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Radio
Vaticana 1 gennaio 2009
Solo
aprendosi all’amore di Dio, l’agire umano cambia. La
Chiesa è vicina ai poveri e alle famiglie in difficoltà:
così, il Papa durante i Primi Vespri e il Te Deum di fine
anno
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Solo con l’amore di Dio, l’agire umano diventa lievito
di un futuro migliore: così, il Papa ieri sera in San
Pietro, durante i Primi Vespri della Solennità di Maria
Santissima Madre di Dio, seguiti dal Te Deum di
ringraziamento. Al centro dell’omelia di Benedetto XVI,
il pensiero per quanti si trovano in difficoltà anche a
causa della crisi economica e l’auspicio di nuove
vocazioni. Al termine della celebrazione, il Santo Padre
ha sostato brevemente in preghiera davanti al Presepe
allestito in Piazza San Pietro. Il servizio di Isabella
Piro:
(canto:
Te Deum)
È un anno “ricco di eventi per la Chiesa e per il
mondo”, così lo definisce il Papa, quello che si
chiude, al crepuscolo di una velata giornata di sole,
nella Basilica Vaticana. 365 giorni che ricordano “la
pienezza del tempo” alla storia dell’uomo, in cui Dio
ha introdotto l’eternità:
"Con l’incarnazione del Figlio di Dio,
l’eternità è entrata nel tempo, e la storia
dell’uomo si è aperta al compimento nell’assoluto di
Dio. Il tempo è stato - per così dire - “toccato” da
Cristo, il Figlio di Dio e di Maria, e da lui ha ricevuto
significati nuovi e sorprendenti: è diventato tempo di
salvezza e di grazia".
Ed è proprio in questa prospettiva, continua Benedetto
XVI, che dobbiamo considerare il passaggio da un anno
all’altro, per porre le nostre vite sotto il segno della
salvezza e per ringraziare Dio di averci dato
“l’inaudita possibilità” di essere suoi figli.
Quindi, il Santo Padre guarda all’operato e alla vita
della diocesi di Roma e la sua riflessione va a chi è
meno fortunato:
"Il mio pensiero si estende a chiunque vive
nella nostra Città, in particolare a quanti si trovano in
situazioni di difficoltà e di disagio: a tutti e a
ciascuno assicuro la mia vicinanza spirituale, avvalorata
dal costante ricordo nella preghiera".
Il Papa si rallegra per come sta procedendo il
programma diocesano, per la “capillare azione
apostolica” che viene svolta su due ambiti “essenziali
per la vita e la missione della Chiesa”, ovvero
l’Eucaristia e la carità. E ricorda l’importanza
della lectio divina, “per diventare testimoni autorevoli
della verità sull’uomo”. E ancora, ribadendo che la
Chiesa è impegnata “a promuovere lo sviluppo integrale
della persona umana”, Benedetto XVI guarda ai giovani:
"Da diversi anni tante famiglie, numerosi
insegnanti e le comunità parrocchiali si dedicano ad
aiutare i giovani a costruire il loro futuro su solide
fondamenta, in particolare sulla roccia che è Gesù
Cristo. Auspico che questo rinnovato impegno educativo
possa sempre più realizzare una feconda sinergia fra la
comunità ecclesiale e la città per aiutare i giovani a
progettare la propria vita".
Poi, il pensiero va alle famiglie in difficoltà,
soprattutto quelle “provate dalla crisi economica e
dalla disoccupazione”:
"Il Natale del Signore, che ci ricorda la
gratuità con la quale Dio è venuto a salvarci, facendosi
carico della nostra umanità e donandoci la sua vita
divina, possa aiutare ogni uomo di buona volontà a
comprendere che solo aprendosi all’amore di Dio
l’agire umano cambia, si trasforma, diventando lievito
di un futuro migliore per tutti".
Quindi, Benedetto XVI si rivolge ai sacerdoti ed
auspica nuove vocazioni:
"Roma ha bisogno di sacerdoti che siano
annunciatori coraggiosi del Vangelo e, allo stesso tempo,
rivelino il volto misericordioso del Padre. Invito i
giovani a non avere paura di rispondere con il dono
completo della propria esistenza alla chiamata che il
Signore rivolge loro a seguirlo nella via del sacerdozio o
della vita consacrata".
Infine, il Papa ricorda che il prossimo 25 marzo
cadranno due importanti anniversari: il 25.mo
dall’istituzione della Giornata Mondiale della Gioventù
e il 10.mo di quella di Tor Vergata, definita
“indimenticabile”.
(canto: Adeste fideles)
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