Limina dei vescovi del Messico. L’ultima volta che l’episcopato della nazione latinoamericana si era ritrovato a Roma a confronto con il Papa era stato nel 1994 e da allora la Chiesa locale ha compiuto numerosi passi in avanti, sia come presenza attiva nella società, sia nelle relazioni con i governi che si sono succeduti in questi anni. Ieri, tra i presuli ricevuti da Benedetto XVI a Castel Gandolfo, c’era anche il vescovo di Aguascalientes, Ramón Godínez Flores. Ce ne parla in questo servizio Alessandro De Carolis. 

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Riconferma dell’unità episcopale con la sede di Pietro e un rapporto sullo stato della Chiesa nel Paese: sono questi due tra gli obiettivi principali che ogni cinque anni portano a Roma l’episcopato di una nazione dinanzi al Papa. Per il primo gruppo di presuli messicani che dal primo settembre si divide tra Roma e Castel Gandolfo per il tradizionale pellegrinaggio ad limina apostolorum, sulle tombe degli Apostoli, all’importanza dell’appunta-mento istituzionale si aggiunge anche la novità di un primo contatto personale con il nuovo Pontefice. Mons. Ramón Godínez Flores, vescovo di Aguascalientes, racconta, al microfono di padre Pedro Rodriguez, le impressioni suscitate in lui dopo l’incontro di ieri con Benedetto XVI e pone l’accento sull’unità con il Papa sperimentata nella preghiera quotidiana: 

“Per noi, l’incontro con il Santo Padre rappresenta un tempo di grazia e di speranza. Benedetto XVI ci ha ricevuto con grande cordialità. Abbiamo l’impressione, grata, di essere stati ascoltati in profondità. Abbiamo anche ascoltato lui, con attenzione. E’ stata una visita cordiale e anche la Santa Messa che celebriamo tutti i giorni è anche un momento per pregare per noi e per ogni fedele: la preghiera va comunque sempre accompagnata dalla buona volontà, di gioia, di profonda speranza”. 

Ogni visita ad Limina, come detto, costituisce anche un incontro “operativo”. Dallo scambio di informazioni e di idee con il Papa, la Chiesa locale trae spunto per stabilire la sua rotta pastorale e missionaria, come conferma ancora mons. Godínez Flores: 

“Con il Papa, abbiamo parlato della pratica religiosa della diocesi di Aguascalientes, che non è molto numerosa, va dal 20 al 30 per cento dei cattolici che hanno l’obbligo di partecipare alla Messa e non partecipano. Poi, il Santo Padre ha fatto commenti interessanti confrontando la nostra situazione con la pratica della fede qui, in Italia, o in Germania, o negli Stati Uniti. Poi, abbiamo parlato delle vocazioni: tutto il centro della Repubblica messicana è un territorio con la famiglia ben integrata, favorevole alle vocazioni consacrate. Abbiamo un buon numero di sacerdoti: per esempio, ad Aguascalientes abbiamo 10 ordinazioni sacerdotali l’anno. Poi, abbiamo parlato della vita religiosa, delle religiose che sono numerose, piene di carità. Abbiamo parlato della situazione economica del Messico, difficile, perché siamo vicini al Sud degli Stati Uniti e molti messicani – giovani o adulti – devono emigrare negli Stati Uniti e questo fa sì che le famiglie si trovino a disagio, perché qualcuno se n’è andato al nord. Questi sono i temi di cui abbiamo parlato”.

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