VESCOVI
TEDESCHI E IL PRESIDENTE DELLA GERMANIA IN VISITA
DAL PAPA
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18
novembre 2006 - Radio Vaticana
RIEVANGELIZZARE
GIOVANI E FAMIGLIE E ORIENTARE AL DOVERE DELLA CARITA’
TUTTE LE OPERE DI ASSISTENZA, PERCHE’ IN OGNI PASSO
COMPIUTO DALLA CHIESA, COMPRESO IL DIALOGO ECUMENICO,
RISPLENDA LA RICERCA DELLA VERITA’ DELLA FEDE:COSI’ IL
PAPA AL SECONDO GRUPPO DI VESCOVI TEDESCHI IN VISITA AD
LIMINA
Rilanciare
l’annuncio della fede cristiana ai giovani di oggi,
impregnati di cultura secolarizzata e spesso incapaci di
formare famiglie solide. Promuovere opere ecclesiali
orientate alla “verità della fede” e non ad altri
scopi. Favorire un ecumenismo fatto non tanto di documenti
congiunti, ma di testimonianza comune e convincente. Sono
i punti fondamentali che Benedetto XVI ha sviluppato nel
discorso rivolto questa mattina al secondo gruppo di
vescovi tedeschi in visita ad
Limina. I particolari nel servizio di Alessandro De
Carolis:
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Un
discorso costruito su quattro punti e numerose indicazioni
pratiche che Benedetto XVI ha detto di avere “a
cuore”. La società tedesca patisce, come molte in
Occidente, gli effetti di un impressionante svuotamento
spirituale. I primi a subirne l’influsso, ha osservato
il Papa, sono i giovani, fruitori di una “cultura
secolarizzata” che, ha detto, è “totalmente orientata
alle cose materiali”. Da questa osservazione, il Papa ha
mosso la prima delle sue analisi, riguardante appunto
“l’annuncio della fede ai giovani del nostro tempo”.
Le GMG hanno dimostrato che i giovani hanno “attesa e
disponibilità per Dio e Vangelo”, dunque, ha indicato
il Pontefice, la “risposta a questa attesa deve essere
multiforme”. Per i bambini e i giovani, ad esempio, il
servizio all’altare come ministranti, cioè
chierichetti, può portarli a un primo contatto con “la
parola di Dio, con la vita intima della Chiesa”. E anche
il “lavoro con i cori”, ha soggiunto Benedetto XVI, può
portare i giovani alla “educazione al bello” e alla
“gioia del partecipare alla Messa”. In questo
orizzonte, il Papa ha invitato vescovi e parroci ad
“andare incontro con molto amore” ai Movimenti
ecclesiali, perché in essi,
giovani e adulti, “sperimentano un modello di vita della
fede come opportunità per la vita di oggi”.
La
rievangelizzazione dei giovani
si lega strettamente ad un altro tema caro a Benedetto XVI:
quello riguardante “matrimonio e famiglia”. Il giovane
scristianizzato è una persona che ha smarrito o non ha
conosciuto “l’ordine del matrimonio come è stabilito
dalla Creazione”. Dunque, ha osservato il Papa,
ritenendo di potersi “definire a piacere in virtù di
una libertà vacua”, l’esistenza stessa dei giovani,
come pure quella sociale, vacillano e in questo clima
“per i giovani diventa difficile legarsi
definitivamente”, o “accettare figli e dare loro
quello spazio duraturo di crescita e di maturazione che può
essere rappresentato solo dalla famiglia fondata sul
matrimonio”. Viceversa, ha sottolineato il Pontefice, le
coppie giovani vanno aiutate “a dirsi il
‘sì’ definitivo”, che non è in contrasto
con la libertà, ma rappresenta la sua più grande
opportunità”.
Altro
capitolo importante ha riguardato l’ecumenismo, sul
quale proprio ieri Benedetto XVI aveva avuto occasione di
riflettere. “Tutte le lodevoli iniziative
sul cammino verso la piena unità di tutti i cristiani
– ha asserito - trovano nella preghiera comune e nella
riflessione sulle Sacre Scritture un terreno fertile sul
quale può crescere e maturare la comunione”. Se la
geografia spirituale della Germania
spinge ad un dialogo più stretto con luterani e
riformati, in ogni caso – ha scandito Benedetto XVI –
“il mondo ha il diritto di attendersi da tutti i
cristiani una professione univoca di fede in Gesù Cristo,
il Redentore dell'umanità”. Ciò vuol dire, ha
proseguito, che l’impegno ecumenico “non può
esaurirsi con documenti congiunti”,
ma diventa “visibile ed efficace laddove i
cristiani di diverse Chiese e comunità ecclesiali, in un
contesto sociale sempre più estraneo alla religione,
professano insieme e in modo convincente i valori
trasmessi dalla fede cristiana e li evidenziano con forza
nel loro agire politico e sociale”.
Ampio
poi lo sguardo dato da Benedetto XVI alle “opere
caritative ecclesiali”. La Chiesa, aveva notato
all’inizio del suo discorso, “per essere fedele al
Signore e quindi a se stessa” deve essere
“continuamente rinnovata”. Ma ogni “riforma
ecclesiale nasce dall’impegno serio per giungere ad una
conoscenza più profonda della verità della fede
cattolica”, altrimenti si rischia di scivolare in un
inutile “attivismo esteriore”. Ecco quindi che, nel
momento in cui ogni chiesa pianifica la propria attività
pastorale, i responsabili devono chiedersi – afferma il
Papa – se le opere siano
“essenziali” e soprattutto se i programmi rispondano
al “criterio della verità della fede”, a un
trasparente “dovere della carità” sullo stile di S.
Paolo. “È importante fare attenzione - ha ammonito
Benedetto XVI - che non cadano in dipendenze politiche, ma
che servano unicamente al loro compito di giustizia e di
amore”. L’elaborazione di tali progetti, inoltre, non
sia affidata “a freddi pianificatori” ma a sacerdoti e
collaboratori adeguatamente preparati e che, ha chiarito
Benedetto XVI, “si distinguano per lo zelo delle
anime”. I laici poi, trovino - dalla società ai
media, dalla catechesi ai servizi sociali – il
loro primo campo di apostolato, definito da Benedetto XVI
“urgentemente necessario”.
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IN
UDIENZA DA BENEDETTO XVI, IL PRESIDENTE DELLA GERMANIA,
HORST KḦOLER.
CRISI IN MEDIO ORIENTE E SOLIDARIETA’ VERSO L’AFRICA I
TEMI PRINCIPALI.
-
A cura di Alessandro De Carolis -
Lo
scenario africano e quello mediorientale: nell’udienza
che Benedetto XVI ha concesso questa mattina al presidente
tedesco, Horst Köhler,
sono stati questi i temi principali che hanno occupato in
particolare i circa 30 minuti dell’incontro svoltosi in
privato.
“I
cordiali colloqui
- informa una nota della Sala stampa vaticana -
hanno permesso, fra l'altro, uno scambio di opinioni su
temi attinenti alla situazione internazionale, con
particolare riferimento al Medio Oriente. Inoltre, è
stata sottolineata la necessità di promuovere un rapporto
di parità e uno spirito di solidarietà a livello
internazionale, in special modo nei confronti del
Continente africano. Infine – conclude il comunicato -
non è mancato il richiamo all'importanza di un impegno
per l'educazione della gioventù e per il dialogo tra le
religioni”. Al termine dell’udienza con il Papa, il
presidente della Germania si è
poi intrattenuto con il cardinale segretario di Stato,
Tarcisio Bertone.
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