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il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 27 giugno 2007
Sull'esempio
di Pietro e Paolo anche oggi i cristiani devono essere
testimoni pronti al sacrificio: così il Papa ai Primi
Vespri della festa dedicata ai due Apostoli
Anche
oggi Cristo ha bisogno di apostoli pronti a sacrificare se
stessi, di testimoni e martiri come San Pietro e San
Paolo: è quanto ha sottolineato questo pomeriggio
Benedetto XVI nell’omelia dei Primi Vespri della festa
dedicata ai due Apostoli che si celebra domani. Il Papa ha
presieduto la liturgia nella basilica romana di San Paolo
fuori le Mura ed ha indetto l’“Anno Paolino”, uno
speciale anno giubilare dedicato all’Apostolo delle
genti in occasione del bimillenario della sua nascita. Il
servizio di Tiziana Campisi:
Non hanno temuto “difficoltà e persecuzioni”
Pietro e Paolo ed hanno annunciato il Vangelo “con
totale dedizione a Cristo”. Ed è soprattutto dal loro
“coinvolgimento personale”, ha detto Benedetto XVI,
che ogni cristiano può “trarre una lezione quanto mai
importante”:
“L’azione della Chiesa è credibile ed efficace
solo nella misura in cui coloro che ne fanno parte sono
disposti a pagare di persona la loro fedeltà a Cristo, in
ogni situazione. Dove manca tale disponibilità, viene
meno l’argomento decisivo della verità da cui la Chiesa
stessa dipende”.
Pur se quella dei due Santi è stata una missione
differente ebenché il rapporto tra di loro non fosse
esente da tensioni”, ha evidenziato il Papa, i due
Apostoli, hanno operato “con carismi diversi per
un’unica causa”: “la costruzione della Chiesa di
Cristo”. Un esempio, il loro, ha affermato, che invita
ad uno sguardo ecumenico:
“Questa Basilica, che ha visto eventi di profondo
significato ecumenico, ci ricorda quanto sia importante
pregare insieme per implorare il dono dell’unità,
quell’unità per la quale san Pietro e san Paolo hanno
speso la loro esistenza sino al supremo sacrificio del
sangue”.
Nel ricordare che la tradizione cristiana celebra
insieme Pietro e Paolo e il legame che come fondatori
della Chiesa di Roma li accomuna alla città, il Santo
Padre ha sottolineato che i due apostoli appaiono “come
gli iniziatori di una nuova città, come concretizzazione
di un modo nuovo e autentico di essere fratelli, reso
possibile dal Vangelo di Gesù Cristo”. L’omelia di
Benedetto XVI si è soffermata poi, in particolare sulla
figura di San Paolo, che più volte ebbe a ribadire come
la propria missione fosse “frutto dell’iniziativa
gratuita e misericordiosa di Dio”. Quindi il Papa, ha
indetto l’“Anno Paolino”:
“Sono lieto di annunciare ufficialmente che
all’apostolo Paolo dedicheremo uno speciale anno
giubilare dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009, in
occasione del bimillenario della sua nascita, dagli
storici collocata tra il 7 e il 10 d.C.”.
Infine, esortando a riscoprire la ricchezza degli
insegnamenti di San Paolo, Benedetto XVI ha invitato i
fedeli a prodigarsi, come l’Apostolo delle Genti, per
l’unità e la concordia di tutti i cristiani.