La
Via Crucis non è una cosa del passato, ha detto il Santo
Padre. Le meditazioni della pia pratica, scritte dal
vicario generale del Santo Padre per la Città del
Vaticano, mons. Angelo Comastri, hanno toccato gli
interrogativi dell’uomo nel suo rapportarsi con Dio, i
mali della società di oggi, l’incapacità di vedere il
peccato. Il servizio di Tiziana Campisi.
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“La
Croce del Signore abbraccia il mondo, la Sua Via Crucis
attraversa i continenti e i tempi”.
Questo
ha voluto dire Benedetto XVI alle migliaia di fedeli che
lo hanno seguito al Colosseo. Il Papa ha invitato ciascuno
a non essere spettatore nella via dolorosa:
“Siamo
coinvolti pure noi, perciò dobbiamo cercare il nostro
posto: dove siamo noi? Nella ‘Via Crucis’ non c'è la
possibilità di essere neutrali. Pilato, l'intellettuale
scettico, ha cercato di essere neutrale, di stare fuori;
ma, proprio così,
ha preso posizione contro la giustizia, per il conformismo
della sua carriera”.
(Voce
di un lettore)
“Gesù
cade per la prima volta …”.
“Cadendo
sotto il peso della croce Gesù ci ricorda che il peccato
pesa, il peccato abbassa e distrugge …”.
L’umanità
– scrive mons. Comastri nelle sue meditazioni – ha
smarrito il senso del peccato, lascia che si diffonda una
stolta apologia del male, una folle voglia di
trasgressione, una bugiarda e inconsistente libertà che
esalta il capriccio, il vizio e l’egoismo presentandoli
come conquiste di civiltà. A Dio, per questo, occorre
chiedere di aprirci gli occhi perché il pentimento possa
ripulire la nostra anima. Comincia da qui, dalla prima
caduta di Cristo, il lungo elenco di sofferenze che
uomini, donne e bambini oggi patiscono
indiscriminatamente. Lungo le Stazioni si sosta a meditare
la povertà, la miseria e le disgrazie che portano
angoscia e disperazione.
(Voce
di un lettore)
“Certamente
è dolorosa passione di Dio l’aggressione nei confronti
della famiglia”.
“L’uomo
vorrebbe reinventare l’umanità modificando la
grammatica stessa della vita così come Dio l’ha pensata
e voluta”.
L’uomo
– afferma mons. Comastri – deve riaprire gli occhi
alla bellezza della famiglia, il sogno di Dio, quella cui
oggi non si guarda più perché a prevalere è
l’arroganza di sostituirsi a Dio.
(Voce
di un lettore)
“Lo
seguiva una gran folla di popolo e di donne che si
battevano il petto e facevano lamenti su di lui”.
(canto)
I
testi del Vangelo raccontano la storia ma a noi tocca oggi
trarne insegnamenti. Deve
educare il pianto, deve condurre all’amore. Nel mondo
diviso in zone di benessere e in zone di miseria –
rileva mons. Comastri – c’è da imparare anche a
vivere nella fraternità perché la terra sia una casa che
tutti nutre e tutti protegge.
(Voce
di un lettore)
“I
soldati si dividono le vesti di Gesù”.
E’
il corpo, l’oggetto della meditazione della decima
Stazione, il corpo oggi spesso venduto e comprato.
L’uomo non ha ancora compreso che sta uccidendo
l’amore e che senza purezza il corpo non vive né può
generare la vita. E così l’umanità inchioda Gesù
sulla croce. Ma Lui non sconfigge questa crudeltà con la
forza.
(Voce
di un lettore)
“Non
sono sceso dalla Croce perché altrimenti avrei consacrato
la forza come signora del mondo, mentre è l’amore
l’unica forza che può cambiare il mondo”.
E’
la risposta che nel silenzio sembra giungere al cuore di
ogni uomo che si chiede perché Cristo è morto sulla
Croce. La risposta è l’amore, quello stesso che
scaturisce proprio dalla Croce. Dalla morte di Gesù è
nata infatti la vita nuova di Saulo, la conversione di
sant’Agostino, la carità di Madre Teresa di Calcutta e
ancora il coraggio di Giovanni Paolo II. Ha voluto
sottolinearlo Benedetto XVI:
“E
così anche noi siamo invitati a trovare la nostra
posizione, a trovare con questi grandi, coraggiosi santi,
la strada con Gesù e per Gesù: la strada della bontà,
della verità; il coraggio dell'amore. Abbiamo capito che
la ‘Via Crucis’ non
è semplicemente una collezione delle cose oscure e tristi
del mondo. Non è neppure un moralismo alla fine
inefficiente. Non è un grido di protesta che non cambia
niente. La ‘Via Crucis’ è
la via della misericordia, e della misericordia che pone
il limite al male: così abbiamo imparato da Papa Giovanni
Paolo II. È la via della misericordia e così la via
della salvezza”.
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