Fonte:
Radio Vaticana, 14 maggio 2007
Il
Papa è rientrato a Castel Gandolfo dal Brasile. Ad
Aparecida Benedetto XVI invita a porre al centro Gesù per
costruire una società giusta evitando gli errori
distruttivi del marxismo e del capitalismo.
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Benedetto XVI è rientrato oggi a Roma dal Brasile:
l’aereo papale, un Boeing 777 dell’Alitalia, è
atterrato all’aeroporto di Ciampino alle 12.25. Il
Pontefice si è subito trasferito nella sua residenza di
Castel Gandolfo, dove trascorrerà alcuni giorni prima di
tornare in Vaticano venerdì prossimo. Questo mercoledì
dunque non ci sarà la consueta udienza generale.
“Indimenticabile”: cosi’, ieri sera nella cerimonia
di congedo all’aeroporto di San Paolo, Benedetto XVI ha
definito il suo primo viaggio apostolico in Brasile,
iniziato il 9 maggio scorso. E davvero indimenticabili
sono stati i tanti incontri e le celebrazioni a San Paolo
come ad Aparecida. Momenti sempre accompagnati
dall’affetto dei fedeli, da un entusiasmo spontaneo che
ha colpito il Santo Padre. Ieri, poi, il viaggio di
Benedetto XVI ha assunto una valenza continentale con
l’intervento d’apertura alla V Conferenza generale
dell’Episcopato dell’America Latina e dei Caraibi.
Sull’ultima giornata del sesto viaggio apostolico
internazionale del Papa, il servizio del nostro inviato Alessandro
Gisotti: 
Tende a certeza de que levo a todos no meu coração,
donde brota…
“Siate certi che vi porto tutti nel mio cuore”: con
queste parole, piene di affetto, il Papa ha salutato il
popolo del Brasile e di tutta l’America Latina.
Benedetto XVI ha ringraziato il Signore per avergli
consentito di vivere ore “intense ed indimenticabili”.
Ed ha aggiunto: “Nella mia memoria rimarranno per sempre
incise le manifestazioni di entusiasmo e di profonda
pieta’ di questo popolo”. Anche ieri, come nei quattro
giorni precedenti qui in Brasile, la visita del Pontefice
ha offerto avvenimenti di grande valore per la Chiesa di
tutta l’America Latina.
(Canti – Vespri)
Prima della partenza, l’evento piu’ atteso del
viaggio: l’apertura della V Conferenza generale
dell’Episcopato latinoamericano e dei Caraibi, nel
Santuario di Aparecida, nell’ambito della celebrazione
dei Vespri. L’America Latina, “Continente della
speranza”, sia anche il “Continente dell’Amore”:
è stata la viva esortazione di Benedetto XVI, che nel suo
discorso all’episcopato latinoamericano e dei Caraibi ha
indicato le grandi sfide che la Chiesa di questo
Continente dovrà affrontare nei prossimi anni. Il Papa ha
ricordato, innanzitutto, che è l’incontro con Cristo
nell’Eucaristia, centro della vita cristiana, a
suscitare “l’impegno dell’evangelizzazione e la
spinta alla solidarietà”.
Sólo de la Eucaristía brotará la civilización
del amor…
“Solo dall'Eucaristia – ha detto il Papa -
germoglierà la civiltà dell'amore che trasformerà
l’America Latina ed i Caraibi così che, oltre ad essere
il Continente della Speranza, sia anche il Continente
dell'Amore!”. Un discorso articolato e appassionato,
quello di Benedetto XVI, che, ha svolto la sua riflessione
partendo da un’analisi della situazione della fede
cristiana in America Latina:
La fe en Dios ha animado la vida y la cultura de
estos pueblos…
“La fede in Dio – ha detto – ha animato la vita e
la cultura di questi Paesi”, negli ultimi cinque secoli.
Quella stessa fede, ha avvertito, deve oggi “affrontare
serie sfide”, giacché sono in gioco “lo sviluppo
armonico della società e dell’identità cattolica dei
suoi popoli”. Per questo, i fedeli cattolici devono
sempre più prendere coscienza della loro responsabilità
ad essere “discepoli e missionari di Cristo”. Il Papa
ha affermato che “l’annuncio di Gesù e del suo
Vangelo” non ha comportato “un'alienazione delle
culture precolombiane, né fu un'imposizione di una
cultura straniera”. In ultima istanza, ha detto, “solo
la verità unifica e la sua prova è l'amore”. Per
questo motivo, essendo Cristo “l'amore fino alla
fine”, “non è estraneo ad alcuna cultura né ad
alcuna persona”. Ecco allora che “l'utopia di tornare
a dare vita alle religioni precolombiane, separandole da
Cristo e dalla Chiesa universale, non sarebbe un
progresso, bensì un regresso”. Il Papa ha lodato la
ricca e profonda religiosità popolare dei popoli
latinoamericani. Religiosità che va protetta e, “quando
fosse necessario”, purificata. Ha così rivolto il suo
pensiero al percorso tracciato dalla prima Conferenza di
Rio de Janeiro a quella di Aparecida:
Los Pastores quieren dar ahora un nuevo impulso a la
evangelización…
“I Pastori – ha detto – vogliono dare ora nuovo
impulso all’evangelizzazione, affinché questi popoli
continuino a crescere e maturare nella loro fede”, per
essere testimoni di Gesù “con la propria vita”. Ha
così parlato del fenomeno della globalizzazione, che,
accanto ad alcuni vantaggi, comporta però “il rischio
dei grandi monopoli e di trasformare il lucro in valore
supremo”. Anche la globalizzazione, è stato il suo
monito, “deve essere guidata dall’etica”, mettendosi
al “servizio della persona umana”. Il Pontefice ha
riconosciuto che in America Latina la democrazia ha
registrato dei progressi ma permane la preoccupazione
davanti a “forme di governo autoritario o soggette a
certe ideologie che si credevano superate e che non
corrispondono con la visione cristiane dell’uomo e della
società”. D’altra parte, il Papa ha avvertito che
“l’economia liberale” deve tenere presente l’equità,
poiche’ “continuano ad aumentare i settori sociali”
oppressi dalla povertà. Si percepisce, ha proseguito, un
“certo indebolimento della vita cristiana”, dovuto al
secolarismo e al proselitismo di sette e nuove espressioni
pseudoreligiose. Di fronte a queste “nuove difficili
scelte”, ha esortato tutti ad impegnarsi ad una
rivitalizzazione della fede in Cristo, attraverso nuovi
“progetti pastorali creativi”. Benedetto XVI ha, così,
affrontato il tema della Conferenza:
Pues ser discípulos y misioneros de Jesucristo…
“Essere discepoli e missionari di Gesù Cristo”, ha
avvertito, “suppone che si sia profondamente radicati in
Lui”. La priorità della fede in Cristo, ha spiegato,
non vuole però essere un abbandono “dei grandi problemi
economici, sociali e politici dell’America Latina”,
una fuga dalla realtà verso un mondo spirituale. Ma cosa
è in definitiva questa realtà, si è chiesto il Santo
Padre. Sono forse solo i beni materiali? Questo, ha
affermato, è proprio il “grande errore delle tendenze
dominanti nell'ultimo secolo, errore distruttivo, come
dimostrano i risultati tanto dei sistemi marxisti quanto
di quelli capitalisti”. Solo chi riconosce Dio, ha
aggiunto, può “rispondere in modo adeguato e realmente
umano”. Se non conosciamo Dio in Cristo, ha detto
ancora, “non c’è via e non essendoci via, non ci sono
né vita né verità”. Per conoscere e seguire realmente
Cristo, ha costatato, è “indispensabile la conoscenza
profonda della Parola di Dio”. Di qui, l’esortazione
ai pastori a “sforzarsi di farla conoscere”,
intensificando “la catechesi e la formazione nella
fede”. Il Pontefice ha anche indicato nei mezzi di
comunicazione dei sistemi per “comunicare efficacemente
il messaggio di Cristo”, ricordando che
“l’evangelizzazione si è sviluppata sempre insieme
con la promozione umana e l’autentica liberazione
cristiana”. Quando il discepolo è “innamorato di
Cristo”, è stata la sua riflessione, non può smettere
di annunciare il suo messaggio salvifico al mondo.
Benedetto XVI ha, dunque, rivolto il pensiero alla
questione sociale in America Latina:
Los pueblos latinoamericanos y caribeños tienen
derecho a una vida plena…
“I popoli latinoamericani e dei Caraibi”, ha detto,
“hanno il diritto ad una vita piena”, “liberi dalle
minacce della fame e da ogni forma di violenza”. Serve,
perciò, uno sviluppo autentico, integrale, che
“sopprima le gravi disuguaglianze sociali”. Ma come la
Chiesa può rispondere alla grande sfida della povertà,
si è domandato il Papa. Capitalismo e marxismo, ha
rilevato, “promisero di trovare la strada per la
creazione di strutture giuste”. Una promessa ideologica
“che si è dimostrata falsa”. Dove il sistema marxista
è andato al governo, “non ha lasciato solo una triste
eredità di distruzioni economiche ed ecologiche, ma –
ha evidenziato – anche una dolorosa distruzione degli
spiriti”. E la stessa cosa, vediamo anche in Occidente,
dove “cresce costantemente la distanza tra poveri e
ricchi e si produce un'inquietante degradazione della
dignità personale”. Sono necessari dei valori
fondamentali, ma se Dio è assente, ha avvertito,
“questi valori non si mostrano con tutta lo loro
forza”. D’altro canto, ha ribadito che “il lavoro
politico non è competenza immediata della Chiesa”; il
rispetto di una “sana laicità” è, infatti,
essenziale “nella tradizione cristiana autentica”.
Si la Iglesia comenzara a transformarse directamente
en sujeto político…
“Se la Chiesa cominciasse a trasformarsi direttamente
in soggetto politico – è stato il monito del Papa –
non farebbe di più per i poveri e per la giustizia, ma
farebbe di meno, perché perderebbe la sua indipendenza e
la sua autorità morale, identificandosi con un'unica via
politica e con posizioni parziali opinabili”. La Chiesa,
ha aggiunto, è “avvocata della giustizia e dei
poveri”, proprio perché “non si identifica coi
politici né con gli interessi di partito”. Solo essendo
indipendente può “orientare le coscienze ed offrire
un'opzione di vita che va oltre l'ambito politico”. In
questo settore, ha ribadito la vocazione fondamentale
della Chiesa è “formare le coscienze” ed “educare
alle virtù individuali e politiche”. Dal canto loro,
laici cattolici “devono essere coscienti delle loro
responsabilità nella vita pubblica; devono essere
presenti nella formazione dei consensi necessari e
nell'opposizione contro le ingiustizie”. Papa Benedetto
ha poi enumerato gli altri campi prioritari per il
rinnovamento della Chiesa latinoamericana a partire dalla
famiglia:
La familia, “patrimonio de la humanidad”,
constituye uno de los tesoros…
“La famiglia – ha affermato – patrimonio
dell’umanità, costituisce uno dei tesori più
importanti dei Paesi latinoamericani”. Ancor più oggi,
in un tempo nel quale soffre per “situazioni avverse
provocate” dal relativismo etico, dalla povertà e dalle
“legislazioni civili contrarie al matrimonio” che
favoriscono gli anticoncezionali e l’aborto. Il Papa ha
criticato la “mentalità maschilista” ancora presente
in alcune famiglie dell’America Latina ed ha ribadito il
ruolo fondamentale della donna per il futuro della società.
Ha infine messo l’accento sull’urgenza di una
“pastorale familiare intensa e vigorosa” così come
sulla necessità di politiche che rispondano ai diritti
della famiglia. Benedetto XVI ha poi rivolto il pensiero
ai sacerdoti, chiamati ad essere “i primi promotori del
discepolato e della missione”. Per compiere questo
servizio, ha affermato, il sacerdote “deve avere una
solida struttura spirituale e vivere tutta la sua vita
animato dalla fede, dalla speranza e dalla carità”.
Quindi, ha riconosciuto il grande valore della
testimonianza dei religiosi e consacrati che in un mondo
che ricerca innanzitutto il piacere, ricordano che il
“Regno di Dio è già arrivato”. Ai laici, ha chiesto
di sentirsi “corresponsabili nella costruzione della
società” ispirandosi al Vangelo. Poi, ha dedicato
l’attenzione alla gioventù:
Os jovens encaram a existência como uma constante
descoberta…
“I giovani – è stata la sua esortazione – devono
affrontare la vita come una continua scoperta, senza
lasciarsi irretire dalle mode”, ma procedendo “con una
profonda curiosità sul senso della vita” e sul mistero
di Dio. I ragazzi, ha aggiunto, si oppongano ai facili
miraggi della felicità immediata così come alla droga,
all’alcool e ad ogni forma di violenza. L’intervento
di Papa Benedetto si è concluso con una toccante
invocazione al Signore, segno del suo amore per la Chiesa
e per il popolo dell’America Latina:
Quédate, Señor, con aquéllos que en nuestras
sociedades …
“Resta, Signore, con quelli che nelle nostre società
sono più vulnerabili; resta con i poveri e gli umili, con
gli indigeni e gli afroamericani, che non sempre hanno
trovato spazio e appoggio per esprimere la ricchezza della
loro cultura e la saggezza della loro identità. Resta,
Signore, con i nostri bambini e con i nostri giovani, che
sono la speranza e la ricchezza del nostro Continente”.
¡Fortalece a todos en su fe para que sean tus discípulos
y misioneros!
“Fortifica tutti nella fede, affinché siano i tuoi
discepoli e missionari!”. Dal canto suo, il presidente
del CELAM, il cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa,
ha assicurato l’impegno a dare un nuovo slancio
missionario alla Chiesa del Continente, dove vive quasi la
meta’ dei cattolici di tutto il mondo. Al porporato il
Santo Padre ha donato uno splendido trittico di arte
peruviana raffigurante al centro l’Ascensione del
Signore ed, ai lati, Gesu’ con i discepoli e
l’immagine di San Juan Diego di Guadalupe.
Da Aparecida, Alessandro Gisotti, Radio Vaticana