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DISCORSO
AI VESCOVI DEL VENEZUELA (8 GIUGNO 2009) |
Radio
Vaticana, 8 giugno 2009
Benedetto
XVI ai vescovi del Venezuela: la situazione nel vostro
Paese è difficile, affrontatela uniti radicando ancor più
il Vangelo nella popolazione
L’unità
tra vescovi e sacerdoti e una popolazione ben formata al
messaggio di Cristo, anche negli aspetti più specifici
della Dottrina sociale cattolica, possono contribuire al
miglioramento della difficile situazione nel vostro Paese.
Sono alcune delle indicazioni pastorali che Benedetto XVI
ha affidato ai presuli del Venezuela, ricevuti stamattina
in Vaticano mentre è in corso la loro visita ad Limina.
Il servizio di Alessandro De Carolis:
Quando prende la parola davanti alla quarantina di
presuli riuniti nella Sala del Concistoro del Palazzo
Apostolico, Benedetto XVI ha già potuto ascoltare dal
presidente della locale Conferenza episcopale, mons.
Santana Sequera, uno spaccato piuttosto netto
dell’attuale situazione sociopolitica del Venezuela:
“El gobierno actual...
Il governo attuale, senza prendere in considerazione la
Costituzione e l’opinione di vasti settori del Paese, ha
fatto partire un progetto politico esclusivo denominato
‘Socialismo del XXI secolo’, di chiara ispirazione
marxista. La sua progressiva e intensiva applicazione ha
contribuito a fratturare la popolazione, propiziando così
un crescente clima di odio e di violenza”.
Benedetto XVI accoglie le parole dei vescovi della
nazione latinoamericana con larghezza d’animo e parole
di incoraggiamento:
“Aprecio vuestro empeño por irradiar...
Apprezzo i vostri sforzi per irradiare la luce del
Vangelo sugli avvenimenti di maggior rilevanza che
riguardano il vostro Paese, senza altri interessi che la
diffusione dei più genuini valori cristiani, al fine di
facilitare la ricerca del bene comune, dell'armonia e
della stabilità sociale”.
Ma lo sguardo della Chiesa, prosegue il Pontefice, deve
guardare più in alto, al datore della pace, quel Dio –
dice citando l’enciclica Spe salvi - “che ci ha amati
e ci ama tuttora sino alla fine, fino al pieno
compimento”:
“Los retos que debéis afrontar…
Le sfide che dovete affrontare nel vostro lavoro
pastorale stanno diventando sempre più numerose e
complesse, e ulteriormente appesantite negli ultimi anni
da una grave crisi economica mondiale. Tuttavia, il
momento attuale fornisce anche molti e autentici motivi di
speranza”.
La base di partenza è, anche per la Chiesa del
Venezuela, la Missione continentale nata dalla Conferenza
di Aparecida. Aumentate “gli sforzi - afferma il
Pontefice - volti a promuovere in tutta la sua integrità
e bellezza la figura e il messaggio di Gesù Cristo”. Un
obiettivo raggiungibile, prosegue, offrendo “una buona
formazione dottrinale” al popolo di Dio, che porti a un
“laicato maturo” in grado di dare “testimonianza
della sua fede e della gioia di sentirsi appartenente al
Corpo di Cristo”. Per avere dunque questa “efficacia
apostolica”, basilari sono, per Benedetto XVI, i
rapporti tra i vescovi, esortati a mantenere una
“visibile” unità. E ancora:
“Os animo a redoblar los esfuerzos…
Vi incoraggio a raddoppiare gli sforzi per
promuovere lo zelo pastorale tra i sacerdoti, in
particolare durante il prossimo Anno sacerdotale che ho
voluto proclamare (…) Continuate a promuovere le
numerose iniziative caritative della Chiesa in Venezuela,
in modo che i nostri fratelli più poveri possano
sperimentare la presenza tra loro di Colui che ha dato la
sua vita sulla croce per tutti gli uomini”.
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI VESCOVI DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DEL VENEZUELA
IN VISITA «AD LIMINA APOSTOLORUM»
Lunedì, 8 giugno 2009
Signor
Cardinale
Cari Fratelli nell'episcopato
1. Vi do
il mio cordiale benvenuto, pastori della Chiesa in
Venezuela, a questo incontro in occasione della vostra visita
ad limina e, come Successore di Pietro, ringrazio il
Signore per questa occasione di confermare i miei fratelli
nella fede (cfr. Lc 22, 32) e di partecipare con
loro alle loro gioie e alle loro preoccupazioni, ai loro
progetti e alle loro difficoltà.
Ringrazio
anzitutto Mons. Ubaldo Ramón Santana Sequera, Arcivescovo
di Maracaibo e Presidente della Conferenza Episcopale
Venezuelana, per le sue parole, che manifestano la vostra
comunione con il Vescovo di Roma e Capo del Collegio
Episcopale, così come le sfide e le speranze del vostro
ministero pastorale.
2. Le
sfide che dovete affrontare nel vostro compito pastorale
sono infatti sempre più abbondanti e difficili, e inoltre
negli ultimi tempi si sono incrementate a causa di una
grave crisi economica mondiale. Il momento attuale offre
tuttavia numerosi e veri motivi di speranza, di quella
speranza capace di riempire i cuori di tutti gli uomini,
che "può essere solo Dio - il Dio che ci ha amati e
ci ama tuttora fino alla fine" (Spe
salvi, 27). Come ha fatto coi discepoli di Emmaus
(cfr. Lc 24, 13-35), il Signore risuscitato cammina
anche al nostro fianco, infondendoci il suo spirito di
amore e fortezza, affinché possiamo aprire i nostri cuori
a un futuro pieno di speranza e di vita eterna.
3. Avete
di fronte a voi, cari Fratelli, un appassionante compito
di evangelizzazione e avete iniziato la "Missione per
il Venezuela", in linea con la Missione Continentale
promossa dalla V Conferenza Generale dell'Episcopato
Latinoamericano e dei Caraibi, in Aparecida. Anche questi
sono tempi di grazia per coloro i quali si dedicano
totalmente alla causa del Vangelo. Confidate nel Signore.
Lui renderà fecondi i vostri impegni e i vostri
sacrifici.
Vi
incoraggio, dunque, a incrementare le iniziative per far
conoscere in tutta la loro integrità e bellezza la figura
e il messaggio di Gesù Cristo. Perciò, oltre a una buona
formazione dottrinale di tutto il Popolo di Dio, è
importante promuovere una profonda vita di fede e
preghiera. Nella liturgia e nel dialogo intimo della
preghiera personale o comunitaria il Risorto viene
incontro a noi, trasformando il nostro cuore con la sua
presenza amorosa.
Desidero
ricordare anche la necessità della vita spirituale dei
Vescovi. Questi, configurati pienamente con Cristo Capo
dal sacramento dell'Ordine, sono in certo modo per la
Chiesa loro affidata un segno visibile del Signore Gesù (cfr.
Lumen
gentium, 21). Perciò, il ministero pastorale deve
essere un riflesso coerente di Gesù, Servo di Dio,
mostrando a tutti l'importanza fondamentale della fede,
così come il bisogno di mettere al primo posto la
vocazione alla santità (cfr. Giovanni Paolo II, Esort. Ap.
Pastores
gregis, 12).
4. Per
svolgere una fruttuosa azione pastorale è indispensabile
la stretta comunione affettiva ed effettiva tra i Pastori
del Popolo di Dio, che devono "essere sempre tra loro
uniti e dimostrarsi solleciti di tutte le Chiese" (Christus
Dominus, 6). Quest'unità, che oggi e sempre deve
essere promossa ed espressa in maniera visibile, sarà
fonte di consolazione e di efficacia apostolica nel
ministero che vi è stato affidato.
5. Lo
spirito di comunione vi deve portare a prestare speciale
attenzione ai vostri sacerdoti. Questi, collaboratori
immediati del ministero episcopale, devono essere i primi
destinatari della vostra cura pastorale, devono essere
trattati con la vicinanza e con fraterna amicizia. Ciò li
aiuterà a svolgere con dedizione il ministero ricevuto e
anche ad accogliere con spirito filiale, se fosse
necessario, gli avvertimenti riguardo aspetti che devono
migliorare o correggere. Perciò, vi incoraggio a
raddoppiare gli sforzi per stimolare lo zelo pastorale tra
i presbiteri, in particolare durante questo prossimo anno
sacerdotale che ho voluto indire.
A questo
si aggiunge l'interesse che bisogna mostrare riguardo al
Seminario Diocesano, per incoraggiare una attenta e
competente selezione e formazione di coloro che sono stati
chiamati a essere pastori del Popolo di Dio, senza
risparmiare mezzi umani e materiali per questo.
6. I
fedeli laici, da parte loro, partecipano secondo il loro
modo specifico alla missione salvifica della Chiesa (cfr. Lumen
gentium, 33). Come discepoli e missionari di
Cristo, sono chiamati a illuminare e ordinare le realtà
temporali affinché rispondano al disegno amoroso di Dio (ibid.
31). Perciò, c'è bisogno di un laicato maturo, che
testimoni fedelmente la sua fede e senta la gioia della
sua appartenenza al Corpo di Cristo, al quale è
necessario offrire, tra l'altro, un'adeguata conoscenza
della dottrina sociale della Chiesa. In questo senso,
apprezzo il vostro impegno per irradiare la luce del
Vangelo sugli avvenimenti di maggior rilievo che
riguardano il vostro Paese, senza cercare nessun altro
interesse se non la diffusione dei più autentici valori
cristiani, in vista anche di favorire la ricerca del bene
comune, la convivenza armonica e la stabilità sociale.
Vi affido
in modo particolare i bisognosi. Continuate a promuovere
le molteplici iniziative di carità della Chiesa in
Venezuela, affinché i nostri fratelli più bisognosi
possano sperimentare la presenza tra di loro di Colui che
ha dato la sua vita sulla Croce per tutti gli uomini.
7. Vorrei
concludere con una parola di speranza e incoraggiamento
per il vostro compito; contate sempre sul mio sostegno,
sulla mia sollecitudine e sulla mia vicinanza spirituale.
Vi chiedo di portare i miei affettuosi saluti a tutti i
membri delle vostre Chiese particolari: ai Vescovi
emeriti, ai sacerdoti, ai religiosi e ai fedeli laici, in
modo speciale agli sposi, ai giovani, agli anziani e alle
persone che soffrono. Con questi sentimenti, e invocando
la protezione della Vergine Maria, Nostra Signora di
Coromoto, tanto amata in tutto il Venezuela, vi imparto di
cuore la benedizione apostolica.
©
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