INCONTRO CON LE
SUORE CLARISSE
SALUTO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Fazenda da
Esperança, Guaratinguetá
Sabato, 12 maggio 2007
“Lodato
sii, mio Signore, per tutte le tue creature”
Con
questo saluto all’Onnipotente e Buon Signore, il santo
Poverello di Assisi riconosceva la bontà unica di Dio
Creatore e la tenerezza, la forza e la bellezza che
soavemente si espandono in tutte le creature, rendendole
specchio dell’onnipotenza del Creatore.
Questo
nostro incontro, carissime sorelle Figlie di Santa Chiara,
in questa “Fazenda da Esperança”, vuol essere la
manifestazione di un gesto di affetto del Successore di
Pietro alle sorelle di Clausura e anche una serena
manifestazione di amore che echeggia su queste colline e
valli della Catena della Mantiqueira e si diffonde su
tutta la terra: «Non è linguaggio e non sono parole di
cui non si oda il suono. Per tutta la terra si diffonde la
loro voce e ai confini del mondo la loro parola» (Sal
18,4-5). Da questo luogo le figlie di Santa Chiara
proclamano: “Lodato sii, mio Signore, per tutte le
tue creature!”.
Dove la
società non vede più alcun futuro o speranza, i
cristiani sono chiamati ad annunziare la forza della
Risurrezione: proprio qui, in questa “Fazenda da Esperança”,
dove risiedono tante persone, specie giovani, che cercano
di superare il problema della droga, dell’alcool e della
dipendenza dalle sostanze chimiche, si testimonia il
Vangelo di Cristo in mezzo a una società consumistica
lontana da Dio. Com’è diversa la prospettiva del
Creatore nella sua opera! Le suore Clarisse e gli altri
Religiosi di clausura - che, nella vita contemplativa,
scrutano la grandezza di Dio e scoprono anche la bellezza
della creature - possono, con l’autore sacro,
contemplare lo stesso Dio, estasiato, ammirato dinanzi
alla sua opera, alla sua creatura amata: «Dio vide quanto
aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona!» (Gn
1,31).
Quando il
peccato entrò nel mondo e, con esso, la morte, la
creatura amata di Dio - pur ferita - non perse totalmente
la sua bellezza: al contrario, ricevette un amore più
grande: “Felice colpa, che meritò di avere un così
grande Redentore!” - proclama la Chiesa nella notte
misteriosa e chiara di Pasqua (Exultet). È il
Cristo risuscitato che cura le ferite e salva i figli e le
figlie di Dio, salva l’umanità dalla morte, dal peccato
e dalla schiavitù delle passioni. La Pasqua di Cristo
unisce cielo e terra. In questa “Fazenda da Esperança”
si uniscono le preci delle Clarisse e il lavoro arduo
della medicina e dell’ergoterapia per vincere le
prigioni e rompere le catene delle droghe che fanno
soffrire i figli amati di Dio.
Si
ricompone così la bellezza delle creature che incanta e
stupisce il loro Creatore. Questo è il Padre Onnipotente,
l’unico la cui essenza é l’amore e la cui gloria è
l’uomo vivente, come dice sant’Ireneo. Egli «ha tanto
amato il mondo da dare il suo Figlio» (Gv 3,16)
per riprendere chi è caduto lungo il cammino, assalito e
ferito dai ladri per la strada da Gerusalemme a Gerico.
Sulle strade del mondo, Gesù “è la mano che il Padre
tende ai peccatori; è il cammino per mezzo del quale
giunge a noi la pace” (anafora eucaristica). Sì,
qui scopriamo che la bellezza delle creatura e l’amore
di Dio sono inseparabili. Francesco e Chiara di Assisi
scoprono anche questo segreto e propongono ai loro amati
figli e figlie una sola cosa, e molto semplice: vivere il
Vangelo. Questa è la loro norma di condotta e la loro
regola di vita. Chiara lo espresse molto bene, quando
disse alle sue consorelle: “Abbiate tra di voi, figlie
mie, lo stesso amore con il quale Cristo vi ha amato” (Testamento).
È in
questo amore che Fra Hans le invitò ad essere le garanti
di tutto il lavoro svolto nella “Fazenda da Esperança”.
Con la forza della preghiera silenziosa, con i digiuni e
le penitenze, le figlie di santa Chiara vivono il
comandamento dell’amore per Dio e per il prossimo, nel
gesto supremo di amare fino all’estremo.
Ciò
significa che non bisogna mai perdere la speranza! Da qui
il nome di quest’opera di Fra Hans: “Fazenda da
Esperança”. Bisogna infatti edificare, costruire la
speranza, tessendo la tela di una società che, nello
stendere i fili della vita, perde il vero senso della
speranza. Questa perdita - secondo san Paolo - è una
maledizione che la persona umana impone a se stessa: «persone
senza cuore» (cfr Rm 1,31).
Carissime
Sorelle, siate coloro che proclamano che «la speranza non
delude» (Rm 5,5). Il dolore del Crocifisso, che
pervase l’anima di Maria ai piedi della Croce, consoli
tanti cuori materni e paterni che piangono di dolore per i
loro figli ancora tossicodipendenti. Annunziate col
silenzio oblativo della preghiera, silenzio eloquente che
il Padre ascolta; annunziate il messaggio dell’amore che
vince il dolore, la droga e la morte. Annunziate Gesù
Cristo, essere umano come noi, sofferente come noi, che
prese su di sé i nostri peccati per liberarci da essi!
Fra poco
inizieremo la V Conferenza Generale dell’Episcopato
Latino Americano e dei Caraibi, nel Santuario di Aparecida,
così vicino alla “Fazenda da Esperança”. Confido
anche nelle vostre preghiere, affinché i nostri popoli
abbiano vita in Gesù Cristo e tutti noi siamo suoi
discepoli e missionari. Supplico Maria - la Madre
Aparecida, la Vergine di Nazaret - che, nella sequela di
Cristo, custodiva tutte le cose nel suo cuore, che vi
custodisce nel silenzio fecondo della preghiera.
A tutte
le Suore di clausura, specialmente alle Clarisse presenti
in quest’Opera, va la mia benedizione con il mio
affetto.
INCONTRO CON LA
COMUNITÀ
DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Fazenda da
Esperança, Guaratinguetá
Sabato, 12 maggio 2007
Carissimi
amici e amiche!
Eccomi
finalmente nella "Fazenda da Esperança"!
1. Saluto
con particolare affetto Fra Hans Stapel, Fondatore
dell’Opera Sociale "Nossa Senhora da Glória",
conosciuta anche come "Fazenda da Esperança".
Desidero innazitutto rallegrarmi con tutti voi per aver
creduto nell’ideale di bene e di pace che questo posto
significa.
A tutti
voi che vi trovate in fase di ricupero, nonchè a coloro
che si sono ristabiliti, ai volontari, alle famiglie, agli
ex-ricoverati e ai benefattori di tutte le "fazendas"
rappresentate in questa occasione per questo appuntamento
con il Papa vorrei dire: Pace e Bene!
So che si
sono riuniti qui i rappresentanti di diversi paesi, dove
la "Fazenda da Esperança" possiede delle sedi.
Siete venuti a vedere il Papa. Siete venuti per ascoltare
e assimilare ciò egli desidera dirvi.
2. La
Chiesa di oggi deve ravvivare in se stessa la coscienza
del compito di riproporre al mondo la voce di Colui che
disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non
cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv
8,12). Da parte sua, la missione del Papa è di rinnovare
nei cuori questa luce che non si offusca, perchè vuole
illuminare l’intimo delle anime che cercano il vero bene
e la pace, che il mondo non può dare. Una luce come
questa abbisogna solo di un cuore aperto agli aneliti
divini. Dio non costringe, non opprime la libertà
individuale; solo chiede l’apertura di quel sacrario
della nostra coscienza attraverso cui passano tutte le
aspirazioni più nobili, ma anche gli affetti e le
passioni disordinati che offuscano il messaggio
dell’Altissimo.
3. «Ecco,
sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e
mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed
egli con me» (Ap 3,20). Sono parole divine che
giungono al fondo dell’anima e che scuotono persino le
sue radici più profonde.
In un
certo momento della vita, Gesù viene e bussa, con tocchi
soavi, nel profondo dei cuori ben disposti. Con voi, Egli
lo ha fatto attraverso una persona amica o un sacerdote o,
chissà, predispose una serie di coincidenze per farvi
capire che siete oggetto della predilezione divina.
Mediante l’istituzione che vi accoglie, il Signore vi ha
reso possibile questa esperienza di ricupero fisico e
spirituale di importanza vitale per voi e per i vostri
familiari. A seguito di ciò, la società si attende che
sappiate divulgare questo bene prezioso della salute fra
gli amici ed i membri di tutta la comunità.
Voi
dovete essere gli ambasciatori della speranza! Il Brasile
possiede una statistica delle più rilevanti per ciò che
riguarda la dipendenza chimica delle droghe e degli
stupefacenti. E l’America Latina non resta indietro.
Perciò dico agli spacciatori che riflettano sul male che
stanno facendo a una moltitudine di giovani e di adulti di
tutti gli strati sociali: Dio chiederà loro conto di ciò
che hanno fatto. La dignità umana non può essere
calpestata in questo modo. Il male provocato riceve la
medesima riprovazione che Gesù espresse per coloro che
scandalizzavano i "più piccoli", i preferiti di
Dio (cfr Mt 18,7-10).
4. A
mezzo di una terapia, che include l’assistenza medica,
psicologica e pedagogica, ma anche molta preghiera, lavoro
manuale e disciplina, sono già numerose le persone,
soprattutto giovani, che sono riuscite a liberarsi dalla
dipendenza chimica e dall’alcool e a ricuperare il senso
della vita.
Desidero
manifestare il mio apprezzamento per quest’Opera, che ha
come fondamento spirituale il carisma di San Francesco e
la spiritualità del Movimento dei Focolari.
Il
reinserimento nella società costituisce, senza dubbio,
una dimostrazione dell’efficacia della vostra
iniziativa. Però, ciò che più desta l’attenzione, e
conferma la validità del lavoro, sono le conversioni, il
ritrovamento di Dio e la partecipazione attiva alla vita
della Chiesa. Non basta curare il corpo, bisogna ornare
l’anima con i più preziosi doni divini acquisiti col
Battesimo.
Ringraziamo
Iddio per aver voluto porre tante anime sulla strada di
una speranza rinnovata, con l’aiuto del Sacramento del
perdono e della celebrazione dell’Eucaristia.
5. Cari
amici, non posso lasciarmi sfuggire questa opportunità di
ringraziare pure tutti coloro che collaborano
materialmente e spiritualmente per dare continuità all’Opera
Sociale Nossa Senhora da Glória. Che Dio benedica Fra
Hans Stapel e Nelson Giovanelli Ros per aver accolto
l’invito suo a dedicare a voi la loro vita. Il Signore
benedica anche tutti coloro che lavorano in quest’Opera:
i consacrati e le consacrate, i volontari e le volontarie.
Una benedizione speciale va pure a tutte le persone amiche
che la sostengono: autorità, gruppi di appoggio e tutti
coloro che amano Cristo presente in questi suoi figli
prediletti.
Il mio
pensiero va ora a molte altre istituzioni di tutto il
mondo che lavorano per restituire la vita, e una vita
nuova, a questi nostri fratelli presenti nella nostra
società, e che Dio ama con un amore preferenziale. Penso
pure ai molti gruppi degli Alcoolisti Anonimi e dei
Tossicodipendenti Anonimi, e alla Pastorale della Sobrietà
che già lavora in molte comunità, fornendo i suoi
generosi aiuti in favore della vita.
6. La
prossimità del Santuario di Aparecida ci assicura che la
"Fazenda da Esperança" nacque sotto la
benedizione ed il suo sguardo materno. Da molto tempo
chiedo alla Madre, Regina e Patrona del Brasile, che
stenda il suo mantello protettore su coloro che
parteciperanno alla V Conferenza Generale
dell’Episcopato dell’America Latina e dei Caraibi. La
vostra presenza qui assicura un considerevole aiuto per il
successo di questa grande Assemblea; deponete le vostre
preghiere, i sacrifici e le rinunzie sull’altare della
Cappella, sicuri che, nel Santo Sacrificio dell’Altare,
queste offerte saliranno al cieli come soave profumo al
cospetto dell’Altissimo. Conto sul vostro aiuto. Che San
Fra Galvão e Santa Crescenza veglino e proteggano ognuno
di voi. Tutti benedico nel nome del Padre, del Figlio e
dello Spirito Santo. Amen.
Fonte:
Radio Vaticana
La
Fazenda da Esperança è una comunità fodata nel 1979 dal
padre francescano Hans Stapel per il recupero di
tossicodipendenti e alcolisti e si occupa di ragazze
madri, emarginati e senza tetto. Più di 3 mila le persone
accolte, assistite da circa 8 mila volontari. Sulla visita
del Papa ascoltiamo lo stesso fondatore della Fazenda da
Esperança padre Stapel: 
R. – E’ una cosa molto, molto speciale, per me,
un’emozione fortissima che il Papa possa vedere la vita
che tutti i giorni noi sperimentiamo: il cambiamento di
tante persone attraverso la Parola di Dio, il lavoro che
svolgiamo.
D. – Benedetto XVI ha dedicato la sua prima Enciclica
al Dio che è amore. E’ proprio l’amore che fa andare
avanti questa Fazenda da Esperança? E’ l’amore che
alimenta la speranza delle persone che sono qui?
R. – E’ chiaro, l’amore è alla base di tutto.
Nella vita, se non c’è amore, non va bene nulla. Si
deve amare con amore gratuito. L’amore gratuito fa una
rivoluzione dentro di noi, nella nostra vita e nella vita
degli altri. E’ una cosa molto bella. L’Enciclica che
il Papa ha scritto è una gioia. Se noi capiamo che Dio è
amore e vive di amore, sentiamo il suo amore e lo passiamo
agli altri, abbiamo la soluzione di tutti i problemi.
D. – Che cosa si aspetta per i ragazzi da questo
incontro? Che cosa può nascere da un’emozione che sarà
grandissima?
R. – Io penso che i ragazzi si sentano come il figlio
prodigo, che ha sbagliato tutto, che ha distrutto la sua
vita e la vita di tante persone, e sente un complesso di
colpa molto profondo. La visita del Papa, con le sue
parole “Dio vi ama, voi siete importanti per Dio, voi
siete figli adottivi di Dio”, sono convinto sia una
grazia molto, molto speciale.
RECITA DEL
SANTO ROSARIO E INCONTRO CON I SACERDOTI,
I RELIGIOSI, LE RELIGIOSE, I SEMINARISTI E I DIACONI
DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Basilica del
Santuario dell’Aparecida
Sabato, 12 maggio 2007
Signori
Cardinali,
Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato,
Amati religiosi e voi tutti che, stimolati dalla voce di
Gesù Cristo, lo avete seguito per amore,
Carissimi seminaristi, che vi state preparando per il
ministero sacerdotale,
Cari rappresentanti dei Movimenti ecclesiali e tutti voi
laici che portate la forza del Vangelo nel mondo del
lavoro e della cultura, in seno alle famiglie,
così come nelle vostre parrocchie!
1. Come
gli Apostoli, insieme a Maria, «salirono alla stanza
superiore» e lì, «uniti dallo stesso sentimento, si
dedicavano assiduamente alla preghiera» (cfr At 1,13-14),
così anche noi quest’oggi ci siamo radunati qui nel
Santuario di Nostra Signora della Concezione Aparecida,
che in questa ora è per noi «la stanza superiore» dove
Maria, Madre del Signore, si trova in mezzo a noi. Oggi è
Lei che guida la nostra meditazione; è Lei che ci insegna
a pregare. È Lei che ci addita il modo di aprire le
nostre menti ed i nostri cuori alla potenza dello Spirito
Santo, che viene per essere trasmesso al mondo intero.
Abbiamo
appena recitato il Rosario. Attraverso i suoi cicli
meditativi, il divino Consolatore vuole introdurci nella
conoscenza del Cristo che sgorga dalla fonte limpida del
testo evangelico. Dal canto suo, la Chiesa del terzo
millennio si propone di offrire ai cristiani la capacità
di «conoscere – secondo le parole di San Paolo – il
mistero di Dio, cioè Cristo, nel quale sono nascosti
tutti i tesori della sapienza e della scienza» (Col
2,2-3). Maria Santissima, la Vergine pura e senza macchia,
è per noi scuola di fede destinata a guidarci e a darci
forza sul sentiero che porta incontro al Creatore del
Cielo e della Terra. Il Papa è venuto ad Aparecida con
viva gioia per dirvi innanzitutto: «Rimanete alla scuola
di Maria». Ispiratevi ai suoi insegnamenti, cercate di
accogliere e di conservare nel cuore le luci che Lei, per
mandato divino, vi invia dall’alto.
Com’è
bello stare qui riuniti nel nome di Cristo, nella fede,
nella fraternità, nella gioia, nella pace e «nella
preghiera con Maria, la Madre di Gesù» (At
1,14). Come è bello, carissimi Presbiteri, Diaconi,
Consacrati e Consacrate, Seminaristi e Famiglie cristiane,
essere qui nel Santuario Nazionale di Nostra Signora della
Concezione Aparecida, che è Dimora di Dio, Casa di Maria
e Casa dei Fratelli, e che in questi giorni si trasforma
anche in Sede della V Conferenza Episcopale
Latinoamericana e dei Caraibi. Come è bello essere qui in
questa Basilica Mariana verso la quale, in questo tempo,
convergono gli sguardi e le speranze del mondo cristiano,
in modo speciale dell’America Latina e dei Caraibi!
2. Sono
felice di essere qui con voi, in mezzo a voi! Il Papa vi
ama! Il Papa vi saluta affettuosamente! Prega per voi! E
implora dal Signore le più preziose benedizioni sui
Movimenti, sulle Associazioni e sulle nuove realtà
ecclesiali, espressione viva della perenne giovinezza
della Chiesa! Siate veramente benedetti! Da qui rivolgo il
mio saluto veramente affettuoso a voi, Famiglie, qui
radunate in rappresentanza di tutte le carissime Famiglie
cristiane presenti nel mondo intero. Mi rallegro in modo
specialissimo con voi e vi do il mio abbraccio di pace.
Ringrazio
per l’accoglienza e per l’ospitalità del Popolo
brasiliano. Da quanto sono arrivato sono stato ricevuto
con molto affetto! Le varie manifestazioni di
apprezzamento ed i saluti dimostrano quanto voi vogliate
bene, stimiate e rispettiate il Successore dell’apostolo
Pietro. Il mio Predecessore, il Servo di Dio Giovanni
Paolo II ha menzionato diverse volte la vostra simpatia e
lo spirito di accoglienza fraterna. Egli aveva pienamente
ragione!
3. Saluto
i cari sacerdoti qui presenti, mentre penso e prego per
tutti i sacerdoti sparsi in tutto il mondo, in modo
particolare in America Latina e nei Caraibi, tra questi
anche i sacerdoti Fidei donum. Quante sfide, quante
situazioni difficili affrontate, quanta generosità,
quanta abnegazione, sacrifici e rinunce! La fedeltà
nell’esercizio del ministero e nella vita di preghiera,
la ricerca della santità, la donazione totale a Dio nel
servizio ai fratelli e alle sorelle, spendendo le vostre
vite ed energie, promovendo la giustizia, la fraternità,
la solidarietà e la condivisione – tutto ciò parla
fortemente al mio cuore di Pastore. La testimonianza di un
sacerdozio vissuto bene nobilita la Chiesa, suscita
ammirazione nei fedeli, è fonte di benedizioni per la
Comunità, è la migliore promozione vocazionale, il più
autentico invito perché anche altri giovani rispondano
positivamente agli appelli del Signore. È la vera
collaborazione in vista della costruzione del Regno di
Dio!
Vi
ringrazio sinceramente e vi esorto a continuare a vivere
in maniera degna la vocazione che avete ricevuto. Che il
fervore missionario, la passione per un’evangelizzazione
sempre più aggiornata, lo spirito apostolico autentico e
lo zelo per le anime siano sempre presenti nelle vostre
vite! Il mio affetto, le mie preghiere e i miei
ringraziamenti vanno anche ai sacerdoti anziani ed
infermi. La vostra conformazione al Cristo Sofferente e
Risorto costituisce l’apostolato più fecondo! Molte
grazie!
4.
Carissimi Diaconi e Seminaristi, anche a voi che occupate
un luogo speciale nel cuore del Papa, un saluto molto
fraterno e cordiale. La giovialità, l’entusiasmo,
l’idealismo, l’incoraggiamento per affrontare con
audacia le nuove sfide rinnovano la disponibilità del
Popolo di Dio, rendono i fedeli più dinamici e portano la
Comunità a crescere, a progredire, ad essere più
fiduciosa, gioiosa ed ottimista. Ringrazio per la
testimonianza che offrite, collaborando con i vostri
Vescovi nelle attività pastorali delle diocesi. Abbiate
sempre di fronte agli occhi la figura di Gesù, il Buon
Pastore, che «non è venuto per essere servito, ma per
servire e dare la propria vita in riscatto di molti» (Mt
20,28). Siate come i primi diaconi della Chiesa:
uomini di buona reputazione, colmi dello Spirito Santo, di
saggezza e di fede (cfr At 6,3-5). E voi,
Seminaristi, rendete grazie a Dio per la chiamata che Lui
vi rivolge. Ricordatevi che il Seminario è la «culla
della vostra vocazione e la palestra della prima
esperienza di comunione» (Direttorio
per il Ministero e la Vita dei Presbiteri, n. 32).
Prego perché siate, con l’aiuto di Dio, sacerdoti
santi, fedeli e felici di servire la Chiesa!
5.
Rivolgo ora il mio sguardo e la mia attenzione a voi,
amatissimi Consacrati e Consacrate, qui riuniti nel
Santuario della Madre, Regina e Patrona del Popolo
Brasiliano, ed anche sparsi in tutte le parti del mondo.
Voi,
religiosi e religiose, siete un’offerta, un regalo, un
dono divino che la Chiesa ha ricevuto dal suo Signore.
Rendo grazie a Dio per la vostra vita e per la
testimonianza che date al mondo di un amore fedele a Dio
ed ai fratelli. Questo amore senza riserve, totale,
definitivo, incondizionato ed appassionato si manifesta
nel silenzio, nella contemplazione, nella preghiera e
nelle attività più diversificate che svolgete, nelle
vostre famiglie religiose, a favore dell’umanità e
principalmente dei più poveri ed abbandonati. Tutto
questo suscita nel cuore dei giovani il desiderio di
seguire più da vicino e radicalmente Cristo Signore ed
offrire la vita per rendere testimonianza agli uomini e
donne del nostro tempo del fatto che Dio è Amore e che
vale la pena lasciarsi conquistare e affascinare per
dedicarsi esclusivamente a Lui (cfr Esort. ap. Vita
consecrata, 15).
La vita
religiosa in Brasile è stata sempre significativa ed ha
avuto un ruolo importante nell’opera
dell’evangelizzazione, sin dagli inizi della
colonizzazione. Soltanto ieri, ho avuto il grande piacere
di presiedere la Concelebrazione Eucaristica nella quale
è stato canonizzato Sant’Antonio di Sant’Anna Galvão,
presbitero e religioso francescano, primo Santo nato in
Brasile. Accanto a lui, un’altra ammirevole
testimonianza di persona consacrata è Santa Paulina,
fondatrice delle Piccole Suore dell’Immacolata
Concezione. Avrei molti altri esempi da citare. Che essi,
tutti insieme, vi servano di stimolo per vivere una
consacrazione totale. Dio vi benedica!
6. Oggi,
alla vigilia dell’apertura della V Conferenza Generale
dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, che avrò
il piacere di presiedere, sento il desiderio di dire a
tutti voi com’è importante il senso della nostra
appartenenza alla Chiesa, che porta i cristiani a crescere
ed a maturare come fratelli, figli dello stesso Dio e
Padre. Carissimi uomini e donne dell’America Latina, so
che avete una grande sete di Dio. So che seguite quel Gesù,
che disse: «Nessuno viene al Padre, se non per mezzo di
me» (Gv 14,6). Il Papa vuole perciò dire a tutti
voi: La Chiesa è la nostra Casa! Questa è la nostra
Casa! Nella Chiesa cattolica troviamo tutto ciò che
è buono, tutto ciò che è motivo di sicurezza e di
sollievo! Colui che accetta Cristo, «Cammino, Verità e
Vita» nella sua totalità, si assicura la pace e la
felicità, in questa vita e nell’altra! Per questo, il
Papa è venuto qui per pregare e confessare con voi tutti:
Vale la pena essere fedeli, vale la pena perseverare
nella propria fede! La coerenza nella fede richiede,
però, anche una solida formazione dottrinale e
spirituale, contribuendo così alla costruzione di una
società più giusta, più umana e cristiana. Il
Catechismo della Chiesa Cattolica, anche nella sua
versione più ridotta, pubblicata sotto il titolo di
Compendio, sarà di aiuto per avere chiare nozioni circa
la nostra fede. Chiediamo fin d’ora che la venuta dello
Spirito Santo sia per tutti quanti come una nuova
Pentecoste, affinché illumini con la luce che scende
dall’Alto i nostri cuori e la nostra fede.
7. È con
grande speranza che mi rivolgo a voi tutti che vi trovate
all’interno di questa maestosa Basilica, o che hanno
partecipato al Santo Rosario stando all’esterno, per
invitarvi a diventare profondamente missionari e a portare
la Buona Novella del Vangelo a tutti i punti cardinali
dell’America Latina e del mondo.
Chiediamo
alla Madre di Dio, Nostra Signora della Concezione
Aparecida, che protegga la vita di tutti i cristiani. Lei,
che è la Stella dell’Evangelizzazione, guidi i nostri
passi sul cammino verso il Regno celeste:
«Madre
nostra, proteggi la famiglia brasiliana e
latinoamericana!
Custodisci
sotto il tuo mantello protettore i figli di questa amata
Patria che ci accoglie,
Tu
che sei l’Avvocata presso il tuo Figlio Gesù, da’
al Popolo Brasiliano pace costante e prosperità
completa,
Infondi
nei nostri fratelli di tutta la geografia
latinoamericana un vero ardore missionario, propagatore
di fede e di speranza,
Fa’
che il tuo grido risuonato a Fatima per la conversione
dei peccatori diventi realtà e trasformi la vita della
nostra società,
e Tu
che, dal Santuario di Guadalupe, intercedi per il popolo
del Continente della Speranza, benedici le sue terre ed
i suoi focolari,
Amen».
©
Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana