|
VISITA
AD LIMA DEI VESCOVI SLOVENI |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 25 gennaio 2008
La sfide del
secolarismo e le radici cristiane dell'Europa al centro
del discorso del Papa ai vescovi sloveni, in visita ad
Limina
Ricevendo
i vescovi della Slovenia, in visita ad Limina, Benedetto
XVI ha sottolineato la centralità del patrimonio
cristiano per l’Europa e indicato nel secolarismo una
delle sfide della comunità ecclesiale slovena. Il Papa ha
anche illustrato i fatti politici più significativi
avvenuti in questi ultimi anni in Slovenia. Il servizio di
Amedeo Lomonaco:
Il Papa ha ricordato quattro significative tappe nella
storia recente della Slovenia: l’ingresso, il primo
maggio del 2004, nell’Unione Europea; l’adozione, tre
anni dopo, della moneta unica; l’adesione, lo scorso
anno, al Trattato di Schengen per la libera circolazione e
l’inizio, il primo gennaio di quest’anno, del semestre
della presidenza di turno dell’Unione Europea. Il Santo
Padre ha poi indicato l’orizzonte verso cui devono
orientarsi i valori e il patrimonio dell’Europa:
“Se l’Europa vuole rimanere e diventare sempre
più una terra di pace, conservando come uno dei valori
fondamentali il rispetto della dignità della persona
umana, non può rinnegare la componente principale – sul
piano spirituale ed etico – di tale fondamento, cioè
quella cristiana”.
Riprendendo la lettera pastorale dei vescovi del 23
aprile 2004, Benedetto XVI ha quindi sottolineato che
“il cristianesimo è la religione della speranza:
speranza nella vita, nella felicità senza fine, nel
compimento della fraternità tra tutti gli uomini”:
“Questo è vero in ogni Continente, e lo è anche
in un’Europa dove molti intellettuali stentano ancora ad
accettare il fatto che ragione e fede hanno bisogno
l’una dell’altra per realizzare la loro vera natura e
la loro missione”.
Se si concepisce l’uomo, secondo una tendenza oggi
diffusa, in modo individualistico diventa arduo – ha
osservato il Papa – giudicare lo sforzo per la
costruzione di una comunità giusta e solidale. Il Santo
Padre si è poi soffermato sulle sfide con cui, oggi, deve
misurarsi la Chiesa in Slovenia:
“Il secolarismo di impronta occidentale, diverso e
forse più subdolo di quello marxista, presenta segni che
non possono non preoccuparci. Si pensi, ad esempio, alla
ricerca sfrenata dei beni materiali, alla riduzione della
natalità, e ancora al calo della pratica religiosa con
una sensibile diminuzione delle vocazioni al sacerdozio e
alla vita consacrata”.
Il Papa ha pertanto incoraggiato la Chiesa slovena a
“rispondere alla cultura materialistica ed egoistica con
una coerente azione evangelizzatrice, che parta dalle
parrocchie”. Dalle comunità parrocchiali – ha poi
osservato Benedetto XVI – possono e devono venire
iniziative ed atti concreti di testimonianza cristiana.
Dopo aver ringraziato i vescovi per l’invito a visitare
il Paese in occasione del Congresso eucaristico nazionale,
in programma nella primavera del 2009, il Santo Padre ha
sottolineato che “ogni comunità deve utilizzare i beni
terreni semplicemente come servizio al Vangelo”:
“In ogni epoca della Chiesa, la testimonianza di
povertà evangelica è stato un elemento essenziale
dell’evangelizzazione, come lo è stato nella vita di
Cristo”.
Occorre pertanto impegnarsi tutti - ha concluso il
Santo Padre - in una conversione personale e comunitaria,
affinché “una sempre maggiore fedeltà al Vangelo
nell’amministrazione dei beni della Chiesa offra a tutti
la testimonianza di un popolo cristiano impegnato a
sintonizzarsi con gli insegnamenti di Cristo”.
|
|